La contestazione giovanile
Di
Sofia Miano
3° E V. Pipitone
Anno 2013-2014
«I giovani che hanno scelto di rimanere in Italia devono farsi sentire. Se non siamo noi a spingere per far cambiare le cose, a creare condizioni migliori per l'occupazione e la vita dei ragazzi, chi lo deve fare?»
Indice
La rivolta giovanile del Sessantotto........................................6
Il movimento in Italia..........................................................................7
Il rock.......................................................................................9
Il rock negli anni Sessanta...............................................................10
What do you now about blue jeans?......................................11
Lidia Ravera..........................................................................12
Porci con le ali..................................................................................13
Trama.....................................................................................................14
Giacomo Leopardi.................................................................16
Opere................................................................................................17
Poetica..............................................................................................17
Il Sabato del villaggio.......................................................................18
Parafrasi.................................................................................................18
Commento..............................................................................................19
L'emigrazione oggi e la ''Fuga di Cervelli''...........................21
Il Lavoro................................................................................24
Il Graffitismo..........................................................................28
Keith Haring.....................................................................................30
Le sport extrême...................................................................31
Patrick de Gayardon.........................................................................31
L'apparato locomotore..........................................................33
Il moto....................................................................................35
La velocità.........................................................................................36
Il moto vario......................................................................................37
L'accelerazione.................................................................................37
Il moto uniformemente accelerato...................................................38
La caduta libera dei corpi.................................................................38
Essere giovani
Essere giovani è una condizione di vita di ogni persona e uno stadio della sua evoluzione dalla nascita alla morte.
Da questo punto di vista, la gioventù è comune ad ogni epoca, e non può essere considerata un elemento caratterizzante di un determinato momento storico.
Nel corso del Novecento, però, essere giovani ha cominciato a significare essere “contro il vecchio”. Alla gioventù sono stati attribuiti i significati propri del cambiamento quali l'idea di rivoluzione, l'insofferenza verso tutte le tradizioni ereditate dal passato e l'adesione istintiva a tutto ciò che si presentava sotto il segno d'innovazione.
La rivolta giovanile del Sessantotto
Nel corso degli anni Sessanta negli Stati Uniti e in diversi paesi del mondo, proprio nel periodo del maggiore sviluppo economico, sorsero movimenti di massa, formati soprattutto da giovani, studenti e operai.
La “contestazione”, come appunto venne chiamata questa ribellione giovanile, ebbe il suo massimo sviluppo nel 1968 e la serie di proteste prese il nome collettivo di “movimenti del Sessantotto”.
In Occidente un vasto schieramento di studenti e operai prese posizione contro l'ideologia dell'allora nuova società dei consumi, del benessere, che proponeva il valore del denaro e del mercato nel mondo capitalista come punto centrale della vita sociale.
Negli Stati Uniti la protesta giovanile si schierò contro la guerra del Vietnam, legandosi alla battaglia per i diritti civili e alle filosofie che esprimevano un rifiuto radicale ai principi della società del capitale. Al contempo, alcune popolazioni del blocco orientale si sollevarono per denunciare la mancanza di libertà.
La “contestazione giovanile” ebbe come nemico comune il principio dell'autorità. Nelle scuole gli studenti contestavano il potere esercitato dai professori, dalla cultura ufficiale e dal sistema scolastico. Nelle fabbriche gli operai rifiutavano l'organizzazione del lavoro, l'autorità dei proprietari e i principi dello sviluppo capitalistico che mettevano in primo piano il profitto a scapito dell'elemento umano. Anche la famiglia tradizionale veniva scossa dal rifiuto dell'autorità dei genitori e del conformismo dei ruoli.
Facevano il loro esordio nuovi movimenti che mettevano in discussione le discriminazioni in base al sesso (con la nascita del femminismo e del movimento di liberazione omosessuale), all'etnia, alla religione, al reddito.
