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Mappa concettuale – l’inquinamento

Italiano

Inquinamento ambientale - Delta del Niger

Letteratura

Positivismo - Naturalismo - Verismo

Storia

2° Rivoluzione Industriale - 2° Guerra Mondiale: Hiroshima e Nagasaki

Geografia

Il Giappone

Scienze

Buco nell’Ozono - Effetto Serra

Inglese

The Second Industrial Revolution

Educazione tecnica

Combustibili Fossili - Energia Rinnovabile

Educazione artistica

William Turner

Educazione musicale

Belle Epoque - Melodramma - Operetta

Scienze motorie

Sport in Natura: Orienteering - Danni alla Salute nello Sport all’Aperto

Alessia Cucchiara - Classe III° F - Anno scolastico 2012/2013

Istituto Comprensivo “Papa Giovanni XXIII” - Terrasini 1 26

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Mappa Concettuale per la Sintetizzazione degli Argomenti

Inquinamento

Letteratura: scienze:

-Positivismo.

Italiano: -Buco nell’Ozono.

-Naturalismo.

-Inquinamento Ambientale. -Effetto Serra.

-Verismo.

-Delta del Niger. Inglese:

Storia: -The Second Ed. Tecnica:

Industrial Revolution.

-

2° Rivoluzione Industriale. -Combustibili Fossili.

-2° Guerra Mondiale: Hiroshima e Nagasaki. -Energia Rinnovabile.

Ed. artistica:

-William Turner.

Ed. musicale:

-Belle Epoque.

-Melodramma.

-Operetta. Geografia:

-Il Giappone. Scienze motorie:

-Sport in Ambiente

Naturale: Orienteering;

-Danni alla Salute per

Italiano - Inquinamento Ambientale: Delta chi fa Sport all’Aperto.

del Niger.

Italiano – Inquinamento ambientale: Delta del Niger

Inquinamento ambientale

La Terra è l’unico Pianeta che ospita la vita, ed è per questo motivo che va protetto e non permettere che venga danneggiato irrimediabilmente. Nonostante ciò il nostro Pianeta ha molti problemi dovuti ai danni ambientali, tra questi i più importanti sono i diversi tipi di inquinamento: quello del suolo, quello atmosferico e quello dell’acqua.

L’inquinamento del suolo è causato dall’uso di fertilizzanti e pesticidi in agricoltura che, infiltrandosi nel terreno, inquinano le falde acquifere. Un altro

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grave problema, legato all’inquinamento del suolo, è quello dei rifiuti urbani, che vengono accumulati in grandi discariche a cielo aperto; questo sistema, impiegato per lo smaltimento dei rifiuti, alimenta anche la diffusione di insetti e topi, che sono tra l’altro portatori di gravi malattie.

Altrettanto grave e preoccupante è il problema dello smaltimento dei residui di lavorazione delle industrie chimiche, che vengono dispersi nell’ambiente. Le industrie rappresentano anche un pericolo per le popolazioni che abitano nelle vicinanze, poiché provocano la fuoriuscita di gas altamente tossici che danneggiano la salute degli abitanti del nostro Pianeta.

Le cause principali dell’inquinamento atmosferico sono le emissioni di gas dai motori dei veicoli, dalle grandi fabbriche e dagli impianti di riscaldamento. Si è molto parlato in televisione dell’aumento di anidride carbonica che causa l’effetto serra, la cui principale conseguenza è l’aumento della temperatura terrestre, che sta provocando un costante ed irreversibile scioglimento dei ghiacciai ai Poli.

Negli ultimi anni si è inoltre verificato l’assottigliamento della fascia di ozono che circonda la Terra, la quale ha il compito di filtrare le radiazioni ultraviolette provenienti dal sole, che sono pericolose per la nostra salute, perché causano diverse malattie quali i tumori alla pelle. L’origine di questo fenomeno è dovuto all’uso degli impianti frigoriferi e delle bombolette spray che contengono cloro-fluorocarburi.

Esistono diversi tipi di inquinamento idrico. In primo piano vi è l’inquinamento di origine domestica, derivante dagli scarichi delle fognature urbane che contengono prevalentemente sostanze organiche. Altro tipo di inquinamento particolarmente grave è quello di origine industriale, che causa la “morte” di fiumi, laghi e mari, mentre un fatto molto discusso ai telegiornali riguarda i residui scaricati dalle navi petroliere. Siccome non esiste vita senza acqua e le disponibilità di acqua dolce non sono inesauribili, è indispensabile preservare e se è possibile accrescere questo prezioso elemento, per il quale tutti hanno diritto di usarlo, ma hanno pure il dovere di non inquinarlo e di non abusarne.

