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Il silenzio della parola

A cura di Daniele Zec

Classe 5° E –

Liceo scientifico E. Fermi

Esame di Stato 08/09

La musica può influenzare il nostro corpo e la nostra mente e favorisce l’aspetto espressivo, relazionale e comunicativo.

La musicoterapia

La musicoterapia è l’utilizzo della musica e degli elementi sonori a fini terapeutici.

L’utilizzo della musica a scopo terapeutico si evidenzia anche in periodi storici antecedenti (come ad esempio: gli sciamani, filosofi come Platone e Aristotele, gli arabi).

All’inizio dell’Ottocento vi è la testimonianza della prima cura attraverso la musica.

Solo dopo il 1970 nasceranno le prime associazioni di musicoterapia.

La musica dà alla persona la possibilità di esprimere i propri sentimenti che si manifestano con delle risposte fisiologiche.

Questo rapporto con la musica si pensa derivi dal periodo pre-natale; infatti il feto è immerso nel “bagno sonoro” dove l’unico contatto con il mondo esterno è il suo orecchio. Esso infatti è uno dei primi organi a svilupparsi.

La musicoterapia si suddivide in musicoterapia attiva (creare musica) ed in musicoterapia recettiva (ascoltare musica).

La musicoterapia attiva utilizza l’improvvisazione clinica per instaurare un dialogo sonoro tra paziente e terapeuta (supporto multimediale).

La musicoterapia recettiva si basa sull’ascolto guidato di sequenze sonore capaci di far attivare profondi sentimenti.

I campi di applicazione della musicoterapia sono quello preventivo (gravidanza e crescita), quello riabilitativo (ambito psichiatrico e neurologico) e quello terapeutico.

Inoltre, in musicoterapia, vengono rievocate le esperienze originarie. Questa tecnica prende spunto e rielabora i concetti espressi da Sigmund Freud nel metodo psicanalitico con il metodo delle libere associazioni.

Schopenhauer e il valore della musica

Questo aspetto della musica, come arte capace di curare l’uomo e di essere espressione e portatrice di sentimenti, è un aspetto che già aveva individuato, a mio parere, Arthur Schopenhauer. Egli formula una vera e propria “Filosofia della Musica”.

La ragione non può squarciare il velo di Maya e, perciò, non ci può fornire una conoscenza vera.

Questo aspetto va affidato alla musica e alle arti in generale; anche se esse concedono un’evasione momentanea dalla volontà.

Schopenhauer sostiene la necessità di fare della musica un linguaggio universale, capace di parlare al cuore senza nessuna mediazione; la musica quando “parla” ci racconta la vita più intima della volontà, i più delicati moti e sentimenti dell’animo umano.

Kandinskij e la teoria dell’armonica

L’intuizione che tra musica e sentimento ci fosse una stretta relazione venne anche a Vasilij Kandinskij. Egli sostiene che l’opera d’arte deve assomigliare sempre di più ad una composizione musicale. Kandinskij nelle sue opere espone le sue teorie nell’uso del colore; in particolare il colore può provocare nello spettatore un effetto psichico che ha una sua particolare vibrazione, un suo suono.

Il suono

La distinzione tra i vari strumenti musicali è prodotta dal suono che ognuno di essi produce.

Tutti i suoni sono prodotti da corpi che vibrano. La vibrazione produce una compressione e una rarefazione dell’aria, che riportata su un grafico dà una sinusoide.

Una sinusoide è caratterizzata dal periodo, dalla frequenza, dalla lunghezza d’onda e dall’ampiezza; parametri che influiscono poi sul timbro, sull’intensità e sull’altezza.

Introduzione

La musica è sempre esistita, da prima ancora che ne rimanesse una traccia storica.

Sin dai primordi l’uomo l’ha usata come un vero e proprio linguaggio per comunicare con i propri simili, dapprima con una funzione pratica ed, in seguito, anche con una funzione estetica, traducendo sentimenti e sensazioni in suoni efficaci ed espressivi.

La musica può essere considerata una tra le nostre esigenze primarie e rappresenta il linguaggio che preferisce l’anima per comunicare la nostra interiorità. D’altronde come disse Giovanni Paolo «Senza l’arte l’uomo resterebbe ampiamente cieco a se stesso, al proprio mondo interiore. essa

II:

per la sua natura può far risuonare interiori armonie, solleva intense e profonde emozioni».

La musica è una forma di linguaggio non-verbale che parla in primo luogo al corpo e in seconda battuta alla mente ed è in grado di suscitare reazioni emotive e risposte fisiologiche; per questo ha assunto anche un valore terapeutico.

Si è notato che la musica favorisce l’espressione, la comunicazione, elementi necessari per superare l’isolamento sociale; essa è anche uno strumento accogliente (vedi sottofondi musicali nei locali, nei centri commerciali, ecc.) che favorisce l’emergere di emozioni.

La musicoterapia

Le definizioni della musicoterapia sono numerose nonostante si tratti di una disciplina relativamente nuova. Diremmo che la musicoterapia è l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta, con un utente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive.