I giovani criticavano il potere politico e tutte le forme di limitazione della libertà, rifiutando di fatto il comunismo sovietico e aderendo ad altre esperienze rivoluzionarie, come quella di Castro a Cuba e la rivoluzione cinese.
Un altro denominatore comune fu il pacifismo, la volontà di eliminare la guerra nelle relazioni tra gli stati.
Il movimento in Italia
La presenza di giovani operai a fianco degli studenti fu la caratteristica del Sessantotto italiano, il più intenso e ampio tra tutti quelli dell'Europa occidentale assieme a quello francese.
In Italia la contestazione fu il risultato di un malessere sociale profondo, accumulato negli anni Sessanta, dovuto al fatto che il cosiddetto boom economico aveva migliorato troppo poco le condizioni delle classi disagiate e favorito la borghesia.
L'esplosione degli scioperi degli operai in fabbrica si saldò con il movimento degli studenti che contestavano l'arretratezza dei programmi scolastici e rivendicavano l'estensione del diritto allo studio anche ai giovani che non avevano una famiglia alle spalle in grado di mantenerli. La contestazione fu attuata con forme di protesta fino ad allora sconosciute: vennero occupate scuole e università e vennero organizzate manifestazioni che in molti casi portarono a scontri con la polizia.
Nel maggio del '68 tutte le università, esclusa la Bocconi, erano occupate; nello stesso mese la contestazione si estese, uscendo dall'ambito universitario.
Dalla contestazione studentesca, che fu inizialmente sottovalutata dai politici e dalla stampa, si passò velocemente alle lotte dei lavoratori. Le agitazioni presero origine per il rinnovo di molti contratti di lavoro, per l'aumento dei salari uguale per tutti, per la diminuzione dell'orario, per le pensioni, la casa, la salute, i servizi, ecc.
Per la prima volta il mondo dei lavoratori e il mondo studentesco fu unito fin dall'inizio su molte questioni del mondo del lavoro, provocando nel Paese tensioni sempre più radicali e a carattere rivoluzionario, sfiorando in alcuni casi l'insurrezione.
Le agitazioni sindacali alla Montedison e alla Pirelli, la lotta per le pensioni, gli scioperi improvvisi alla Fiat, che nella primavera del 1969 segnarono il punto più alto del conflitto, furono le tappe del movimento di lotta nelle fabbriche senza precedenti in Italia.
Una delle più importanti conquiste delle lotte operaie del 1969 fu lo Statuto dei lavoratori, una legge (approvata nel 1979) che assicurava ai dipendenti tutele e garanzie, quali: aumenti salariali, interventi nel sociale, pensioni, diminuzione delle ore lavorative, diritti di assemblea, consigli di fabbrica.
La natura controculturale e anticonformista del movimento del '68 gli attribuiva un carattere creativo e “rivoluzionario”. La rivolta generazionale era un movimento nel quale si riconosceva un'intera classe giovanile, che non aveva avuto né “credo di provenienza” né “appartenenza politica” e rivolgeva domande alla società, tra le quali il diritto allo studio. Del resto i cambiamenti maggiori che esso produsse, se si eccettua il mutamento nella presa di coscienza del ruolo paritario della donna, furono a livello di costume.
Nonostante fosse diffusa in tutto il mondo, la protesta giovanile si spense, all'inizio degli anni Settanta, ovunque. I movimenti del Sessantotto non riuscirono a “fare la rivoluzione” nei paesi sviluppati, ma dopo quell'esplosione di protesta la società non fu più come prima.
