LA TENSIONE
FINITO-INFINITO:
un dualismo che attraversa l’umanità
dalla sua dimensione spirituale, nel
binomio uomo-Dio del Paradiso dantesco,
alla sua anima razionale, negli insiemi di
Cantor e nelle teorie sull’espansione
dell’universo
Giovanni Miceli VC
Anno scolastico 2006 - 2007
Liceo scientifico statale Guido Castelnuovo - Firenze analizzata in prospettiva umanistica
La tensione
Finito - Infinito NON TUTTI GLI
INSIEMI INFINITI questo numero
IL NUMERO
analizzata in prospettiva SONO NUMERABILI e chiama cardinale di R,
TRANSINFINITO dei
scientifica POTENZA DEL
MATEMATICA e REALI RISULTA
SPERIMENTALE e CONTINUO
RAZIONALE MAGGIORE di ℵ 0
ASTRONOMICA ne consegue che
ripercorrendo le tappe che hanno per merito di e dimostra che
portato alla formulazione della gli insiemi Z e Q LA POTENZA DEL
che
riesce a definire un sono numerabili,
Georg definisce e verifica che CONTINUO E’ MAGGIORE
insieme INFINITO, senza l’insieme R no
LEGGE di HUBBLE CANTOR DELLA POTENZA DEL
partire da quello finito L’INSIEME DELLE PARTI
NUMERABILE DI UN INSIEME HA
insieme NUMERABILE
verifica dell’allontanamento delle POTENZA MAGGIORE
come ogni insieme
galassie attraverso DELL’INSIEME STESSO
equipotente a N
vengono rielaborate e ne indica la POTENZA del
equazioni di Einstein NUMERABILE espressione del
TEORIA UNIVERSO una peculiare proprietà: con ℵ
se si espande, come è nato? 0
INFLAZIONARIO l’EQUIPOTENZA A TEOREMA
basata
QUALCHE SUA di CANTOR
PARTE PROPRIA sulla CARDINALITA’
in parte modificata dalla cioè la sua
TEORIA del degli insiemi
BIG BANG SPIRITUALE e
verificata dalla scoperta della TEOLOGICA
due insiemi sono legati cioè quando E’ GUIDATO DALLA FEDE:
da una CORRISPONDENZA
Conduce a considerare da due L’IMMAGINE DI DIO
RADIAZIONE COSMICA BIUNIVOCA
diversi punti di vista l’UNIVERSO: COME PRINCIPIO E attraverso il viaggio di Dante in una dimensione
DI FONDO FINE, “colui che move ultraterrena nel XXXIII canto del Paradiso
il sole e l’altre stelle”
ma, in realtà, DESCRIVE UN UNIVERSO DICOTOMIA ESPPRESSA IN GESU’
poiché la velocità della luce è
SICURAMENTE sembrerebbe INFINITO RACCHIUSO e MARIA: UMANO E DIVINO,
“POTENZIALMENTE” una grandezza finita
FINITO quello allontanarsi dalla NELL’ETERNITA’ DI DIO FATTORE E SUA FATTURA.
INFINITO OSSERVABILE teoria geocentrica UNIONE FINITO-INFINITO
tolemaica
consente di
studiando la sua evoluzione attraverso poiché è entrato
stimarlo in circa dal momento che
il rapporto tra dunque
DENSITA’ MEDIA
cioè
il PARAMETRO Ω 50 miliardi di anni luce
della MASSA TOTALE nell’EMPIREO dove si
DI DENSITA’ e DENSITA’ CRITICA ABBANDONA la
CONCEZIONE RAZIONALE
è possibile ottenere tre modelli di DIO
di SPAZIO e TEMPO
evoluzione universale: il più attendibile poiché ha creato
verificato dall’esperimento rappresentato
BOOMERANG
Ω<1 universo Ω>1 universo attraverso
Ω=1 universo L’UOMO PER AMORE,
mistero della
APERTO CHIUSO considerato
PIATTO poiché LA PERFEZIONE
TRINITA’
(curvatura negativa) (curvatura positiva) (curvatura nulla) HA GENERATO DELLE
la COSTANTE CREATURE PECCATRICI
dunque mistero della
COSMOLOGICA REALTA’ del
di Einstein era corretta
che possiede una ci si domanda
MOLTEPLICE dunque
ESPANSIONE che racchiude in sé
massa sufficiente per qual è il rapporto
DELLE GALASSIE
fermare l’espansione uomo-Dio: finito-
STA ACCELERANDO infinito?
