Esame di Stato 2009 - Colloquio
Candidato: Lorenzo Capodieci
Martha Graham
Alcune delle implicazioni culturali della grande danzatrice americana protagonista della svolta tra balletto classico e danza moderna.
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Liceo Scientifico G. Galilei, Trieste - Esame di Stato 2009 - Lorenzo Capodieci
Martha Graham
Alcune delle implicazioni culturali della grande danzatrice americana protagonista della svolta tra balletto classico e danza moderna.
Introduzione
La figura di Martha Graham
Perché un percorso su Martha Graham
Il contesto storico
La Grande Depressione
La frontiera
La collaborazione con lo scultore Isamu Noguchi in Frontier
Il viaggio nella psiche
Night Journey
L'influenza di Jung
Junghian link Graham-Joyce
James Joyce's Ulysses, mythical method
p.1
p.2
p.3
p.4
p.5
Schema
Liceo Scientifico G. Galilei, Trieste - Esame di Stato 2009 - Lorenzo Capodieci
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Martha Graham
Alcune delle implicazioni culturali della grande danzatrice americana protagonista della svolta tra balletto classico e danza moderna.
L'11 maggio 1894 nella grigia Pittsburgh della Pennsylvania nasce Martha Graham che diventerà colei che senza dubbio può essere definita una delle più grandi coreografe della storia, colei che accompagnò la danza a contribuire al fenomeno artistico moderno.
La sua ricerca si fa carico dell'esperienza del nuovo XX secolo con tutto ciò che l'ha caratterizzato: dallo strazio delle due guerre mondiali, alla crisi dei sistemi politici e sociali, dal rapporto con il progresso scientifico, alla sofferta questione femminile, in un continuo riaffermarsi della supremazia della danza fra le arti come mezzo e fine dell'espressione senza falsità e ornamento proprio invece del balletto classico ottocentesco.
La sua tecnica a piedi scalzi, dinamica, basata sull'equilibrio di forze libere ma complementari si ispira all'atto della respirazione come segno di vita che non è azione solamente umana, ma di qualsiasi essere vivente, dell'universo e della natura stessa dove all'inspiro dell'alba procede l'espiro del tramonto con un interporsi continuo in cui l'essere umano è immerso. La Graham trova così un punto tra il bacino e il petto che prenderà come fulcro fisico e concettuale delle sue danze sviluppate appunto sul principio contraction-release (contrazione e liberazione) dove in una permanente tensione muscolare si alternano la curvatura spinale proveniente dal fulcro centrale e il suo srotolamento.
Prendendo questo punto (a livello dell'ombelico), anche ispirata da costumi orientali, la Graham volge più o meno esplicitamente delle critiche contro il moralismo puritano, che basandosi sulla scissione tra mente e corpo guardava negativamente la zona pelvica poiché sede degli organi sessuali, critiche che la porteranno ad abbracciare sempre più consapevolmente le teorie freudiane e più specificatamente junghiane che svilupperà in numerosi lavori.
Difficilmente si spiega quello che Martha Graham era e quello che significa la sua nuova tecnica, la sua danza è esclusivo atto che pur con numerose connotazioni filosofiche e morali rimane concepito come singolo e irriproducibile, i principi grahamiani vanno danzati; in questo sta per altro il suo merito: aver creato una danza che nel solo suo accadere è comunicazione.
Il mio percorso vorrà esporre alcuni dei numerosi collegamenti tra l'arte della Graham e la cultura novecentesca, anche attraverso l'uso di filmati d'epoca, per dimostrare come sia una figura da poter collocare senza dubbio alla pari con letterati e filosofi trattati dai programmi delle scuole istituzionali.
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Introduzione
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Il contesto storico in cui Martha Graham comincia le sue creazioni come artista indipendente è quello degli anni '30, periodo in cui come è ben noto dagli Stati Uniti si propagherà la Grande Depressione che devasterà l'intero sistema economico occidentale.
