Arte e vita
La rappresentazione di ogni realtà
Vincenzo Ferraro | Liceo Classico “A. Lombardi” di Airola | 07/07/2014
Introduzione
Arte come vita
Sin dai tempi antichi l’arte è stata lo specchio della vita dell’uomo, il quale ha sempre cercato di esprimere la realtà così come poteva osservarla, cogliendone ogni minimo aspetto ma anche ciò che gli si celava nei sensi ed era racchiuso nel proprio animo, diventando dunque la rappresentazione della sua stessa vita. Questo connubio tra arte e realtà è stato alla base della creazione di ogni singola forma artistica, dalle arti figurative come la pittura o la scultura, a quelle performative come la musica e il teatro.
Ho deciso di trattare questo argomento dal momento che ho una certa propensione riguardo all’arte. Sin da piccolo infatti, con la fortuna di avere un padre architetto, ho cercato di esprimere al meglio la mia interiorità e il mio modo di concepire le cose attraverso il disegno, la pittura, la scultura e successivamente anche attraverso la musica che a mio parere è la più grande espressione del proprio animo.
Questo percorso vuole dunque dimostrare come l’arte abbia accompagnato l’uomo nella sua continua evoluzione come unico mezzo di espressione della sua libertà interiore, quasi come una sorte di liberazione dei suoi pensieri più nascosti e come descrizione libera della realtà davanti ai suoi occhi.
Ho quindi esaminato il programma di Storia dell’Arte di questo mio ultimo anno, pur non essendo questa materia d’esame, e ho scelto un’opera d’arte che bene rappresentasse un movimento artistico preciso e che si collegasse ad un argomento di ogni materia studiato nell’anno corrente, in modo da integrare comunque la materia che prediligo fra tutte.
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Latino
Storia
Italiano
Apuleio
Filosofia
La guerra civile spagnola e gli inizi della guerra
Pirandello “Le metamorfosi”
Bergson “Forma e Vita”
Amore e Psiche
“Lo slancio vitale” - Psiche vede Amore
L’umorismo
Uno, nessuno e centomila
Geografia
Greco
Inglese
Fisica
Astronomia
Teocrito
Browning
La poesia bucolica
La corrente elettrica e le leggi di Ohm
“My last duchess”
“Il Ciclope”
Le stelle
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La forma della vita
“La mente ama l’ignoto. Ama le immagini il cui significato è sconosciuto, poiché il significato della mente stessa è sconosciuto.”
(Suzi Gablik, Magritte, cap. 1 – Thames & Hudson, 1970)
Forma e vita
Pirandello
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Luigi Pirandello: forma e vita
Pirandello svolge una ricerca inesausta sull’identità della persona nei suoi aspetti più profondi, dai quali dipendono sia la concezione che ogni persona ha di sé, sia le relazioni che intrattiene con gli altri. Egli ritiene infatti che l’universo sia in continuo divenire e che la vita sia dominata da una mobilità inesauribile. L’uomo è in balia di questo flusso dominato dal caso, ma a differenza degli altri esseri viventi tenta, inutilmente, di opporsi costruendo forme fisse, nelle quali potersi riconoscere ma che finiscono con il legarlo a maschere in cui non può mai riconoscersi o alle quali è costretto a identificarsi per dare comunque un senso alla propria esistenza. Se l’essenza della vita è il flusso continuo, il perenne divenire, quindi fissare il flusso equivale a non vivere, poiché è impossibile fissare la vita in un unico punto. La dicotomia tra forma e vita risulta ben evidente nel suo saggio L’Umorismo (1908) nella Parte seconda dove scrive:
“La vita è un flusso continuo che noi cerchiamo d’arrestare, di fissare in forme stabili e determinate, dentro e fuori di noi, perché noi già siamo forme fissate, forme che si muovono in mezzo ad altre immobili, e che però possono seguire il flusso della vita, fino a tanto che, irrigidendosi man mano, il movimento, già a poco a poco rallentato, non cessi.
