Hermann Hesse
di Lorena Figini
Liceo Classico G. Galilei, Voghera,
a.s. 2007/2008
Scritto sulla sabbia
Che il bello e l'incantevole
siano solo un soffio e un brivido,
che il magnifico entusiasmante
amabile non duri:
nube, fiore, bolla di sapone,
fuoco d'artificio e riso di bambino,
sguardo di donna nel vetro di uno specchio,
e tante altre fantastiche cose,
che esse appena scoperte svaniscano,
Presto ci stanca ciò che permane,
solo il tempo di un momento
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
solo un aroma, un respiro di vento,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
ahimè lo sappiamo con tristezza.
sospinte in eterno mutare.
E ciò che dura e resta fisso
non ci è così intimamente caro:
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d'ali d'uccello
pietra preziosa con gelido fuoco,
barra d'oro di pesante splendore;
le stelle stesse, innumerabili,
se ne stanno lontane e straniere,
non somigliano a noi
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
- effimeri-, non raggiungono il fondo
dell'anima.
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore.
No, il bello più profondo e degno dell'amore
pare incline a corrompersi, è sempre vicino a
morire,
e la cosa più bella, le note musicali,
che nel nascere già fuggono e trascorrono,
sono solo soffi, correnti, fughe
circondate d'aliti sommessi di tristezza
perché nemmeno quanto dura un battito del
cuore
si lasciano costringere, tenere;
nota dopo nota, appena battuta
già svanisce e se ne va.
Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto
sulla sabbia.
Così il nostro cuore è consacrato
con fraterna fedeltà alla fine
a tutto ciò che fugge
e scorre,
alla vita,
non a ciò che è saldo e capace di durare.
Hermann Hesse da La felicità, versi e pensieri
Hermann Hesse
«La rappresentazione poeticamente intensa di fatti dell’anima, anche se nessuna poesia riesce a spiegarli, è più efficace e commovente di qualsivoglia analisi puramente intellettualistica»
Lorena Figini
Sono state approfondite le opere principali dell’autore, con particolare riferimento, per quanto è stato possibile, a quelle che permettono collegamenti con le discipline e i temi affrontati durante l’anno scolastico.
Il risultato è un approfondimento, nato da un interesse personale, sull’autore e sulle sue opere, grazie al quale è possibile scoprire la figura di uno scrittore a volte messo in secondo piano e di una produzione vasta e riguardante i più diversi temi.
I. Breve cenno biografico
II. Contesto storico
Hesse e la politica durante le guerre
Hesse e l'antisemitismo
III. Peter Camenzind e romanticismo e natura
IV. Demian con Nietzsche al di là del bene e del male
V. Siddharta, una vita indiana e il pellegrinaggio in Oriente
L'influenza di Schopenhauer
VI. Il lupo della steppa, surrealismo e satira menippea
VII. Narciso e Boccadoro, il tema del doppio e Nietzsche
VIII. Le trasformazioni di Viktor, la metamorfosi
IX. Il risveglio, il fanciullino
X. Il giuoco delle perle di vetro, l'utopia
Lorena
Hermann Hesse Figini
Breve cenno biografico
«Dai tredici anni in poi mi fu chiaro che volevo diventare o poeta o null’altro»
Hermann Hesse nasce a Calw, cittadina della Foresta Nera, nel 1877.
La sua famiglia rappresenta un insieme di influenze diverse: il padre è cittadino russo, la madre, tedesca con origini francesi, è nata in India, il nonno è missionario e poliglotta. Hermann cresce, dunque, all’ombra della grande libreria paterna, in un ambiente familiare ricco di stimoli nei quali si fondono l’insegnamento biblico (di impronta pietista), lo studio della filosofia e quello dei costumi indiani. L’analisi della famiglia da cui proviene ci permette di comprendere a fondo la produzione artistica di questo autore sempre fedele, nella sua produzione letteraria e non (ricordiamo anche l’esperienza come pittore), al principio di superiorità dell’esperienza sensibile su quella intellettuale.
Destinato a studi teologici, Hermann ha con la scuola un rapporto complicato, fatto di sofferenze, delusioni e costanti ribellioni. Il giovane predilige la cultura libera, dichiarando di aver letto, durante gli anni scolastici, “metà della letteratura mondiale”.
Lavora come apprendista orologiaio, come bibliotecario, viaggia e si appassiona all’Italia, alla figura di Francesco di Assisi, all’India e alla cultura orientale.