Nel decennio precedente la crisi le nuove scoperte in ambito scientifico-tecnologico e i successi della prima guerra mondiale portarono l'industria statunitense in un periodo di alta produttività soprattutto nei nuovi settori dell'automobile e degli elettrodomestici.
Questo successo dell'industria era dovuto ad un buon potere d'acquisto della classe media la cui situazione migliorava proporzionalmente allo sviluppo industriale in un sistema che sembrava per il momento alimentarsi da solo.
Già da molti anni negli USA si succedevano governi Repubblicani che attuavano una forte politica liberista che non dava alcun limite alla produzione e concedevano totale libertà nella speculazione in borsa.
La borsa di New York a Wall Street era il centro di un grande mercato di titoli e i grandi capitalisti, dal momento che le garanzie di successo erano molto alte, tendevano a spendere in borsa piuttosto che rischiare investendo in nuove industrie.
Questa generale situazione di benessere generava un sostanziale ottimismo ma ad un certo punto le vendite dei prodotti industriali cominciarono a scendere tanto da generare tra il 1928 e il 1929 una vera e propria crisi.
Questa fase della crisi peggiorò in modo catastrofico dal momento che le speculazioni finanziarie continuavano a essere attuate senza preoccuparsi dell'effettiva svalutazione dei titoli.
Il 24 ottobre del 1929 Wall Street crollò definitivamente facendo fallire piccoli e grandi risparmiatori.
Ma la cosa più grave fu che nel sistema speculativo erano coinvolte anche le banche che improvvisamente fallirono e fecero perdere a milioni di lavoratori le loro piccole ricchezze; banche che, dopo la guerra, avevano impegnato capitali in Europa (soprattutto in Germania), la quale economia era totalmente distrutta dal conflitto, generando così all'avvento della crisi una disgrazia di carattere internazionale.
Nel frattempo anche le industrie reagirono con licenziamenti di massa e con l'abbassamento dei salari diminuendo la produzione.
Tutto ciò non fece che aumentare il problema e determinò una diminuzione del prodotto interno lordo a cui i governi non erano preparati.
La risposta degli Stati Uniti per risolvere la crisi fu nella ricerca del pareggio del bilancio aumentando le imposte, licenziando dipendenti statali e limitando opere pubbliche e servizi.
Questo non fece che peggiorare la situazione poiché ogni licenziato in più era un cittadino in meno che pagava le tasse e ogni imposta una possibilità in meno per l'aumento delle vendite.
In questo contesto si situa l'opera grahamiana che si pone su quella linea di artisti americani che, di fronte alla crisi, reagirono con un nazionalismo volto a infondere orgoglio nazionale esaltando valori americani, per ricordare alla società la grandezza del popolo americano e il glorioso passato che ha vissuto.
Questi valori per la Graham sono alla base del cittadino americano che senza la sua volontà li assimila e che caratterizzano la nazione per intero. Essi sono: il carattere multietnico della società, la libertà dal peso di una storia antica (come quella che invece opprimeva l'Europa), il coraggio tipico dei pionieri che aprirono la strada verso ovest, e il concetto di Frontiera come qualcosa che esiste solo per essere superata, tipico anche questo dei primi coloni in terra americana.
Il contesto storico
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Questo concetto di Frontiera è molto caro a Martha Graham già nell'infanzia ed esprimerlo è stato una delle sfide più difficili per lei.
La prima creazione sul tema fu Frontier, un assolo dove lavorava sul rapporto con il confine e con l'ignoto in cui fu inaugurata una relazione professionale che caratterizzerà l'intera sua carriera e che per la creazione di questo pezzo fu necessaria quella con lo scultore-scenografo Isamu Noguchi.
Estratto da Frontier
Isamu Noguchi era un artista americano che pure rappresenta i valori americani di cui parla la Graham. Egli è, infatti, di padre giapponese e madre americana ed è quindi collocabile come l'esempio della reale multietnicità degli Stati Uniti.
