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Giorgio Gorine 5 A

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Corso Sperimentale P.N.I

Liceo Scientifico Galileo Galilei

A.S. 2008 / 2009 1

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Indice

Introduzione.............................................................................................2

I Pitagorici e la prima teoria del suono

Monocordo .........................................................................................4

  • Scala pitagorica........................................... ......................................5
  • Consonanza e dissonanza.................................................................6
  • Armonia celeste per i Pitagorici..........................................................7

Fisica del suono

Caratteristiche del suono....................................................................9

  • Risonanza..........................................................................................11
  • Accenni alle serie di Fourier...............................................................12

Dal parlato alla musica

Voce e melodia..................................................................................13

  • Intonazione e cadenze......................................................................14

Suoni e colori

Kandinskij..........................................................................................15

Musicalità delle parole

Pascoli e D’Annunzio .......................................................................19

  • Teoria del suono di Leopardi ............................................................21
  • Sound as epiphany in Joyce……………………………………….23

Bibliografia.............................................................................................24 2

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Motivazione

Ho scelto la tematica del suono e più in generale della musica, in quanto sono stato ispirato dal mio insegnante di chitarra ad approfondire certi aspetti della teoria musicale. Ho scoperto che vi è una stretta connessione tra la cultura delle diverse popolazioni e le emozioni suscitate dal suono dei loro “modi musicali”. In particolare mi ha interessato scoprire i motivi per il quale un suono può esser (quasi) oggettivamente definito piacevole o sgradevole. Consigliato dal mio insegnante, ho voluto indagare sull’argomento attraverso l’opera di un fisico italiano dell’Università La Sapienza di Roma, Andrea Frova “Armonia celeste e dodecafonia”, particolare per l’approccio scientifico al suono e alla musica.

Ho voluto inoltre construire un antico strumento, il monocordo, per poter riprodurre il primo esperimento scientifico nella storia occidentale di teoria musicale.

La mia tesina si sviluppa nel seguente modo:

Inizialmente descrivo la teoria dei suoni consonanti e della scala pitagorica risalente al IV 1. secolo a.C. tramite dimostrazioni sul monocordo e indago la teoria dell’armonia celeste e del suono emesso da corpi celesti come esposta dai filosofi pitagorici, e rivista nel XVII secolo da Keplero [storia della teoria musicale, filosofia del mondo antico, astronomia];

In secondo luogo espongo alcuni concetti della moderna fisica del suono, incluse le caratteristiche del suono, la risonanza ed alcuni accenni all’analisi di Fourier [fisica acustica];

3. In terzo luogo approfondisco la relazione tra la voce umana e le intonazioni della lingua parlata [fisica acustica, psicoacustica];

4. A questo punto collego il suono all’arte figurativa nelle opere di Kandinsky [storia dell’arte];

5. Infine ho scelto alcuni autori della storia della letteratura italiana ed inglese che trattano la tematica del suono e della musica sotto due aspetti:

  • L’aspetto fonico delle poesie di Pascoli e d’Annunzio
  • Il ruolo del suono nella teoria del vago e indefinito di Leopardi e come epifania in due racconti brevi di Joyce [letteratura italiana e inglese]. 3

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I Pitagorici e la prima teoria del suono

“Musica è un esercizio aritmetico della mente che conta senza sapere di contare”

Gottfried Leibniz

Pitagora di Samo (575 ca. - 490 ca. a.C.) filosofo greco, che coniò la parola kósmos per indicare la bellezza, l’armonia, la simmetria dell’universo, fu il primo occidentale a compiere studi sperimentali sulla natura del suono; a lui è attribuito il merito di aver scoperto che gli intervalli musicali possono esser regolamentati da definiti rapporti di numeri interi.

I pitagorici riuscirono a definire i rapporti numerici esistenti tra i vari suoni attraverso l’uso di uno strumento sperimentale esistente all’epoca: il monocordo.

Particolare de La scuola di Atene di Raffaello, 1508-1511

Il monocordo consisteva in una sola corda di budello o di metallo tesa fra 2 ponti appoggiati su di una cassa di risonanza ed era dotato di un ponticello mobile che poteva scorrere liberamente da un ponte all’altro creando un terzo punto fisso.

Grazie a quest’ultimo la corda veniva suddivisa in due parti le cui lunghezze erano variabili a piacere permettendo l’esecuzione di accordi formate da coppie di suoni con altezze aventi tra loro un rapporto definibile.

I pitagorici giunsero a due principali scoperte:

  • L’altezza del suono è inversamente proporzionale alla lunghezza della corda vibrante.
  • L’esecuzione simultanea di due suoni presenta carattere di gradevolezza, quando il rapporto tra le lunghezze delle due parti della corda corrisponde ad una frazione dove numeratore e denominatore sono dati da numeri interi piccoli.

Attraverso il monocordo, i pitagorici si concentrarono sull’enunciare una definizione matematica di suono gradevole, consonanza: detto anche due o più suoni simultanei (un accordo) sono considerati gradevoli nel caso in cui il rapporto fra le due altezze è definito da piccoli numeri (3:2, 4:3, ecc.).

