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La manipolazione dei mass media con conseguente trasformazione della società e dell’individuo

Fasano Vito VD

Anno scolastico 2008-2009

Introduzione

Sin dai tempi più antichi c’è sempre stato il tentativo, da parte di chi o di coloro che sono a capo dei vari sistemi, d’indirizzare l’opinione pubblica verso un’unica direzione, la quale era ovviamente a proprio vantaggio, da qui probabilmente i primi esempi di manipolazione.

Il termine manipolazione rievoca fosche immagini di lavaggio del cervello e di morte di coscienza, di conseguenza viene così accostato a quelle teorie che criticano, spesso accentuando, i rischi delle comunicazioni di massa, affermando che inducono a effetti di passività e asservimento del pubblico. Le strategie d’influenza sono sempre pianificate e sfruttano le opportunità offerte dai linguaggi e dai media e sicuramente lo strumento più diretto e semplice per comunicare ad un vasto pubblico è la televisione.

Fisica

Per permettere che una comunicazione arrivi alle abitazioni di ciascuno di noi sono necessarie le onde elettromagnetiche, che hanno una lunghezza d’onda nell’ordine del metro. I segnali che ricevono i televisori sono ricavati dagli impulsi elettrici prodotti dalle immagini dell’iconoscopio, per riprendere un’immagine a colori sono necessari tre distinti iconoscopi, ciascuno dotato di un filtro che lascia passare solo uno dei tre colori fondamentali: il verde, il rosso e il blu. Dalla stessa scena si generano così tre immagini che danno luogo a tre segnali elettrici distinti.

Opportunamente combinati tutti e tre sono utilizzati per modulare l’onda elettromagnetica trasmessa.

Quando l’onda è captata da un’antenna collegata ad un televisore il segnale è tradotto per la ricostruzione delle immagini.

Nel tubo a raggi catodici dei comuni televisori, detto anche cinescopio, tre fasci elettronici, ciascuno corrispondente a uno dei tre colori fondamentali scandiscono lo schermo, il quale è costituito da numerose pastiglie fluorescenti, detti fosfori, che sono raggruppati a tre a tre, i quali indicano i livelli dei fosfori ciascuno per colore.

Nella struttura sono presenti tre catodi con tre cannoni elettronici che sparano a diversa velocità gli elettroni e una maschera metallica finemente perforata per far sì che gli elettroni di ciascuno dei tre fasci colpiscano solo la pastiglia del colore corrispondente. Tuttavia l’impatto degli elettroni con la maschera metallica è causa di una produzione di raggi X, per questo motivo la parte frontale del cinescopio è realizzata in vetro di piombo, in modo da non lasciarsi attraversare dai raggi X. Il cuore del meccanismo è che un fosforo continui ad emettere luce per un determinato tempo, permettendo al meccanismo di ricostruire l’immagine la quale dovrà permanere per circa un cinquantesimo di secondo per essere poi sostituita con un’altra e così via. Il successo di questa invenzione fu immediato e a livello mondiale soprattutto per l’interesse generato nella popolazione.

Storia

Eppure un’invenzione così geniale, come spesso accade non è stata usata nel migliore dei modi, tuttavia essa ormai costituisce un elemento indispensabile per l’uomo e spesso finisce con l’identificarsi con i modelli offerti, oltre che dalla televisione, anche da radio e giornali, ovvero i moderni mezzi di comunicazione di massa, così che sono diventati strumenti nelle mani di uno Stato per manipolare il proprio popolo e indirizzarlo verso una mentalità comune e che spesso finisce per svuotare l’individuo della propria essenza. I più classici esempi e anche i più evidenti furono la manipolazione dei media da parte degli Stati totalitari, in primis l’Italia fascista e la Germania nazista.

Per quanto riguarda l’Italia, la novità dei moderni mezzi di comunicazione e l’interesse che nutriva il popolo nei loro confronti fu un’occasione che il duce non poteva farsi fuggire, così l’uso dei mass media all’interno del regime assunse un ruolo di primo piano. L’informazione all’interno di un regime unitario non poteva certo fuggire a quest’unità. La radio, che più d’ogni altro mezzo assunse un ruolo di maggior importanza, trasmetteva per lo più discorsi di Mussolini e Hitler, marce ufficiali o conversazioni sul razzismo, tuttavia per aumentare l’audience dedicava una piccola parte della programmazione allo svago e all’informazione.

Riguardo alla stampa è importante sottolineare l’enorme controllo attuato dal regime nei suoi confronti, ciò fu possibile solo grazie agli acquisti delle maggiori testate giornalistiche avvenute tra il 1911 e 1925. I quotidiani presentavano il periodo fascista come un modello storico di pace e moralità omettendo i fatti di cronaca nera, anche i giornali rivolti alla lettura infantile erano strettamente legati all’ideologia fascista.

Con le leggi fascistissime del 31-12-1925 il duce dispose che ogni direttore responsabile di un giornale dovesse essere inserito nel partito fascista, inoltre lo stesso duce istituì l’ufficio stampa che nel 1937 venne trasformato nel ministero della cultura popolare con a capo Galeazzo Ciano che aveva il compito di controllare tutte le pubblicazioni e di suscitare entusiasmo intorno alla guerra d’Etiopia e di esaltare il mito del duce.

Un terzo mezzo di strumentalizzazione del fascismo fu il cinema, già dal 1925 Mussolini ne intuì l’importanza tanto da istituire l’istituzione nazionale L.U.C.E. (l’Unione cinematografica educativa). Negli anni ’30 il regime finanziò le costruzioni degli studi cinematografici di Cinecittà e anche il cosiddetto cinema mobile che proiettava nelle piazze film con tematiche riguardanti il mito bellico e il tema del patriottismo, riscuotendo un notevole successo, fondamentale per il consenso.

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Sintesi
  • Fisica: il cinescopio
  • Storia: la propaganda fascista e nazista
  • Latino: Tacito
  • Filosofia: la scuola di Francoforte
  • Italiano: Giovanni Verga
  • Storia dell'arte: il surrealismo
  • Inglese: George Orwell
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