1999, mappa concettuale

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"Il 1999"
Perché ho deciso di parlare del 1999? Questa domanda nasce spontanea e penso che la risposta sia ovvia: il 1999 è l’anno in cui sono nata. Mi è sempre piaciuto dire “sono del 1999” perché, nonostante io abbia solo 19 anni, posso dire di essere nata nel secolo precedente e questa cosa fa abbastanza ridere visto che appunto sono semplicemente appena maggiorenne. Sono sempre stata attratta dal fatto di far parte dei nati nell’ultimo anno che inizia con il numero 1, dopo di che si ha il secolo successivo: gli anni 2000.
Ho deciso di parlare di questo argomento, anche, perché mi piace pensare a tutto ciò che può succedere in anno, a quante cose possono cambiare e a quante invece possono rimanere così come sono.
Sono rimasta anche colpita dal discorso fatto a fine anno 2017 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel quale ricordava i ragazzi del 1899, facendo un confronto con i ragazzi del 1999. Mattarella si è cosi espresso: “oggi i nostri 18enni vanno al voto mentre 100 anni fa sono andati in trincea”. Con questa semplice frase Mattarella mette in evidenza una differenza cioè che nel 1917, i ragazzi nati nell’anno 1899 che all’epoca erano 18enni, vennero chiamati alle armi nonostante non fossero maggiorenni perché allora lo si diventava a 21; nel 2017, ben 100 anni dopo, la storia è cambiata perché nel 2017 i ragazzi diventano maggiorenni a 18 anni e a pari età, invece di combattere in trincea, sono chiamati a votare.

Noi del 1999 siamo cosi “vecchi” che abbiamo conosciuto la lira indeed the European single currency was created in 1 of junary in 1999 and introduced in 2002.
With the Maastricht Treaty, signed in 1992, the European citizenship was introduced and Europe prepared for the Monetary Union. This treaty was one of the most important for the creation of the European Community and for the following birth of the Euro currency.
Seven years later, in 1999, euro was created but Sweden, Denmark and United Kingdom decided to keep their own currency.
In 2002 euro notes and coins entered into circulation, on the 1st of January and in 2010 the financial crisis hit the Eurozone: several countries were forced into emergency budgets; the most hit countries were Italy, Spain and Greece.
Before introducing and adopting euro currency, in 1951 France, Germany, the Benelux states and Italy signed the Treaty of Paris, to create interdependence in coal and steel trading. Then in 1957 the six members signed the Treaty of Rome to build the European Economic Community and this was the first step towards the common market.
A few years later, in 1985, Belgium, France, Germany, Luxembourg and Netherlands signed the Schengen Agreement which removed internal frontier controls and introduced freedom of movement for people between their countries.

In 2002, Euro coins were introduced in 12 countries.
Euro coins can be divided into coins and notes. Coins are eight, that are 1, 2, 5 cents of copper colour; 10, 20, 50 cents of gold colour and 1 and 2 euro a mixture between silver and gold. The notes are seven and that are 5, 10, 20, 50, 100, 200 and 500 euro; every note has its colour, for example 500 note is violet and 50 one is orange, while 20 note is blue; grey is used for 5 note, the red for 10 note, the green for 100 note and the yellow for 200 note.
During the years the 500, 200 and 100 notes have gone to disuse because up to 2017 the threshold for the cash payments was 1000 euro and people began to pay tall sums through the electronic papers such as papers automatic teller machines (ATM) and credit cards.
The European Central Bank manages the euro and it is responsible for implementing the EU’s economic and monetary policy. ECB works with all the central banks in the EU and its main purpose is to keep price and financial system stable. ECB manages the Eurozone’s foreign currency reserves and keeps exchange in balance. The ECB’s headquarters are placed in Frankfurt in Germany; its current president is Mario Draghi.

Ben 12 giorni dalla creazione dell’euro, ovvero il 13 gennaio 1999, Michael Jordan annuncia il suo secondo ritiro dal basket. La prima volta fu nel 1993 quando aveva ancora 30 anni e dopo sei anni (1999) comunica il suo secondo ritiro, ma pochi anni dopo, nel 2001 ritorna giocare nei Wizards. Infatti il ritiro del 1999 non è vero e proprio, ma lui lega questa data alla fine del numero “23” dei Chicago Bulls e anche i suoi tifosi considerano il ritiro del 13 gennaio come data ufficiale perché il “23” rimarrà per sempre declinato nelle menti di tutti i suoi tifosi della pallacanestro in rosso e in nero, con le corna dei tori sullo sfondo, e non col blu-bianco-oro degli Washington Wizards.

