“Avevamo l’umanismo, oggi abbiamo l’animalismo”
De Sanctis, 30 marzo 1883.
Lucia Bagnarol
Tema
Gli influssi della teoria di Darwin nella cultura di fine Ottocento.
Motivazioni della scelta
La scelta di questo tema si basa su un interesse avuto nei confronti del notevole sviluppo che una teoria di carattere scientifico, quale quella di Darwin, poté avere nell’ideologia e nella cultura dell’epoca.
Materie trattate: filosofia, letteratura italiana, letteratura inglese.
Mappa concettuale
Darwin
Teoria dell’evoluzione
Dimensione umana a livello animale
Società: soggetta a meccanismi di selezione
Uomo: soggetto al processo evolutivo
“Darwinismo sociale”
“Atavismo”
Spencer
Lombroso
Società: luogo di sopraffazione
La delinquenza ha caratteri animaleschi
“I Malavoglia”
“Dr Jekyll and Mr Hyde”
Verga
Stevenson
Introduzione
In questo mio lavoro cercherò di esaminare gli effetti della teoria darwiniana sulla dimensione filosofico-culturale dell’epoca, incentrandomi sul gravare della teoria evoluzionistica sulla concezione contemporanea dell’uomo e della società.
Introdurrò l’argomento enunciando la teoria esposta da Darwin nel 1859 e, descrivendo brevemente i caratteri principali del periodo storico dominato dal Positivismo nel quale essa si diffuse, giustificherò la rapida diffusione della teoria e il suo sconfinare dagli ambienti scientifici a quelli religiosi e filosofici.
Analizzerò inoltre alcuni ambiti di ricerca in sviluppo all’epoca al di fuori dell’area scientifica che si alimentarono delle ipotesi darwiniane e la comune tendenza di queste discipline a riportare la dimensione umana a livello animale.
La teoria Darwiniana inflisse infatti un duro colpo alla visione antropocentrica e favorì il giungere ad una fase di “animalismo” in cui società umana e uomo stesso cominciarono ad essere considerati come parte di un processo evolutivo in corso che affonda le sue radici nella dimensione animale.
La società umana appare ora descritta da Spencer come organismo in evoluzione in cui domina forza e sopraffazione e nell’uomo, apice del processo evolutivo in atto, si ricerca ora la presenza di somatici elementi atavici che, testimoniando un minor livello di evoluzione, giustifichino tendenze comportamentali istintive ed animalesche.
Tale tendenza si riflette nella sensibilità artistica che da sempre manifesta l’ideologia dell’epoca contemporanea.
La concezione della realtà sociale percepita come luogo di sopraffazione in cui ognuno, trasportato da interessi individuali, supera i deboli, destinato ad essere vinto dai sopravvenienti, favorendo così l’incessante cammino della “fiumana del progresso”, emerge chiaramente nella prefazione ai Malavoglia e l’umana dimensione istintiva, scissa da quella conscia e razionale, trova nella letteratura di Stevenson, per la creazione del personaggio di Hyde, caratteri animaleschi e grotteschi.
Teorie precedenti e contemporanee a Darwin
Il mistero riguardo le nostre origini ha sempre suscitato nell’uomo una particolare attrazione.
Inizialmente le risposte a tali quesiti provennero soprattutto dalle élite religiose.
Ovviamente tali risposte apparivano come frutto delle condizioni sociali, economiche e culturali delle comunità nelle quali venivano elaborate e risultavano prive di una base scientifica attendibile.
Sino al diciassettesimo secolo, in tutto il mondo occidentale, la versione giudaico-cristiana della creazione fu pacificamente accettata.
Intorno al 1800 però la tradizionale dottrina dell’immutabilità delle specie viventi (“fissismo”), rimaste tali e tante quante Dio ne ha create (“creazionismo”), si mostrava ora inadeguata.
Scoperte della geologia e della paleontologia mostravano infatti che l’età della Terra era assai maggiore di quella sino ad allora creduta e risultava essere stata abitata in tempi più remoti da specie animali e vegetali ora estinte.
Tutto ciò faceva sorgere ovviamente dei dubbi nelle menti più illuminate.
Inizialmente, tentando di giungere ad una spiegazione in accordo con gli insegnamenti della Bibbia, si sostenne “la teoria del diluvio”, secondo cui i fossili risultavano essere i resti degli animali periti a seguito della catastrofe.
