Estratto del documento

Il mito: uno strumento per comprendere la realtà

Di Marco Chirico 5^E

Anno scolastico: 2013/2014

Liceo Scientifico “L. Da Vinci” 1

Indice

  1. Introduzione: Cos’è il mito?.............................................................................pag.3
  2. Il mito come proto-scienza: la Cosmogonia ..................................................................pag.4
  3. La gravità e la curvatura dello spazio-tempo..................................................................pag.6
  4. Il mito come memoria collettiva: La poetica del mito di C. Pavese........................................pag.8
  5. Joyce’s Ulysses................................................................................................pag.9
  6. La favola di Amore e Psiche nelle Metamorfosi di Apuleio................................................pag.10
  7. A. Canova: Amore e Psiche................................................................................pag.14
  8. F. Nietzsche: Apollo e Dioniso.............................................................................pag.15
  9. Il mito come perfezione ideale: Il mito del XX secolo....................................................pag.17
  10. La sezione aurea e il rettangolo aureo.....................................................................pag.19
  11. Conclusione.....................................................................................................pag.21 2

Introduzione

Cos’è il mito?

Il termine "mito" deriva dal greco mythos, che significa “parola, racconto”; tuttavia sarebbe sbagliato identificarlo come semplice narrazione, poiché esso, fin dall’antichità, è stato uno strumento per comprendere la realtà. Nel linguaggio comune la parola "mito" indica qualcosa di favoloso o di irraggiungibile, che viene in qualche modo amplificato e allontanato dal reale.

Nel suo significato primario tale termine rinvia invece al potere sacrale della parola e alle origini stesse dell'umanità. Non appena gli uomini hanno iniziato a comunicare tra loro, hanno cercato di usare la parola per raccontare e per fornire, attraverso il racconto, spiegazioni e insegnamenti relativi al proprio mondo e alle proprie esperienze, elaborate sotto forma di miti e di leggende.

La mitologia, per i popoli che hanno costruito su di essa la propria identità culturale, ha il significato primordiale di dire (e cioè di descrivere, rappresentare, ecc.), attraverso un testo narrativo, il reale conosciuto. Il mito è, in origine, un mezzo per "significare" le cose; solo successivamente diviene un enorme deposito di narrazioni, situazioni e personaggi cui si può fare riferimento anche in ambito letterario.

Il mito nasce dall'esigenza profonda di rispondere alle grandi domande sulle origini dell’universo e dell’umanità.

La mitologia dunque rappresenta una sorta di "proto-scienza": è il modo in cui l'uomo cerca di spiegare il perché delle cose.

Il mito è molto importante, in quanto veicola i fondamenti morali e le credenze religiose su cui poggia la struttura sociale dei popoli dell’antichità. Le narrazioni mitiche contribuiscono a formare il patrimonio di credenze e di valori in cui un popolo si identifica, la cosiddetta “memoria collettiva". In questo senso, la mitologia è stata in primo luogo, per i popoli antichi, un mezzo di conoscenza del mondo e di trasmissione di credenze, ideali e princìpi etici.

È chiaro dunque quanto il mito non sia una semplice narrazione ma uno strumento conoscitivo precedente all’analisi scientifica e storica. Per questo motivo è possibile analizzare il mito sotto i suoi diversi aspetti, i quali possono essere riassunti in tre punti:

  • Il mito come proto-scienza
  • Il mito come memoria collettiva e analisi dell’esperienza umana
  • Il mito come perfezione ideale

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Il mito come proto-scienza

L’elaborazione di miti e leggende rappresentava, nel passato, un tentativo di spiegare e di razionalizzare quelli che erano i fenomeni naturali. Il mito rappresenta quindi una scienza del passato o una proto-scienza, poiché indaga il reale con la finalità di spiegare, individuando le cause primarie, i fenomeni.

Il mito della creazione

La cosmogonia

L’interesse dell’uomo per quanto riguarda l’universo e la sua creazione ha origine già nelle prime civiltà. Per spiegare l’origine del cosmo l’uomo ha inventato i miti cosmogonici, nei quali la creazione veniva attribuita spesso a entità superiori, le divinità. Vi è una grande presenza di miti cosmogonici, i quali variano in base alle tradizioni e alle credenze dei popoli che li hanno creati.

C'è chi faceva risalire tutto all'opera di un unico dio, oppure alla lotta fra diversi dei, oppure all'esistenza di un uovo primordiale da cui sarebbe nato l'universo.

Uno dei miti cosmogonici di maggior fama è quello del “diavolo imbroglione” elaborato dal popolo zingaro.

"In principio, prima della creazione del mondo, c'era solo una grande distesa d'acqua. Dio era adirato di non avere né fratelli, né amici, e, in un momento di furia, scagliò il suo bastone contro la superficie delle acque. Il bastone si trasformò in un enorme albero e sotto l'albero dio scorse il diavolo.

