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Come tenere un segreto

La crittografia dalle origini

Al sistema RSA

A cura di Nicoletta Venco classe 5^BST

Liceo Scientifico G.B. Quadri di Vicenza

A.s. 2008/09

Cos'è la crittografia?

Il termine crittografia deriva dal greco “kryptòs” = “nascosto” e “gráphein” = “scrivere”, quindi assume il significato di “Scrittura Nascosta”. È la disciplina che studia i metodi necessari per rendere un messaggio comprensibile solamente ai destinatari della comunicazione.

Assieme alla crittografia nasce anche il desiderio di scoprire i messaggi apparentemente incomprensibili. La scienza che studia come decriptare le informazioni allo scopo di ricavarne il contenuto originario è la Crittoanalisi, parola che deriva dal greco “kryptòs” e “nalýein” = “risolvere”.

Crittografia e Crittoanalisi appartengono ad una stessa scienza, la “Crittologia”.

La crittografia ha per un’informazione lo stesso valore che ha una cassaforte per un bene materiale.

Oggi la crittografia ha la sua più ampia diffusione in campo informatico, dove vengono trasmesse molte informazioni anche delicate grazie all’efficienza dei sistemi crittografici informatici attuali.

La crittografia nella storia

Il primo utilizzo di sistemi crittografici risale al 1500 a.C. quando un antico vasaio si servì di un codice per tenere segreta la sua formula della ceramica invetriata.

Nel V secolo a.C. gli Spartani utilizzarono un cilindro di legno chiamato Scytala per cifrare i loro messaggi.

La crittoanalisi, invece, fu inventata dagli Arabi soltanto nel VIII - IX secolo d.C., dopo duemila anni di uso di sistemi per crittografia.

Nel 1587 Maria Stuarda, regina di Scozia era convinta che il suo codice fosse indecifrabile ma non fu così e pagò con la vita il suo errore.

Nel XVII secolo Antoine Rossignol e suo figlio inventarono il Grande Cifrario di Luigi XIV, che restò inviolato per duecento anni.

Nel XVIII secolo Vienna divenne famosa per l’abilità dei suoi crittanalisti, che lavoravano nella Camera Nera.

Nel 1812 l’invasione della Russia da parte di Napoleone fallì per il freddo dell’inverno e per l’abilità dei crittanalisti russi.

Nel 1844 fu inventato il codice Morse, utilizzato nella trasmissione dei messaggi al telegrafo.

Durante le elezioni presidenziali americane del 1876 si spedirono telegrammi in codice nel tentativo di manipolare il voto. I telegrammi vennero pubblicati su un giornale e furono decifrati soltanto due anni dopo.

Durante la Grande Guerra (1914-18) l’uso della radio per inviare messaggi li rese facili da intercettare, perciò i codici divennero sempre più importanti. Questo aiutò i crittanalisti offrendo loro un gran numero di messaggi da studiare. Ebbero un’enorme importanza nel corso del conflitto, infatti la decifrazione di un telegramma segnò l’entrata in guerra degli Stati Uniti d’America nel 1917.

Nella Seconda Guerra Mondiale un grande apporto fu dato dalla macchina appena inventata dai Tedeschi, Enigma, la cui forzatura contribuì alla vittoria degli Alleati.

Nel 1948 vennero inventati i codici a barre, oggi comunemente usati, da parte di Norman Woodland e Bernard Silver, prima ancora che esistesse la tecnologia per utilizzarli.

Oggi, infine, tutti noi usiamo continuamente codici segreti, a volte senza neanche accorgercene: ad esempio per mantenere segrete le informazioni della carta di credito quando si eseguono acquisti on line. 2

L’importanza della crittografia nelle due guerre mondiali

La Prima Guerra Mondiale

La I Guerra Mondiale fu la prima grande guerra dopo l’invenzione del telefono e della radio; questi mezzi di comunicazione, se da una parte consentirono una velocità di trasmissione dei messaggi praticamente istantanea, dall’altra furono irrimediabilmente esposti all’intercettazione da parte del nemico.

I primi a rendersi conto di questa nuova situazione furono i Francesi che, allo scoppio della guerra, disponevano già di un ben organizzato ed efficiente Ufficio cifra presso il Gran Quartier Generale dell’esercito, in grado di decrittare i messaggi radio tedeschi sin dall’ottobre 1914.

