Fabio Berardi 5ai
Tesina d’esame
Anno scolastico 2007-2008
L’Estetismo ovvero il culto della bellezza
Istituto tecnico industriale statale “Leonardo Da Vinci”.
Rimini
Italiano
Con la definizione “Il culto della bellezza” si va subito ad identificare un movimento artistico ma soprattutto letterario della seconda metà dell’800 che vede la bellezza come unico valore in un mondo degradato, cioè l’Estetismo.
Estetismo
L’Estetismo è un movimento che si sviluppa a partire dal Decadentismo.
Questo movimento trova il suo massimo splendore grazie alle opere di Gabriele d’Annunzio ed Oscar Wilde. D’Annunzio è indotto a trasformare la vita in opera d’arte (la cosiddetta vita inimitabile), dedicandosi al culto della bellezza in assoluta libertà materiale e spirituale, in contrapposizione con la volgarità del mondo borghese.
In Inghilterra Oscar Wilde costruì un personaggio individualista nel Ritratto di Dorian Gray (1891), in cui il protagonista, innamorato della propria eccezionale bellezza, tenta di conservare per sempre la gioventù.
In ambito poetico, il movimento trova dei precursori in Baudelaire, Verlaine, Rimbaud e Mallarmé cioè i simbolisti.
L’arte per il gusto dell’arte
Il principio fondamentale dell’Estetismo — “l’arte per il gusto dell’arte” — consiste nel vedere l’Arte come rappresentazione di se stessa, possedente una vita indipendente proprio come il Pensiero.
Essa non ha alcun rapporto con l’epoca in cui si sviluppa, anzi è spesso contraria ad essa.
Altra dottrina molto importante per gli esteti è questa: “nel momento in cui l’Arte rinuncia alla fantasia per la realtà, rinuncia a se stessa”.
È la vita ad imitare l’Arte, e questo deriva dal fatto che il fine della vita è quello di trovare espressione nell’arte.
Anche la Natura stessa si modifica a immagine dell’Arte; gli unici effetti che essa può mostrarci sono quelli visibili grazie alla poesia o ai dipinti.
In questo consiste il fascino della Natura, ma anche la sua debolezza.
L’Estetismo presenta un continuo invito a godere della giovinezza fuggente, un edonismo (il piacere individuale costituisce il bene più alto) nuovo.
La figura dell’Esteta è stata consacrata da 2 opere:
- “Il piacere” di Gabriele d’Annunzio in Italia;
- “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde in Inghilterra.
Gabriele D’Annunzio
Gabriele d’Annunzio nasce a Pescara nel 1863 e muore a Brescia nel 1938.
D’Annunzio è una personalità di livello europeo nel panorama culturale del primo Novecento.
Egli viene adottato da un ricco zio dal quale prende il nome.
La sua formazione culturale inizia a Prato con gli studi liceali, seguita dall’esperienza universitaria a Roma alla facoltà di lettere.
Qui inizia la sua carriera da giornalista e dopo essere stato collaboratore di alcuni periodici, diventa cronista della società aristocratica.
Il poeta vive una vita ricca di piaceri senza porsi la minima preoccupazione economica.
Egli si indebita ed è costretto a fuggire in Francia per scappare dai suoi creditori.
A Parigi D’Annunzio diventa in poco tempo una celebrità e quindi riesce a mantenere inalterato il suo stile di vita.
Il rappresentante italiano dell’Estetismo e del Decadentismo (D’Annunzio)
D’Annunzio è allo stesso tempo esteta e decadente.
- È esteta perché cerca di trasferire il suo gusto estetizzante alla vita, coltivando l’eleganza e indulgendo al gesto clamoroso. Egli adora circondarsi di raffinate opere d’arte e conduce una vita dispendiosa che lo porta ad indebitarsi (vita inimitabile).
- È decadente perché rifiuta il metodo scientifico e razionale, ricorre al simbolismo, esprime il panismo, afferma la superiorità dell’arte (infatti l’Estetismo deriva dal Decadentismo) e rivendica il privilegio dell’artista rispetto alle masse.
In d’Annunzio l’estetismo ed il decadentismo hanno in comune un aspetto molto importante: la vita inimitabile che si trasforma in mito di massa (cioè il superuomo o poeta vate).