In Frontier Noguchi ha un ruolo importantissimo per la costruzione della performance, i due artisti infatti lavorano in sintonia per creare un'opera organica e coerente, egli crea uno spazio scenico molto minimale consistente in una staccionata centrale (simbolo della frontiera) e due corde laterali (le rotaie della ferrovia che simboleggiano l'infinito).
La semplicità dei materiali, la penetrazione nello spazio e la carnalità della struttura sono caratteristiche comuni a tutti i lavori dello scultore e si adattano perfettamente allo stile coreutico della Graham. Come si diceva la struttura della scena è finalizzata a rappresentare il principio di un confine da superare verso un viaggio nell'ignoto verso sterminati spazi, principio su cui si fonda la società americana e il pensiero americano sempre volto all'ignoto infinito.
La staccionata sembra essere una limitazione sulla scena, è invece un luogo privilegiato in cui lo spirito pionieristico della danzatrice si esprime come se il suo movimento fosse un'espansione delle due corde laterali tendenti a una prospettiva forzata che spinge lo sguardo oltre la frontiera. La scenografia sembra proprio raffigurare la mente del pioniere che tende oltre al confine.
Martha Graham in Frontier fotografata da Barbara Morgan
Un desiderio chiaro, quindi, quello della Graham; quello di superare la crisi attraverso l'esaltazione delle radici americane e quindi ricordare quanto gli USA sono stati e quanto potranno ancora essere e che la Grande Depressione deve tradursi in un momento per riprendere un passato che in modo sempre più presente può ritornare e ridare all'America lo splendore che merita.
La frontiera
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Per presentare un altro volto dell'operato artistico grahamiano passiamo ad un altro breve estratto che proviene da un'altra sua danza Night Journey che narra il mito di Edipo dal punto di vista della regina-moglie-madre Giocasta. Ella prima del suicidio torna nella sua camera da letto, luogo testimone della sua vita: della sua nascita, dell'amore con il marito Laio, del parto del figlio e del grande peccato d'incesto e per volontà di Tiresia ripercorre con rimorso le realtà interiori del suo passato segnato da un simbolo: la corda, il cordone ombelicale, che rappresenta il suo destino.
Estratto da "Night Journey"
In questa danza si nota una fitta simbologia nei gesti, nella scenografia, ma soprattutto nei personaggi. Possiamo in modo più specifico dire che Martha Graham, in quest'opera, come in tutte quelle del ciclo greco, vuole rappresentare, attraverso gli Archetipi del genere umano, il viaggio dell'eroe nei labirinti della psiche, ella riprende quindi le teorie psicanalitiche formulate da Jung.
In quegli anni il panorama artistico era stato già caratterizzato da una forte attenzione verso i temi della psicanalisi, ella, per di più, per un periodo della sua vita, fu in analisi da una psicoterapeuta di stampo junghiano, questo incrementò le influenze della psicanalisi nelle sue danze ed è proprio sulle teorie junghiane che la Graham farà perno per la costruzione dei personaggi e delle situazioni.
Con la volontà di esprimere quella che lei chiama "Memoria di Sangue", una memoria che scorre nelle vene di ogni uomo e donna e che proviene da antenati che parlano per voce di miti e leggende, recupera la mitologia greca e dei nativi americani.
La "memoria di sangue" combacia perfettamente con la definizione di "inconscio collettivo" di Jung cioè quel substrato psicologico innato e comune tra tutti gli esseri umani e che è reso a noi evidente dai cosiddetti Archetipi che egli stesso analizza nei miti, prima esperienza di un'analisi psicologica, e che rivelavano quel materiale inconscio ereditario comune a tutta l'umanità.
Nel caso di Night Journey, per esempio, gli archetipi che ritroviamo sono quello dell'Amante (in Edipo), del Saggio (in Tiresia), del Fato (nelle Furie) e soprattutto della Donna che lei stessa spiega essere allo stesso tempo Vergine, Madre e Prostituta rappresentata nella danza da Giocasta.