La principale ragione di questo fallimento va ricercata nella sua incapacità di stilare programmi concreti e in strutture organizzative in grado di realizzare quegli ideali. Il Sessantotto, quindi, si caratterizzò come una rivolta etico-politica dei giovani contro la società, senza un programma ben definito. Merito del movimento giovanile di quegli anni fu, soprattutto in Occidente, quello di mettere al centro dell'attenzione valori che fino a poco tempo prima erano stati interesse di pochi. Temi come il pacifismo, l'antirazzismo, il rifiuto del potere come forma di dominio di pochi privilegiati sulla popolazione, i diritti delle donne e l'interesse per l'ambiente, entrarono a far parte stabilmente tra i temi di dibattito del mondo intero. Anche dal punto di vista dei comportamenti quotidiani, il Sessantotto produsse grandi cambiamenti: i giovani ottennero maggiore libertà e autonomia all'interno della famiglia e da allora cominciarono a costituire una propria cultura, diversa da quella delle generazioni adulte, con una propria musica, un proprio modo di vestire, ecc..
In Italia il movimento non si spense, ma si trasformò aumentando di intensità e continuò per tutto il decennio successivo e con intensità ridotta per altri decenni. In qualche misura dura ancora. Ed è proprio per questo che questo movimento è, secondo la definizione di alcuni, “il rasoio che ha separato per sempre il passato dal presente”.
Il rock
Negli anni Sessanta il rock diventa simbolo della contestazione giovanile: i ragazzi ascoltano o suonano questa musica come forma di sfogo e ribellione nei confronti dei genitori, scuola e, più in generale, della società.
Sono gli anni in cui in America i giovani lottano per i diritti civili dei Neri e protestano contro la partecipazione americana alla guerra nel Vietnam.
Il termine rock deriva da “rock and roll”, genere musicale nato negli Stati Uniti verso la metà degli anni Cinquanta del Novecento. In generale il rock ha come elemento caratteristico il ritmo, scandito con energia; i timbri vocali sono decisi e ruvidi e i testi anticonformisti.
Tra gli anni Settanta e Novanta il rock si evolve velocemente: nascono decine di gruppi che danno origine ad altrettanti stili musicali.
L'Inghilterra è la seconda patria del rock. Vi nascono molti gruppi musicali, tra i quali i Beatles, che ottengono un successo planetario con le loro canzoni caratterizzate da un ritmo morbido e da una melodia orecchiabile. Un altro famosissimo gruppo inglese sono i Rolling Stones. Essi rappresentano l'anima più aggressiva del rock, grazie al grande utilizzo di chitarre elettriche con suoni “distorti”, cioè resi più graffianti ed aggressivi.
In realtà non si può parlare del rock come un unico genere musicale, ma dell'unione di tanti stili musicali che si sono avvicendati nel corso degli anni.
Tra questi abbiamo:
- L'hard rock, che è caratterizzato da un ritmo veloce e da sonorità aggressive. I Led Zeppelin ne sono i massimi esponenti.
- L'heavy metal è una forma particolare di hard rock. Tra i gruppi che meglio rappresentano questo stile ci sono i Metallica.
- Il Latin rock nasce dalla contaminazione tra il rock e la musica dell'America Latina. Carlos Santana è il musicista che meglio rappresenta questo stile.
- Lo psychedelic rock, nel quale la musica intende riprodurre gli effetti e le sensazioni delle droghe, per questo “psichedelico”. Ha come massimi esponenti il gruppo britannico dei Pink Floyd.
- Il rock sinfonico, che nasce dalla fusione tra il rock e la musica classica.
- Il rock pop, che è il rock di più facile ascolto e anche quello che ha maggiormente influenzato il mondo della musica leggera. Gli esponenti più importanti di questo stile sono: i Queen, i Police, Michael Jackson e Madonna.
Nonostante i molteplici interpreti della musica rock che hanno portato innovazioni e cambiamenti, possiamo riscontrare alcuni elementi che sono tipici in tutti i generi del rock:
- Gli strumenti utilizzati sono inizialmente chitarra, basso e batteria. Successivamente si aggiungono le tastiere.
- La chitarra viene utilizzata con il distorsore per rendere il suono più aggressivo.
- Le corde del basso vengono pizzicate con il plettro per ottenere un suono più penetrante e definito. Ride.