Dopo uno sbalzo temporale di circa 1 mese, arriviamo al 12 marzo 1999 quando Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca diventano membri della NATO. La NATO (North Atlantic Treaty Organization) è un organizzazione internazionale militare, creata nel 1949 con il Patto Atlantico per difendere le nazioni occidentali dalla minaccia dell’ex Unione Sovietica. Un altro scopo di questa organizzazione è definire come collaborare e come intervenire per difendere uno stato membro da un attacco esterno.
Ad oggi i membri della NATO sono: Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Ungheria, Regno Unito Stati Uniti e Russia.

Come tutti gli anni, dal 1929 a questa parte, i primi giorni di primavera si svolge la Notte degli oscar e infatti proprio il 21 marzo 1999, a Los Angeles, il film “La vita è bella”, di e con Roberto Benigni, veniva pluripremiato con tre Oscar: miglior film straniero, migliore colonna sonora e miglior attore protagonista. Roberto Benigni è il primo attore non anglosassone ad essere premiato.

Il film, ambientato alla fine degli anni Trenta in Toscana, racconta la storia di Guido un ebreo che, con grande inventiva e accortezza, riesce a nascondere al figlioletto la durezza delle misure razziali antisemite. Deportato in un lager riesce ancora a proteggere il figlio trasformando fantasticamente la dura realtà del lager: qui la vita è spietata, ma Guido la racconta come fosse un gioco, che ha come premio finale un vero carro armato. Il bambino sopravvivrà grazie al sacrificio del padre ma anche alla sua allegria.

Questo film poetico, tragico e divertente allo stesso tempo, viene considerato come una delle opere più delicate in grado di raccontare l’Olocausto. Un film dove Roberto Benigni è riuscito a trasformare il Fascismo in una macchietta e il Nazismo in un gioco atroce da combattere con l’immaginazione.

