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L’influenza dei mass media sui bambini

Istituto magistrale E. Gianturco

Indirizzo: liceo socio psico pedagogico

Angela Fiscella

Classe: V B A.S. 2010-2011

Introduzione

Il motivo per il quale ho scelto questo argomento invece di un altro è che mi sono sempre interessata ai modi in cui la mente umana può essere manipolata e condizionata e quindi anche della maniera in cui a volte non siamo i veri padroni delle nostre scelte ma semplici esecutori. Molte volte, nella mia vita mi sono trovata a chiedermi quale era davvero la mia opinione, ed ho notato che è molto più difficile di quanto si pensi non lasciarsi influenzare da fattori esterni: che essi siano amici, parenti, o che si tratti dei mass media, della pubblicità.

Ho deciso di trattare l’evoluzione dei mass media puntando l’attenzione sul modo in cui Mussolini, manovrando l’informazione attraverso i mass media (radio, cinema e stampa), sia riuscito a persuadere le masse e a convertirle ai valori del regime. Negli anni ’50-’60, i mezzi di comunicazione hanno avuto una rapida diffusione nella società, soprattutto grazie alla televisione, ottimo mezzo persuasivo e in grado di trasmetterci determinati valori, stili di vita.

In altre parole, la televisione e la pubblicità, seppure in maniera diversa rispetto al fascismo, cercano di controllare la mente dell’uomo.

Biologia

Computer, televisione e anche videogiochi sono strumenti che possono favorire la comparsa di difetti della vista. Tre dei più comuni difetti della vista sono la miopia, la presbiopia e l’astigmatismo. Tutti e tre comportano problemi di messa a fuoco, che si correggono facilmente con le lenti artificiali.

Le persone con miopia non riescono a mettere bene a fuoco gli oggetti lontani, anche se vedono bene da vicino. Rispetto alla norma, il bulbo oculare di un individuo miope è più lungo in senso anteroposteriore. Il cristallino non può appiattirsi abbastanza per compensare e quindi mette a fuoco gli oggetti lontani davanti alla retina, invece che esattamente su di essa. La miopia viene corretta con occhiali o lenti a contatto più sottili al centro che lungo il bordo esterno. I raggi di luce provenienti da oggetti lontani vengono fatti divergere dalle lenti correttive nel momento in cui entrano nell’occhio.

Struttura dell’occhio

Negli esseri umani la superficie esterna del bulbo oculare è costituita da uno strato di tessuto connettivo biancastro molto resistente, chiamato sclera. Nella parte anteriore dell’occhio, la sclera continua nella cornea, che è trasparente. La sclera circonda uno strato pigmentato chiamato coroide. La parte anteriore della coroide forma l’iride, che dà colorazione all’occhio. Dopo aver attraversato la pupilla, la luce passa attraverso il cristallino e viene messa a fuoco sulla retina. Il bulbo dell’occhio contiene due camere. La camera più grande, dietro la lente, è riempita da una sostanza gelatinosa chiamata umore vitreo. La camera più piccola, davanti alla lente, contiene umore acqueo.

Una sottile membrana mucosa aiuta a mantenere umida la superficie esterna dell’occhio. Questa membrana, chiamata congiuntiva, riveste la superficie interna delle palpebre e si ripiega sulla sclera, continuando poi nell’epitelio corneale. Un’infezione o una reazione allergica possono causare l’infiammazione della congiuntiva, una condizione chiamata congiuntivite. Le congiuntiviti si risolvono dopo l’applicazione di colliri contenenti antibiotici, le congiuntiviti virali, invece, in genere guariscono spontaneamente.

Una ghiandola sopra l’occhio secerne una soluzione salina diluita, il liquido lacrimale, che si diffonde sul bulbo oculare mediante il battito delle palpebre. Le lacrime puliscono e inumidiscono la superficie dell’occhio.