Altrettanto ben preparati gli Austriaci che già nell’agosto 1914 riuscivano a decrittare i radiomessaggi russi che per la verità erano solo in parte cifrati.

Negli altri paesi, veri e propri Uffici cifra furono organizzati solo dopo l’entrata in guerra.

Assolutamente impreparati erano soprattutto i Russi che, all’inizio della guerra, non si preoccuparono neanche di cifrare i loro messaggi radio, come avvenne durante la battaglia di Tannenberg nell’agosto 1914 quando persino gli ordini operativi vennero trasmessi in chiaro: un formidabile regalo ai Tedeschi che intercettarono tutto.

I Tedeschi comunque riuscirono a decrittare i messaggi russi anche dopo che questi ultimi iniziarono a cifrare le loro comunicazioni radio; qualche successo lo ottennero anche nei confronti dei Francesi.

In Inghilterra Sir Alfred Ewing, capo dell’Ufficio crittologico della Marina Britannica, organizzò la cosiddetta “Room 40” dove si decrittavano migliaia di radiomessaggi della marina tedesca.

Il più noto di questi messaggi fu il “telegramma Zimmermann” con il quale i Tedeschi offrivano un’alleanza ai Messicani in chiave anti-USA. Letto al Congresso degli Stati Uniti questo messaggio fu uno dei fattori che spinsero gli USA a entrare in guerra nel 1917.

Del tutto impreparati in campo crittologico erano gli Italiani che dovettero in un primo tempo appoggiarsi all’Ufficio cifra francese; solo in un secondo tempo fu costituito un Ufficio cifra autonomo sotto la guida di Luigi Sacco, che riuscì a forzare il cifrario campale austriaco, quello diplomatico e quello navale.

Paradossalmente però ci volle la disfatta di Caporetto del 1917 perché Sacco riuscisse a convincere gli alti comandi italiani ad abbandonare i vecchi cifrari che, come poi si seppe, venivano facilmente decrittati dagli Austriaci, e ad adottare quei nuovi più sicuri sistemi che avevano fino allora rifiutato perché troppo complicati. Unica attenuante per questa incredibile leggerezza il fatto che gli alti comandi italiani, a differenza di quelli di altri paesi, evitarono sempre di trasmettere per radio i messaggi più importanti.

La possibilità di intercettare e decrittare i messaggi austriaci ebbe un’importanza non trascurabile nel 1918 per fronteggiare l’offensiva austriaca del Piave.

In definitiva fu proprio la Grande Guerra a far scoprire a molti Stati l’importanza della Crittografia, il cui ruolo risultò fondamentale nella II Guerra Mondiale.

La Seconda Guerra Mondiale

Lo strumento crittografico più noto utilizzato durante la guerra fu la macchina Enigma, usata dai tedeschi e considerata a torto inattaccabile; solo molti anni dopo la fine della guerra si seppe che in effetti già nel 1932, prima ancora che Hitler arrivasse al potere, l’Ufficio cifra polacco aveva trovato il modo di forzare l’Enigma. Durante la guerra gli inglesi del progetto ULTRA continuarono a forzare sistematicamente i messaggi cifrati con l’Enigma e dal 1941 anche quelli cifrati con la più sofisticata macchina Lorenz.

Molte vittorie alleate ebbero alla base questa superiorità crittografica. I casi più noti sono la Battaglia di capo Matapan (marzo 1941), dove la disfatta della flotta italiana pare abbia avuto origine dal fatto che gli Inglesi avevano decrittato alcuni messaggi cifrati della Marina tedesca che fornivano l’esatta posizione della flotta italiana; lo Sbarco in Normandia (5-6 giugno 1944): Eisenhower e Montgomery erano in grado di leggere tutti i messaggi degli alti comandi tedeschi, che usavano la macchina Lorenz; ebbero così conferma che Hitler aveva creduto alla falsa notizia di un imminente sbarco Alleato nei pressi di Calais e aveva concentrato le sue migliori

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truppe in quella zona. Poterono, quindi, ordinare lo sbarco in Normandia sicuri che avrebbero incontrato ben poca resistenza.