L’Olocausto è il nome che gli storici e sopravvissuti ebrei hanno dato allo sterminio avvenuto nei lager nazisti ovvero coloro che sostenevano la teoria della superiorità dalla razza ariana. A questo fenomeno possiamo collegare l’antisemitismo ovvero l’odio e la discriminazione nei confronti di persone di fede e famiglia ebraica.
Nel 1942 si ha la Conferenza di Wannsee, durante la quale 15 importanti gerarchi delle SS discutono del modo in cui si dovrebbe procedere all’eliminazione di massa degli ebrei. Nascono quindi da questa discussione i campi di concentramento, strutture dedicate alla detenzione e al confinamento di coloro che il regime considerava nemici razziali, ideologici o politici del popolo tedesco; questi campi venivano anche chiamati campi di sterminio o di deportazione.
I campi di concentramento erano gestiti e sorvegliati da alcuni reparti speciali delle SS; mentre la responsabilità degli arresti, dei rilasci, delle esecuzioni e di altri provvedimenti disciplinari era della SIPO ovvero la polizia di sicurezza che aveva lo scopo di assicurare il Reich da minacce politiche o criminali. Il termine “esecuzioni” sta ad indicare tutti i procedimenti che venivano utilizzati per uccidere gli ebrei nei campi e queste morti venivano considerate morti ‘non ufficiali’ dei prigionieri, anche se spesso erano puramente intenzionali. Questi decessi venivano comunicati alla SIPO, che li classificava come suicidi, morti accidentali o omicidi giustificati di prigionieri. I principali gruppi di persone uccise nei campi di concentramento erano prigionieri di guerra sovietici, membri di gruppi di resistenze nazionali, criminali pericolosi, partigiani, prigionieri politici di paesi occidentali, ufficiali inglesi o britannici che avevano tentato la fuga dai campi di prigionia.
Per finire in un campo di concentramento era sufficiente essere considerati dalle SS o dalla polizia tedesca un pericolo per la società tedesca e per essere considerati un pericolo bastava, ad esempio, essere ritenuti razzialmente inferiori o appartenenti ad una ‘razza ostile alla Germania’.
Dopo la ‘Notte dei cristalli’ ,alla fine del 1938, iniziarono gli arresti di massa di ebrei da parte delle SS e della polizia. I prigionieri vennero portati in prevalenza nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen. I campi erano disseminati su tutto il territorio tedesco e in parte in quello polacco; i più importanti per dimensione e attività furono quelli di Mauthausen Auschwitz-Birkenau dai quali proviene la maggior parte dei sopravvissuti.
Una volta entrati nel campo, gli ebrei venivano divisi tra donne e uomini e giudicati sul loro stato di salute. I deboli, i vecchi e i malati venivano uccisi subito mediante le camere a gas perché ritenuti troppo deboli per lavorare. Dopodiché ai detenuti veniva tolta qualsiasi cosa che potesse distinguerli gli uni dagli altri, che potesse ricordare la loro vita passata: venivano privati di ogni loro avere, dei bagagli, degli oggetti personali, dei vestiti e del loro nome. Venivano poi radunati in una stanza, fatti spogliare, e poi nudi e al freddo, venivano tosati completamente per evitare epidemie di pidocchi. Una volta finita la preparazione, veniva tatuato loro sul braccio un numero che da quel momento in poi diventava il loro identificativo. Infine a ciascuno veniva data una tuta da lavoro (una invernale e una estiva) e un paio di scarpe scelte a caso.
L’alimentazione era scarsa. I nazisti avevano calcolato che un ebreo in grado di lavorare sarebbe sopravvissuto nel campo circa tre mesi e la razione del cibo giornaliera era calcolata secondo questo principio. Le persone diventavano quindi molto magre e smunte, esaurendo piano piano le forze; inoltre questa malnutrizione, dovuta alla scarsa alimentazione che consisteva in una zuppa molto liquida e in un pezzo di pane, causava malattie. Nonostante l’esigua alimentazione, i prigionieri dovevano svolgere attività minerarie o siderurgiche.
Il campo era costituito da un numeroso insieme di baracche disposte a file parallele su prati enormi. Vicino all'ingresso, in mattoni, si alzava una costruzione nella quale risiedevano le guardie armate che controllavano il corretto svolgimento dell'attività e mantenevano l'ordine; inoltre alcune guardie controllavano costantemente il perimetro del lager che era delimitato da reti di filo spinato all'interno del quale correva l'elettricità con alto voltaggio. Il campo era anche provvisto di una zona infermeria dove i malati venivano curati.
Le uccisioni di massa venivano effettuate attraverso delle camere a gas dentro le quali i detenuti erano soffocati da una sostanza chiamata Zyclon B. Le salme erano poi cremate in appositi forni, tenuti in funzione dagli ebrei stessi.
Possiamo ringraziare le forze sovietiche per aver posto fine a questo strazio perché furono le prime ad entrare nei campi dei quali ,nel gennaio 1945, liberarono Auschwitz, il più grande campo di concentramento e di sterminio; inoltre i sovietici salvarono molti deportati dalla marcia della morte, cui i nazisti costrinsero i prigionieri: è proprio grazie alle testimonianze dei sopravvissuti che si sono potuti ricostruire gli stermini di massa compiuti a Auschwitz
Come disse Primo Levi “L’OLOCAUSTO È UNA PAGINA DEL LIBRO DELL’UMANITÀ DA CUI NON DOVREMO MAI TOGLIERE IL SEGNALIBRO DELLA MEMORIA” .
Con queste parole, Primo Levi, prega le persone di non smettere mai di ricordare la fase storica che ha portato la morte di 6 milioni di ebrei innocenti.
Infatti sull’Olocausto sono stati fatti moltissimi documentari, film, scritti libri, organizzati eventi in modo tale da non dimenticare mai questa atrocità e in modo tale che tutte le generazioni da circa 70 anni ad oggi siano consapevoli di ciò che l’umanità ha passato.

