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“La mente ama l’ignoto. Ama le immagini il cui significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto” René Magritte.

Questa è una celebre frase del pittore surrealista René Magritte che racchiude un po’ il senso dell’argomento che propongo oggi.

La parola “ignoto” esercita su di me, come su altre persone un fascino difficilmente definibile perché fatto di un misto tra attrazione e repulsione, paura e curiosità. La nostra vita è intessuta di mistero: partendo da un certo istante è per noi incognito ciò che potrebbe accadere nell’istante successivo e così via.

Il difetto dell’uomo di non poter conoscere tutto è infatti allo stesso tempo il suo più grande privilegio, è ciò che lo spinge ad andare oltre. Tutto ciò che è misterioso, quindi ignoto, risveglia nell’uomo il desiderio di conoscere e tale desiderio supera il timore. L’uomo ha proprio questa inclinazione naturale verso tutto ciò che è misterioso. Il fascino della scoperta è più intrigante in confronto al piatto e banale orizzonte delle certezze.

Ho deciso di trattare l’argomento del fascino dell’ignoto partendo da uno dei grandi misteri che nemmeno la scienza più moderna riesce a comprendere nella sua pienezza, ovvero il destino dell’universo e il ruolo che ha in esso la materia oscura. Alla fine l’universo non è altro che la testimonianza presente del mistero in cui l’uomo è immerso.

Geografia astronomica

Il mistero come presenza oscura nell’universo

I dubbi che l’universo non fosse composto solo da ciò che vediamo emersero attorno agli anni ’70, quando gli astronomi scoprirono che, applicando le leggi della forza note fino allora, le galassie avrebbero dovuto sbriciolarsi da tempo, spargendo le stelle per ogni dove per le velocità rilevate dalla curva di rotazione della Galassia.

Così gli astronomi si chiesero se c’era qualcosa che impediva al fenomeno di verificarsi e raccolsero svariate prove riguardo l’esistenza di un tipo di materia invisibile che lega le galassie per mezzo della sua attrazione gravitazionale, soprattutto nelle zone periferiche di esse, ma tutt’ora la sua natura resta ignota.

La sua presenza è stata rivelata da alcune prove indirette proprio perché tale materia non emette nessuna radiazione luminosa. Una delle prove più note è quella che riguarda lo studio delle galassie a spirale.

Le galassie a spirale sono dotate di una rotazione differenziale, nel senso che ogni stella ruota intorno all’asse centrale con velocità variabile per la sua distanza dal centro e per il campo gravitazionale a cui essa è soggetta.

Si è notato però che in molti ammassi le galassie hanno velocità molto superiori al limite calcolato dai fisici. Questo significa che queste galassie devono essere circondate da un grande alone di materia invisibile, ossia materia oscura, che le lega e fa vincere la velocità di fuga.

Gli astronomi la cercano da anni, ma nulla al momento lascia trapelare di cosa sia fatta realmente. La materia oscura ha un’importanza cruciale a livello cosmologico, sul destino dell’universo, soprattutto.

Si potrebbe pensare che l’espansione iniziata col big bang continuerà all’infinito ma potrebbe essere anche diverso. Per risolvere questi quesiti occorre misurare la densità media della materia di cui è costituito l’universo; ma come abbiamo visto, la gran parte della massa che ci circonda è costituita da materia oscura, inaccessibile alle osservazioni.

L’universo in quanto tale è e rimarrà sconosciuto all’uomo, un mistero che nessuna teoria cosmologica, per quanto scientificamente avanzata, riuscirà mai a svelare nella sua realtà tanto complessa quanto meravigliosa.

La ricerca di materia oscura nell’universo è attualmente una priorità della moderna cosmologia ed è un problema alquanto curioso e affascinante.

Fisica

Due forze che spiegano la presenza della materia oscura

Secondo le leggi fisiche in un ammasso più esterno di una Galassia la forza centrifuga generata dalla sua rotazione se consideriamo l’orbita pressoché circolare, avrebbe dovuto far disperdere le stelle nell’universo, poiché essa risulta di gran lunga più forte della forza gravitazionale generata dai corpi celesti visibili che circondano la galassia stessa.

Ma come ho già detto tale forza di fuga è frenata dalla gravità della materia non visibile.

Questo sistema galattico è sicuramente composto da due forze opposte:

  • Forza centrifuga, che spinge l’oggetto ad allontanarsi dal centro. Questa forza dipende dalla velocità dell’oggetto e dalla sua massa ed è inversamente proporzionale alla distanza del corpo dall’asse intorno a cui ruota.
  • fcf = mv2/d
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Sintesi

Geografia astronomica:

Il mistero come presenza nell'Universo; la materia oscura; il destino dell'Universo.

Fisica:

La forza di Newton; la forza centrifuga.

Italiano:

Giovanni Pascoli.

Latino:

Apuleio (i personaggi di Lucio e Psiche nel romanzo "Metamorphoses").

Filosofia:

Sigmund Freud.

Arte:

René Magritte (Il doppio segreto).

Storia:

Benito Mussolini.

Inglese:

James Joyce (l'influenza freudiana sul romanzo moderno).

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