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Il colore tra psiche ed emozione 2

Il colore tra psiche ed emozione

Nel mondo dell’arte il colore ha sempre svolto una funzione fondamentale, poiché è proprio grazie ad esso che gli artisti dell’antichità hanno potuto esternare in forme, sfumature, passaggi cromatici le loro emozioni e i loro sentimenti più profondi.

Particolare importanza assume a questo proposito la figura di Kandinskij, che espone le sue teorie sull'uso del colore secondo cui esso può avere sull'osservatore sia un effetto fisico che psichico.

Tale riflessione non è, però, da circoscriversi al campo artistico: la psicologia, la pedagogia, ma anche la letteratura ci mostrano come il colore possa rappresentare un efficace strumento di comunicazione e influenzare notevolmente l'animo di chi lo percepisce.

Il disegno infantile

Numerosi psicologi hanno affrontato questo tema in relazione al disegno infantile, in cui il colore, più della forma, è puro linguaggio emotivo che permette di evidenziare aspetti psichici - altrimenti insondabili - dell’inespresso e dell’inesprimibile.

Il colore usato nel disegno diviene simbolo che assurge a significati universali, inconsci, arcaici, ed esprime le emozioni profonde del bambino.

Tanto tempo fa, ma non è una fiaba, in una certa fabbrica gli operai si lamentavano con il padrone per il freddo che sentivano nel locale mensa, un locale che aveva le pareti imbiancate con un tono di blu, e chiedevano di aumentare il riscaldamento; il padrone, non essendo di questa idea, fece invece dipingere le pareti con un tono di arancio: il risultato fu che non solo gli operai non avvertivano più il freddo, ma addirittura fu abbassato il riscaldamento.

Mi sembra una storia abbastanza convincente per capire quanto il colore possa influire sull'umore degli uomini.

A grandi linee, noi viviamo in un mondo dove inconsciamente, cioè per abitudine, senza che neppure ce ne rendiamo conto, il colore ha una sua collocazione ben precisa: questo fin dall'antichità, perché da sempre a ogni colore era abbinato un significato, ad esempio il rosso è sinonimo di passione e forza, il giallo è vitalità, il blu tranquillità.

Quando si pensa al fascismo, da sempre viene in mente il colore nero, sicuramente per il ricordo delle “Camicie Nere”, divisa indossata dai suoi militanti, ma forse anche perché è stato uno dei periodi più travagliati e dolorosi della recente storia italiana.

Ecco un esempio di simbologia del colore.

Significato simbolico assume il colore anche in ambito letterario.

Qui il colore è utilizzato dagli scrittori per generare legami e corrispondenze tra i sensi o rappresentare metaforicamente aspetti e situazioni del reale.

Pascoli, ad esempio, insiste sulle intense sensazioni cromatiche dei fiori per suscitare emozioni ed attribuire significati simbolici alle cose: è il caso di “digitale purpurea” e “gelsomino notturno”, in cui il colore rosso allude ad un’accesa sensualità e sottolinea con forza la carica sessuale, è sinonimo di passione, eros.

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Joyce, invece, in “The Dead” attribuisce significato simbolico alla neve e al suo colore bianco, che associa alla purezza e all’infinito, all’assenza e al vuoto e, analogamente a quanto avviene nelle culture orientali, alla morte.

Il colore è una sensazione del cervello causata dall'interazione della luce con la materia.

La luce che viene emessa in qualità e quantità differenti dalla materia illuminata, interagisce con il nostro sistema visivo provocando quelle diverse sensazioni alle quali abbiamo dato i più svariati nomi: nomi dei colori.

Ma la luce è energia elettromagnetica, un'energia in grado di indurre cambiamenti nel nostro equilibrio neurofisiologico e di conseguenza anche del nostro atteggiamento psicologico: senza scendere in esempi particolari pensate solo all'effetto diverso che hanno sulla nostra psiche una bella mattinata di sole, una giornata di pioggia, la notte.

Disse Kandinsky:

“Il colore è il tasto, l'occhio è il martelletto, l'anima è un pianoforte dalle molte corde”.

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Colore e arte: Vasilij Kandinskij

“I colori semplici sono sei, dei quali il primo è il bianco, benché alcuni filosofi non accettino né il bianco né il nero nel numero dei colori, perché l’uno è causa dei colori, l’altro ne è privazione.

Ma pure, perché il pittore non può far senza questi, noi li metteremo nel numero degli altri e diremo il bianco in quest’ordine essere il primo dei semplici, il giallo il secondo, il verde il terzo, l’azzurro il quarto, il rosso il quinto, il nero il sesto.”

Leonardo Da Vinci, 1490

Vasilij Vasil'evič Kandinskij, nato a Mosca, il 4 dicembre 1866, è stato un pittore russo, creatore della pittura astratta.