Si svolge il 13 maggio 1999 l’elezione dell’ultimo Presidente della Repubblica: Carlo Azeglio Ciampi venne eletto Presidente della Repubblica al primo scrutinio. Questo è stato possibile perché almeno i due terzi dei componenti dell’assemblea, quindi la maggioranza qualificata, lo hanno votato; se non venivano raggiunti i due terzi dei componenti nei primi tre scrutini, dal quarto, una persona viene eletta se ottiene la maggioranza assoluta dei componenti quindi la metà più uno. Ciampi ottenne ben 707 voti su 1010, venendo quindi eletto con una larga maggioranza.
Per essere eletti Presidente della Repubblica non servono caratteristiche speciali, infatti può essere eletto qualsiasi cittadino italiano che goda dei diritti civili e politici e che abbia almeno 50 anni di età; Ciampi rientrava in questi limiti e venne eletto all’età di 79 anni. Ogni Presidente della Repubblica resta in carica per 7 anni e può essere rieletto per più volte, però al termine del suo mandato diventa senatore di diritto e a vita proprio come è successo a Ciampi che dopo la sua carica di 7 anni (dal 1999 al 2006) è diventato senatore, senza essere rieletto come Presidente.
Il Presidente della Repubblica “è il Capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale” ma ciò non vuol dire che ha un ruolo di supremazia nei confronti degli altri organi, ma questa espressione indica solamente che rappresenta il vertice ideale dell’organizzazione statale. Infatti esso partecipa ai diversi poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario) svolgendo una funzione di garante o custode della Costituzione.
Il Presidente della Repubblica è un organo costituzionale perché è contitolare della sovranità e si trova in una posizione di parità e indipendenza rispetto agli altri organi dello Stato tra cui troviamo il Parlamento e il Governo.
Quindi in poche parole, il Capo dello Stato, è un organo imparziale o al di sopra delle parti che deve assicurare l’osservanza delle norme costituzionali da parte degli altri organi e inoltre deve garantire il corretto funzionamento del nostro sistema costituzionale.
Il Presidente della Repubblica non è responsabile giuridicamente degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, ma lo é solo politicamente: il Capo dello Stato è responsabile giuridicamente per gli atti compiuti come privato cittadino. Esso è responsabile, però, per il compimento dei reati presidenziali che sono l’alto tradimento, ovvero quando viene violato l’obbligo di fedeltà della Repubblica, e l’attentato alla Costituzione cioè quando si compie un’attività diretta a modificare in modo illegale la Costituzione.
Ma chi è Carlo Azeglio Ciampi?
Ciampi nasce nel 1920 a Livorno, consegue due lauree alla Normale di Pisa e dopo di che, a soli 26 anni, entra nel team della Banca d’Italia. Nel 1979, dopo aver attraversato vari step, è diventato Governatore della Banca d’Italia e presidente dell’Ufficio Italiano Cambi fino al 1993. Dopo un anno diventa Presidente del consiglio per diventare poi, nel 1999, Presidente della Repubblica. Il governo Ciampi ha garantito l’applicazione della nuova legge elettorale, mentre sul piano economico ha attuato interventi per la lotta all’inflazione. Inoltre, il suo governo, ha dato l’avvio alla privatizzazione di numerose imprese pubbliche.
Durante il ruolo di Ministro del Tesoro, Ciampi, ha dato un contributo molto significativo per il raggiungimento dei parametri previsti dal Trattato di Maastricht, permettendo infatti all’Italia di partecipare alla moneta unica europea.
Oltre a ciò, Ciampi, è anche autore di numerosi articoli e di pubblicazioni, tra le quali vorrei ricordare “Sfida alla disoccupazione: promuovere la competitività europea” e “Un metodo per governare”.
Carlo Azeglio Ciampi si spenge il 16 settembre 2016 all’età di 95 anni in una clinica di Roma.

Passano i mesi e il 1 luglio 1999 viene creata l’Europol (abbreviazione dall’inglese European Police Office) ovvero l’Ufficio di polizia europeo che è un’agenzia finalizzata alla lotta contro il crimine dell’Unione Europea.
La sede dell'organismo è all'Aia, nei Paesi Bassi, ed il suo obiettivo è migliorare l'efficienza dei servizi competenti degli Stati membri e la loro cooperazione in settori come:
-la prevenzione e la lotta contro il terrorismo;
-il traffico illecito di stupefacenti;
-il traffico illecito di materie radioattive e nucleari;
-la lotta contro la falsificazione dell'euro
Tra le funzioni che svolge L'Europol troviamo:
-agevolare lo scambio di informazioni fra gli Stati membri;
-raccogliere e analizzare le informazioni e le segnalazioni;
-facilitare le indagini negli Stati membri;
Questo organismo è posto sotto l’autorità di un direttore (attualmente è Rob Wainwright), che ne è il rappresentante legale ed è nominato dal Consiglio dell’Unione Europea. Accanto al direttore c’è un consiglio di amministrazione che sorveglia l’attuazione dei compiti dell’Europol. Il consiglio comprende un rappresentante per ogni paese dell’Unione Europea e della Commissione Europea.

