(s)oggetto
sociale Tesina 2011
pag. 1
di Jessica G
I.P.S.C.T. Claudia de’Medici
Indice
Storia da pag. 4 a pag. 7
- La storia della bambola
- Nascita della bambola-giocattolo
- La vera storia di Barbie
Deutsch von Seite 8 bis Seite 9
- Geschichte über Lilli (Vorgängerin von Barbie)
Psicologia da pag. 10 a pag. 11
- Il gioco simbolico
Cultura medico-sanitaria da pag. 12 a pag. 15
- La bulimia nervosa
- INFES- Centro per i disturbi alimentari
Diritto da pag. 16 a pag. 17
- Il marchio Mattel
- Il marchio d’impresa in generale
Tecnica amministrativa da pag. 18 a pag. 22
- Il bilancio d’esercizio in generale
- Il bilancio d’esercizio Mattel
Bibliografia pag. 24 pag. 2
Introduzione
Ho scelto questo argomento perché come molte altre bambine sono cresciuta con la “barbie”. Ma la barbie è davvero solo una bambola? Un semplice gioco per bambini? Io credo di no. La Barbie viene intesa oggi come un’icona di moda, come il prototipo di donna perfetta. Le bambine crescono con un’immagine distorta di donna, si immedesimano con essa tramite il gioco simbolico. Può questo essere pericoloso? Certo che sì. Basta che sfogliamo i giornali o guardiamo la televisione per accorgerci di quante ragazze perdono la vita ogni anno per inseguire modelli di donne magre e “perfette”. Questa tesina vuole mettere in luce questo problema e raccontare la storia della “barbie”, da come è nata fino ai giorni nostri. La “barbie” è psicologicamente un gioco pericoloso che ha permesso all’impresa che l’ha creata di arricchirsi allo sproposito. Oggi “barbie” non è solo una bambola, ma un marchio riconosciuto a livello mondiale. Le bambine impazziscono letteralmente davanti ad astucci, cartelle, scarpe, asciugamani che portano questo marchio. Ma perché la barbie è riuscita ad avere tutta questa fortuna? Scopriamolo insieme. pag. 3
Storia
La storia della bambola
Già dall’antichità la donna viene rappresentata da figure che assomigliano molto alle attuali bambole. Ma è da poco tempo che la bambola ha assunto il valore di giocattolo.
Secondo molti esperti, a eccezione di una bambola di pezza scoperta a Pompei, non si può essere sicuri che le statuette raffiguranti figure femminili ritrovate nelle tombe egizie, etrusche e romane fossero bambole.
Probabilmente, si trattava di oggetti religiosi con un valore simbolico, legato alla capacità procreativa della donna.
La nascita della bambola-giocattolo è molto recente. La bambola nasce in Germania nel 1500. Gli artigiani lavorano la cartapesta e la celluloide, già nel ’400, nelle case nobiliari di tutta Europa, si potevano trovare figure femminili in miniatura dai ricchi abbigliamenti, ma per i loro costi non erano certamente destinate ai giochi delle bambine, si trattava infatti di oggetti d’arte da maneggiare con cura.
Anche le bambole-manichino del ’700, dalle dimensioni naturali di donna adulta, che venivano utilizzate nelle sartorie alla moda, avevano più una funzione espositiva che ludica.
pag. 4
Allo stesso modo, le prime bambole dell’Ottocento, realizzate artigianalmente a mano, anche se destinate alle bambine, erano ancora oggetti da osservare e non da giocare. Queste bambole erano quindi destinate ad adulti e costituivano il simbolo dell’immaginario maschile di personaggi femminili, delicati e raffinati, dalla pelle chiarissima, dai capelli biondi e gli occhi immancabilmente azzurri.
I loro vestiti, ricchi di pizzi e merletti, coprivano un corpo tozzo e non curato.
Questo perché all’epoca la bambola non veniva spogliata e non era previsto il cambio del vestito. Al massimo le era consentito di muovere e sbattere gli occhi.
Bisogna giungere agli inizi del secolo scorso per trovare una tipologia di bambola destinata ai più piccoli. Le bambole che noi conosciamo, possono essere cullate e strette al seno. Esse rappresentano modelli che hanno ancora a che fare con ideali di femminilità e maternità che si desidera che le bambine interiorizzino.
Nel 1936 viene disegnata Lilli, la bambola che ha ispirato la Barbie che oggi tutte le bambine conoscono. I fumetti di Lilli intrattengono le bambine prima di dormire.
