Estratto del documento

Alessandro Pietrobon

A

Classe 5 D

Esame di Stato 2009

Fisica e oltre

I limiti del sapere scientifico e la riapertura del campo della verità

Fisica e oltre: schema espositivo

  • Antichità e Medioevo
  • Scoperte scientifiche e visione del mondo
  • L’età moderna
  • Le geometrie non euclidee
  • La crisi del sapere scientifico
  • La nuova fisica
  • La nuova definizione di scienza
  • Il contributo dell’intuizione
  • L’intuizione scientifica: Einstein
  • L’intuizione spirituale: Agostino
  • Che cosa “oltre la fisica”?
  • L’intuizione “epiphany”: Joyce
  • L’intuizione artistica: Munch
  • L’intuizione letteraria: Montale
  • Spiragli di un terzo orizzonte

Scoperte scientifiche e visione del mondo

A conclusione del mio percorso di studi liceali, in particolare nell’incontro con i temi dell’ultimo anno, mi ha colpito l’impatto che alcune scoperte scientifiche hanno avuto sulla visione complessiva del mondo e quindi sul sentimento della nostra stessa esistenza.

Con la ridefinizione che la scienza subisce fra Otto e Novecento, infatti, è caduta anche l’ultima speranza per l’uomo di possedere una verità unica e definitiva sul mondo.

Mi sono chiesto se ciò implichi l’assenza di una qualsivoglia verità ed ho iniziato così la mia ricerca.

Supportato da alcune letture e dall’analisi delle discipline studiate durante l’anno, sono tuttavia giunto a ritenere che la crisi della fisica classica, riconducendo il sapere scientifico entro i propri limiti, riapra il campo della verità all’intero orizzonte delle diverse esperienze personali, e che sia compito del singolo costruire il mosaico indefinito della propria visione del mondo.

Antichità e Medioevo

Il primo orizzonte di certezze

Ideale, in senso lato, dall’antichità al Medioevo, era stata la visione del mondo costruita sulla perfetta (gerarchica) concordanza fra spiegazione religiosa, conoscenza scientifica e percezione comune.

La cosmologia tolemaica e la solida centralità della Terra, il regno privilegiato dell’uomo, furono il contesto rassicurante sia della ricerca sulla natura che del senso della vita personale.

L’età moderna

Il secondo orizzonte di certezze

All’inizio dell’età moderna cadde l’orizzonte di certezze perché furono messi in dubbio i riferimenti fondamentali che ne garantivano la solidità.

Lo shock di questa rottura, prodotto dalla rivoluzione copernicana e da Galileo, fu superato solo dopo che la ricerca scientifica e filosofica conquistò la propria autonomia rispetto a tradizione e religione.

Tuttavia la scienza, forte del suo metodo e dei suoi successi, nell’arco dei due secoli successivi, Sette e Ottocento, pretese la “sovranità” assoluta della spiegazione del mondo.

Nel filone prevalente della cultura scientifica che dall’Illuminismo giunge al Positivismo la conoscenza scientifica relegò le visioni del mondo ad essa non corrispondenti, comprese anche la filosofia e le grandi dottrine religiose, a residui infantilistici, sogni metafisici, astuzie del potere.

Si costruì così un secondo presunto solido regno della verità, quello moderno, questa volta “esclusivamente scientifico”, fondato sul presupposto che le scienze per eccellenza (matematica e fisica) rispecchino la struttura del reale, e sulla convinzione che l’uomo possa scoprire le “leggi di natura” attraverso la rigida applicazione del metodo scientifico.

La crisi del sapere scientifico all’inizio dell’età contemporanea

Tuttavia il nuovo shock arriva, al culmine del suo successo, nel primo Novecento, dal cuore stesso della ricerca scientifica, mettendo in crisi la precedente visione del mondo e le sue pretese di assolutezza.

Il “mondo” non è come lo percepiamo e ce lo rappresentiamo e la scienza è costretta a rinunciare non solo a giungere ad una “chiave risolutiva della conoscenza”, ma anche a possedere una conoscenza “vera”.

Le geometrie non euclidee

Il primo colpo alla presunzione scientifica è inflitto dall’avvento delle geometrie non euclidee.

Il V postulato (“si ammette che se una retta, incontrandone altre due, forma angoli interni da una stessa parte minori di due angoli retti, le due rette prolungate continuamente si incontrano dalla parte in cui sono gli angoli minori di due retti”), da sempre aveva suscitato forti perplessità nei matematici, apparendo meno evidente degli altri.

