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Graffitismo

Jacopo Melegari

Classe VC

Liceo Scientifico Enrico Fermi Genova

Esame di Stato A.S. 2013/2014

Da segno di insofferenza urbana ad arte non convenzionale

La trasformazione di un segno di protesta contro i poteri dominanti, nato come elemento portante di una cultura musicale suburbana, in arte mondialmente riconosciuta al di fuori dei canoni tradizionali.

Materie trattate

Storia dell’arte: i graffiti, origini ed evoluzione artistica con cenni particolari agli artisti Keith Haring, Jean Michel Basquiat e Banksy.

Letteratura inglese: Seamus Heaney con collegamento alla poesia “Casualty” e cenni sulla questione irlandese.

Storia: Muro di Berlino (creazione, fasi, disfacimento), cenni sulla Guerra Fredda.

Storia dell’arte

I graffiti e la loro evoluzione nel tempo

I graffiti nascono nella seconda metà degli ’60 negli Stati Uniti grazie a Taki, un writer che in breve tempo salì alla ribalta per aver riempito lo stato di New York con le sue “tag”.

La pittura murale non era una novità assoluta. Già l’uomo preistorico aveva l’usanza di fare incisioni rupestri molto semplici sui muri rappresentanti animali, nelle ville patrizie romane erano d’uso far affrescare i muri e anche nei secoli successivi i muri dei palazzi venivano colorati all’esterno e affrescati all’interno.

Tuttavia questa nuova espressione “artistica” aveva qualcosa di diverso che la portò rapidamente alla celebrità: la tela era il tessuto urbano, i pennelli erano le bombolette spray e attraverso i colori dalle tonalità forti venivano mandati messaggi provenienti dalle periferie degradate delle grandi metropoli.

Writers tag

I primi iniziarono a disegnare scritte elaborate con colori, contorni spessi e personalizzate a seconda del personale stile. Queste scritte potevano essere la semplice firma dell’artista oppure un messaggio mandato in modo diretto, espresso in modo ermetico attraverso simboli o acronimi. I bersagli preferiti per questi lavori erano le parti anonime e degradate della città (muri, sottopassaggi) oppure i mezzi pubblici in quanto permettevano di far arrivare il proprio messaggio a un numero consistente di persone.

I graffiti divennero velocemente una moda tra i più giovani dei quartieri neri e latino-americani che li usavano per esprimere il loro disagio e la loro situazione degradata in un mondo dominato dai bianchi (emblematico ad esempio lo pseudonimo con cui usava firmarsi Basquiat: SAMO “Same Old Shit”). Le autorità cercarono di contrastare questo fenomeno aumentando i controlli, ma questa “gara” portò ancora più writers sulle strade.

La spinta data da queste sfide portò ad un decisivo aumento qualitativo del fenomeno e ad una evoluzione degli stili, con le scritte che adesso erano accompagnate da sfondi colorati e piccoli disegni, principalmente ripresi dai pupazzi dei cartoni animati o dalla segnaletica stradale.

Con la diffusione di questo fenomeno e la nascita della cultura hip hop, di cui il writing è una delle cinque discipline base, i graffiti iniziarono a differenziarsi diventando simbolo di un determinato gruppo di persone unite dai motivi più disparati: quartiere, razza o aggregamento musicale.

Si vennero a creare diverse linee guida: da un lato coloro che continuavano a taggare i muri, per lo più con il nome della propria crew (gruppo di artisti) d’appartenenza o il proprio nome da artisti, dall’altro invece vi fu una virata verso quella che sarà in seguito chiamata “street art”, dapprima creata usando appositi stencil (maschere normografiche) e successivamente con disegni creati come vere e proprie opere d’arte.

La street art

Con street art si intende quello che più comunemente viene chiamato graffito, ovvero un disegno elaborato eseguito per lo più su tessuto urbano. Famosi sono gli artisti che ne hanno creati nelle metropoli mondiali che, pur con tecniche, stili e colori differenti, sono stati tutti accomunati dall’intento di mandare un messaggio riguardo le condizioni sociali o politiche in cui si trovavano a vivere.

I più famosi sono stati Jean Michel Basquiat, Keith Haring e poi negli ultimi anni è diventato famoso Banksy, conosciuto per le sue opere ma che nessuno ha mai visto in volto.

La street art a tutt’oggi è considerata illegale ed è punibile a norma di legge con multe e reclusione. Negli anni tuttavia in alcune città sono stati indicati, dalle varie amministrazioni locali, luoghi dove i writers potevano andare a sfogare la loro vena “artistica”.

Uno dei più famosi luoghi dove questo è stato possibile è sicuramente la East Side Gallery a Berlino, seguita dal John Lennon’s Wall a Praga.

Anche molte altre città nel mondo hanno numerose opere murarie, New York su tutte, dovute a proteste sociali, famose ad esempio le opere sui muri delle città dell’Irlanda del Nord in memoria delle vittime dei “Troubles” degli anni ’70.

L’East Side Gallery è un pezzo del muro di Berlino, ancora eretto, su cui i maggiori graffitari disegnarono opere, alcune anche molto famose, che miravano a colpire il sistema del muro e la divisione di Berlino.

Il murale più famoso in assoluto è quello ritraente il leader dell’URSS Leonid Breznev e il presidente della DDR Erich Honecker nel famoso saluto del bacio, come da tradizione russa, in occasione di un incontro ufficiale.

Sotto il disegno vi è una scritta provocante, in lingua sia russa sia tedesca, inneggiante a questo “amore mortale”.

Basquiat e Haring

Basquiat e Haring sono tutt’oggi tra i più famosi in tutto il mondo, conosciuti e copiati in quanto punti di riferimento pur con due stili completamente differenti.

I due furono amici in vita e collaborarono fino alla morte del primo per overdose nel 1988.

Il disegno di Basquiat era aggressivo ed istintivo, sfogava la sua rabbia, per la sua condizione sociale non elevata, sulle opere.

I visi hanno caratteri grotteschi e animaleschi, con alcuni riferimenti anche alle maschere africane.

I colori hanno toni forti e sono accostati in modo violento.

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Sintesi

Storia dell'arte - Evoluzione dei graffiti dalla nascita al XXI secolo

Storia - Il muro di Berlino

Inglese - Questione nordirlandese e la poesia di Seamus Heaney

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