Estratto del documento

La mafia siciliana

<<La Sicilia ha fatto del clientelismo una regola di vita, e la mafia finisce per far apparire come un favore quello che è il diritto di ogni cittadino.>>

Giovanni Falcone

Le inchieste sul fenomeno mafioso

Dall’800, troviamo numerose inchieste e relazioni sul fenomeno mafioso.

  • 1838: Relazione del procuratore generale di Trapani Don Pietro Calà Ulloa.
  • 1877: pubblicata l’inchiesta di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino “La Sicilia nel 1876”, suddivisa in “I contadini in Sicilia” e “Condizioni politiche ed amministrative della Sicilia”.

Verga ne sarà fortemente influenzato, e già nelle novelle di Vita dei campi se ne sentirà l’influsso.

Rosso Malpelo => versione letteraria de Il lavoro dei fanciulli nelle zolfare, parte del lavoro di Franchetti e Sonnino.

Le origini

Latifondo di proprietà dei nobili, ex feudatari.

Gabelloti: borghesi grandi affittuari dei latifondi, amministravano i terreni dei nobili.

Tendevano ad arrogarsi sempre più poteri, arrivando ad usare intimidazioni violente contro i proprietari.

Compagnie d’armi: costituite per la protezione dai delinquenti, ma che spesso vi erano in combutta.

Campieri: una sorta di polizia privata, illegale, pronti ad uccidere per difendere beni e persone del latifondo.

Mediavano fra derubato e ladri.

Gabelloti e Campieri conquistano potere, e vengono definiti “uomini d’onore”.

Concetto di “onore” in Sicilia = correlato a quello di tutela della propria famiglia e dei propri beni, e alla capacità di migliorare la propria condizione con uso appropriato di astuzia e forza fisica.

Una sorta di “mercato” della violenza.

Veri “mafiusi”, temuti e rispettati nel territorio, offrono la loro protezione.

Radicata sfiducia nelle istituzioni pubbliche.

Questa situazione favorisce la corruzione amministrativa e l’aggregarsi in consorterie volte a condizionare il potere locale.

Si preferisce l’autorità privata alle leggi di uno Stato lontano e inefficiente.

Le denunce sociali nei romanzi di Sciascia

<<Leonardo Sciascia, che sentiva il bisogno di Stato, ma nello Stato non aveva fiducia.>>

Giovanni Falcone

“A ciascuno il suo”, 1966

  • Stato e giustizia inefficienti.
  • Clientelismo e raccomandazioni necessarie per far carriera.
  • Omertà.

La mafia come microcosmo totalitario

Analogie fra Mafia e:

  • I totalitarismi storici (Nazismo, Stalinismo, Fascismo).
  • La società ritratta da Orwell in 1984.

Atomizzazione dell’individuo, che

  • Eviterà di riporre fiducia in altri individui, per il timore del diffuso spionaggio reciproco.

Omertà: [“’A megghiu parola è chidda ca ’un si dici.”, antico proverbio siciliano].

Mafia “thought criminal”.

Orwell: fear of become a thought criminal.

Si tratta di un fenomeno di massa, che però dalle masse seleziona un’élite.

Mafia: creazione di una gerarchia [Cupola, dalla fine degli anni ’50].

Orwell: Inner Party.

Uso della violenza.

Mafia:

  • Estorsioni e minacce.
  • Assassinii e stragi [soprattutto dagli anni ’70].

Orwell:

  • The children want to see hanging, that takes place in a public park.
  • Violence used against Winston Smith and Julia by O’Brien.

Il totalitarismo politico, miglior alleato della mafia

Primo momento:

Lotta per la definizione dei confini.

Secondo momento:

I due totalitarismi di fatto si integrano per perseguire scopi comuni del sistema politico all’invisibilità del proprio potere, concede più ampi spazi alle mafie.

<<Ogni concessione del sistema politico all’invisibilità del proprio potere, concede più ampi spazi alle mafie>>

Armao

Esempio: Fascismo e Mafia.

<<Calate, juncu, ca passa la china>>, antico detto mafioso.

La mafia nel Nord Italia: c’è?

  • Criminalità organizzata.
  • Criminalità economica.

È arrivata grazie a:

  • Immigrazione interna.
  • “Soggiorno obbligato”.