Durante la Grande Guerra si schiera per la pace e lavora presso un centro di assistenza ai prigionieri di guerra.
Ottenuta la cittadinanza svizzera, si trasferisce a Montagnola, nel Canton Ticino, luogo che diventerà per lui rifugio, oltre che fisico, anche intellettuale.
Durante la dittatura hitleriana si adopera per aiutare profughi e perseguitati.
Riceve il Premio Nobel nel 1946 e muore nella “sua” Montagnola nel 1962.
Lorena
Hermann Hesse Figini
Contesto storico
Hesse e la politica durante le guerre
«Se definisco “politiche” queste mie considerazioni, è sempre e soltanto tra virgolette (…) dal momento che ciascuna di esse non si propone di porre il lettore di fronte alla scena del mondo e dei suoi problemi appunto politici, bensì di trascinarlo nel proprio intimo, di metterlo di fronte alla propria personalissima coscienza»
Hermann Hesse pensava di essere uno scrittore, non un uomo politico. All'inizio della Prima Guerra Mondiale fu uno dei pochi intellettuali che non si unirono all'entusiasmo generale per la guerra. Infatti, la maggior parte degli intellettuali si schierò a favore delle operazioni belliche; tra essi è da ricordare Thomas Mann, che si espresse a favore della guerra nello scritto (“Considerazioni di un apolitico”) sul conflitto tra Kultur e Zivilisation (posizione poi abbandonata in favore di una sostanziale opposizione alla guerra, com’è riscontrabile anche in un carteggio con lo stesso Hermann Hesse).
Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: Hermann Hesse
Autore: Lorena Figini
Descrizione: Sono state approfondite le opere principali dell'autore, con particolare riferimento, per quanto è stato possibile, a quelle che permettono collegamenti con le discipline e i temi affrontati durante l'anno scolastico. Il risultato è
Materie trattate: filosofia, storia, italiano, latino (cenni), inglese (cenni)
Area: umanistica
Sommario
Hermann Hesse nasce a Calw, cittadina della Foresta Nera, nel 1877. La sua famiglia rappresenta un insieme di influenze diverse: il padre è cittadino russo, la madre, tedesca con origini francesi, è nata in India, il nonno è missionario e poliglotta. Hermann cresce, dunque, all'ombra della grande libreria paterna, in un ambiente familiare ricco di stimoli nei quali si fondono l'insegnamento biblico (di impronta pietista), lo studio della filosofia e quello dei costumi indiani. L'analisi della famiglia da cui proviene ci permette di comprendere a fondo la produzione artistica di questo autore sempre fedele, nella sua produzione letteraria e non (ricordiamo anche l'esperienza come pittore), al principio di superiorità dell'esperienza sensibile su quella intellettuale.
Destinato a studi teologici, Hermann ha con la scuola un rapporto complicato, fatto di sofferenze, delusioni e costanti ribellioni. Il giovane predilige la cultura libera, dichiarando di aver letto, durante gli anni scolastici, "metà della letteratura mondiale". Lavora come apprendista orologiaio, come bibliotecario, viaggia e si appassiona all'Italia, alla figura di Francesco di Assisi, all'India e alla cultura orientale.
Durante la Grande Guerra si schiera per la pace e lavora presso un centro di assistenza ai prigionieri di guerra. Ottenuta la cittadinanza svizzera, si trasferisce a Montagnola, nel Canton Ticino, luogo che diventerà per lui rifugio, oltre che fisico, anche intellettuale. Durante la dittatura hitleriana si adopera per aiutare profughi e perseguitati. Riceve il Premio Nobel nel 1946 e muore nella "sua" Montagnola nel 1962.
Hermann Hesse pensava di essere uno scrittore, non un uomo politico. All'inizio della Prima Guerra Mondiale fu uno dei pochi intellettuali che non si unirono all'entusiasmo generale per la guerra. Infatti, la maggior parte degli intellettuali si schierò a favore delle operazioni belliche; tra essi è da ricordare Thomas Mann, che si espresse a favore della guerra nello scritto ("Considerazioni di un apolitico") sul conflitto tra Kultur e Zivilisation (posizione poi abbandonata in favore di una sostanziale opposizione alla guerra, com'è riscontrabile anche in un carteggio con lo stesso Hermann Hesse). È pur vero che Hesse non aveva uno spirito nazionalistico forte; infatti, le sue origini di così varia natura gli avevano permesso di vedere la Germania con occhio distaccato.