l’UNIVERSO VERREBBE ESSENZA di tutto
FRANTUMATO l’UNIVERSO
ma soltanto (Teoria del BIG RIP) lo risolve
è stato osservato che mostrando che
dopo un TEMPO INFINITO, e che se
considerando la presenza
raggiungendo lo zero DIO SI TROVA IN TUTTI GLI
AUMENTASSE
dell’ENERGIA OSCURA
però
asintoticamente UOMINI, PER QUESTO NE HA
dell’
INCARNAZIONE VISTI I VOLTI, anche se non
comprende l’eterno mistero
S p i
e g
a z
i
o
n e d
e i c o
l
l e g
a m
e n t i e
i
n t r
o
d
u
z i
o
n e a i t r
e a r
g
o
m e n t i
Obiettivo di questo lavoro è stato quello di analizzare il rapporto finito–
infinito in chiave pluridisciplinare, collegando due argomenti come l’evoluzione
dell’universo ed il Paradiso di Dante, apparentemente molto distanti tra loro.
Ho voluto poi approfondire in particolare il concetto di infinito rivisitato
da Georg Cantor, che ne ha completamente stravolto il significato matematico
riuscendo, a partire dalle proprietà degli insieme infiniti, a descrivere quelle
degli insiemi finiti.
1) Pensando all’universo, l’uomo si è sempre domandato se sia finito
oppure infinito ma, fino a questo momento, si può trovare una risposta solo
distinguendone due aspetti.
Infatti, l’universo visibile è sicuramente finito dal momento che il Big
Bang è avvenuto 13,7 miliardi d’anni fa e che la velocità della luce, la massima
possibile, ha un valore, che seppur elevato è finito.
Allo stesso tempo, però, è potenzialmente infinito, in quanto potrebbe
continuare ad espandersi per un tempo infinitamente lungo.
Per quanto concerne le teorie astronomiche, queste sono ancora tutte
ipotesi di quella che potrebbe essere la futura evoluzione dell’universo. Infatti,
questa dipende dal cosiddetto parametro di densità Ω, cioè il rapporto tra
densità totale di massa dell’universo e la densità critica.
Mentre il valore della densità critica è stato calcolato matematicamente,
è molto difficile complesso determinare Ω con precisione. La difficoltà sorge dal
riuscire a calcolare la massa dell’intero universo, considerando anche la
presenza della materia oscura.
Dai più recenti studi il valore di Ω si attesta tra 0,9 e 1,1, quindi è con
buona approssimazione vicino ad 1. Questo fa pensare ad un universo piatto
che dunque è destinato a terminare la sua evoluzione ma in un tempo
infinitamente lungo, tendendo asintoticamente a zero.
La presenza dell’energia e della materia oscura sta però facendo sorgere
nuovi problemi, dal momento che, nel 1998, è stato osservato che
l’allontanamento delle galassie sta aumentando. Proprio la densità di questa
materia sarà indicatrice del futuro dell’intero universo che nei prossimi 20
miliardi d’anni potrebbe essere destinato alla morte termica.
2) Guardando al XXXIII Canto del Paradiso, anche Dante, che fa
coincidere il Paradiso con il suo universo, sembra incredibilmente presentare
un universo infinito, concezione che sembrerebbe analoga a quella delle più
moderne teorie astronomiche.
Infatti, una volta compiuta una seconda trasumanazione (dopo quella
avvenuta nel canto I), egli giunge nell’Empireo, dove è presente il vuoto e non
esiste più una razionale concezione di spazio e tempo.
1
Dal momento che Dio, infinito, raccoglie in sé tutti i cieli, in quanto causa
prima e fine di tutto, si delinea una forma di universo che non rispetta
certamente le teorie di un cosmo finito così fortemente portate avanti dalla
Chiesa.