Kandinskij nelle sue opere espone le sue teorie sull'uso del colore, intravedendo un nesso strettissimo tra opera d'arte e dimensione spirituale.

Il colore può avere due possibili effetti sullo spettatore: un effetto fisico, superficiale e basato su sensazioni momentanee, determinato dalla registrazione da parte della retina di un colore piuttosto che di un altro; un effetto psichico dovuto alla vibrazione spirituale, prodotta dalla forza psichica dell'uomo, attraverso cui il colore raggiunge l'anima.

Esso può essere diretto o verificarsi per associazione con gli altri sensi.

L'effetto psichico del colore è determinato dalle sue qualità sensibili: il colore ha un odore, un sapore, un suono.

Perciò il rosso, ad esempio, risveglia in noi l'emozione del dolore, non per un'associazione d’idee (rosso-sangue-dolore), ma per le sue stesse caratteristiche, per il suo "suono interiore".

Kandinskij utilizza una metafora musicale per spiegare quest'effetto: il colore è il tasto, l'occhio è il martelletto, l'anima è un pianoforte con molte corde.

Il colore può essere caldo o freddo, chiaro o scuro.

Questi quattro "suoni" principali possono essere combinati tra loro: caldo-chiaro, caldo-scuro, freddo-chiaro, freddo-scuro.

Il punto di riferimento per i colori caldi è il giallo, quello dei colori freddi è l'azzurro.

Kandinskij, sempre in base alla teoria secondo la quale il movimento del colore è una vibrazione che tocca le corde dell'interiorità, descrive i colori in base alle sensazioni e alle emozioni che suscitano nello spettatore, paragonandoli a strumenti musicali.

Ad esempio: il giallo è dotato di una follia vitale, prorompente, di un'irrazionalità cieca, indica anche eccitazione quindi può essere accostato spesso al rosso, ma si differenzia da quest'ultimo; l’azzurro è il blu che tende ai toni più chiari, è indifferente, distante, come un cielo artistico, è paragonabile al suono di un flauto; il rosso è caldo, vitale, vivace, irrequieto ma diverso dal giallo, perché non ha la sua superficialità, è paragonato al suono di una tuba.

La composizione pittorica è formata dal colore, che, nonostante nella nostra mente sia senza limiti, nella realtà assume anche una forma.

Colore e forma non possono esistere separatamente nella composizione.

L'accostamento tra forma e colore è basato sul rapporto privilegiato tra singole forme e singoli colori.

Se un colore viene associato alla sua forma privilegiata gli effetti e le emozioni che scaturiscono dai colori e dalla forma vengono potenziati.

Il giallo ha un rapporto privilegiato con il triangolo, il blu con il cerchio e il rosso con il quadrato.

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La composizione di un quadro non deve rispondere ad esigenze puramente estetiche ed esteriori, piuttosto deve essere coerente al principio della necessità interiore: quella che l'autore chiama onestà.

Il bello non è più ciò che risponde a canoni ordinari prestabiliti.

Il bello è ciò che risponde ad una necessità interiore, che l'artista sente come tale.

Dello spirituale nell'arte: l'effetto del colore

“Se si fa scorrere l'occhio su una tavolozza ricoperta da colori si ottengono due risultati principali: si ha un effetto puramente fisico, ossia l'occhio stesso viene affascinato dalla bellezza e da altre proprietà del colore.

Lo spettatore prova un senso di soddisfazione, di gioia, come un amante della buona cucina che gusta una ghiottoneria.

Oppure l'occhio viene stuzzicato come il palato da un cibo piccante.

Esso può avere anche una sensazione di acquietamento o di frescura, come il dito che tocca un pezzo di ghiaccio.

Queste sensazioni sono sempre fisiche, e come tali possono essere solo di breve durata.

Esse sono anche superficiali e non lasciano dietro di sé impressioni durevoli, finché l'anima rimane chiusa.

Come quando, toccando un pezzo di ghiaccio, si può provare solo la sensazione fisica di freddo, sensazione che si cancella una volta che il dito si sia di nuovo riscaldato, così anche l'effetto fisico del colore viene meno una volta che l'occhio sia passato a osservare altre cose.

E come la sensazione fisica del freddo del ghiaccio, se penetra più a fondo, evoca altre sensazioni più profonde e può formare un'intera catena di esperienze psichiche, così anche l'impressione superficiale del colore può svilupparsi dando origine a un'esperienza.

In una persona di sensibilità mediocre soltanto gli oggetti consueti hanno effetti del tutto superficiali, mentre quelli che ci si presentano per la prima volta esercitano immediatamente su di noi un'impressione psichica.

Perciò ha una sensazione psichica del mondo il bambino, per il quale ogni oggetto è nuovo.