Nel 1959 arriva la prima Barbie con il seno che desta scandalo prima in America e poi in tutta Europa.
Le femministe si scagliano contro il tipo di donna alla Barbie, considerato un ostacolo al cammino della donna verso una completa emancipazione, una battaglia persa, se si considera che Barbie è dal 1959 la bambola più venduta e conosciuta in tutto il mondo. Nella sua vita è stata, fra l’altro, hostess, dottoressa, veterinaria, attrice, infermiera, astronauta, manager. Per lei sono stati creati oltre 4800 accessori, dalle scarpe alle sedie, a un camper e perfino una bara tutta rosa. Ha avuto quattordici cani, sette cavalli, due gatti, un pappagallo, un panda e un delfino. Possiede anche un abito da sposa. pag. 5
La vera storia di Barbie
La storia di Barbie inizia nel 1938, quando due giovani sposi, Ruth ed Elliot Handler, vanno a vivere a Los Angeles. Nel 1945, la coppia decide di fondare l’azienda “Mattel”, dove “Matt” sta per Mattson Hardol (amico di Elliot che lavora con lui) ed “el” per Elliot. Qui producono manufatti di legno ed in seguito anche mobili per case di bambole. Ruth collabora con idee innovative, avviando la Mattel verso una produzione rivolta sempre più al mondo dei giocattoli. Vorrebbe anche iniziare RUTH ED ELLIOT a produrre bambole. Lei aveva già in mente l’immagine
Handler
“moderna” della bambola ideale: gambe lunghe, vita sottile, busto florido e tratti del volto dettagliati. Ma, anche di fronte a tanta precisione, nessuna delle sue idee viene presa in considerazione.
Nel 1956, in Germania, Ruth Handler vede nella vetrina di un negozio di giocattoli una bambola che corrisponde a quella da lei pensata. La bambola in questione si chiama Lilli. Lilli era nata in Germania prima come personaggio di un fumetto. Rappresentava una ragazza disinvolta e birichina. Questo incontro tra Ruth e Lilli avvia definitivamente il progetto e convince la Mattel a realizzarlo. Ruth ne acquista tre esemplari e, una volta tornati in America, rielabora la bambola per far nascere pian piano Barbie, molto somigliante a Lilli. pag. 6
Ruth
Handler
Il nome Barbie viene da quello della figlia di Handler, Barbara, così come quello del fidanzato Ken è legato al vero figlio Kenneth. Il 9 marzo del 1959, (questa è la data ufficiale della nascita di Barbie) realizzarono la prima Barbara Millicent Roberts (nome completo di Barbie). Barbie debutta ufficialmente in occasione della fiera del giocattolo di New York. Il 1964 è l’anno in cui Barbie arriva anche in Italia; anno in cui inizia anche a cambiare la fisionomia del viso e il tipo di trucco, le ciglia sono in fibra sintetica applicate sugli occhi dipinti, più grandi, i capelli sono più lunghi e sciolti sulle spalle. Ruth e Elliot Handler hanno così dato inizio alla storia di Barbie, che è arrivata fino ai giorni nostri. pag. 7
Deutsch
Geschichte über Lilli (Vorgängerin von Barbie)
Lilli war ein Comic von Reinhard Beuthien, der zwischen 1952 und 1961 in der Bild-Zeitung erschien. Lilli wurde so populär, dass die BILD-Redaktion entschied, eine Puppe als Werbemittel zu produzieren.
Die Bild-Lilli wurde das Vorbild für Barbie, die berühmteste Puppe der Welt.
Der Karikaturist Reinhard Beuthien erhielt den Auftrag, eine Zeichnung als Lückenfüller für die erste Ausgabe der BILD vom 24. Juni 1952 zu fertigen. Er zeichnete ein süßes Baby, aber dem Redakteur gefiel das Bild nicht. Also fügte er dem Gesicht Schmollmund, Wimpern, Pferdeschwanz und einen üppig geschwungenen Frauenkörper hinzu und nannte die Figur Lilli.
Lilli war eine typische Vertreterin der Nachkriegsgeneration zur Zeit des Wirtschaftswunders.
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Storia: storia della bambola e della Barbie
Tedesco: Bild Lilli
Anatomia: la bulimia
Psicologia: il gioco simbolico
Diritto: il marchio d'impresa
Economia: il bilancio d'esercizio