Non poteva mancare alla fine del XX secolo il fallimento di una missione della NASA. La missione Lunar Prospector, ideata da Alan Binder, fu la terza missione della NASA che ebbe un costo di 62,8 milioni di dollari e venne progettata per avere una durata di 19 mesi. Il suo compito era quello di compiere una breve orbita polare intorno alla luna, in modo da analizzarla per capire la sua mappatura superficiale e trovare dei possibili depositi di ghiaccio polare. La missione però finì il 31 luglio 1999 quando la sonda si schiantò nel cratere Shoemaker, localizzato nel polo sud lunare, mentre stava analizzando la presenza di acqua.
I dati raccolti dalla sonda prima del suo schianto, hanno permesso la costruzione di una mappa dettagliata della superficie lunare e hanno aiutato a comprenderne l'origine, l'evoluzione e lo stato attuale del satellite. La sonda era un cilindro di grafite alto 1,28 metri e con un peso di 296 kg perché attaccate al di fuori del cilindro si trovavano tre aste lunghe 2,50 metri l’una.

I giorni passano e arriva l’11 agosto 1999 quando si verifica l’ultima eclissi solare del XX secolo.
Il percorso dell'ombra della Luna iniziò nell'Oceano Atlantico e, prima di mezzogiorno, attraversò il sud del Regno Unito, il nord della Francia, il Belgio, il Lussemburgo, il sud della Germania, l’Austria, la Slovenia, la Croazia, l’Ungheria e il nord della Yugoslavia. Il massimo dell’eclissi avvenne alle ore 11:03 in Romania e durò ben 2 minuti e 22 secondi.
Continuò poi il suo percorso sopra tutta la Bulgaria, Mar Nero, Turchia, Iran, sud del Pakistan e India per concludersi nel Golfo del Bengala.
La Romania per ricordare questa eclissi ha deciso di stampare una banconota speciale rumena da 2'000: sul retro della banconota è illustrato il percorso dell’ombra della luna sulla mappa della Romania.

Tra le ultime elezioni degli organi italiani del XX secolo, abbiamo l’elezione di Romano Prodi come Presidente della Commissione Europea il 17 settembre 1999.
Nato nel 1939, Prodi, è un politico, economista, accademico, dirigente pubblico e dirigente d’azienda italiano che ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana per due volte: la prima dal 1996 al 1998 e la seconda dal 2006 al 2008; in questo arco di circa 8 anni è stato eletto, dal 1999 al 2004, come Presidente della Commissione Europea.
La Commissione Europea è un organo che ha funzioni esecutive e legislative e non è dotata di un vero e proprio potere decisionale. È formata da un commissario per ogni stato, eletto per 5 anni e la sua sede è a Bruxelles. La commissione ha le seguenti funzioni: iniziativa legislativa perché propone atti normativi; si occupa dell’esecuzione del bilancio e della gestione dei programmi; attua le politiche comunitarie; vigila sull’applicazione dei diritti europei e controlla l’osservanza degli obblighi; dirige gli apparati amministrativi dell’Unione Europea e infine si occupa della negoziazione degli accordi con paesi esteri.
Questo organo viene diretto da un presidente, chiamato Presidente della Commissione, che a sua volta viene eletto dal Parlamento. Questa figura deve garantire coerenza ed efficienza dell’azione collegiale, nominare i vicepresidenti della commissione e assegnare le competenze ai membri della commissione.