Sul monocordo questo rapporto corrisponde alle lunghezze delle parti della corda. Per esempio si chiama intervallo (o accordo) di quinta, la combinazione di due suoni emessi da una corda intera e da una corda in cui il ponticello mobile è stato fissato a una distanza di 2/3 dal piolo. Se L è la lunghezza della corda e il piolo è fissato a 2/3 L allora L: 2/3L = 3:2.

“Theorica Musicae”, Franchino Gafurio, 1492. In alto a destra Pitagora suona campane di vario peso e bicchieri riempiti d’acqua in diverse proporzioni. In basso Pitagora studia gli intervalli musicali su corde di lunghezza definita e, con l’allievo Filolao su flauti di diversa lunghezza. 4

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Similmente un intervallo (o accordo) di ottava corrisponde a una combinazione di suoni ottenuti da due corde di cui una è la metà dell’altra. Se L è la lunghezza della corda e il piolo è fissato a 1/2 L allora L: 1/2L = 1: ½ = 2:1.

Nella cultura occidentale, l’ottava si chiama così perché contiene 8 note (se si contano anche gli estremi della corda). I pitagorici chiamavano l’accordo di ottava “diaposon” (in greco “attraverso tutte le note”). È curioso notare che quasi tutte le culture basano le proprie scale sull’intervallo di ottava, anche se per esempio nella cultura indiana l’ottava si divide in 22 parti, nella cultura cinese in 5 parti e in quella araba in 17 parti.

Infine la perfetta quarta corrisponde a una combinazione di due suoni emessi da una corda intera e da una corda in cui il ponticello mobile è stato fissato a una distanza di 3/4 dal piolo. Se L è la lunghezza della corda e il piolo è fissato a 3/4 L allora L: 3/4L = 4:3.

La scala è una sequenza di note in ordine ascendente o discendente collocate secondo criteri che tengono presente le consonanze degli intervalli.

La scala pitagorica

La scala pitagorica è una sequenza di 7 note costruita con una progressione di intervalli di quinta.

La denominazione di ogni nota e l’uso pratico delle note famose DO RE MI FA SOL LA SI è una procedura alquanto convenzionale che assegna un nome per un preciso intervallo di quinta.

Questi nomi “convenzionali” sono da attribuire a Guido d’Arezzo (991–1050), monaco e musicologo italiano, il quale ha voluto facilitare i musicisti utilizzando le sillabe iniziali dei versi dell’inno a San Giovanni Battista di Paolo Diacono per comporre la scala musicale (scelta dovuta al fatto che ogni verso dell’inno inizia con un tono più alto rispetto al precedente).

Inno a San Giovanni

Ut queant laxis

Resonare fibris (“affinché i tuoi servi possano cantare con voci libere le Mira meraviglie delle tue azioni, cancella il peccato del loro gestorum Famuli labbro contaminato, o san Giovanni”).

tuorum

Solve polluti

Labii reatum

Sancte Iohannes

La scala pitagorica è costruita a partire dai rapporti numerici di cui sopra: 1:1, 2:1, 3:2, 4:3 alzando o abbassando al nota di riferimento per una quinta. La scala pitagorica è la seguente:

RE MI FA SOL LA SI DO RE’

1/1 9/8 32/27 4/3 3/2 27/16 16/9 2/1

È interessante notare che, malgrado la riconosciuta consonanza delle terze e delle seste, la scala pitagorica fu costruita escludendo questi rapporti di intervallo e basandosi soltanto sull’ottava e sulla quinta. Ciò perché i numeri 5, 6 e 8 non fanno parte dalla quaterna, che va da 1 a 4, ossia quella dei numeri che, sommati, danno 10, il numero perfetto per i pitagorici.

In linea teorica in un’ottava sono contenute infinite frequenze ed è opera dell’uomo la suddivisione di questa in un certo numero di gradi discreti. Merito appunto dei pitagorici la creazione di una scala ottenuta per esclusivi salti di quinta perfetta (in figura).

La scala pitagorica sopravvisse fino all’introduzione del canto polifonico nel Medioevo. Gli schemi pitagorici furono usati nella musica liturgica e il canto gregoriano ne è la testimonianza più conosciuta. 5

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Consonanza e dissonanza

Suoni consonanti Suoni dissonanti

singole armoniche

Nel grafico le linee sottili rappresentano le mentre la linea spessa rappresenta l’accordo. Come si può notare dalle figure sovrastanti di sinistra nell’intervallo do-sol (V) sono numerosi i punti X in cui entrambe le curve meno spesse intercettano l’asse orizzontale (nel caso specifico tutti i multipli di 3) dando origine a una curva da una forma d’onda 0 regolare.

Il rapporto tra i due suoni infatti è di 3:2, e se suonati insieme daranno un suono complessivo molto piacevole, di qui infatti la denominazione della quinta come accordo perfetto. Al contrario l’intervallo do-si (VII) si trova in un rapporto 15:8, di conseguenza risulterà assai sgradevole poiché non vi sono punti X frequenti e la forma della linea più spessa è alquanto irregolare.