"Buongiorno, fratello mio - gli diceva il diavolo - io d'ora in avanti sarò il tuo compagno di viaggio". Per nove giorni vagarono sulla superficie delle acque, ma Dio si accorse che il diavolo non era un amico sincero. Il nono giorno il diavolo disse: "Perché, mio Signore, non creiamo altri esseri che possano rallegrare la nostra vita?" "D'accordo - rispose il Signore - creiamo il mondo e popoliamolo di uomini. Ti insegnerò io come fare. Immergiti nella profondità delle acque e portami della sabbia. Quando avrò la sabbia pronuncerò il mio nome e dalla sabbia nascerà il mondo". Il diavolo allora si immerse nel mare e dal fondo prese una manciata di sabbia, ma invece di portarla in superficie pronunciò subito il suo nome: "Diavolo!". Sperava così di poter creare egli stesso il mondo, ma la sabbia divenne infuocata e gli ustionò le mani. Per nove giorni il diavolo tentò di ingannare Dio, ma ogni volta la sabbia diventava rovente e gli bruciava una parte del corpo. Dio, allora, vedendo il diavolo tutto scottato capì l'inganno. "Sei davvero un cattivo amico - gli disse -, se questa volta non mi porti la sabbia ti brucerai completamente". Il diavolo fu costretto a consegnare la sabbia a Dio. E fu allora sufficiente che colui che è padrone del cielo e della terra pronunciasse il suo nome, "Dio!", perché la sabbia prendesse forma di mondo, con i mari e i fiumi, i monti, le valli, animali ed alberi di ogni tipo. Ma il diavolo era proprio un grande imbroglione. Appena vide il mondo scelse per sé il luogo più bello: "Io abiterò sotto questo albero frondoso al centro della terra". Questa volta, però, Dio non si fidò più del diavolo e lo fece 4

sprofondare sotto terra. E allora dall'albero caddero molte foglie e ogni foglia generò un uomo".

Di grande fama è anche il mito del Demiurgo, il divino artigiano, descritto per la prima volta da Platone. Il Demiurgo è un semidio che ha il compito di plasmare la chora, ovvero la materia, secondo quanto era presente nel mondo delle idee.

In contrapposizione ai miti cosmogonici ci sono le teorie scientifiche sulla creazione dell’universo.

La teoria del Big Bang

La teoria più seguita, riguardo la creazione dell’universo, ovvero quella del Big Bang, è stata elaborata dal fisico ucraino George Gamow.

Secondo la suddetta teoria, l’universo era inizialmente concentrato in un volume più piccolo di quello di un atomo e aveva densità infinita, temperature di miliardi di gradi e vi era l’assenza dello spazio e del tempo. In un determinato istante, questo “uovo cosmico” cominciò a squarciarsi e ad espandersi; tuttavia questa espansione non può essere definita un’esplosione poiché mancavano lo spazio e il tempo. La suddetta espansione generò quello che noi chiamiamo universo, e di conseguenza anche il tempo, lo spazio e la materia. Inizialmente la forza che regolava l’universo era solo una, la quale si divideva in forza di gravità, forza elettromagnetica, forza debole e forza forte.

Alla creazione dell’universo segue la fase dell’inflazione, durante la quale cominciò una rapida espansione dell’universo e un conseguente abbassamento delle temperature. Liberata una gran quantità di calore, l’espansione cominciò ad attuarsi con un ritmo più lento, e si passò alla fase della sfera di fuoco, nella quale la materia cominciò a condensarsi prima in particelle elementari, ovvero quark ed elettroni, e poi in particelle maggiori, protoni e neutroni. Alla fase della sfera di fuoco segue la comparsa della luce nell’universo (Fiat lux), a causa della separazione tra la materia e la radiazione. L’universo dopo il primo miliardo di anni assume condizioni fisiche simili a quelle moderne; tuttavia esso è ancora oggi in continuo cambiamento, in quanto sembrerebbe che attualmente stia vivendo una nuova fase di espansione. 5

La relatività generale

Gravità e curvatura dello spazio-tempo

Nella relatività generale, Einstein, introduce il concetto di gravità affermando che essa è data dalla presenza di masse nell’universo, le quali incurvano lo spazio-tempo. 6

Le parti di spazio-tempo più vicine alle masse hanno curvature più accentuate di quelle che si trovano lontano da esse. Una volta nota la distribuzione delle masse, l’equazione di campo di Einstein permette di calcolare qual è la geometria dello spazio. La forza di gravità, grazie allo studio di Einstein, non è più considerata una forza attrattiva tra due masse, ma appare come un effetto della geometria dello spazio in cui esse si muovono; sono quindi le masse che dicono allo spazio-tempo come incurvarsi, ed è lo spazio-tempo che dice alle masse come muoversi.

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Sintesi

Introduzione mito, tesina

La seguente tesina di maturità tratta del tema del mito. Il termine "mito" deriva dal greco mythos, che significa “parola, racconto”; tuttavia sarebbe sbagliato identificarlo come semplice narrazione, poiché esso, fin dall’antichità, è stato uno strumento per comprendere la realtà. Nel linguaggio comune la parola "mito" indica qualcosa di favoloso o di irraggiungibile, che viene in qualche modo amplificato e allontanato dal reale. Nel suo significato primario tale termine rinvia invece al potere sacrale della parola e alle origini stesse dell'umanità. Non appena gli uomini hanno iniziato a comunicare tra loro, hanno cercato di usare la parola per raccontare e per fornire, attraverso il racconto, spiegazioni e insegnamenti relativi al proprio mondo e alle proprie esperienze, elaborate sotto forma di miti e di leggende.

Collegamenti

Mito, tesina

  • Italiano - Cesare Pavese
  • Latino - Amore e Psiche nelle metamorfosi di Apuleio
  • Inglese - Joyce's Ulysses
  • Filosofia - Apollineo e Dionisiaco di F. Nietzsche
  • Storia - Il mito del XX secolo di Alfred Rosenberg
  • Arte - Amore e Psiche di A. Canova
  • Matematica - Il rettangolo aureo e la successione di Fibonacci
  • Fisica - La gravità e la curvatura dello spazio tempo
  • Geografia astronomica - La cosmogonia e il Big Bang
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