Sul fronte del Pacifico gli Americani, sin dal 1940, avevano realizzato Magic, una macchina in grado di decrittare i messaggi giapponesi cifrati con la macchina Purple.

Un importante episodio fu la Battaglia delle Midway. L’ammiraglio Yamamoto, comandante della flotta giapponese, nel maggio 1942 preparò un piano per attaccare a sorpresa le isole Midway a est delle Haway. Gli Americani intercettarono i piani di Yamamoto e l’Ammiraglio Nimitz, comandante della flotta USA, fu in grado di preparare la battaglia conoscendo già fin nei dettagli i piani del nemico.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2009

Titolo: come tenere un segreto

Autore: Venco Nicoletta

Descrizione:

Il termine Crittografia deriva dal greco "kryptòs"="nascosto" e "grà¡phein"="scrivere", assume quindi il significato di "Scrittura Nascosta". È la disciplina che studia i metodi necessari per rendere un messaggio comprensibile solamente ai destinatari della comunicazione. Assieme alla crittografia nasce anche il desiderio di scoprire i messaggi apparentemente incomprensibili. La scienza che studia come decriptare le informazioni allo scopo di ricavarne il contenuto originario è la Crittoanalisi, parola che deriva dal greco "kryptòs" e "nalýein"= "risolvere". Crittografia e Crittoanalisi appartengono ad una stessa scienza, la "Crittologia". La crittografia ha per un'informazione lo stesso valore che ha una cassaforte per un bene materiale. Oggi la crittografia ha la sua più ampia diffusione in campo informatico, dove vengono trasmesse molte informazioni anche delicate grazie all'efficienza dei sistemi crittografici informatici attuali.

Il primo utilizzo di sistemi crittografici risale al 1500 a.C. quando un antico vasaio si servì di un codice per tenere segreta la sua formula della ceramica invetriata. Nel V secolo a.C. gli Spartani utilizzarono un cilindro di legno chiamato Scytala per cifrare i loro messaggi. La crittoanalisi, invece, fu inventata dagli Arabi soltanto nel VIII - IX secolo d.C., dopo duemila anni di uso di sistemi per crittografia. Nel 1587 Maria Stuarda, regina di Scozia era convinta che il suo codice fosse indecifrabile ma non fu così e pagò con la vita il suo errore. Nel XVII secolo Antoine Rossignol e suo figlio inventarono il Grande Cifrario di Luigi XIV, che restò inviolato per duecento anni. Nel XVIII secolo Vienna divenne famosa per l'abilità dei suoi crittanalisti, che lavoravano nella Camera Nera. Nel 1812 l'invasione della Russia da parte di Napoleone fallì per il freddo dell'inverno e per l'abilità dei crittanalisti russi.

Nel 1844 fu inventato il codice Morse, utilizzato nella trasmissione dei messaggi al telegrafo. Durante le elezioni presidenziali americane del 1876 si spedirono telegrammi in codice nel tentativo di manipolare il voto. I telegrammi vennero pubblicati su un giornale e furono decifrati soltanto due anni dopo. Durante la Grande Guerra (1914-18) l'uso della radio per inviare messaggi li rese facili da intercettare, perciò i codici divennero sempre più importanti. Questo aiutò i crittanalisti offrendo loro un gran numero di messaggi da studiare. Ebbero un'enorme importanza nel corso del conflitto, infatti la decifrazione di un telegramma segnò l'entrata in guerra degli Stati Uniti d'America nel 1917.

Nella Seconda Guerra Mondiale un grande apporto fu dato dalla macchina appena inventata dai Tedeschi, Enigma, la cui forzatura contribuì alla vittoria degli Alleati. Nel 1948 vennero inventati i codici a barre, oggi comunemente usati, da parte di Norman Woodland e Bernard Silver, prima ancora che esistesse la tecnologia per utilizzarli. Oggi, infine, tutti noi usiamo continuamente codici segreti, a volte senza neanche accorgercene: ad esempio per mantenere segrete le informazioni della carta di credito quando si eseguono acquisti on line.

Area: tecnologica

Materie trattate: informatica: crittografia simmetrica e assimetrica, matematica: dimostrazione dell'algoritmo RSA, storia: l'utilità della crittografia nelle due guerre mondiali

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