Il cristallino mette a fuoco la luce sulla retina modificando la traiettoria dei raggi luminosi. La forma del cristallino è controllata dai muscoli ciliari, che sono attaccati alla coroide e ai legamenti che tengono sospeso il cristallino. Quando l’occhio mette a fuoco un oggetto vicino, questi muscoli si contraggono e tirano la coroide in avanti, riducendo così la tensione sui legamenti. Il cristallino elastico diventa più spesso e la sua forma si avvicina a quella di una sfera. Questa modificazione, chiamata accomodamento, permette ai raggi divergenti che provengono da un oggetto vicino di essere curvati e messi a fuoco. I raggi di luce provenienti da oggetti lontani sono paralleli e necessitano di una minore curvatura per essere messi a fuoco sulla retina.

Nella retina umana troviamo due tipi di recettori: i coni, stimolati dalla luce intensa e capaci di distinguere i colori, e i bastoncelli, che sono sensibili alla luce e ci permettono di vedere con la luce fioca della notte, sebbene solo in sfumature di grigio. Negli esseri umani, i bastoncelli sono più concentrati nelle zone esterne della retina e sono completamente assenti dalla fovea, che è il punto di messa a fuoco sulla retina, mentre i coni sono concentrati nella fovea.

Inoltre i bastoncelli contengono un pigmento visivo chiamato rodopsina, che assorbe la luce a bassa intensità, mentre i coni contengono pigmenti visivi chiamati fotopsine, che assorbono la luce intensa e colorata.

Latino

La nascita della scrittura provocò una rivoluzione senza precedenti, abbattendo gli ostacoli rappresentati dalle dimensioni dello spazio e del tempo. Cominciano a delinearsi le prime forme di letteratura che nel corso dei secoli prenderanno le forme più disparate, le più importanti senza dubbio sono rappresentate dalla cultura prima greca e poi latina. All’interno di queste si sono sviluppati moltissimi generi letterari, ognuno dei quali mirava a comunicare ai lettori determinati messaggi.

L’originalità ad esempio della favolistica di Fedro consiste nel saper conciliare la protesta contro i potenti che opprimono gli umili, con un linguaggio in grado di interessare le giovani menti degli scolari e quelle delle classi meno colte, attraverso l’uso di personaggi dal mondo animale e vegetale. Fedro, uno schiavo, nacque attorno al 15 a.C. Giunto a Roma fu liberato sotto Augusto. Fedro fu autore di 5 libri di favole in versi senari giambici per un totale di 150 testi. Ciascun libro è aperto da un prologo e chiuso da un epilogo. I temi delle favole di Fedro sono i vizi e i difetti degli uomini ai quali il poeta guarda con tristezza e con pessimismo.

Troviamo una galleria di tipi umani raffigurati attraverso l’allegoria e il simbolismo degli animali: la prepotenza ad esempio si incarna nel leone, la furbizia nella volpe, l’arroganza nel lupo, la debolezza nell’agnello, ecc. Fedro aveva nel pensiero e nel cuore un sincero fondamento di dignità, onestà, il quale non si esprimeva nelle poche parole della cosiddetta “morale” alla fine di ogni favola, ma percorreva e animava tutta l’opera, in quanto non poteva manifestarsi liberamente come avrebbe voluto. Le “morali” di Fedro, e la stessa allegoria del mondo animale esprimono il punto di vista delle classi subalterne della società romana. Egli è davvero l’unico a dare voce al mondo degli schiavi e degli emarginati, promuovendo modelli di uomini e regole di vivere: perché le sue favole vogliono essere sì divertenti, ma insieme vogliono anche istruire, diventando il mezzo per comunicare a tutti la vera faccia della prepotenza e della violenza.

Storia

In Italia, il futurismo arrivò a sfociare dopo la guerra nel fascismo e diventare l’arte ufficiale del regime.

Nel nostro Paese, Mussolini capì subito l’importanza della stampa per affermare il suo potere e per assicurarsi un consenso molto vasto fra le masse, condizionando stampa e opinione pubblica. Nei primi anni del regime essa fu sottoposta ad un controllo formale: il Duce acquistò i maggiori giornali italiani, per portare avanti il suo progetto.