- Per quanto riguarda la batteria c'è un uso abbondante del ride (il piatto grande che si trova alla destra del batterista) nei brani lenti e gli hi-hat (piccoli piatti metallici).
- I suoni delle tastiere sono generalmente potenti e penetranti.
- Gli impianti di amplificazione diventano sempre più imponenti per far sentire meglio i suoni anche a chi è molto lontano dal palco, per alcuni eventi rock la folla è oceanica.
Il rock negli anni Sessanta
Gli anni Sessanta vengono detti “favolosi” perché sono stati ricchi di cambiamenti, a partire dalla crescita economica e dall'aumento del benessere che mette a disposizione delle masse quelli che in breve diventano i simboli del consumismo. È negli anni Sessanta che il rock si diffonde in tutto il mondo e rivoluziona il modo di fare musica. Gli strumenti utilizzati per l'accompagnamento diventano solisti, modificando totalmente le dinamiche e le sonorità dei brani. Vengono, inoltre, introdotte le tastiere e le chitarre col distorsore. I concerti sono sempre più seguiti: vissuti non solo come spettacolo musicale, ma come momento di aggregazione, raccolgono folle oceaniche di giovani.
Tra il 15 e il 17 agosto 1969 a White Lake, Stato di New York, si svolge quello che passerà alla storia come il “concerto dei concerti”: Woodstock. Si radunano 300 mila giovani che per giorni divideranno tutto, secondo i principi del movimento hippy: cibo, coperte, tende e soprattutto la musica degli artisti rock più importanti del periodo. La guerra del Vietnam, le lotte contro il razzismo, le grandi problematiche esistenziali sono cantate negli Stati Uniti da Bob Dylan, Joan Baez, Simon and Garfunkel. Le loro canzoni sono cantate in coro durante le dimostrazioni in piazza e diventano veri e propri manifesti della protesta giovanile.
Il carattere innovativo della musica americana viene sottolineato da una nuova generazione di gruppi inglesi che danno origine al genere beat. Uno dei più grandi gruppi di tutti i tempi sono i Beatles che diventeranno gli assoluti protagonisti del rock per più di un decennio. L'altro gruppo altrettanto conosciuto è quello dei Rolling Stones che propone una musica più aggressiva, molto amplificata, con un ritmo marcato. La voce esuberante, gli atteggiamenti provocatori e l'abbigliamento eccentrico del leader, Mick Jagger, evidenziano il carattere di questo gruppo che è riuscito a condividere le preferenze del pubblico con i Beatles.
What do you know about blue jeans?
Another symbol of the youth rebellion of Sixties are jeans.
Everybody nowadays wears blue jeans, and according to statistics every North American has seven pairs. But what do you know about them?
Jeans are trousers made from a fabric called denim.
The name “blue jeans” comes from the French “bleu de Genes”, meaning “the blue of Genoa”, because this item of clothing was first made in the Italian town of Genoa during the Renaissance to be used by sailors of the Genoese navy. But it was not until the 19 century that they started to become popular. In the 1850s Levi Strauss, a German-Jewish merchant, began selling blue jeans to the mining communities of California. They were the first jeans with the “Levi's” name. Jacob Davis, one of his customers and a tailor, asked him if he was interested in doing business together and in 1873 they bought a patent.
During 1873 production of blue jeans began in San Francisco. Jeans were used by farmers, cowboys and workers, especially in the factories during World War II.
In the 20 century they were also the official working uniform of the US Navy, until camouflaged uniforms replaced them. They were also used as prison uniforms for a long time because they are very strong and easy to keep.
During the 1950s, after James Dean wore a pair of blue jeans in the film Rebel without a Cause, they became popular among teenagers and young adults, who used them as a symbol of youth rebellion. For this reason people were not allowed to wear jeans in theatres, restaurants and schools. During the 1960s they became more accepted and in the 1970s they began to play an important role in informal fashion in every season. Also in the 1970s this material was able to reach a larger market thanks to a new stone-washing technique, and denim suddenly became attractive to all age groups.
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