Origini del termine “mafia”

Etimologicamente, si è pensato alla lingua araba, per diversi vocaboli:

  • Maha; significa <<cava di pietre>>.
  • Mahias; ovvero <<spacconeria>>, <<spavalderia>>.
  • Il nome della tribù berbera Maafir.
  • Muàfa; significa allo stesso tempo <<oscurità>> e <<protezione>>.
  • Marfuz, ovvero <<marpione>>.
  • Al mafa, che vuol dire <<fedeltà>>.

Alcuni linguisti, portano però avanti la tesi della derivazione dalla lingua dialettale toscana, dalla parola maffia, che significa <<miseria>>, ma anche <<braveria>> o <<ostentazione vistosa>>.

Come combattere la mafia?

Legge “Rognoni-La Torre”

  • Ha introdotto il reato di associazione mafiosa.
  • Ha consentito la confisca dei beni ai mafiosi.

Nel 1995 l’associazione “Libera” raccolse un milione di firme per proporre l’uso sociale dei beni confiscati, e la “nuova” Rognoni-La Torre riformata diventò legge nel 1996.

Breve mappa concettuale e bozza del discorso-esposizione sulla tesina “’A megghiu parola è chidda ca ’un si dici”

Slide n° 1

Come potete vedere, intendo parlarvi della mafia siciliana.

Non mi lancerò in una trattazione comparata fra le differenti organizzazioni mafiose, non solo per l’esiguità del tempo a mia disposizione, ma soprattutto perché il tema risulterebbe arduo; infatti ogni organizzazione mafiosa differisce dalle altre per origini e per storia, nonché per struttura ed organizzazione.

Fra le varie mafie, ho scelto proprio quella siciliana perché ho avuto occasione di avvicinarmi alla realtà siciliana in varie occasioni; in particolare, prestando attività di volontariato nel Centro Tau e ad “alta densità mafiosa”, associazione Onlus nel quartiere palermitano di Danisinni, quartiere degradato dove i casi di “fuitina” sono all’ordine del giorno, e il degrado si può toccare con mano.

Anche i bambini divengono manovalanza per le cosche.

Slide n° 2

Per iniziare, ritengo necessario fare un breve cenno a quelle che si pensa siano le origini storiche del fenomeno mafioso in Sicilia.

Diverse sono in realtà a questo proposito le opinioni degli storici (c’è chi addirittura vuole trovare le prime avvisaglie di questo fenomeno nel medioevo o in epoca romana!), ma, ad ogni modo, le prime fonti storiche che trattano del fenomeno mafioso risalgono all’800.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 18
A megghiu parola è chidda ca un si dici Pag. 1 A megghiu parola è chidda ca un si dici Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A megghiu parola è chidda ca un si dici Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A megghiu parola è chidda ca un si dici Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 18.
Scarica il documento per vederlo tutto.
A megghiu parola è chidda ca un si dici Pag. 16
1 su 18
Sintesi

Tesina - Premio maturità 2008

Titolo

A megghiu parola è chidda ca un si dici

Autore

Jacopo Bianchi

Descrizione

Argomento della tesina è la trattazione di alcuni aspetti del fenomeno mafioso in Sicilia, a partire dalle sue origini fino all'analisi di alcune sue peculiarità, in gran parte svincolate dalla sua evoluzione storica;

Materie trattate

Storia, letteratura inglese, letteratura italiana

Area

Umanistica

Sommario

Come potete vedere, intendo parlarvi della mafia siciliana. Non mi lancerò in una trattazione comparata fra le differenti organizzazioni mafiose, non solo per l'esiguità del tempo a mia disposizione, ma soprattutto perché il tema risulterebbe arduo; infatti ogni organizzazione mafiosa differisce dalle altre per origini e per storia, nonché per struttura ed organizzazione. Fra le varie mafie, ho scelto proprio quella siciliana perché ho avuto occasione di avvicinarmi alla realtà siciliana in varie occasioni; in particolare, prestando attività di volontariato nel Centro Tau (associazione Onlus) nel quartiere palermitano di Danisinni, quartiere degradato e ad "alta densità mafiosa", dove anche i bambini divengono manovalanza per le cosche, i casi di "fuitina" sono all'ordine del giorno, e il degrado si può toccare con mano.

D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi