Liceo Scientifico Statale Benedetto Croce di Palermo
Esami di maturità anno scolastico 2006/07 classe V sez. F
D edico questo lavoro al mio
Amico
più grande; a questi
anni di studio e al piacere
che si cela (ma che non è poi
chiedere
così nascosto) nel e
cercare sempre, spinti dalle
uniche forze interiori che
Vivi:
ci fanno
Curiosità Pensiero
la e il
(inscindibilmente).
D.
Finito di stampare nel mese di giugno 2007
ARScromica
Soluzioni grafiche
Premessa
Fonti bibliografiche
- Opera aperta, Eco Umberto, Bompiani, Milano, 1962.
- Trattato di semiotica generale, Eco Umberto, Bompiani, Milano, 1975.
- La semiosfera, Lotman Jurij Michailovič, Marsilio, Venezia, 1985.
- I segni e la critica. Fra strutturalismo e semiologia, Segre Cesare, Einaudi, Torino, 1969.
- La scrittura e l’interpretazione, Palumbo, Romano Luperini, Firenze, ediz. 2001.
Ho usato come titolo proprio le vie metaforiche perché la metafora rappresenta il mezzo espressivo della ricerca che ho fatto sull’importanza dell’espressione nell’avvicendarsi della storia dell’uomo, proprio come testimonianza di cambiamento (così come scrive Lotman «… la metafora è una tensione semantica tra lingua dell’arte e lingua parlata); questa, fra le 3 figure retoriche di significato (similitudine, metafora e analogia), è quella che conserva le vie per una rappresentazione del reale (cambiamenti storici, politici, sociali, umani) che si presta ad un maggiore scopo d’analisi. Per spiegare come ad esempio fra un preciso avvenimento ……………………….
Ringraziamenti
Liceo Scientifico B. Croce
Si ringrazia il e il dirigente prof. Giovan Battista Puglisi scolastico.
Si ringrazia l’importante supporto dei docenti:
Gabriella Ciriminna e Zaira Corleo per l’aspetto letterario; Carmelo Botta per l’aspetto filosofico e i quadri storici;
Vera Catalanotto per il supporto scientifico.
Si ringraziano per le traduzioni del testo «Koiné»:
Ina Gjojdeshi per le traduzioni in lingua albanese;
Ajitha Bosco Chandrakumar per le traduzioni in lingua tamil;
Adriana Acquaviva per le traduzioni in lingua inglese e francese.
Un grazie particolare a chi mi ha sostenuto e creduto fin dall’inizio.
Non c’è bisogno di fare nomi.
Programmi utilizzati nell’elaborazione della tesina cartacea
Microsoft Word, Microsoft Publisher, Macromedia Fireworks.
Dunque utilissimi documenti per capirsi, come i filtri da cui storico e una corrente artistica ci siano dei collegamenti, traspirano le vicende che gli occhi leggono, inquadrano, basta studiare la forma espressiva di quel periodo, come registrano e ricordano; è questo che vuole essere il brano nella metafora fra i due termini di paragone ci sta un nesso che segue, un piccolo viaggio su quel senso di koiné che logico spesso rintracciabile come parola chiave del comporta il mio studio sulle armonie delle differenze meccanismo di confronto. Questo rappresenta però il primo linguistiche che uniscono genti lontane forse per terre e passo dell’analisi, prendendo infatti in considerazione la usanze, ma che ci tengono legate per il cuore.
metafora come elemento espressivo di un testo quindi uno dei segni cruciali di esso e avendo quindi paragonato ogni data “stagione umana” ad un eventuale segno di quel testo più allargato che è la storia possiamo in definitiva utilizzare la scienza semiotica per studiare tali segni che non sono altro che le forme espressive dell’uomo.
Koiné
(Domenico Stagno & Co.)
Testo originale — Traduzione
Ho bisogno di te, di parlarti, nelle sere ventose sull’uscio
Ho bisogno di te, di parlarti, nelle sere ventose sull’uscio
non sento più la tua voce e
non sento più la tua voce e
che mi sento perso per le strade
mi sento perso per le strade
del mondo.
del mondo.
Il mare in lontananza
la mer en éloignement
il ricordo, ci ovvia le distanze,
est le souvenir, nous evidente les distances,
per te che pensi
pour toi qu'il pense
basta un sorriso per ritornare,
suffit un sourire pour revenir
il mio bene profondo
e mira ime e thell
deve essere conservato nel
ruajtur tek
tuo parlar cantando,
fialët e tua që këndojnë,
resta il modo
qëndrojnë një mënyrë per restarci accanto
per të ndëjtur afër
e voltarsi è già un po’
kWgbAk; ghHg;gJ Fiwe;j msNt tornare... il piccolo corteo delle
tue mani fra i capelli, le genti e
kWgbAk; tUtJ . . . rpwpa rdf;$l;lkhd
le città
cdJ iffs; jiyKbfspilNa
che guardano il nostro mare
kf;fSk; efuq;fSk;
si stringeranno
E’ vkJ fliy ghHj;jgb ,Uf;fpwhHfs;
in festa, in cerimonie
they will be tightened in festa, in ceremonies
di cuore.
of heart.
Perché la semiotica?
La semiotica è la disciplina che studia i segni; il nome stesso di questa scienza deriva dal greco “Semeion” che significa “segno”. Considerato che il segno è in generale “qualcosa che rimanda a qualcos’altro” possiamo dire che la semiotica è la disciplina che studia i fenomeni di significazione e di comunicazione.
Per significazione intendiamo ogni relazione che lega qualcosa di presente e materiale a qualcosa di assente, ogni qual volta l’uomo attua questi meccanismi di significazione instaura un processo di comunicazione. L’insieme di questi meccanismi di significazione costituiscono un sistema che deve essere reinterpretato dall’uomo secondo i metodi di comunicazione concreta.
Se considerassimo, ad esempio, il sistema: “Seconda guerra mondiale” altro non faremmo che un riferimento ad un sistema di meccanismi di significazione più allargato rappresentato, secondo la comunicazione concreta, da un periodo storico delineato, caratterizzato dai suoi personaggi fautori di precisi avvenimenti storici, politici, sociali etc.
E’ dal “sentimento” che nasce da quel periodo storico a derivare il secondo sistema di significazione espresso, ad esempio, dal Neorealismo con le sue caratteristiche stilistiche, contenutistiche; con le sue influenze alle correnti artistiche ed eventi storici successivi innescando così quello che da un punto di vista sociologico rappresenta il normale scorrere dei tempi storici e da quello di un’analisi semiologica è riconoscibile come processo continuo di evoluzione di sistemi di significazione o semiosi illimitata.
Conclusioni: “E poi sia poesia”
Per mia abitudine quello che penso e cioè che amo mi piace sintetizzarlo sotto forma di brevi componimenti, servirmi delle tensioni semantiche che la nostra lingua ci permette per offrire chiavi di lettura originali alle cose che, come mattoncini unici e banali nella loro singolarità, compongono la realtà delle cose che ci circondano; è un’esperienza tutta personale quella della scrittura... è il minuto di raccoglimento che ci fa dare luce agli angoli ancora bui per i nostri occhi o per donare luce agli occhi di chi sta osservando; la mia è stata l’escursione notturna di un viaggiatore solingo: dipartirsi dalla realtà cruda delle cose e guardarle sotto un occhio diverso, più analitico e tanto sublimato da sembrare in conflitto con le proprietà qualitative e quantitative che le azioni umane, nella loro presunta normalità, possono avere.
Ecco il compito del Viaggiatore notturno: allontanarsi per capire; guardare dall’esterno per analizzare a fondo le dinamiche dell’interno, dello spirito, dei pensieri, degli uomini… Cose che potrebbero sembrare irrilevanti nella frenesia delle giornate sono l’ottimo punto di inizio per chi si prende il compito di raccontare la realtà che lo circonda in maniera forse “non convenzionale”, ma certamente personale e non omogeneizzata.
Il viaggio metaforico del Viaggiatore-Uomo sui percorsi più tortuosi alla ricerca di piccoli soffi di sole, nella notte del suo vegliare notturno, accende i ricordi perduti e passati nel tempo e allo stesso tempo dona emozioni e nuove impressioni, svelando nuove vie per la verità, creando parole nuove, inventando nuove realtà.
Le “preziose istantanee”, semplici annotazioni di viaggio, le si rivelano dunque dell’antilingua; solo in momenti come questo ci sentiamo indifesi, incompresi, soli, forse dubbiosi della nostre facoltà espressive o addirittura (ma molto raramente!) intellettive.
Ed è questo l’obiettivo del mio studio sull’espressione… trovare quella chiave che renda le allegorie dei miei discorsi vuote carichi di significato e non o sole, ma forti da poter giungere alle orecchie esterne.
