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Una post haec Quintiliani mei spe ac voluptate nitebar, et poterat sufficere solacio. Non enim flosculos, sicut prior, sed iam decimum aetatis ingressus annum certos ac deformatos fructus ostenderat. Iuro per mala mea, per infelicem conscientiam, per illos manes, numina mei doloris, has me in illo vidisse virtutes, non ingenii modo ad percipiendas disciplinas, quo nihil praestantius cognovi plurima expertus, studiique iam tum non coacti sciunt praeceptores, sed probitatis pietatis humanitatis liberalitatis, ut prorsus posset hinc esse tanti fulminis metus, quod observatum fere est celerius occidere festinatam maturitatem, et esse nescio quam quae spes tantas decerpat invidiam, ne videlicet ultra quam homini datum est nostra provehantur.

Etiam illa fortuita aderant omnia, vocis iucunditas claritasque, oris suavitas et in utracumque lingua, tamquam ad eam demum natus esset, expressa proprietas omnium litterarum.

Dopo queste disgrazie, potevo cercare conforto soltanto nella speranza e nella gioia che riponevo nel mio piccolo Quintiliano – e sarebbe stato sufficiente a consolarmi. All'inizio del decimo anno d'età, aveva già cominciato a mostrare i frutti sicuri e pronti del suo ingegno, e non solo i primi germogli, come aveva fatto suo fratello. Giuro per tutte le mie disgrazie, per la consapevolezza della mia sventura, per la sua anima, divinità tutelari del mio dolore, che io avevo veduto in lui non soltanto le virtù dell'intelligenza che servono a comprendere le discipline del sapere (e, benché avessi conosciuto molti ragazzi, non ne conoscevo nessuno che fosse intelligente come lui), non soltanto le virtù dello studio al quale egli si era fino ad allora dedicato spontaneamente (e questo lo sanno i suoi precettori), ma anche le virtù dell'onestà, della religiosità, dell'umanità e della generosità, al punto che si poteva davvero avere paura di una disgrazia così fulminea, poiché si è notato che spesso una precoce maturità si spegne più rapidamente, e che esiste una forza invidiosa che falcia le speranze troppo grandi - e questo evidentemente perché i nostri progetti non vadano oltre i limiti concessi all'uomo. In lui c'erano anche tutte le qualità donate dal destino, una voce gradevole e chiara, una dolce intonazione, una corretta pronuncia di tutte le lettere dell'alfabeto latino e greco, proprio come se fosse innata in lui. [trad. Beta - Amadio]