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Italiano

O insensata cura de’ mortali,

quanto son difettivi silogismi

quei che ti fanno in basso batter l’ali! 3

Chi dietro a iura, e chi ad aforismi

sen giva, e chi seguendo sacerdozio,

e chi regnar per forza o per sofismi, 6

e chi rubare, e chi civil negozio,

chi nel diletto de la carne involto

s’affaticava e chi si dava a l’ozio, 9

quando, da tutte queste cose sciolto,

con Beatrice m’era suso in cielo

cotanto gloriosamente accolto. 12

È il passo con cui Dante introduce il canto XI del Paradiso, in cui si parlerà principalmente di San Francesco. Il poeta, dimentico ormai delle preoccupazioni del mondo, procede il suo cammino alla volta degli Spiriti Sapienti, Francescani e Domenicani. Le anime sono poste in due cieli che ruotano sullo stesso asse in direzione opposta, nell’espressione dell’ardore di carità e di amore nei confronti di Dio. L’avvicendamento chiastico proposto nella struttura dei due canti XI e XII, permette a San Tommaso di definire la vita di Francesco e dei primi frati, mentre a San Bonaventura di parlare di San Domenico. Entrambi, elogiando i caratteri degli ordini religiosi loro complementari, portano una critica nei confronti dei propri ordini, in particolare riguardo l’allontanamento da parte dei frati dalle condizioni primordiali degli ordini. San Francesco è definito come un uomo di fede concreta, particolare per il suo matrimonio con Madonna Povertà, che per fede ed esperienza concreta insieme ha spinto molti ad innamorarsi e scalzarsi alla sequela del Vangelo.

Arte

Notiamo quindi come ha potuto la vita di un uomo basarsi sulla fede vissuta nella speranza continua, che non ha esitato a divenire certezza. La speranza è la particolarità di ogni uomo: senza di essa lo spirito di ricerca continua di nuovo e di vita è spento.

A tal proposito possiamo prendere in considerazione due monumentali esempi artistici di due epoche differenti. Verso la fine del Medioevo Piero della Francesca ha presentato la “Pala di Brera”, o “Sacra Conversazione”. Tra gli influssi dell’arte fiamminga visibili dalle tonalità di colori e le rimanenze classicheggianti dell’abside e delle simbologie, l’artista definisce al meglio il concetto di speranza e fede. L’uovo appeso sotto la protezione della conchiglia, nella parte alta dell’abside, è paragonabile al Gesù bambino, nel grembo della Madonna e quindi sotto la sua protezione. La protezione in particolare è il tema che più risalta dalla tela: Federico da Montefeltro è genuflesso di fronte al Bambino, in segno di affidamento e preghiera. Pur essendo necessaria all’uomo per vivere nella ricerca, la speranza non è in realtà sempre stabile: essa si può acquisire, così come non è difficile perderla. Gauguin, nella sua tela “Da dove veniamo, che siamo, dove andiamo?”, presenta la sua inquietudine nei confronti della vita. Questa è proposta in primo luogo dai soggetti femminili che da destra verso sinistra inquadrano i diversi stadi della vita, partendo dall’infanzia, alla fecondità per poi arrivare alla paura della morte che è essa stessa cosa ignota.

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Sintesi

Collegamenti limiti della fede percorso

  • Italiano - Divina Commedia - Paradiso, Canto XI - San Francesco.
  • Storia dell'Arte - "Sacra Conversazione" (pala di Brera, Piero della Francesca) - "Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?" - Gauguin.
  • Matematica - Limiti.
  • Filosofia - Es, Ego, Super-ego.
  • Inglese - Frankenstein (Overreaching) - Mary Shelley.
  • Scienze - Biotecnologie - Terapia Genica.
  • Fisica - Einstein - Teoria della Relatività.
  • Storia - Società di massa (punti di vista unificati).
  • Informatica - Internet... e il Deep Web.
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