Egli vede la luce, ne è attratto, vuol prenderla, si scotta le dita e concepisce timore e rispetto per la fiamma.

Egli impara poi che la luce, oltre agli effetti ostili, ne ha anche di amichevoli, che scaccia le tenebre, allunga il giorno, riscalda, cuoce e può offrire uno spettacolo gradevole.

Una volta messe insieme queste esperienze, la conoscenza con la luce è cosa fatta e le nozioni relative vengono immagazzinate nel cervello.

L'intensità dell'interesse diminuisce rapidamente e la proprietà della fiamma, di offrire uno spettacolo gradevole, lotta con una totale indifferenza nei suoi confronti.

Così il mondo perde gradualmente il suo fascino.

Si sa che gli alberi fanno ombra, che i cavalli possono correre velocemente e che le automobili possono essere ancora più veloci, che i cani mordono, che la luna è lontana, che l'essere umano che vediamo nello specchio non è vero.

Solo col procedere dell'evoluzione dell'uomo verso livelli sempre più elevati, si amplia sempre più la cerchia di quelle proprietà che vari oggetti ed esseri includono in sé.

A uno stadio elevato di evoluzione, questi oggetti ed esseri acquistano un valore interiore e infine un suono interiore.

Lo stesso vale per il colore che, a uno stadio modesto di sensibilità psichica, può causare solo un effetto superficiale, un effetto che scompare subito dopo il venir meno dello stimolo.

Ma anche in questa situazione, quest'effetto, per quanto semplicissimo, può presentarsi secondo varie modalità.

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L'occhio viene attratto di più e più intensamente dai colori più chiari, e ancor più, e ancora più intensamente, da quelli più chiari e più caldi: il rosso cinabro attrae e affascina come la fiamma, che dall'uomo viene sempre guardata volentieri.

Il giallo-limone squillante fa dopo un po' di tempo male all'occhio, così come una tromba che emette suoni alti ferisce l'orecchio.

L'occhio diventa inquieto, non vi si sofferma a lungo e cerca approfondimento e riposo nel blu o nel verde.

A un livello di evoluzione più elevato, da quest'effetto elementare ne deriva uno più profondo, che causa una scossa psichica.

In questo caso è presente il secondo risultato principale dell'osservazione del colore, ossia l'effetto psichico dello stesso.

Qui viene in luce la forza psichica del colore, la quale provoca una vibrazione spirituale.

La forza fisica prima, elementare, diventa la via attraverso la quale il colore raggiunge l'anima.

Se questo secondo effetto sia veramente diretto, come si potrebbe supporre sulla base delle ultime righe, o se venga invece raggiunto mediante l'associazione, è un problema destinato forse a restare aperto.

Poiché l'anima in generale è strettamente legata al corpo, può darsi che una scossa psichica ne provochi un'altra, ad essa corrispondente, per via di associazione.

Ad esempio, il color rosso potrebbe causare una vibrazione psichica simile alla fiamma, poiché il rosso è appunto il colore della fiamma.

Il rosso caldo ha un effetto eccitante, che può intensificarsi fino a diventare doloroso, forse anche attraverso la sua somiglianza col sangue che scorre.

Questo colore evocherebbe dunque qui il ricordo di un altro agente fisico, il quale esercita inevitabilmente sull'anima un effetto doloroso.

Se così fosse veramente, potremmo spiegare con facilità mediante l'associazione anche gli altri effetti fisici del colore, ossia gli effetti che esso esercita non solo sull'organo della visione bensì anche sugli altri sensi.

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Sintesi

Colore e arte: Vasilij Kandinskij

Dello spirituale nell'arte: l'effetto del colore

Colore e psiche: il disegno infantile

Lo scarabocchio

Il realismo fortuito

Il realismo mancato

La figura umana

Il realismo intellettivo o gnoseologico

Il realismo visivo

Il colore, che gioia!

Il significato dei colori

Il colore nella storia: il nero fascista

Il colore nella letteratura: G. Pascoli e J. Joyce

James Joyce Dubliners - "The Dead"

Introduzione

Nel mondo dell'arte il colore ha sempre svolto una funzione fondamentale, poiché è proprio grazie ad esso che gli artisti dell'antichità hanno potuto esternare in forme, sfumature, passaggi cromatici le loro emozioni e i loro sentimenti più profondi. Particolare importanza assume a questo proposito la figura di Kandinskij che espone le sue teorie sull'uso del colore secondo cui esso può avere sull'osservatore sia un effetto fisico che psichico. Tale riflessione non è, però, da circoscriversi al campo artistico: la psicologia, la pedagogia, ma anche la letteratura ci mostrano come il colore possa rappresentare un efficace strumento di comunicazione e influenzare notevolmente l'animo di chi lo percepisce. Numerosi psicologi hanno affrontato questo tema in relazione al disegno infantile in cui il colore, più della forma, è puro linguaggio emotivo che permette di evidenziare aspetti psichici - altrimenti insondabili - dell'inespresso e dell'inesprimibile. Il colore usato nel disegno diviene simbolo che assurge a significati universali, inconsci, arcaici, ed esprime le emozioni profonde del bambino.

