Harry Potter e i Doni della Morte
La storia dei tre fratelli Anna Rutili V G
2011/2012
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La storia dei tre fratelli – Beda il Bardo
C'erano una volta tre fratelli che viaggiavano lungo una strada tortuosa e solitaria al calar del sole.
Dopo qualche tempo, i fratelli giunsero a un fiume troppo profondo per guardarlo e troppo pericoloso per attraversarlo a nuoto. Tuttavia erano versati nelle arti magiche, e così bastò loro agitare le bacchette per far comparire un ponte sopra le acque infide. Ne avevano percorso metà quando si trovarono il passo sbarrato da una figura incappucciata. E la Morte parlò a loro.
Era arrabbiata perché tre nuove vittime l'avevano appena imbrogliata: di solito i viaggiatori annegavano nel fiume. Ma la Morte era astuta. Finse di congratularsi con i tre fratelli per la loro magia e disse che ciascuno di loro meritava un premio per essere stato abile da sfuggirle.
Così il fratello maggiore, che era un uomo bellicoso, chiese una bacchetta più potente di qualunque altra al mondo: una bacchetta che facesse vincere al suo possessore ogni duello, una bacchetta degna di un mago che aveva battuto la Morte! Così la Morte si avvicinò a un albero di sambuco sulla riva del fiume, prese un ramo e ne fece una bacchetta, che diede al fratello maggiore.
Il secondo fratello, che era un uomo arrogante, decise che voleva umiliare ancora di più la Morte e chiese il potere di richiamare altri dalla Morte. Così la Morte raccolse un sasso dalla riva del fiume e lo diede al secondo fratello, dicendogli che quel sasso aveva il potere di riportare in vita i morti.
Infine la Morte chiese al terzo fratello, il minore, che cosa desiderava. Il fratello più giovane era il più umile e anche il più saggio dei tre, e non si fidava della Morte. Perciò chiese qualcosa che gli permettesse di andarsene senza essere seguito da lei. E la Morte, con estrema riluttanza, gli consegnò il proprio Mantello dell'Invisibilità.
Poi la Morte si scansò e consentì ai tre fratelli di continuare il loro cammino, e così essi fecero, discutendo con meraviglia dell'avventura che avevano vissuto, ammirando i premi che la Morte aveva loro elargito. A tempo debito i fratelli si separarono e ognuno andò per la sua strada.
Il primo fratello viaggiò per un'altra settimana o più, e quando ebbe raggiunto un lontano villaggio andò a cercare un altro mago con cui aveva da tempo una disputa. Armato della Bacchetta di Sambuco, non poté mancare di vincere il duello che seguì. Lasciò il nemico a terra, morto, ed entrò in una locanda, dove si vantò a gran voce della potente bacchetta che aveva sottratto alla Morte in persona e di come essa l'aveva reso invincibile.
Quella stessa notte, un altro mago si avvicinò furtivo al giaciglio dove dormiva il primo fratello, ubriaco fradicio. Il ladro rubò la bacchetta e per buona misura tagliò la gola al fratello più anziano. E fu così che la Morte chiamò a sé il primo fratello.
Nel frattempo, il secondo fratello era tornato a casa propria, dove viveva solo. Estrasse la pietra che aveva il potere di richiamare in vita i defunti e la girò tre volte nella mano. Con sua gioia e stupore, la figura della fanciulla che aveva sperato di sposare prima della sua prematura morte gli apparve davanti.
Ma era triste e fredda, separata da lui come da un velo; anche se era tornata nel mondo dei mortali, non ne faceva veramente parte e soffriva. Alla fine il secondo fratello, reso folle dal suo disperato desiderio, si tolse la vita per potersi davvero riunire a lei. E fu così che la Morte chiamò a sé il secondo fratello.
Ma sebbene la Morte avesse cercato il terzo fratello per molti anni, non riuscì a trovarlo. Fu solo quando ebbe raggiunto una veneranda età che il fratello più giovane si tolse infine il Mantello dell'Invisibilità e lo regalò a suo figlio. Dopodiché salutò la Morte come una vecchia amica e andò lieto con lei, da pari a pari, congedandosi da questa vita.