Si tratta quindi di una disciplina di medicina alternativa che utilizza la musica come strumento per intervenire sul disagio di persone malate o affette da handicap.

L’uso della musica a scopi terapeutici è documentato in numerose civiltà dal mondo antico ad oggi, prevalentemente all’interno di un modello di pensiero magico-religioso.

Lo sciamano sapeva che la musica ha un potere incantatorio sulla parte irrazionale dell’Io; sapeva che il mondo è costituito secondo principi musicali, che sia la vita del cosmo, sia quella dell’uomo, sono dominate dal ritmo e dall’armonia.

Anche Platone ed Aristotele furono, oltre che pensatori e filosofi, anche dei musicologi e musicisti convinti che le arti del ritmo contribuissero a migliorare la calma interiore, la serenità e la morale.

Nel medioevo l’uso del flauto come strumento terapeutico era noto agli arabi che lo utilizzavano per trattare i disturbi mentali.

Bisogna aspettare l’inizio dell’Ottocento per avere qualche documentazione dell’uso della musica in campo strettamente medico.

Nel 1801 Philippe Pinel riporta il caso di un paziente guarito grazie alla riscoperta di una pratica musicale con il proprio strumento, il violino. La musica viene ritenuta, principalmente, un mezzo per tranquillizzare (basti pensare alle ninne-nanne).

Le prime associazioni di musicoterapia nascono dopo il 1970.

Fondamenti teorici

La musicoterapia è una modalità di approccio alla persona che utilizza la musica o il suono come strumento di comunicazione non-verbale, per intervenire a livello educativo, riabilitativo o terapeutico.

La musica dà alla persona la possibilità di esprimere e percepire sentimenti, emozioni, desideri, tensioni che si manifestano nella muscolatura, nella postura, negli sguardi, nei cambi di intonazione della voce, nei gesti, nei movimenti, in scatti improvvisi.

Questa sorta di empatia con la musica è data, presumibilmente, dalla nostra predisposizione neonatale ad impiegare il suono ed elementi musicali come veicolo espressivo e comunicativo.

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Sintesi

Tesina per il liceo scientifico

La tesina parla della musicoterapia, essa è una terapia che utilizza la musica come forma di comunicazione non-verbale per instaurare un dialogo sonoro tra paziente e terapeuta.

Materie

  • Musicoterapia: Benenzon R.O., Manuale di Musicoterapia, fondamenti di musicoterapia
  • Filosofia: Schopenhauer A., il mondo come rappresentazione, la filosofia della musica
  • Arte: Kandinskij V., lo spirituale nell'arte, la teoria dell'armonica, il rapporto tra arte e musica e tra colore, sentimento e strumento musicale
  • Fisica: il suono

Introduzione

La musica è sempre esistita, da prima ancora che ne rimanesse una traccia storica. Sin dai primordi l'uomo l'ha usata come un vero e proprio linguaggio per comunicare con i propri simili, dapprima con una funzione pratica ed, in seguito, anche con una funzione estetica, traducendo sentimenti e sensazioni in suoni efficaci ed espressivi. La musica può essere considerata una tra le nostre esigenze primarie e rappresenta il linguaggio che preferisce l'anima per comunicare la nostra interiorità. D'altronde come disse Giovanni Paolo II: «Senza l'arte l'uomo resterebbe ampiamente cieco a se stesso, al proprio mondo interiore. Essa per la sua natura può far risuonare interiori armonie, solleva intense e profonde emozioni».

La musica è una forma di linguaggio non-verbale che parla in primo luogo al corpo e in seconda battuta alla mente ed è in grado di suscitare reazioni emotive e risposte fisiologiche; per questo ha assunto anche un valore terapeutico. Si è notato che la musica favorisce l'espressione, la comunicazione, elementi necessari per superare l'isolamento sociale; essa è anche uno strumento accogliente (vedi sottofondi musicali nei locali, nei centri commerciali, ecc) che favorisce l'emergere di emozioni.

Bibliografia

  • Benenzon R.O. Manuale di Musicoterapia, ed. Borla, Roma, 1983.
  • Sito internet del F.I.M. (Federazione Italiana Musicoterapeuti)
  • Schopenhauer A. il mondo come rappresentazione, 1819
  • Schopenhauer A. Parerga e paralipomena, 1851
  • Kandinskij V. lo spirituale nell'arte, 1911
  • Amaldi U. fisica: idee ed esperimenti (volume secondo), ed. Zanichelli
  • Intervista a musicoterapeuta del Dipartimento Salute Mentale - ASL 3 genovese
  • Foto: esperienza di musicoterapia al Dipartimento Salute Mentale - ASL 3 genovese
  • Immagini: Pablo Picasso e Vasilij Kandinskij
  • Video: esperienza di improvvisazione clinica di Mauro Scardovelli (musicoterapeuta) rielaborazione video e grafici delle onde realizzati da Daniele Zec
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