Per rimanere nell’ambito dei premi, Robert Alexander Mundell, nato nel 1932, è un economista canadese che è stato premiato con il Nobel per l’economia il 14 ottobre 1999, «per la sua analisi della politica fiscale e monetaria in presenza di diversi regimi di cambio e per la sua analisi delle aree valutarie ottimali».
Mundell ha insegnato nell'Università di Chicago e alla Columbia ed è conosciuto per la teoria delle aree ottimali elaborata nel 1961, con la quale ha vinto il Nobel. È, inoltre, considerato uno dei più influenti teorici dell'architettura dell'Euro.
Il processo di integrazione economica europea e la nascita dell’Unione economica e monetaria, hanno riportato alla luce un dibattito sulla Teoria delle Aree Valutarie Ottimali ancora oggi materia di studi accademici. La nascita della teoria è da attribuirsi, principalmente, ai contributi di Mundell, McKinnon e Kenen: i tre padri della teoria hanno evidenziato i guadagni derivanti dall’utilizzo di una moneta comune. Mundell, ritenuto il padre vero e proprio della teoria, introduce il concetto di area valutaria contrastando il lavoro di Milton Friedman, fondatore del pensiero monetarista.
Lo studio di Friedman dà alla teoria una spinta iniziale, ma la sua maturazione si ha con Robert Mundell ed con il suo articolo “A Theory of Optimum Currency Areas” nel quale parla di tassi fissi ma aggiustabili capaci di favorire le periodiche crisi della bilancia dei pagamenti. Secondo l’economista canadese ciò continuerebbe a verificarsi fino a quando non vengono eliminati i tassi fissi e la rigidità nei salari e nel livello dei prezzi, che impediscono al mercato di auto aggiustarsi in maniera naturale.
Mundell pone la sua attenzione sul principale problema della teoria AVO ovvero determinare la regione geografica che coincida con un’area valutaria ottimale dove si può ottenere una bassa inflazione, il pieno impiego e la sostenibilità della bilancia dei pagamenti.
Il Premio Nobel del 1999 pone l’accento sulle differenze tra la moneta unica e un’area con più di una valuta, evidenziando come la presenza di più valute richieda una forte cooperazione tra le banche centrali. Per illustrare questa differenza prende dei beni prodotti dalla regione A, dei beni prodotti dalla regione B e studia, in tre situazioni diverse, la reazione ad uno shock della domanda di questi beni: prima in condizioni di pieno impiego ed equilibrio e poi con una politica monetaria volta ad evitare l’inflazione.
Nel primo caso prende in considerazione due regioni (A e B) che hanno due differenti monete e ipotizza che uno shock della domanda da B ad A provochi disoccupazione in B e inflazione in A; a questo punto B dovrebbe ridurre i prezzi per non provocare disoccupazione. In questo esempio, Mundell dimostra come la riduzione dei prezzi porti ad una recessione per le aree che hanno più valute.
Nel secondo caso prende in considerazione due regioni di uno stesso Paese, che quindi hanno la stessa moneta e ipotizza il verificarsi di uno shock negativo della domanda in B, che provoca inflazione in A e disoccupazione in B. In questo caso, la banca deve aumentare l’offerta di moneta aggravando però la situazione in A.
Mediante questo esempio, Mundell dimostra l’impossibilità di conseguire contemporaneamente pieno impiego e stabilità dei prezzi in un’unione monetaria.
Il fondatore della teoria AVO vuole mostrare quindi come il mondo non sia un’area valutaria ottimale e afferma la necessità di cambi fluttuanti in un mondo che presenta numerose monete.
Per giudicare se un’area sia ottimale, Mundell stabilisce due criteri:
1. La mobilità del lavoro è un elemento imprescindibile in quanto può ridurre la necessità
di aggiustamenti del tasso di cambio nominale;
2. Nel caso di salari flessibili, l’aumento della domanda aumenterebbe i salari provocando
una diminuzione dell’offerta aggregata e un incremento del livello dei prezzi;
In conclusione, Mundell, si chiede se un sistema di cambi fluttuanti possa funzionare in modo effettivo ed efficiente nel moderno mondo economico, tenendo conto:
-della stabilità del sistema internazionale dei prezzi;
-del fatto che i rischi connessi alle alterazioni del tasso di cambio non generino
cambiamenti nei settori caratterizzati da una tendenza all’esportazione;
-dei ragionevoli costi di copertura dei rischi connessi al tasso di cambio;
-della necessità di garantire una protezione ai creditori e ai debitori per mantenere il
flusso crescente di movimenti di capitale nel lungo periodo;
-che salari e profitti non sono legati ad un indice dei prezzi
Mundell riflette anche sulle modalità con cui il mondo potrebbe essere diviso in aree valutarie affermando che, se fosse possibile distinguere le regioni nelle quali prevale la mobilità dei fattori da quelle in cui prevale l’immobilità, ogni regione dovrebbe mantenere la propria moneta. Se però, lavoro e capitale non sono sufficientemente mobili, non ci possiamo aspettare che la flessibilità dei prezzi di una valuta possa svolgere la propria funzione stabilizzatrice e che i tassi di disoccupazione ed inflazione varino in differenti regioni.