Trattandosi però di un uomo del Trecento, dotato di una così grande fede
religiosa, la spiegazione di questa analogia si trova proprio in questa sua
certezza del disegno divino, di perfezione ed infinita bellezza.
Allo stesso tempo Dante, nell’ultimo canto del Paradiso mostra la
tensione finito- infinito anche nel rapporto uomo-Dio, creatura e creatore.
Il Signore, infatti nella sua perfezione, ha creato l’uomo guidato solo
dall’amore, incarnandosi e sacrificandosi per redimerlo dal peccato. Allo stesso
tempo l’uomo, attraverso il Sommo Poeta che compie questo viaggio non solo
per se stesso ma per tutta l’umanità, tende sempre a Dio, all’infinito.
3) Il matematico Georg Cantor è riuscito, tra la seconda metà e la fine
del XIX secolo, a definire gli insiemi finiti a partire da quelli infiniti anziché il
contrario.
Egli, inizialmente, dà questa definizione: un insieme infinito se è
equipotente a qualche sua parte propria; nel caso opposto si chiama finito.
Questo percorso è basato sul concetto di cardinalità degli insiemi, cioè la loro
equipotenza.
Introducendo poi la nozione di insiemi numerabili, quelli equipotenti
all’insieme N dei numeri naturali, dimostra attraverso l’esempio dell’insieme R
dei reali che non tutti gli insiemi sono numerabili. ℵ
Chiamando potenza del numerabile la cardinalità di un insieme con 0
ℵ
mostra che il numero transinfinito dei reali risulta maggiore di e chiama
0
nello specifico questo numero cardinale di R potenza del continuo
Riesce a dimostrare che la potenza del continuo è maggiore di quella del
numerabile e che l’insieme delle parti di un insieme ha potenza maggiore
dell’insieme stesso, espressione del Teorema di Cantor.
2
L A T E
N S
I O N E F
I N
I T O -
I N F
I N
I T O :
u n d u
a l i s m
o c
h e a t t r a v e
r s a l ’ u m
a n
i t à d a l l a s u
a d i m
e n
s i o
n e
s p i r i t u
a l e
, n
e
l b i n
o m
i o u o
m o
-
D
i o d e
l P a r a d i s o d a n
t e
s c
o , a l l a s u
a
a n
i m
a r a z i o
n
a l e , n e
g
l i i n
s i e m
i d i C
a n
t o
r e n
e
l l e t e
o
r i e s u
l l ’ e
s p a n
s i o
n
e
d e
l l ’ u n
i v e
r s o
.
I T A
L
I A
N
O : D
a n
t e e l a t e
n
s i o
n e f i n
i t o -
i n
f i n
i t o
: p e
r c
o
r s o a t t r a v e
r s o
l ’ a n
a l i s i d e
l C
a n
t o X X
X
I I I d e
l P a r a d i s o
1
. I
n t
r
o d
u z
i
o n e a
l r
a
p
p
o r
t
o D i
o
- D a
n t
e
2
. L ’
i
n f
i
n i
t
o n e l
l
a c o s
m
o l
o g i a d
a
n t
e s
c a
: m
o d
e r
n i
t
à n a
s
c o s
t
a d
a
l
l
a f
e d
e
r
e l
i
g i o s
a
3
. G e s
ù C r
i
s
t
o e M
a
r
i
a
: i
n t
e r
m e d
i
a
r
i
o t
r
a f
i
n i
t
o e d i
n f
i
n i
t
o
4
. I
l m i s
t
e r
o d
e l
l
a r e a
l
t
à d
e l m o l
t
e p
l
i
c e : l
’ e s
s
e n
z
a d
e l
l ’
u n i
v
e r
s
o
5
. D i
o : l
’
e s
p
r
e s
s
i
o n e d
e l
l
’
i
n f
i
n i
t
o e d i
l m i
s
t
e r
o d
e l
l
a t
r i
n i
t
à
6
. L ’
e t
e r
n o m i
s
t
e r
o d
e l
l
’
i
n
c a
r
n a
z
i
o n
e
S C I
E N Z
E :
n a s c
i t a e
d e
v o l u z i o n e d e
l l ’ u n i v e
r
s o : è d a c
o n c
e
p i r
s i c
o m e
i n f i n i t o ?