Nel frattempo l’ortodossia cristiana venne salvata dalle inadeguatezze della “teoria del diluvio” dal barone francese Georges Cuvier (1769-1832), geologo, naturalista e membro dell’Accademia delle Scienze, il quale, sostenendo la teoria del “catastrofismo”, spiegò le serie progressive dei fossili trovati nei sedimenti rocciosi come generate da una serie di catastrofi che, abbattutesi sulla Terra, avrebbero distrutto ogni forma di vita; successivamente il pianeta sarebbe stato ripopolato in successive creazioni.
Hutton (1726-1797), osservando che la vita nella Terra rifletteva una continuità e non un presente e un passato nettamente separati dall’atto creativo, pubblicò nel 1795 un’opera intitolata “Teoria della Terra”, proponendo una tesi nota come “unimorfismo”, fortemente discussa e derisa dai contemporanei.
Nel 1830 Lyell, considerato ora padre della geologia moderna, nei “Principi di geologia” dimostrò la considerevole antichità del pianeta Terra.
Fu Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829) che, ispirandosi agli scritti di Erasmus Darwin (1731-1802), fisico, filosofo, poeta, nonno di Charles Darwin, sostenne la teoria dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti secondo cui l’utilizzo maggiore o minore di certi organi, da parte di un essere vivente, comportasse, in rapporto alla necessità, una modificazione dell’organo stesso (mutazioni ereditate responsabili della modificazione della specie).
Nel 1813 tre autori, indipendenti l’uno dall’altro, Wells, Pritchard, Lawrence, presentarono alla Royal Society di Londra una serie di confutazioni al lamarckismo, dimostrando l’impossibile ereditarietà dei caratteri acquisiti.
Charles Darwin (1809-1882) fu un geniale sintetizzatore di tali studi precedenti.
Il 24 novembre 1859 venne pubblicata la sua opera “On the origin of the species by means of natural selection”.
Per la prima volta nella storia della biologia veniva esposta con assoluto rigore scientifico, suffragata da solidi elementi e testimonianze, una teoria evolutiva, formulata indipendentemente da Darwin anche dal naturalista ed esploratore Alfred Russel Wallace, che soppiantava l’assunto secondo cui ogni specie sarebbe il risultato di un atto autonomo della creazione divina.
Darwin: vita ed opere
Charles Darwin nacque a Shrewsbury, in Inghilterra, nel 1809, quarto figlio di Robert Darwin, medico del paese, e Susannah Wedgwood, e nipote di Erasmus Darwin (1731-1802), fisico, filosofo e poeta.
Frequentò la rinomata scuola di Butler.
A sedici anni, due anni prima di terminare gli studi, venne iscritto dal padre all’università di medicina di Edimburgo.
Nel 1827 decise di abbandonare l’università e venne guidato dal padre a frequentare il Christ’s College, a Cambridge, sperando in una sua carriera ecclesiastica.
Qui, fortemente influenzato da diverse personalità scientifiche, come William Whewell, Henslow, Grant, White, padre fondatore della storia naturale, si interessò di questa disciplina.
Nel 1831 terminò gli studi e iniziò a lavorare con il geologo Sedgwick in rilievi stratigrafici nel Mare del Nord e, successivamente, accompagnò Fitzroy, capitano della nave “Beagle”, in una spedizione cartografica della durata di cinque anni.
Nel corso del viaggio visitò le isole di Capo Verde, le isole Falkland, la costa del Sud America, le isole Galapagos e l’Australia, analizzando caratteristiche geologiche dei territori ed organismi viventi e fossili presenti (campioni conservati ora presso il British Museum).
La parte più significativa dell’intero viaggio fu per Darwin il mese passato ad esplorare le isole Galapagos, un isolato arcipelago del Pacifico situato parecchie centinaia di miglia ad ovest dell’Ecuador.
Qui, egli notò che ogni isola sembrava avere un proprio tipo di fringuello e che le diverse nicchie ecologiche di ciascuna isola erano spesso abitate da fringuelli diversi, che provenivano però, come venne dimostrato poi attraverso studi effettuati da ornitologi del British Museum all’epoca, dalla stessa sottofamiglia delle “Geospinade”.
Nel 1836 lo studioso fece ritorno in Inghilterra.