Ma perché si può definire un accordo piacevole e dolce e un altro accordo invece ci può risultare aspro all’orecchio? E qual è la differenza tra suono e rumore (comunemente identificato come una sensazione uditiva sgradevole e fastidiosa o intollerabile).

La psicoacustica è la scienza che si occupa di determinare scientificamente le influenze che possono avere determinati suoni sul nostro organismo. Per quanto riguarda la sensazione di piacere che noi abbiamo nell’ascoltare un complesso di suoni emessi in un tempo relativamente breve, questa è dovuta alle caratteristiche fisiche del suono, primo fra tutti la regolarità. I neuroni uditivi periferici cercano, infatti, di codificare simmetrie temporali nella struttura del messaggio acustico; tali regolarità semplificano i meccanismi di elaborazione del cervello e, quanto più sono fitte, tanto più il piacere della consonanza sarà intenso. 6

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Inoltre la semplicità del messaggio acustico favorisce non solo la nostra sensazione di piacere, quanto anche l’attenzione e la memoria. Nella figura sono riportate le frequenze ottenute facendo risuonare due note di diversa frequenza contemporaneamente; le rispettive onde si troveranno periodicamente in concordanza (consonanti) o di fase (distanza tra due picchi) in opposizione (dissonanza) con frequenza pari alla differenza delle frequenze dei due suoni.

“…ciò che si oppone alla nostra apprensione, ossia l’irrazionale o la dissonanza, diventa immagine naturale di ciò che si oppone alla nostra volontà; e viceversa la consonanza, o il razionale, facilmente dominabile dalla nostra facoltà di apprensione, diventa l’immagine di ciò che soddisfa la volontà” Arthur Schopenauer

L’armonia celeste: dai Pitagorici a Keplero

“L’armonia risiede nel magico potere dei numeri”

Pitagora

Il padre della teoria dell’armonia celeste è Pitagora (575 ca.-490 ca. a.C.) e la sua scuola pitagorica. Questi furono i primi a dedicarsi in maniera razionale al problema cosmologico; per esempio la definizione di cosmo la dobbiamo a Pitagora, il primo che usò questo termine per indicare l’ordine e l’eleganza dell’universo (kosmos = ordine, armonia universale).

I Pitagorici inoltre furono i primi a sostenere che i pianeti avessero una forma sferica e ad ipotizzare un sistema eliocentrico, anche se al centro dell’universo non vi è il Sole ma l’Hestia, il fuoco centrale che fa brillare lo stesso di luce riflessa. La struttura complessiva dell’universo proposta da Pitagora e perfezionata dai suoi seguaci può essere riassunta come di seguito (tratto dalla descrizione di Filolao, filosofo greco che visse nel V secolo a.C.):

  • Ogni pianeta ruota nella direzione da Occidente a Oriente attorno a un fuoco centrale.
  • Tutti i corpi celesti ruotando, come sassi che sfrecciano attraverso l’aria, emettono un suono, ciascuno il proprio. Il suono è prodotto per effetto dell’attrito contro il mezzo nel quale i corpi celesti navigano (aria o fuoco).
  • Il suono ha un’altezza proporzionale alla velocità del corpo celeste la quale a sua volta è proporzionale alla distanza di ogni corpo celeste dal fuoco centrale.
  • I rapporti tra le altezze dei suoni sono tali da dar origine ad accordi musicali sempre armoniosi.
  • Nessuno percepisce questa “rumorosa” armonia a causa dell’assuefazione, avendola udita fin dalla nascita. 7

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2009

Titolo: Musica - "Senza musica non è più vita"

Autore: Gorine Giorgio

Descrizione: Inizialmente descrivo la teoria dei suoni consonanti e della scala pitagorica risalente al IV secolo a.C. tramite dimostrazioni sul monocordo e indago la teoria dell'armonia celeste e del suono emesso da corpi celesti come esposta dai filosofi pitago

Materie trattate: Storia, filosofia, astronomia, fisica, matematica, musica, arte, italiano, inglese

Area: scientifica

Sommario

Storia, Andrea Frova, Armonia celeste e dodecafonia, il monocordo e la prima scala musicale; l'armonia celeste di Filolao e di Keplero (filosofia).

Astronomia, Wikipedia, le tre leggi di Keplero.

Fisica, Andrea Frova, Armonia celeste e dodecafonia ed anche P. Marazzini - L. Mazzoni, L'indagine del mondo fisico - Onde e luce, le caratteristiche di un suono, risonanza, serie di Fourier (matematica).

Musica, varie fonti, nota, accordo, triadi, scale, cadenze,...

Arte, W. Kandinsky - A. Schönberg, a cura di J. Hahl-Koch, Musica e pittura, Kandinsky come anello congiungente musica e pittura.

Italiano, G. Baldi, S. Giusso, M. Razetti, G. Zaccaria, Dal testo alla storia. Dalla storia al testo, D'Annunzio e Pascoli (ed. mod. 3/1), Manzoni e Leopardi (ed. mod. 2), Assiuolo di Pascoli + L'onda di D'Annunzio = fonosimbolismo. Teoria del suono di Leopardi.

Inglese, libro di scuola, The Dubliners and Joyce's idea of epiphany.

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