Tanto tempo fa, ma non è una fiaba, in una certa fabbrica gli operai si lamentavano con il padrone per il freddo che sentivano nel locale mensa, un locale che aveva le pareti imbiancate con un tono di blu, e chiedevano di aumentare il riscaldamento; il padrone, non essendo di questa idea, fece invece dipingere le pareti con un tono di arancio: il risultato fu che non solo gli operai non avvertivano più il freddo, ma addirittura fu abbassato il riscaldamento. Mi sembra una storia abbastanza convincente per capire quanto il colore possa influire sull'umore degli uomini.

A grandi linee, noi viviamo in un mondo dove inconsciamente, cioè per abitudine, senza che neppure ce ne rendiamo conto, il colore ha una sua collocazione ben precisa: questo fin dall'antichità, perché da sempre a ogni colore era abbinato un significato, ad esempio il rosso è sinonimo di passione e forza, il giallo è vitalità, il blu tranquillità.

Quando si pensa al fascismo, da sempre viene in mente il colore nero, sicuramente per il ricordo delle "Camicie Nere", divisa indossata dai suoi militanti, ma forse anche perché è stato uno dei periodi più travagliati e dolorosi della recente storia italiana. Ecco un esempio di simbologia del colore.

Significato simbolico assume il colore anche in ambito letterario. Qui il colore è utilizzato dagli scrittori per generare legami e corrispondenze tra i sensi o rappresentare metaforicamente aspetti e situazioni del reale. Pascoli, ad esempio, insiste sulle intense sensazioni cromatiche dei fiori per suscitare emozioni ed attribuire significati simbolici alle cose: è il caso di "digitale purpurea" e "gelsomino notturno", in cui il colore rosso allude ad un'accesa sensualità e sottolinea con forza la carica sessuale, è sinonimo di passione, eros. Joyce, invece, in "The Dead" attribuisce significato simbolico alla neve e al suo colore bianco, che associa alla purezza e all'infinito, all'assenza e al vuoto e, analogamente a quanto avviene nelle culture orientali, alla morte.

Il colore è una sensazione del cervello causata dall'interazione della luce con la materia. La luce che viene emessa in qualità e quantità differenti dalla materia illuminata, interagisce con il nostro sistema visivo provocando quelle diverse sensazioni alle quali abbiamo dato i più svariati nomi: i nomi dei colori. Ma la luce è energia elettromagnetica, un'energia in grado di indurre cambiamenti nel nostro equilibrio neurofisiologico e di conseguenza anche del nostro atteggiamento psicologico: senza scendere in esempi particolari pensate solo all'effetto diverso che hanno sulla nostra psiche una bella mattinata di sole, una giornata di pioggia, la notte.

Bibliografia introduzione

  • - maggio 2009 Copyright © Giulio Bertagna color designer

Linguaggi dell'arte: Kandinskij

  • Wikipedia, enciclopedia libera
  • Dello spirituale nell'arte: Dello spirituale nell'arte: L'effetto del colore da W. Kandinsky - Tutti gli scritti vol.2 - ed. Feltrinelli 1973 (maggio 2009)

Pedagogia - psicologia: il disegno infantile

  • Renzo Vianello, Da zero a sei anni, Edizioni Junior, Bergamo, 2005;
  • G. Luquet, Le dessin enfantin, Paris 1927,
  • Evi Crotti, Alberto Magni, Colori, edizioni Red!
  • Jacqueline Goodnow, Il disegno dei bambini, a cura di J. S. Bruner, M. Cole, B. Lloyd

Storia: il nero fascista

  • "Regime fascista italiano," Microsoft® Encarta® Enciclopedia Online 2009 http://it.encarta.msn.com © 1997-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. © 1993-2009 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.
  • Marco Fossati, Giorgio Luppi, Emilio Zanette, Passato e Presente, Edizioni scolastiche Bruno Mondadori

Letteratura italiana: G. Pascoli

  • Guido Baldi, Silvia Giusso, Mario Razetti, Giuseppe Zaccaria, Dal testo alla storia, dalla storia al testo, Paravia
  • Conoscenze acquisite nel percorso di studio
  • Analisi personale
  • http://www.tellusfolio.it - maggio 2009

Letteratura inglese: J. Joyce

  • Conoscenze acquisite nel percorso di studio
  • Analisi personale
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