Il viaggio nella psiche
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L'utilizzo degli Archetipi per la struttura psicologica dei personaggi come anche le modalità per l'espressione del viaggio interiore dell'individuo è riscontrabile in altri artisti, come ad esempio James Joyce.
Precisely I'm referring to Joyce's Ulysses in which there is an evident use of myth and Archetypes that is the so-called mythical method.
The parallelism Joyce creates with the Odyssey is functional to the expression of the universal in the particular. In the sense that he uses the figure of one character to portray the archetype he represents. The Odyssey is the archetypal journey, a journey into known and unknown places, in the same way for Leopold Bloom his day is the journey into the known and unknown areas of his mind; but it is not only the travel of one single man in his subjectiveness. Ulysses represents also the psychological walk of every human being inside his own personal perception. So we see that Joyce is affected by the Jungian analysis on the universal figures of psyche, and to express them in Ulysses he uses a peculiar technique of narration, the interior monologue and he sets the novel in one day. The main characters of the work are Molly Bloom, Stephen Dedalus and Leopold and each of them represents different Archetypes; for example Molly symbolizes sensuality and fecundity, Stephen the fulfilment of maturity and Leopold the human being in his interior quest for knowledge.
These characteristics are clearly consistent with the works of Martha Graham. As I said, Graham's Night Journey is the tragic memory of her life during one single night and we see that also Ulysses is for the protagonist, Leopold Bloom, a psychological journey during one single day. This evident analogy makes us think that Martha was inspired by Ulysses.
In fact in her dance the journey goes beyond her individual experience and becomes every woman's reality, every subtle part of the female mind where, like in an intense dream, as Freud explained, the censured part of the self comes out.
Junghian link Graham-Joyce
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Bibliografia
Susanne Franco Martha Graham, L'Epos 2003
Martha Graham Memoria di sangue, Garzanti 1992
Alessandro Pontremoli La Danza storia, teoria, estetica nel Novecento, Laterza 2004
Leonetta Bentivoglio La danza moderna, Longanesi & Co. 1977
Luigi Rossi Storia del balletto, Cappelli 1961
Carl G. Jung Gli Archetipi dell'inconscio collettivo, Bollati Boringhieri 1977
Libri di testo
A. Giardina, G. Sabbatucci, V. Vidotto Profili storici, Laterza 2004
M. Spiazzi, M. Tavella Lit&Lab, Zanichelli 2004
M. Spiazzi, M. Tavella Only connect, Zanichelli 2000
N. Abbagnano, G. Fornero Filosofi e filosofie nella storia, Paravia 1986
Iconografia
Barbara Morgan Martha Graham sixteen dances in photographs, Morgan & Morgan 1941
Videografia
Martha Graham Night Journey, WQED Pittsburgh 1959
Documentari
Peter Glushanok A Dancers World, WQED Pittsburgh 1957
Catherine Tatge Martha Graham: Dancer Revealed, Tom Haneke 1994
Contenuti Web
Anita Suppa Scolpire lo spazio: l'opera di Isamu Noguchi, (www.luxflux.net) 2002
Wikipedia, l'enciclopedia libera alle voci: Grande depressione, Martha Graham, Archetipo, Edipo Re, Ulisse (Joyce)
(http://it.wikipedia.org)
Wikipedia, the free encyclopedia alle voci: Ulysses, Martha Graham, Isamu Noguchi. (http://en.wikipedia.org)
Fonti
Liceo Scientifico G. Galilei, Trieste - Esame di Stato 2009 - Lorenzo Capodieci
Il mio percorso vuole esporre alcuni dei numerosi collegamenti tra l'arte della Graham e la cultura novecentesca, anche attraverso l'uso di filmati d'epoca, per dimostrare come sia una figura da poter collocare senza dubbio alla pari con letterati e filosofi trattati dai programmi delle scuole istituzionali.