Scaletta
Fratello 1 + Fratello 2 + Fratello 3
Arrivano a un ruscello, impossibile da attraversare, con la magia, però, riescono a creare un ponte. Appare la Morte che decide di premiarli con un dono.
I doni
- Fratello 1: Bacchetta di Sambuco (bacchetta capace di rendere il mago che la possiede invincibile).
- Fratello 2: Sasso (risuscita i morti, se girato tre volte nella mano).
- Fratello 3: Mantello dell'invisibilità.
- Bacchetta + sasso + mantello = doni della morte: chi possiede tutti e tre i doni diventa Padrone della Morte. →
Confronto tra Fratello 1 e Fratello 3
Ricerca di Potere VS Làthe biòsas (Lucrezio). Il Fratello 1 si affanna nella continua ricerca di gloria e potere mentre il Fratello 3 conduce una vita semplice, senza pretese.
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Fratello 2
Leopardi: di fronte alla consapevolezza dell'infelicità della vita cadono le illusioni e la speranza.
→ Il Fratello 2 chiede alla Morte la possibilità di risvegliare dal regno dei morti la fanciulla che era destinata a diventare sua moglie, morta prematuramente. Con la richiesta della pietra si illude di poter così realizzare il suo sogno: infatti ripone in essa tutte le sue speranze che si dissolvono nel momento in cui si rende conto che la fanciulla che ha fatto risorgere non è la sua diletta, ma una copia triste e fredda che non appartiene ai suoi ricordi. Decide così di togliersi la vita per potersi finalmente ricongiungere con lei. →
Percorso leopardiano sulla morte. L'ultimo canto di Saffo e il Bruto Minore, Dialogo di Tristano e di un Amico, A se stesso. →
Suicidio
Schopenhauer negazione
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Kierkegaard possibilità
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Van Gogh, Il campo di grano con corvi (1890)
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Morale: non si può fuggire la morte
The Picture of Dorian Gray – Oscar Wilde
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Voldemort
- Vuole essere il padrone della morte.
- Fugge la morte (divisione anima in 7 Horcrux).
- Voldemort sottomette i babbani = Hitler, sterminio degli ebrei.
3
4
Primo fratello vs Terzo fratello
Di fronte ai doni della morte il primo e il terzo fratello fanno una scelta differente: il primo “chiese una bacchetta più potente di qualunque altra al mondo: una bacchetta che facesse vincere al suo possessore ogni duello, una bacchetta degna di un mago che aveva battuto la Morte” mentre il terzo “chiese qualcosa che gli permettesse di andarsene senza essere seguito da lei. E la Morte, con estrema riluttanza, gli consegnò il proprio Mantello dell'Invisibilità”.
Bene qui latuit bene vixit (ha vissuto bene chi ha saputo stare ben nascosto) [Ovidio]
Da un punto di vista Lucreziano il primo fratello è emblema dell'umanità che si affanna nella continua ricerca di gloria e di potere, mentre il terzo è colui che ha saputo mettere in atto il principio dell'atarassia, ovvero l'assenza di turbamento, l'imperturbabilità dell'anima.
Questo stato d'animo appartiene all'uomo saggio, cioè al filosofo che riesce ad elevarsi ed affrontare le situazioni con distacco dalle cose terrene, guardandole dall'alto senza coinvolgimento.
Dall'alto della sua consapevolezza gode di una sensazione di piacere, che non deriva dall'assistere alle sofferenze altrui, ma dalla coscienza della distanza dalla quale si osservano gli errori nei quali incorre la maggior parte degli uomini.
Tutto ciò porta il saggio ad apprezzare il fatto che le sofferenze gli sono lontane e che appartengono agli altri. Secondo Lucrezio la vita dovrebbe essere determinata dall'autarkeia, ossia l'indipendenza interiore da ogni condizionamento esterno.
Latino
Ricerca di potere, Làthe biòsas.
Italiano
Giacomo Leopardi (A Silvia), percorso leopardiano sulla morte (L’ultimo canto di Saffo, Il Bruto Minore).
Filosofia
Arthur Schopenhauer e Søren Kierkegaard (il suicidio).
Arte
Vincent van Gogh (Campo di grano con corvi), Pablo Picasso (La vita).
Inglese
Oscar Wilde (The Picture of Dorian Gray).
Storia
Olocausto.