L’anno non poteva concludersi senza qualche controversia, infatti il 30 novembre 1999 ci furono gli “Scontri di Seattle” nati dalle manifestazioni avvenute contro la conferenza dell'Organizzazione Mondiale del Commercio(OMC) del 1999 riunita, al Washington State Convention and Trade Center a Seattle, per avviare il Millenium round, un nuovo ciclo di negoziati per dare vita ad un’ulteriore liberalizzazione dei mercati.
Le massicce proteste organizzate al di fuori degli hotel e del Washington State Convention and Trade Center diedero inizio a quella che divenne la seconda fase del movimento anti-globalizzazione negli Stati Uniti. Il numero dei dimostranti si aggirava attorno alle 40.000 persone, superando qualsiasi dimostrazione precedente avvenuta negli Stati Uniti. Gli eventi vengono indicati anche come la "battaglia di Seattle".
La protesta che inizialmente era pacifica, degenerò in scontri fra i black bloc e le forze di polizia: queste risse causarono oltre 600 arresti e numerosi atti vandalici nei confronti di negozi di multinazionali e banche.

L’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization, WTO) è nata nel 1995 per sostituirsi al GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) che dal 1948 al 1994 è stato lo strumento per regolamentare il commercio internazionale.
Tra gli organi principali dell’organizzazione c’è la Conferenza dei ministri che si riunisce in forma plenaria una volta ogni due anni, ma può essere convocata in via straordinaria su iniziativa del suo Presidente, su richiesta del Consiglio generale o della maggioranza dei membri. La Conferenza svolge le funzioni tipiche dell’Organizzazione cioè è abilitata a prendere decisioni in merito a qualsiasi situazione che riguardi gli accordi di commercio sottoscritti.
Poi c’è il Consiglio generale che è un organo esecutivo che esercita le funzioni proprie della Conferenza nell’intervallo tra le sue riunioni; si riunisce circa dodici volte l’anno e garantisce il costante esercizio delle funzioni proprie dell’Organizzazione. A questo organo sono affidate funzioni come la sorveglianza del funzionamento degli accordi e delle decisioni ministeriali.
Ci sono alcuni organi sussidiari permanenti che sono: Consiglio per gli scambi di merci, Consiglio per gli scambi di servizi e Consiglio per gli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio.
Questi consigli operano sotto la direzione del Consiglio generale e si riuniscono per lo svolgimento delle funzioni ad essi attribuiti dai relativi accordi. A questi organi sussidiari si aggiungono una serie di Comitati specifici che si occupano di questioni circoscritte, ma rilevanti per il buon funzionamento dell’Organizzazione.
L’obiettivo dell’Organizzazione è quello di regolare le relazioni commerciali tra i paesi membri nelle questioni relative agli accordi e per arrivare al compimento di questo obbiettivo, il sistema commerciale dovrebbe essere così strutturato: senza discriminazioni ossia gli stati non dovrebbero attuare nessun tipo di discriminazione verso i loro partner commerciali; più libero cioè compagnie, investitori e governi stranieri dovrebbero essere sicuri che le barriere al commercio non aumentino; maggiormente competitivo scoraggiando le pratiche commerciali scorrette come i sussidi alle esportazioni e il dumping (esportazione di merci a prezzi molto più bassi di quelli praticati sul mercato interno o su un altro mercato) e maggiormente vantaggioso per i paesi in via di sviluppo concedendo loro più tempo per adattarsi alle norme vigenti, maggiore flessibilità e privilegi speciali.