Le teorie più frequenti per ridurre l’inquinamento prescrivono che bisogna installare dei Depuratori, in modo tale da non scaricare i liquami fognari direttamente a mare, e che le industrie debbano avere impianti di scarico a norma di legge. Vanno inoltre creati degli Inceneritori che non inquinano, per uno smaltimento dei rifiuti più veloce, sicuro ed economico, e per alleggerire la pressione fiscale alla popolazione, costretta a pagare cifre esorbitanti per un servizio di raccolta dei rifiuti lento, inefficiente ed inquinante.

Bisogna utilizzare meno i fertilizzanti, perché inquinano il terreno ed eliminare i pesticidi che avvelenano i prodotti della terra, che poi consumiamo a tavola. Gli stati devono collaborare ed investire di più sulle risorse alternative come l’energia solare, eolica, ciclo-idrica, bio-masse e delle maree; inoltre si deve incentivare maggiormente l’agricoltura biologica. Bisogna costruire più spazi di verde al posto dell’asfalto, ma la cosa più importante è che ognuno deve essere responsabile delle proprie azioni e deve rispettare l’ambiente in cui vive, evitando gli sprechi, perché la maggior parte delle risorse che abbiamo non sono né rinnovabili né illimitate.

Delta del Niger

Fino al 1956, lungo il Delta del fiume Niger, si estendeva un’oasi incontaminata. Le foreste di mangrovie formavano intricati labirinti nei quali si sviluppava un delicato ecosistema in cui le popolazioni locali vivevano in equilibrio con la natura, traendo da essa il loro sostentamento quotidiano. In quell’anno, nel delta vennero scoperti i primi giacimenti petroliferi che hanno trasformato quell’oasi in un inferno che ancora oggi continua a bruciare. Da allora le compagnie petrolifere, in particolare la Shell, che controlla circa la metà del greggio complessivo, la Total, la Chevron e l’italiana Eni, hanno colonizzato il territorio, appoggiate dai locali governi militari deboli e corrotti, che nel corso degli ultimi 50 anni hanno svenduto le risorse naturali del loro paese in cambio di mazzette e profitti illeciti, ed hanno messo a tacere le ingiustizie che le popolazioni locali sono costrette a subire giornalmente.

Nel Delta del Niger (una regione di circa 70.000 kmq con 27 milioni di abitanti), si produce la maggior parte del petrolio nigeriano, circa 2,5 milioni di barili al giorno. L’inquinamento criminale viene causato dalla perdita del greggio che fuoriesce da tubature vecchie ed usurate dal tempo, che si estendono nel territorio per centinaia di chilometri, riversando così il petrolio nell’acqua del fiume e lungo le sue sponde. Le persone che vivono in questo luogo respirano aria inquinata, mangiano pesce contaminato e bevono acqua mista a petrolio. Sono 36 mila i km² di mangrovie, corsi d’acqua e lagune, invasi dalla melma nera. Per rifornirsi di acqua potabile, le popolazioni locali sono costrette a scavare nel sottosuolo fino a 50 metri di profondità, causando instabilità del terreno e ponendo la zona a rischio di frane.

Il recente rapporto del PNUE (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) denuncia apertamente questa catastrofe ambientale. Sono stati esaminati più di 4 mila campioni estratti dai 780 pozzi della zona. Il risultato è sconcertante: le popolazioni bevono, cucinano e si lavano con acqua proveniente da pozzi contaminati dal benzene, i cui livelli di tossicità sono 900 volte superiori a quanto consentito dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

Anche l’aria viene contaminata dai gas, sottoprodotti delle estrazioni petrolifere, che dal 1985 vengono bruciati a cielo aperto, pratica definita “gas flaring” (gas esplosivo) che fa sprecare ogni anno una quantità di gas pari al 30% del fabbisogno europeo. Questo gas potrebbe essere reinserito nel sottosuolo oppure utilizzato per i fabbisogni energetici della Nigeria. Invece viene bruciato dalle multinazionali perché ciò rende l’estrazione del petrolio molto più veloce, abbassando così i costi di gestione e di produzione.

Il solo inquinamento ambientale prodotto dal “gas flaring” nel mondo, diventa pari alle emissioni di 77 milioni di auto o di 125 centrali a carbone. Le fiammate ardono continuamente di giorno ed illuminano la notte, rendendo irrespirabile l’aria, facendo aumentare considerevolmente la temperatura attorno alle trivellazioni e causando problemi respiratori, malattie della pelle e degli occhi, disturbi gastrointestinali, leucemie e cancro. La legge nigeriana vieta la pratica del “gas flaring” perché viene ritenuta pericolosa per l’ambiente e per la salute umana, ma i governi non sono mai riusciti ad imporre la soluzione del problema.