1
. L e g g
e d
i H u b
b
l
e
2
. T e o r
i a d
e l B
i
g B
a
n
g : v
e r
i
f
i
c a c
o n “ r
a
d
i
a
z
i
o
n e c
o s
m i
c a d
i f
o n d
o ”
3
. T e o r
i a d
e l
l
’
u
n i
v
e r
s
o i
n f
l
a
z
i
o n a
r
i
o
4
. T e o r
i
e s
u l
l
’
e v
o l
u z
i
o n
e d
e l
l
’
u
n i
v
e r
s
o
5
. U n u n i
v
e r
s
o p
i
a
t
t
o e “ p
o t
e
n z
i
a
l
m e
n t
e ” i
n f
i
n i
t
o
M A T E M
A T I
C A : C a n t o r e l a n u o v a c
o n c e
z i o n e d i i n f i n i t o
1 . P
r
e s e n t a
z i o
n e a
l c o
n c e t t o d i i n f i n i
t o
2 . L a d e f i n i z i o
n e d i i n
s i e m e i n
f i n i t o
3 . I
n s i e m i n u m e r
a
b
i l i
4 . C
o
n f r
o
n t o t r
a p o
t e n z e
5 . T e o
r
e m a d i C
a
n t o r
D
a n t
e e l a t
e n
s i o
n e f
i n
i t
o
-
i n
f
i n
i t
o
: p
e r
c o
r
s o a t
t
r
a v
e r
s o
l ’ a n
a l i s i d
e l C
a n
t
o X
X
X
I I I d
e l P
a r
a d
i s o
1. Introduzione al rapporto Dio-Dante
2. L’infinito nella cosmologia dantesca: modernità nascosta dalla fede
religiosa
3. Gesù Cristo e Maria: intermediario tra finito ed infinito
4. Il mistero della realtà del molteplice: l’essenza dell’universo
5. Dio: l’espressione dell’infinito ed il mistero della trinità
6. L’eterno mistero dell’incarnazione
Introduzione al rapporto Dio - Dante
“…E’ mi ricorda ch’io fui più ardito
per questo a sostener, tanto ch’i’ giunsi
l’aspetto mio col valore infinito”
[XXXIII, 79-81]
“Mi ricordo che proprio per questo (cioè per questo timore) io ebbi il coraggio di sostenere
quel bagliore più a lungo (tale acuta luce), fino a che congiunsi la mia vista (aspetto) con
l’infinito valore (cioè Dio).”
Dante, nell’ultimo canto del Paradiso, conduce l’uomo a vedere com’è
fatto Dio, tentando di descriverlo con grande umiltà: è un dono per tutti noi; è
necessario credere che ci sia stato veramente, come un mistico, perché dalle
sue parole non sembra averlo soltanto sognato.
Nessuno mai, attraverso un cammino così arduo, era riuscito in questo
intento: portare l’uomo dai più profondi e oscuri gironi infernali, passando per
la faticosa scalata della montagna del Purgatorio, fino al completamento della
sua redenzione, al cospetto di Dio, termine ultimo
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Un dualismo che attraversa l'umanità dalla sua dimensione spirituale, nel binomio uomo-Dio del Paradiso dantesco, alla sua anima razionale, negli insiemi di Cantor e nelle teorie sull'espansione dell'universo
Materie trattate: matematica, italiano, astronomia
* * * * * * * * * *
Obiettivo di questo lavoro è stato quello di analizzare il rapporto finito-infinito in chiave pluridisciplinare, collegando due argomenti come l'evoluzione dell'universo ed il Paradiso di Dante, apparentemente molto distanti tra loro.
Ho voluto poi approfondire in particolare il concetto di infinito rivisitato da Georg Cantor, che ne ha completamente stravolto il significato matematico riuscendo, a partire dalle proprietà degli insieme infiniti, a descrivere quelle degli insiemi finiti.
1) L'evoluzione dell'universo
Pensando all'universo, l'uomo si è sempre domandato se sia finito oppure infinito ma, fino a questo momento, si può trovare una risposta solo distinguendone due aspetti.