I tentativi di dimostrarlo si sono protratti per secoli senza esito, finché Padre Gerolamo Saccheri tentò una dimostrazione a contrariis, cioè partendo dalla sua negazione, rendendosi conto di non giungere ad un assurdo e gettando le basi per le geometrie ellittica ed iperbolica, definite poi rispettivamente da Riemann (1867) e Lobacevskij (1830).

Nelle nuove geometrie, che possono vantare la stessa coerenza interna di quella euclidea, lo spazio tridimensionale si modifica e a partire da esse diviene possibile immaginare spazi con qualsivoglia numero di dimensioni e qualsiasi tipo di curvatura.

La nuova fisica: Einstein, Heisenberg

Il secondo colpo viene inferto dalla fisica, che subisce una rivoluzione di cui Einstein e Heisenberg sono gli esponenti più noti e significativi.

Con l’articolo Sull’elettrodinamica dei corpi in movimento (1905) Albert Einstein, postulando

a. che le leggi e i principi fisici hanno la stessa forma in tutti i sistemi di riferimento inerziali, e

b. l’invarianza della velocità della luce in tutti i sistemi di riferimento, stravolge i concetti di spazio e tempo, portando a definire il continuum spazio-temporale, in cui distanze e intervalli temporali variano al mutare del sistema di riferimento, assieme a tutte le altre grandezze connesse (velocità, accelerazione, massa).

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2009

Titolo

Fisica e oltre

Autore

Pietrobon Alessandro

Descrizione

La tesina svolge una riflessione sull'impossibilità di affermare verità definitive sul mondo, individua nell'intuizione un momento peculiare dell'esperienza e pone nell'accettazione del limite e nella continua ricerca l'unica speranza di un rapporto.

A conclusione del mio percorso di studi liceali, in particolare nell'incontro con i temi dell'ultimo anno, mi ha colpito l'impatto che alcune scoperte scientifiche hanno avuto sulla visione complessiva del mondo e quindi sul sentimento della nostra stessa esistenza. Con la ridefinizione che la scienza subisce fra Otto e Novecento, infatti, è caduta anche l'ultima speranza per l'uomo di possedere una verità unica e definitiva sul mondo. Mi sono chiesto se ciò implichi l'assenza di una qualsivoglia verità ed ho iniziato così la mia ricerca. Supportato da alcune letture e dall'analisi delle discipline studiate durante l'anno, sono tuttavia giunto a ritenere che la crisi della fisica classica, riconducendo il sapere scientifico entro i propri limiti, riapra il campo della verità all'intero orizzonte delle diverse esperienze personali, e che sia compito del singolo costruire il mosaico indefinito della propria visione del mondo.

Area

Umanistica

Materie trattate

  • Filosofia, l'epistemologia del primo Novecento, la riflessione sulla natura della scienza
  • Matematica, le geometrie non euclidee, crisi del sapere scientifico
  • Fisica, Einstein e Heisenberg, teorie rivoluzionarie verso nuove scienze
  • Latino, Le Confessiones, il momento di intuizione che segna la piena conversione
  • Inglese, James Joyce, il concetto di Epiphany e la sua applicazione letteraria
  • Arte, l'Urlo di Munch, l'intuizione che cerca di esprimersi attraverso l'arte
  • Italiano, Montale, gli Ossi di Seppia e la poetica della "campana di vetro".

Bibliografia

  • Nicola Abbagnano, Giovanni Fornero, Il nuovo Protagonisti e testi della filosofia (volume 3A), Paravia
  • Alberta Rebaglia, Scienza e Verità, Paravia
  • Clementina Fernandi, Filosofia e scienza, Il capitello
  • Ioannes Paulus II, Fede e Ragione, www.vatican.va
  • N. Dodero, P. Baroncini, R. Manfredi, Nuovi elementi di matematica per il triennio dei licei scientifici sperimentali, volume C, Ghisetti e Corvi editori
  • U. Amaldi, La fisica di Amaldi, volumi 2 e 3, Zanichelli
  • Albert Einstein, Come io vedo il mondo, Newton Compton
  • Eugenio Scalfari, La legge che sconvolse la Fisica, La repubblica, 6 luglio 1999
  • John Casti, Cinque platonici a Princeton, Raffaello Cortina
  • Giovanna Garbarino, Opera, volume 3, Paravia
  • Spiazzi Tavella, Only Connect, volume 2, Zanichelli
  • Derek Attridge, The Cambridge companion to James Joyce, Cambridge University
  • G. Cricchio, F. Di Teodoro, Itinerario nell'arte, volume 3, Zanichelli
  • G. Armellini, A. Colombo, Letteratura Letterature, volume 3, Zanichelli
  • Edoardo Sanguineti, Poesia italiana del Novecento, volume II, Einaudi
  • Alberto Frasson, Eugenio Montale, Del Noce
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