Intorno al 1838, mentre era intento alla lettura dell’opera di Thomas Malthus (1766-1834), “Saggio sui principi della popolazione”, gli giunse l’intuizione.
Nel testo di Malthus si affermava che una popolazione cresce in misura assai maggiore rispetto ai mezzi di sussistenza presenti.
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: "Avevamo l'umanismo oggi abbiamo l'animalismo"
Autore: Bagnarol Lucia
Descrizione
In questo mio lavoro cercherò di esaminare gli effetti della teoria darwiniana sulla dimensione filosofico-culturale dell'epoca, incentrandomi sul gravare della teoria evoluzionistica sulla concezione contemporanea dell'uomo e della società. Introdurrò l'argomento enunciando la teoria esposta da Darwin nel 1859 e, descrivendo brevemente i caratteri principali del periodo storico dominato dal Positivismo nel quale essa si diffuse, giustificherò la rapida diffusione della teoria e il suo sconfinare dagli ambienti scientifici a quelli religiosi e filosofici.
Analizzerò inoltre alcuni ambiti di ricerca in sviluppo all'epoca al di fuori dell'area scientifica che si alimentarono delle ipotesi darwiniane e la comune tendenza di queste discipline a riportare la dimensione umana, a livello animale. La teoria Darwiniana inflisse infatti un duro colpo alla visione antropocentrica e favorì il giungere ad una fase di "animalismo" in cui società umana e uomo stesso, cominciarono ad essere considerati come parte di un processo evolutivo in corso che affonda le sue radici nella dimensione animale.
La società umana appare ora descritta da Spencer come organismo in evoluzione in cui domina forza e sopraffazione e nell'uomo, apice del processo evolutivo in atto, si ricerca ora la presenza di somatici elementi atavici che testimoniando un minor livello di evoluzione giustifichino tendenze comportamentali istintive ed animalesche.
Tale tendenza si riflette nella sensibilità artistica che da sempre manifesta l'ideologia dell'epoca contemporanea. La concezione della realtà sociale percepita come luogo di sopraffazione in cui ognuno trasportato da interessi individuali supera i deboli destinato ad essere vinto dai sopravvenienti favorendo così l'incessante cammino della "fiumana del progresso" emerge chiaramente nella prefazione ai Malavoglia e L'umana dimensione istintiva scissa da quella conscia e razionale trova nella letteratura di Stevenson, per la creazione del personaggio di Hyde, caratteri animaleschi e grotteschi.
Area
Area: umanistica
Materie trattate
Materie trattate: Filosofia, Spencer, Darwinismo sociale: Influenze delle teorie darwiniane sulla concezione della società. Italiano, Verga, "Il ciclo dei Vinti": la sensibilità artistica manifesta l'ideologia dell'epoca contemporanea. Inglese, Stevenson, "Dr Jekyll and Mr Hyde": attraverso la creazione del personaggio di Hyde manifesta la concezione dell'uomo influenzata dalle teorie di Darwin.
Bibliografia
- "Profili storici" (volume 2 dal 1650 al 1900) edizione 2000, La terza. A. Giardina, G. Sabatucci, V. Vidotto.
- "Itinerari di filosofia, protagonisti, testi, temi e laboratori" (volume 3° da Schopenhauer alle teorie novecentesche sulla politica) edizione 2003, Paravia. N. Abbagnano, G. Fornero.
- "Biologia, concetti e applicazioni" (volume 2 eredità ed evoluzione) edizione 2005-2006, Garzanti scuola. C. Starr.
- "Conoscere le scienze" (volume 3) edizione 2000, Fabbri Editori. N. Romano, G. Flaccavento Romano.
- "Religione" (volume 2 per il triennio) edizione 2000, Sei. F. Pajer.
- "Letteratura e storia" (volume 5 età del realismo) edizione 2005, Sansoni Scuola. R. Bruscagli, G. Tellini.
- "Only connect, a History and anthropology of English literature" edizione 1997, Zanichelli Editore. M. Spiazzi, M. Tavella.
- "Il Darwinismo nell'arte" 30 marzo 1883, De Sanctis.
- "I Malavoglia" edizione 1939, Oscar Mondadori. Verga.
- "Lo strano caso del Dr Jekyll e del signor Hyde" edizione 1985, Mondadori. Stevenson.