La vita inimitabile infatti è rappresentata dalla ricerca dei piaceri e della bellezza (Estetismo) mentre il mito di massa è il poeta vate che ha il compito di indicare alla folla gli obiettivi da raggiungere (Decadentismo).
Il termine Decadentismo indica la decadenza o il tramonto di una cultura, a cui segue l’origine di una nuova, basata sull’Estetismo.
L’artista diventa un vero e proprio mito, con lo scopo di pubblicizzare il proprio lavoro e di soddisfare le esigenze del pubblico.
Gabriele D’Annunzio crea intorno alla propria figura le molteplici leggende dell’eroe impavido, dell’amante fatale, del genio inesauribile.
Egli con il romanzo “Il piacere” inaugura il Decadentismo da cui deriva appunto l’Estetismo.
I decadenti infatti affermano la superiorità dell’arte basandosi sull’Estetismo in cui l’arte è essenziale.
Il superuomo come conseguenza dell’Estetismo (D’Annunzio)
La figura del superuomo nasce in d’Annunzio conseguentemente a quella di esteta.
Il poeta che si affida all’estetica per costruire la propria vita come un’opera d’arte, sfugge alla realtà e rifiuta i valori morali della società borghese: matrimonio, eterosessualità, comportamenti mondani.
D’annunzio è un “eroe decadente”, un esteta esasperato, tanto diverso dall’eroe classico e da quello romantico.
Più che un immorale è un amorale, in quanto in lui il senso del bello, al primo posto nella scala dei valori, ha fatto dimenticare i valori di bontà e di giustizia.
Egli ossessionato dal raggiungimento del sublime e del bello disprezza tutto ciò che è mediocre o banale.
Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: L'estetismo ovvero il culto della bellezza
Autore: Fabio Berardi
Descrizione: viene descritto l'estetismo, D'Annunzio, il fascismo, Oscar Wilde.
Materie trattate: italiano, storia, inglese
Area: umanistica
Sommario: Con la definizione "Il culto della bellezza" si va subito ad identificare un movimento artistico ma soprattutto letterario della seconda metà dell'800 che vede la bellezza come unico valore in un mondo degradato, cioè l'Estetismo. Estetismo L'Estetismo è un movimento che si sviluppa a partire dal Decadentismo. Questo movimento trova il suo massimo splendore grazie alle opere di Gabriele d'Annunzio ed Oscar Wilde. D'Annunzio è indotto a trasformare la vita in opera d'arte (la cosiddetta vita inimitabile), dedicandosi al culto della bellezza in assoluta libertà materiale e spirituale, in contrapposizione con la volgarità del mondo borghese. In Inghilterra Oscar Wilde costruì un personaggio individualista nel Ritratto di Dorian Gray (1891), in cui il protagonista, innamorato della propria eccezionale bellezza, tenta di conservare per sempre la gioventù. In ambito poetico, il movimento trova dei precursori in Baudelaire, Verlaine, Rimbaud e Mallarmé cioè i simbolisti. Il principio fondamentale dell'Estetismo " l'arte per il gusto dell'arte " consiste nel vedere l'Arte come rappresentazione di se stessa, possedente una vita indipendente proprio come il Pensiero. Essa non ha alcun rapporto con l'epoca in cui si sviluppa, anzi è spesso contraria ad essa. Altra dottrina molto importante per gli esteti è questa: "nel momento in cui l'Arte rinuncia alla fantasia per la realtà , rinuncia a se stessa". É la vita ad imitare l'Arte, e questo deriva dal fatto che il fine della vita è quello di trovare espressione nell'arte. Anche la Natura stessa si modifica a immagine dell'Arte; gli unici effetti che essa può mostrarci sono quelli visibili grazie alla poesia o ai dipinti. In questo consiste il fascino della Natura, ma anche la sua debolezza. L'Estetismo presenta un continuo invito a godere della giovinezza fuggente, un edonismo(il piacere individuale costituisce il bene più alto)nuovo. La figura dell'Esteta, è stata consacrata da 2 opere: "Il piacere" di Gabriele d'Annunzio in Italia; "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde in Inghilterra.