Istituto d’Istruzione Superiore “Montefeltro”
Liceo Scientifico
Percorso pluridisciplinare
A cura di a
: Casadei Lucia
5 A
Classe:
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Anno Scolastico 2006-2007
Al termine del mio percorso scolastico, ho pensato di approfondire il tema della radio quale mezzo di comunicazione perché ritengo che la sua nascita sia stata un evento epocale del secolo scorso, un traguardo importante che ha inciso in modo profondo sulla storia dell’uomo, facendole subire una radicale trasformazione in ambito sociale.
La radio, per prima, ha “fatto sentire” e apprendere l’italiano a chi, fino ad allora, non sapendo né leggere né scrivere, non lo conosceva. Attraverso la radio si è avviata così la grande comunicazione a distanza di eventi, cultura, informazioni e l’uomo è potuto passare dal suo piccolo mondo ad una comunicazione globale, alla portata di tutti.
Anche oggi, nonostante lo sviluppo e il diffondersi di più moderni mezzi di comunicazione quali televisione e internet, i programmi radio continuano ad essere molto seguiti in quanto la comunicazione attraverso la radio è fortemente legata all’ascolto e non si perde nell’immediatezza delle immagini; così le parole acquistano più forza, riescono a creare un’aspettativa e provocano l’immaginazione nell’ascoltatore.
Nel mio studio sulla radio, ho deciso di approfondire da una parte il funzionamento specifico di questo mezzo di comunicazione come scoperta scientifica realizzata alla fine del XIX secolo da Guglielmo Marconi; e dall’altra, esaminare il sistema comunicativo e gli elementi che ne fanno parte; le forme della comunicazione e la forza assunta dalla parola per trasmettere i messaggi ideologici, culturali e politici.
Ritengo che la radio abbia cambiato la nostra vita quotidiana, le nostre abitudini, il nostro modo di informarci e divertirci.
In un’epoca che ha conosciuto uno sviluppo esponenziale dei mezzi di comunicazione, parlare di radio sembrerebbe quasi voler tornare indietro nel tempo; in realtà, nonostante i suoi cento anni, la radio è sempre attuale e può considerarsi a ragion veduta uno dei più importanti strumenti di comunicazione del futuro; lo stesso Marconi ne era consapevole e lo lasciò scritto in questa frase:
“…Ci sono stati tre grandiosi eventi nella mia vita di inventore.
Il primo, quando i segnali radio da me inviati fecero suonare un campanello dall’altro lato della stanza in cui stavo svolgendo i miei esperimenti; il secondo quando i segnali trasmessi dalla mia stazione di Poldhu, in Cornovaglia, furono captati dal ricevitore che ascoltava a S. Giovanni di Terranova, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico a una distanza di circa 3.000 km; il terzo è ora, ogni qualvolta posso serenamente immaginare le possibilità future e sentire che l’attività e gli sforzi di tutta la mia vita hanno fornito basi solide su cui si può continuare a costruire:”
[Guglielmo Marconi – Dicembre 1935]
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Schema generale
Fisica, astronomia, storia
La radio nel fascismo
Le onde dove si riflettono:
Elettromagnetiche, la ionosfera, la radio: la macchina del consenso
La trasmissione dei segnali radio, mezzo propagandistico
Le onde radio
Ruolo nella storia
Nascita e meccanismo
La radio
Strumento per l’uomo
Mezzo di comunicazione
La comunicazione visiva
La comunicazione verbale
La forza della parola
La forza delle immagini
I segni iconici
D’Annunzio e
Italiano
Gli oratori:
Montale
Cicerone e
Quintiliano
Storia dell’arte
Sartre:
Filosofia
“Le parole”
Latino
Sartre et
Francese
L’existentialisme
2
Maxwell e Hertz: le onde elettromagnetiche
Benché per l’invenzione della radio siano state necessarie molte scoperte nel campo dell’elettricità, l’inizio della storia delle radiocomunicazioni può essere fatto risalire nel 1873, quando il fisico britannico James Clerk Maxwell pubblicò la sua teoria sulle onde elettromagnetiche.
La teoria di Maxwell venne avvalorata dall’attività sperimentale del fisico tedesco Heinrich Hertz il quale, circa 15 anni dopo, riuscì a generare onde elettromagnetiche usando dei semplici circuiti elettrici nei quali venivano create delle scariche elettriche ad alta frequenza.