I vertici dello stato nigeriano dovrebbero rafforzare la regolamentazione circa l’estrazione del petrolio, in modo da obbligare le aziende petrolifere a rispondere dell’inquinamento ambientale, prevenendo così ulteriori abusi.

Oltre ai problemi di salute e quelli ambientali, la popolazione deve anche subire l’ingiustizia sociale: nonostante l’immenso valore economico dei circa 700 pozzi petroliferi, dopo circa 50 anni di estrazioni (che ogni anno creano l’80% del Pil nazionale) la Nigeria resta uno tra i più poveri paesi africani. Dei 27 milioni di

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abitanti, il 60% della popolazione sopravvive grazie alle attività direttamente collegate all’ecosistema; ma l’aspettativa di vita di tutti gli abitanti del Delta del Niger arriva a poco più di 40 anni. La distribuzione delle risorse non è equa. Il tasso di disoccupazione varia tra il 75 ed il 95%, perché a lavorare nei pozzi petroliferi è soprattutto manodopera specializzata proveniente dall’estero.

Gli unici ad arricchirsi con il petrolio sono le multinazionali ed i politici locali corrotti. Negli ultimi decenni però queste disuguaglianze hanno esasperato la popolazione che, attraverso proteste e mobilitazioni (subendo repressioni violente da parte dello Stato e dagli agenti della sicurezza privata delle multinazionali) è arrivata a rivendicare la fine del saccheggio indiscriminato del territorio, chiedendo la bonifica dei corsi d’acqua e dei terreni, una più equa distribuzione dei proventi del petrolio, nonché il risarcimento del danno ecologico.

Nel 2005 è stato anche costituito un gruppo armato, il MEND (Movimento di Emancipazione del Delta del Niger), che ha compiuto numerose operazioni di sabotaggio dei pozzi, delle condutture e si è reso responsabile del rapimento di alcuni lavoratori delle multinazionali. Il movimento dichiara di combattere per il controllo del petrolio in tutto il Delta del Niger e per consentire agli abitanti di trarre i giusti benefici dalle estrazioni.

La popolazione cerca di sopravvivere riprendendosi il proprio territorio saccheggiato e devastato dalle logiche imperialistiche, che mietono vittime e sacrificano gli equilibri naturali in tutto il mondo, non solo in Africa, non solo in quello che un tempo era un paradiso ed oggi è solo l’opaco ricordo di una natura violentata. La Nigeria cerca di rialzarsi, ma l’opinione pubblica internazionale sembra non appoggiare concretamente questa lotta a cui non concede neppure il giusto risalto mediatico.

Letteratura – Positivismo, Naturalismo e Verismo

Positivismo

Il Positivismo è quel movimento filosofico e culturale del XIX secolo che privilegia lo studio della realtà concreta e scientifica, in tal senso definita “positiva”, dichiarando prive di valore le conoscenze astratte, metafisiche e spiritualistiche del Romanticismo.

Nasce verso la fine della Prima Rivoluzione Industriale (prima metà dell’800) e si afferma parallelamente allo sviluppo tecnologico della Seconda Rivoluzione Industriale (seconda metà dell’800), della quale appoggia la convinzione ottimistica di un progresso sociale e scientifico, frutto della riorganizzazione tecnica e industriale della società. Il Progresso Scientifico era già stato avviato nella seconda metà del 700, ma è proprio nell’800 che si cominciano a raccogliere i frutti, in una società in continua evoluzione.

Infatti, negli ultimi decenni dell’800, si ha una nuova esaltazione della ragione e della sua capacità di conoscere e misurare la realtà, grazie: allo sviluppo industriale e tecnologico della Seconda Rivoluzione Industriale, al consolidarsi degli stati liberali e degli imperi coloniali, ed al rafforzamento economico e politico della borghesia capitalistica.

I principi del Positivismo sono:

1) La scienza è la sola conoscenza possibile, perché applica il metodo tecnico-scientifico: unico strumento valido che va esteso a tutti i campi, compresi quelli che riguardano l’uomo e la società; pertanto i procedimenti, non attuabili con tale metodo, non danno origine a conoscenza.

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2) Va data piena fiducia all’applicazione del metodo tecnico-scientifico perché rappresenta strumento idoneo per una riorganizzazione globale della vita sociale che possa portare al progresso ed al miglioramento dell’uomo, al fine di risolvere la crisi del mondo moderno.

Il Positivismo appare quindi come la filosofia della moderna società industriale e l’ideologia della borghesia liberale dell’occidente. Non per nulla esso si sviluppa in quelle nazioni (Inghilterra, Francia e Germania) che appaiono all’avanguardia del progresso industriale e tecnico-scientifico, mentre impiega più tempo ad affermarsi nei paesi in ritardo da questo punto di vista, come l’Italia. La diffusione in larga scala della corrente positivistica è favorita soprattutto dalla Seconda Rivoluzione Industriale, che porta al decollo del sistema industriale, scientifico e tecnologico, alimentando quel clima generale di esaltante fiducia nelle forze dell’uomo e nelle potenzialità delle scienze.

Durante il Positivismo, i successi della scienza fanno pensare che la metodologia scientifica (che analizza fatti concreti ed oggettivi) sia vincente e che possa accostarsi anche in quei campi in cui non si è ancora applicata, come la filosofia che si basa sull’esperienza (Empirismo) e su dati concreti (Esperimenti) e che, dopo aver acquisito i risultati scientifici, deve coordinarli. Pertanto ciò che la filosofia empirica propone è di dare alla metodologia scientifica il compito di risolvere i problemi sociali.

L’era della Seconda Rivoluzione Industriale presenta aspetti diversi, a seconda dei paesi in cui si sviluppa. L’Inghilterra, che ha già vissuto i problemi della Prima Rivoluzione Industriale, li ha in parte superati; altri paesi, invece, che stanno vivendo per la prima volta la Rivoluzione Industriale, si trovano ad affrontare tutti i contrasti che l'Inghilterra aveva già risolto. Quindi, partendo dai conflitti sociali della Rivoluzione Industriale, si sviluppano due correnti positiviste diverse.

La religione, la filosofia e la poesia, che avevano caratterizzato il Romanticismo, passano in secondo piano e diventano, comunque, anch’esse oggetto di analisi scientifiche. Si crea una vera e propria “ideologia del progresso”, fondata sul convincimento che il sapere scientifico apra all’umanità un cammino inarrestabile di prosperità.

Il Positivismo ha moltissime affinità con l’Illuminismo, come quella di riproporre il primato delle scienze e del metodo scientifico, fondato su osservazione, analisi, sintesi e descrizione, ma esiste una sostanziale differenza tra il pensiero illuministico e quello positivista: l’Illuminismo fu l’ideologia di una borghesia che nel ‘700 era la classe sociale emergente, rivoluzionaria, in lotta contro il potere dominante dell’aristocrazia e del clero; il Positivismo è invece espressione di una borghesia capitalistica, conservatrice, anti-rivoluzionaria ed impegnata ad arginare la crescita della nuova classe sociale e rivoluzionaria: la classe operaia, il proletariato, il quarto stato.

L’elaborazione filosofica del Positivismo si ha per mezzo del francese Auguste Comte, che nell’opera “Corso di Filosofia Positiva” (pubblicata nel 1830-1842), teorizza che l’umanità ha attraversato varie fasi di sviluppo, delle quali l’ultima, la contemporanea, è la fase positiva, in cui gli uomini non cercano più di capire il “perché” dei fenomeni, ma si dedicano allo studio del “come” questi fenomeni si manifestano. Comte organizza tutte le scienze in un sistema gerarchico, a capo del quale mette la sociologia (la scienza che studia la società), seguita dalla filosofia. Secondo Comte ogni fenomeno deve essere osservato e confrontato con altri di cui si ha esperienza, per arrivare alla formulazione di leggi e principi che spieghino come è la realtà.

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Frutto della cultura positivistica, in campo scientifico, è la “teoria dell’evoluzione” di Charles Darwin, il quale, con il principio della “selezione naturale”, ha ipotizzato che si sono salvate dall’estinzione solo quelle specie che seppero sviluppare, per mutazione genetica, caratteristiche adatte alla sopravvivenza che trasmisero ai loro discendenti; pertanto, secondo questa teoria, sono condannate all’estinzione le specie più deboli, rispetto a quelle più forti.

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Italiano: Inquinamento ambientale - Delta del Niger.

Letteratura: Positivismo - Naturalismo - Verismo.

Storia: Seconda rivoluzione industriale - Seconda guerra mondiale: Hiroshima e Nagasaki.

Geografia: Il Giappone.

Scienze: Buco nell’Ozono - Effetto serra.

Inglese: The Second Industrial Revolution.

Educazione tecnica: Combustibili fossili - Energia rinnovabile.

Educazione artistica: William Turner.

Educazione musicale: Belle Epoque - Melodramma - Operetta.

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