Dogville, dell'ospitalità corrotta - tesina

Tesina di maturità per liceo scientifico con un'analisi dei meccanismi dell'ospitalità attraverso lo studio del film di Lars Von Trier. Argomenti tesina: idee di Derrida, Bauman, Zizek, Anders, Arendt e Marx, ecc...

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Introduzione Dogville, dell'ospitalità corrotta tesina


Dogville è un film che mi ha profondamente colpito, uno dei pochi che ho con piacere riguardato più e più volte, per questo motivo ho deciso di scriverne una tesina. Questo perché al termine di ogni nuova visione nasce la sensazione di aver tralasciato qualcosa, un’interpretazione, un messaggio o anche un solo riferimento, utile a dare origine ad un’idea del film completamente nuova. La trama semplice, la spoglia scenografia e il ridotto numero di attori nascondono una fitta e complessa rete di significati che rende Dogville un labirinto di interpretazioni. La mia passione per il cinema del resto è sorta in seguito alla visione di Mulholland Drive (2001) di Lynch, un film ad orologeria nel quale ogni scena e il suo preciso significato sono incastrati perfettamente nel disegno complessivo, disegno che nel finale viene stravolto, trovando il suo scopo proprio nel suo ribaltamento. Così Dogville, ma se Lynch esplora la dimensione onirica, Von Trier indaga invece la realtà concreta, fatta di rapporti umani, di ingiustizie e ipocrisia. In particolare ciò che mi ha colpito tanto di questo film è la complessa evoluzione della protagonista e della sua condizione. Ancora, al profondo sviluppo della personalità di Grace ed al radicale stravolgimento della sua situazione, da donna libera a prigioniera in catene, corrisponde una semplicità di narrazione che mi ha sconvolto. Tutto questo avviene infatti quasi alle spalle dello spettatore, il quale si trova alla fine del film spaesato e confuso a chiedersi come tutto ciò fosse accaduto. Così è stato per me, tanto che al termine della prima visione di Dogville e con la necessità di trovare un po’ di chiarezza, ho voluto cercare qualche parere e interpretazione sul film. L’infinità di materiale che ho trovato mi ha fatto capire la grande ricchezza di contenuti dell’opera, che ho deciso per questo motivo di approfondire nella mia tesina di maturità.
Data la particolare struttura formale del film ho ritenuto interessante approfondire la concezione dell’arte che ha l’autore per confrontarla con quella di Bertolt Brecht (1898-1956), importante drammaturgo tedesco la cui teoria estetica ha influenzato molto il cinema di Von Trier. In seguito ho diviso la trattazione in due nuclei tematici fondamentali, Grace in quanto straniero, e Dogville in quanto comunità, per uno sviluppo parallelo di tematiche che seppur diverse sono strettamente legate tra loro. Ho iniziato così affrontando la concezione dell’ospitalità di Jacques Derrida (1930-20014), importante filosofo francese, padre del decostruzionismo e autorevole voce pubblica nel 4 panorama intellettuale europeo in merito a temi come il cosmopolitismo, la natura della democrazia, i diritti umani e animali, l'idea di Europa e la crisi della sovranità. Prendendo poi spunto dalla condizione di prigionia di Grace e dalle violenze che le vengono mosse, ho proseguito con l’esaminare il concetto di “diritti umani”, evidenziandone le contraddizioni attraverso le riflessioni della filosofa tedesca Hannah Arendt e del pensatore sloveno Slavoj Zizek, ponendole come punto di partenza per un’analisi sul fenomeno migratorio che dal Medioriente sta investendo in questi anni l’Europa. Terminato il primo nucleo tematico e collegandomi con il ruolo che il lavoro, nel film, riveste nella vita della protagonista, ho esaminato le contraddizioni dei rapporti che intercorrono tra gli abitanti di Dogville, analizzando proprio come il lavoro sia l’origine dell’individualismo di ogni singolo abitante e non solo. Nel lavoro infatti il paese trova uno strumento utile alla coercizione di Grace, alla quale verrà negata anche la possibilità di fuggire, rendendola a tutti gli effetti una prigioniera. Una situazione riconducibile alle narrazioni di Saramago e Camus, importanti autori del Novecento ed entrambi premi Nobel per la letteratura, i quali seppur in forme diverse, hanno affrontato l’atroce realtà dell’universo concentrazionario. Richiamandomi alle riflessioni di Gunther Anders (1902-1992), filosofo e scrittore tedesco, ho trattato poi il tema della giustizia e del ruolo che ha in essa il pregiudizio, specialmente a Dogville dove la notizia assume pretesa di verità e perciò di realtà, influenzando in modo radicale gli abitanti e di conseguenza indirizzandone le azioni. Ho concluso poi con l’interpretazione così detta metafisica del film, riprendendo l’analisi svolta da Alessandro Alfieri, attualmente dottorando in Filosofia e Scienze Sociali presso l’Università di Roma Tor Vergata, secondo la quale l’intera opera può essere vista come un’allegoria del tentativo di Cristo di trasmettere il suo messaggio e redimere l’umanità. Tentativo che nell’ottica che ci propone Lars Von Trier, è miseramente fallito

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Dogville, dell'ospitalità corrotta tesina


Filosofia - Le idee di Derrida, Bauman, Zizek, Anders, Arendt e Marx.
Letteratura: La peste di Camus, Cecità di Saramago.
Arte: L'estetica del teatro di Brecht, il cinema fusionale.
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