Infatti, l'universo visibile è sicuramente finito dal momento che il Big Bang è avvenuto 13,7 miliardi d'anni fa e che la velocità della luce, la massima possibile, ha un valore, che seppur elevato è finito.
Allo stesso tempo, però, è potenzialmente infinito, in quanto potrebbe continuare ad espandersi per un tempo infinitamente lungo.
Per quanto concerne le teorie astronomiche, queste sono ancora tutte ipotesi di quella che potrebbe essere la futura evoluzione dell'universo. Infatti, questa dipende dal cosiddetto parametro di densità Ω, cioè il rapporto tra densità totale di massa dell'universo e la densità critica.
Mentre il valore della densità critica è stato calcolato matematicamente, è molto difficile e complesso determinare Ω con precisione. La difficoltà sorge dal riuscire a calcolare la massa dell'intero universo, considerando anche la presenza della materia oscura.
Dai più recenti studi il valore di Ω si attesta tra 0,9 e 1,1, quindi è con buona approssimazione vicino ad 1. Questo fa pensare ad un universo piatto che dunque è destinato a terminare la sua evoluzione ma in un tempo infinitamente lungo, tendendo asintoticamente a zero.
La presenza dell'energia e della materia oscura sta però facendo sorgere nuovi problemi, dal momento che, nel 1998, è stato osservato che l'allontanamento delle galassie sta aumentando. Proprio la densità di questa materia sarà indicatrice del futuro dell'intero universo che nei prossimi 20 miliardi d'anni potrebbe essere destinato alla morte termica.
2) Il Paradiso di Dante
Guardando al XXXIII Canto del Paradiso, anche Dante, che fa coincidere il Paradiso con il suo universo, sembra incredibilmente presentare un universo infinito, concezione che sembrerebbe analoga a quella delle più moderne teorie astronomiche.
Infatti, una volta compiuta una seconda trasumanazione (dopo quella avvenuta nel canto I), egli giunge nell'Empireo, dove è presente il vuoto e non esiste più una razionale concezione di spazio e tempo.
Dal momento che Dio, infinito, raccoglie in sé tutti i cieli, in quanto causa prima e fine di tutto, si delinea una forma di universo che non rispetta certamente le teorie di un cosmo finito così fortemente portate avanti dalla Chiesa.
Trattandosi però di un uomo del Trecento, dotato di una così grande fede religiosa, la spiegazione di questa analogia si trova proprio in questa sua certezza del disegno divino, di perfezione ed infinita bellezza.
Allo stesso tempo Dante, nell'ultimo canto del Paradiso mostra la tensione finito-infinito anche nel rapporto uomo-Dio, creatura e creatore.
Il Signore, infatti nella sua perfezione, ha creato l'uomo guidato solo dall'amore, incarnandosi e sacrificandosi per redimerlo dal peccato. Allo stesso tempo l'uomo, attraverso il Sommo Poeta che compie questo viaggio non solo per se stesso ma per tutta l'umanità, tende sempre a Dio, all'infinito.
3) Gli insiemi di Cantor
Il matematico Georg Cantor è riuscito, tra la seconda metà e la fine del XIX secolo, a definire gli insiemi finiti a partire da quelli infiniti anziché il contrario.
Egli, inizialmente, dà questa definizione: un insieme infinito se è equipotente a qualche sua parte propria; nel caso opposto si chiama finito. Questo percorso è basato sul concetto di cardinalità degli insiemi, cioè la loro equipotenza.
Introducendo poi la nozione di insiemi numerabili, quelli equipotenti all'insieme N dei numeri naturali, dimostra attraverso l'esempio dell'insieme R dei reali che non tutti gli insiemi sono numerabili.
Chiamando potenza del numerabile la cardinalità di un insieme con ℵ0 mostra che il numero transinfinito dei reali risulta maggiore di ℵ0 e chiama nello specifico questo numero cardinale di R potenza del continuo
Riesce a dimostrare che la potenza del continuo è maggiore di quella del numerabile e che l'insieme delle parti di un insieme ha potenza maggiore dell'insieme stesso, espressione del Teorema di Cantor.