Hertz realizzò così il primo oscillatore in grado di irradiare onde elettromagnetiche rilevabili a breve distanza. Questo rudimentale sistema fu perfezionato nel tempo e le ricerche di Hertz vennero proseguite da altri scienziati tra cui l’italiano Augusto Righi, il quale confermò sperimentalmente la teoria di Maxwell.
Queste ricerche attestavano così l’esistenza di onde che viaggiano alla velocità della luce senza necessità di alcun collegamento materiale e la possibilità per l’uomo di produrle.
Marconi e il telegrafo senza fili
Nel laboratorio di Righi, all’Università di Bologna, Guglielmo Marconi, appena ventenne, ebbe la possibilità di fare alcuni esperimenti.
Il giovane non era uno scienziato, ma grazie al suo spirito pratico pensò di sfruttare queste “onde misteriose” per trasmettere dei segnali telegrafici.
Così, nel 1895, mise a punto oscillatori a scintilla collegati a rudimentali antenne e preparò il primo trasmettitore (e ricevitore) radiotelegrafico che sperimentò nella sua villa vicino a Bologna.
Era nata la telegrafia senza fili (TSF).
Nel 1901 Marconi realizzò la prima trasmissione radiotelegrafica attraverso l’Atlantico, dalla stazione trasmittente di Poldhu (Irlanda) alla stazione ricevente di Terranova (Canada).
Raccontò Marconi:
“…Verso le 12:30 del 12 dicembre, mentre ero in ascolto, sentii al telefono tre battute della lettera S del codice Morse; ma non volli essere soddisfatto senza una conferma. “Udite voi nulla?” disposi porgendo il telefono al mio assistente. Questo udì il medesimo crepitio da me udito… Le onde elettromagnetiche generate da Poldhu avevano attraversato l’Atlantico, senza preoccuparsi della curvatura della Terra!…”.
La radiodiffusione
I primi apparecchi radiofonici presentavano costi eccessivi di gestione che li rendevano alla portata di poche e ricche persone. È per questo che all’inizio la radio trovò le sue applicazioni soprattutto in campo militare e nautico.
Impianti radiotelegrafici iniziarono ad essere installati sulle navi rendendo servigi preziosi; basti ricordare, a questo proposito, il salvataggio di circa 1000 superstiti del Titanic (1912) che fu reso possibile dall’SOS lanciato dalla radio di bordo del transatlantico prima di affondare.
Ma già dagli anni ’20, i progressi in campo tecnologico associarono la diffusione dell’apparecchio ad una fascia più ampia di popolazione.
Un’ulteriore spinta alla diffusione della radio si ebbe nel periodo tra le due Guerre quando la radio divenne un importante strumento di propaganda politica nel momento in cui le operazioni belliche compromisero il funzionamento regolare di tutti gli altri mezzi.
La radio divenne ben presto il divertimento principale per le classi meno abbienti. Intere famiglie si riunivano a ore stabilite attorno all’apparecchio per ascoltare il programma preferito.
Oggi, secondo le rilevazioni dell’Audiradio ogni giorno gli italiani che ascoltano la radio sono circa 25 milioni. Questo perché non ha dato forfait di fronte alla televisione, svolgendo una funzione diversa, tuttora valida, di intrattenimento e informazione.
3
Tesina di Fisica
Equazioni di Maxwell
Teorema Gauss (E)
Teorema Gauss (B)
Legge Faraday-Henry-Lenz
Legge Ampere-Maxwell
(Circuitazione di B)
La radio quale mezzo di comunicazione
Al termine del mio percorso scolastico, ho pensato di approfondire il tema della radio quale mezzo di comunicazione perché ritengo che la sua nascita sia stata un evento epocale del secolo scorso, un traguardo importante che ha inciso in modo profondo sulla storia dell'uomo, facendole subire una radicale trasformazione in ambito sociale. La radio, per prima, ha "fatto sentire" e apprendere l'italiano a chi, fino ad allora, non sapendo né leggere né scrivere, non lo conosceva. Attraverso la radio si è avviata così la grande comunicazione a distanza di eventi, cultura, informazioni e l'uomo è potuto passare dal suo piccolo mondo ad una comunicazione globale, alla portata di tutti.
Materie trattate
- Fisica
- Astronomia
- Storia
- Italiano
- Storia dell'arte
- Filosofia
- Latino
- Francese