Si è trattato (e continuerà a trattarsi finché avrò voce) di un mettersi in gioco, di un calarsi in prima persona in uno di quei meccanismi di confronto, in una di quelle metafore che mi hanno aiutato a delineare il sentimento dell’Uomo in determinati contesti storici (di pensiero e cambiamenti sociali), in fondo sono stato di volta in volta un Uomo nuovo, mutevole… calandomi, per quanto ci è possibile, nel sentimento di un periodo: di farmi (oggi) primo termine di paragone di quel sistema segnico che vede negli altri tutti i possibili secondi termini di paragone (e all’inverso poter essere il secondo termine per tutti i primi del mondo, in questo ciclo di confrontarsi continuo, che non allontana, non dissocia, anzi ci avvicina e arricchisce); tutti possibili espressioni di me (e forse io di loro) e del “moderno” che ci accomuna.
Il mio studio dei segni non è stato uno studio di catalogazione dissociativa, anzi, mi ha lasciato modo di sollevare della mia persona uno dei pensieri che meglio mi rispecchia, un’idea di comunanza, una koiné di spirito e azioni (e forse, chissà, un anacronistico tentativo di intesa come distillato di coscienze).
Non sono stato da solo e questo è uno dei motivi per cui sono così e per il quale ho lavorato così bene, infatti dedico questo lavoro al mio più grande Amico; a questi anni di studio e al piacere che si cela (ma che non è poi così nascosto) nel chiedere e cercare sempre, spinti dalle uniche forze interiori che ci fanno Vivi: la Curiosità e il Pensiero (inscindibilmente). E poi sia poesia.
Domenico Stagno
Temi caratteristici di quasi tutti i campi toccati dal movimento romantico sono:
Panoramica dei quadri storici (1)
Dopo una panoramica sul periodo storico in esame, impiantiamo il nostro primo Meccanismo di Paragone all’interno del sistema segnico Romanticismo:
Romanticismo
Il Romanticismo fu un movimento artistico, culturale e letterario sviluppatosi in Germania e in Inghilterra al termine del XVIII secolo e poi diffusosi in tutta Europa. Il termine “romanticismo” viene dall’inglese “romantic” che rappresentava in modo spregevole i romanzi cavallereschi.
- Negazione della ragione: gli autori romantici rifiutano l’idea illuministica della ragione, in quanto questa non si è rivelata in grado di spiegare la totalità delle cose che sono. Per questo nell’era preromantica c’è un grande progresso nell’esplorazione dell’irrazionale: la follia, il sogno, le visioni assumono un ruolo di primaria importanza.
- Esotismo: è una fuga dalla realtà, che può essere temporale o spaziale, e che può andare verso un luogo esotico o comunque lontano da quello di appartenenza, oppure in un’epoca diversa da quella reale, come il medioevo o l’età classica. Il tema della fuga sarà fortemente sentito e ripreso da molti autori novecenteschi, tra i quali spicca James Joyce (con Gente di Dublino).
- Soggettivismo e individualismo: con la mancanza della ragione illuministica, tutto ciò che circonda l’uomo, la natura, non ha più una sola e razionale chiave di lettura, ed è così che si arriva al concetto per cui ogni uomo riflette i propri problemi, o comunque il proprio io, nella natura, che ne diventa così il prodotto soggettivo.
- Concetto di popolo e nazione: una fonte di ispirazione dei poeti romantici è l’opera di Omero, che si prefigura come risultato della tradizione orale
Conclusioni
Per me che ho pensato e che adesso parlo è importante che il mio pensiero, il mio messaggio, arrivi chiaro e indistinto a te che ascolti e che forse stai pensando e risponderai. Dilagano fra di noi i mari della lontananza, le distanze spesso sembrano incolmabili e nelle volte che siamo in compagnia di noi stessi avvertiamo sempre lo sfaldo rosso di quel foulard di sentimento che abbiamo ereditato dal primo essere vivente che apparve sulla terra: la sua isolatezza e solitudine forzata. Gente
Le mie vie metaforiche si sono poste così un “chek point”: non un punto di arrivo, ma un piccolo punto saldo da cui ripartire in caso di ripristino sistema. Io… sempre dietro a quei sistemi… a quei raggruppamenti segnici… a quei significanti, alla voglia di dire la mia opinione dopo aver riflettuto un pensiero tutto mio, frutto di mille considerazioni, di mille collegamenti, di cento modi di “poterlo dire”. Spesso mi chiedo se siamo nati già col nostro bagaglio di sogni, di aspirazioni, di inclinazioni e interessi; gli
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