Diffuso fu l’uso di slogan e motti affissi per le strade, che incitavano il popolo a “credere, obbedire, combattere insieme per la patria, a non arrendersi mai, ecc.” Mussolini dispose che ogni giornale avesse un direttore responsabile, inserito nel partito fascista e che il giornale stesso, prima di essere pubblicato, fosse sottoposto ad un attento controllo.

Fu creato inoltre il Ministero della Cultura Popolare, che aveva l’incarico di controllare ogni pubblicazione, sequestrando tutti quei documenti ritenuti pericolosi o contrari al regime; inoltre impartiva precise disposizioni circa il contenuto degli articoli, l’importanza dei titoli e la loro grandezza. L’Italia era un paese in cui i giornali erano poco diffusi e non raggiungevano le grandi masse.

La radio in questo contesto più di ogni altro mezzo assunse un ruolo di primo piano. I programmi trasmessi, in cui erano presenti anche svago e informazioni, erano costituiti per lo più da discorsi del Duce, marce ufficiali o conversazioni sul razzismo. La radio diventava così la voce ufficiale dello Stato.

Siamo giunti dunque all’era dei mezzi di comunicazione di massa, che da questo momento in poi saranno oggetto di una larghissima diffusione. Avvenne nel 1925 la costituzione dell’Istituto L.U.C.E., ovvero “L’Unione cinematografica educativa”. Questo istituto rappresentò in Italia il primo esempio di organizzazione pubblica di educazione, informazione e propaganda, attraverso l’uso di strumenti “multimediali”, che usavano una molteplicità di codici comunicativi, ad esempio la voce umana che accompagnava come commento grafici e immagini fisse o in movimento.

Tutto ciò era rivolto ad una popolazione ancora fortemente colpita dall’analfabetismo. L’istituto L.U.C.E. rappresentava l’organo tecnico cinematografico, posto sotto il controllo dell’autorità dello Stato, con lo scopo essenziale della diffusione della cultura popolare e dell’istruzione generale per mezzo di visioni, distribuite a scopo di beneficenza e soprattutto di propaganda nazionale e patriottica.

Ma il controllo dell’informazione non bastava, si dovevano apprendere i valori fondamentali per il fascismo fin dai primi anni di vita. L’idea di Mussolini era di impadronirsi del cittadino a sei anni e restituirlo alla famiglia a sedici. Attraverso le associazioni giovanili e lo Stato totalitario l’educazione riusciva a convincere le masse.

Soprattutto per quanto riguarda i bambini ci fu un notevole sforzo affinché nel loro immaginario entrasse una nuova concezione dello Stato. Scopo principale era di radicare nei cittadini la fede nel Duce, il servizio dello Stato, i valori di unità nazionale.

Più in particolare, le pubblicazioni per bambini sono esemplari per certi aspetti: nei libri di letture il Duce diventava un guerriero a cavallo e acquistava poteri miracolosi. Gli elementi su cui si insisteva erano la molteplicità del Duce, l’aspetto paterno, l’idea di forza e coraggio, il patriottismo.

Per quei ragazzini la figura del Duce finiva per perdere ogni valore politico e veniva ad assomigliare sempre di più ad un personaggio mitico. Il grande padre, il Capo del popolo, si preoccupava di tutto: era rassicurante, forte, fiero e al bambino non restava che fidarsi ed obbedire.

In una società che negli anni ’30 stava diventando pienamente una società di massa il fascismo cercò di avvolgere tutto tra le braccia dello Stato: esso diventava il regolatore della vita pubblica e privata, la fonte suprema di ogni sapere. Questo obiettivo però non era di facile realizzazione.

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Sintesi

Metodologia

Il consumo dei mass media; il potere formativo dei mass media.

Filosofia

Karl Popper (cattiva maestra televisione).

Biologia

I disturbi della vista (miopia e struttura dell'occhio).

Latino

La favola epica.

Storia

La propaganda fascista.

Italiano

Gabriele D'Annunzio.

Pedagogia

Maria Montessori.

Inglese

Charles Dickens.

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