Le forme, in cui cerchiamo d’arrestare, di fissare in noi questo flusso continuo, sono i concetti, sono gli ideali a cui vorremmo serbarci coerenti, tutte le finzioni che ci creiamo, le condizioni lo stato in cui tendiamo a stabilirci. Ma dentro di noi stessi, in ciò che noi chiamiamo anima, e che è la vita in noi, il flusso continua, indistinto, sotto gli argini, oltre i limiti che noi imponiamo, componendoci una coscienza, costruendoci una personalità. In certi momenti tempestosi, investite dal flusso, tutte quelle nostre forme fittizie crollano miseramente; e anche quello che non scorre sotto gli argini e oltre i limiti, ma che si scopre a noi distinto e che noi abbiamo con cura incanalato nei nostri affetti, nei doveri che ci siamo imposti, nelle abitudini che ci siamo tracciate in certi momenti di piena straripa e sconvolge tutto. Vi sono anime irrequiete, quasi in uno stato di fusione continua, che sdegnano di rapprendersi, d’irrigidirsi in questa o in quella forma di personalità. Ma anche per quelle più quiete, che si sono adagiate in una o in un’altra forma, la fusione è
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sempre possibile: il flusso della vita è in tutti. E per tutti però può rappresentare talvolta una tortura, rispetto all’anima che si muove e si fonde, il nostro stesso corpo fissato per sempre in fattezze immutabili. Oh perché proprio dobbiamo essere così, noi? - ci domandiamo talvolta allo specchio, - con questa faccia, con questo corpo? - Alziamo una mano nell’incoscienza; e il gesto ci resta sospeso. Ci pare strano che l’abbiamo fatto noi. Ci vediamo vivere. Con quel gesto sospeso possiamo assomigliarci a una statua; a quella statua d’antico oratore, per esempio, che si vede in una nicchia, salendo per la scalinata del Quirinale. Con un rotolo di carta in mano, e l’altra mano protesa a un sobrio gesto, come pare afflitto e meravigliato quell’oratore antico d’esser rimasto lì, di pietra, per tutti i secoli, sospeso in quell’atteggiamento, dinanzi a tanta gente che è salita, che sale e salirà per quella scalinata! In certi momenti di silenzio interiore, in cui l’anima nostra si spoglia di tutte le finzioni abituali, e gli occhi nostri diventano più acuti e più penetranti, noi vediamo noi stessi nella vita e in sé stessa la vita, quasi in una nudità arida, inquietante; ci sentiamo assaltare da una strana impressione, come se, in un baleno, ci si chiarisse una realtà diversa da quella che normalmente percepiamo, una realtà vivente oltre la vista umana, fuori delle forme dell’umana ragione. Lucidissimamente allora la compagine dell’esistenza quotidiana, quasi sospesa nel vuoto di quel nostro silenzio interiore, ci appare priva di senso, priva di scopo, e quella realtà diversa ci appare orrida nella sua crudezza impassibile e misteriosa, poiché tutte le nostre fittizie relazioni consuete di sentimenti e d’immagini si sono scisse e disgregate in essa. Il vuoto interno si allarga, varca i limiti del nostro corpo diventa vuoto intorno a noi, un vuoto strano, come un arresto del tempo e della vita, come se il nostro silenzio interiore si sprofondasse negli abissi del mistero. Con uno sforzo supremo cerchiamo allora di riacquistar la coscienza normale delle cose, di riallacciar con esse le consuete relazioni, di riconnetter le idee, di risentirci vivi come per l’innanzi, al modo solito. Ma a questa coscienza normale, a queste idee riconnesse, a questo sentimento solito della vita non possiamo più prestar fede, perché sappiamo ormai che sono un nostro inganno per vivere e che sotto c’è qualcos’altro, a cui l’uomo non può affacciarsi, se non a costo di morire o d’impazzire. È stato un attimo; ma dura a lungo in noi l’impressione di esso, come di vertigine, con la quale contrasta la stabilità, pur così vana, delle cose: ambiziose o misere apparenze. La vita, allora, che s’aggira piccola, solita, fra queste apparenze ci sembra quasi che non sia più per davvero, che sia come una fantasmagoria meccanica. E come darle importanza? come portarle rispetto?”
(L’Umorismo, Parte Seconda, 1908) PAGINA 5
Tutto ciò che si stacca da questo flusso, e assume forma distinta e individuale, si rapprende, si irrigidisce, comincia secondo Pirandello a morire. Così avviene per l’uomo: si distacca dall’universale assumendo una forma individuale entro cui si costringe, una maschera (“persona”) con la quale si presenta a se stesso. Non esiste però la sola forma che l’io dà a se stesso; nella società esistono anche le forme che ogni io dà a tutti gli altri. E in questa moltiplicazione l’io perde la sua individualità, da «uno» diviene «centomila», quindi «nessuno».
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Introduzione arte e vita - Tesina
Sin dai tempi antichi l’arte è stata lo specchio della vita dell’uomo, il quale ha sempre cercato di esprimere la realtà così come poteva osservarla, cogliendone ogni minimo aspetto, ma anche ciò che gli si celava nei sensi ed era racchiuso nel proprio animo, diventando dunque la rappresentazione della sua stessa vita. Questo connubio tra arte e realtà è stato alla base della creazione di ogni singola forma artistica, dalle arti figurative come la pittura o la scultura, a quelle performative come la musica e il teatro.
Ho deciso di trattare questo argomento nella mia tesina di maturità dal momento che ho una certa propensione riguardo l’arte. Sin da piccolo infatti, con la fortuna di avere un padre architetto, ho cercato di esprimere al meglio la mia interiorità e il mio modo di concepire le cose attraverso il disegno, la pittura, la scultura e successivamente anche attraverso la musica che a mio parere è la più grande espressione del proprio animo.
Questo percorso vuole dunque dimostrare come l’arte abbia accompagnato l’uomo nella sua continua evoluzione come unico mezzo di espressione della sua libertà interiore, quasi come una sorta di liberazione dei suoi pensieri più nascosti e come descrizione libera della realtà davanti ai suoi occhi.
Ho quindi esaminato il programma di Storia dell’Arte di questo mio ultimo anno, pur non essendo questa materia d’esame, e ho scelto per la mia tesina un’opera d’arte che bene rappresentasse un movimento artistico preciso e che si collegasse ad un argomento di ogni materia studiato nell’anno corrente, in modo da integrare comunque la materia che prediligo fra tutte.
Collegamenti
Arte e vita - Tesina
- Italiano - "La riproduzione vietata" (Magritte) - Forma e vita di Pirandello.
- Filosofia - "La danza" (Matisse) - Lo slancio vitale di Bergson.
- Storia - "Guernica" (Picasso) - La guerra civile spagnola e lo scoppio della seconda guerra mondiale.
- Latino - "Amore e Psiche" (Canova) - Le metamorfosi di Apuleio.
- Greco - "Impressione Levar del sole" (Monet) - Teocrito e la poesia bucolica.
- Inglese - "Gioconda" (Da Vinci) - Robert Browning "My last duchess".
- Geografia astronomica - "La notte stellata" (Van Gogh) - Le stelle.
- Fisica - "Ville Savoye, il razionalismo e la Casa Elettrica" - La corrente elettrica e le leggi di Ohm.