Con la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno. L'Assemblea Generale dell'ONU ha ufficializzato questa data in ricordo dell’assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal: era il 25 novembre 1960 quando le tre sorelle Mirabal, mentre andavano a trovare i loro mariti in prigione perché oppositori del dittatore dominicano Rafael Leonidas Trujillo, furono fermate dalla polizia segreta e torturate, massacrate, strangolate e infine caricate a bordo della loro auto e gettate in un precipizio per simulare un incidente.
Nel 1981, in un raduno di femministe latinoamericane e caraibiche a Bogotà, fu deciso di scegliere quell'omicidio come emblema della violenza contro le donne e quasi vent'anni dopo, l’Onu decide di riconoscere la data come ricorrenza.
In Italia solo dal 2005 alcuni centri antiviolenza e Case delle donne hanno iniziato a celebrare questa giornata. Ma negli ultimi anni anche istituzioni e vari enti, come Amnesty International, festeggiano questa giornata attraverso iniziative politiche e culturali.
In tempi recenti, questo fenomeno che è sempre esistito, ha riempito i telegiornali a giornate intere; sono molti i casi di uomini che non accettano la rottura con la moglie o la fidanzata e quindi per “vendetta” le ammazzano nei modi peggiori, e poi forse si suicidano loro stessi perché si sentono in colpa.
Questo mondo sta diventando quasi invivibile per le donne, una donna non è libera di poter camminare la sera da sola perché potrebbe succedere qualsiasi cosa; decide quindi di spostarsi con un amica, ma nulla perché se un gruppo di ragazzi ha cattive intenzioni che la donna sia una o che siano quattro, loro arrivano all’obbiettivo.

Arriva il 31 dicembre 1999 l’ultimo giorno del XX secolo, uno dei giorni più attesi di sempre e forse il giorno vissuto con più ansia di tutti a causa del problema chiamato Millennium bug, conosciuto anche come Y2K bug o Year 2000 problem, che in italiano si traduce come “baco del millennio”. Questo è il nome attribuito ad un potenziale difetto informatico (bug) che si manifestò al cambio di data della mezzanotte tra il venerdì 31 dicembre 1999 e il sabato 1º gennaio 2000 nei sistemi di elaborazione dati, dai personal computer ai grandi elaboratori di dati.
Le previsioni che erano state fatte, avevano allarmato tutto il mondo, sia dalle famiglie che avevano un personal computer sia le grandi aziende. Per fortuna il problema si rivelò di minor portata del previsto e piuttosto circoscritto, grazie alle misure di precauzione adottate.
La prima menzione del "millennium bug" è avvenuta il 19 gennaio 1985, da parte Spencer Bolles, durante una discussione su uno dei primi newsgroup. Bolles affermava che un suo amico programmatore, gli aveva comunicato che durante un esperimento notò che allo scoccare dell'anno 2000, il proprio computer restituiva invece il numero 1900.
La questione non colse subito l’attenzione delle persone infatti non venne trattata a livello mondiale, fino al 1997, quando la Gartner portò il problema del millennium bug all'attenzione della stampa.
Il bug era causato dal fatto che i computer di quegli anni, caratterizzati da una memoria molto ridotta, utilizzavano come base per indicare l’anno il 1900 e venivano quindi cambiate le ultime due cifre che andavano da “00” del 1900 a “99” del 1999. Quindi successe che allo scattare del 2000 i computer cambiarono la data in 1900.
Allo scoccare del 1º gennaio 2000, il millennium bug non fece effettivamente tutti i danni previsto: Italia, Russia e Stati Uniti d'America si trovavano in una situazione tranquilla, ma vennero invitati a rimanere in stato di attenzione. Nelle ore successive arrivarono le prime segnalazioni dei problemi che il millennium bug aveva provocato: negli Stati Uniti, i sistemi informatici del United States Naval Observatory riportarono la data 1º gennaio 19100 e un centinaio di slot machine nel Delaware andarono in tilt; in Giappone la centrale nucleare di Onagawa ebbe problemi di raffreddamento; in Australia il sistema di convalida dei biglietti degli autobus non funzionò; in Spagna e Corea del Sud si ebbero diversi problemi con tribunali che riportavano documenti con data impostata al 1900 e nel Regno Unito vi furono problemi di transazione del denaro con alcune carte di credito. Anche in Italia vi furono diversi sistemi informatici che davano problemi di datazione a Napoli, Venezia, Genova e Foggia e alcune bollette di Telecom Italia riportarono l'anno 1900.
Nei primi giorni di gennaio del 2000, Bill Gates il boss di Microsoft, espresse la sua
opinione sul bug e invitò a non abbassare la guardia riguardo a futuri problemi.

Si conclude senza pensieri, più o meno, il 1999 l’ultimo anno del XX secolo; l’anno dei Millenials: i ragazzi che acquistano per essere come gli altri e non per loro, i ragazzi che sono sempre connessi e usano il telefono al massimo, i ragazzi che vengono considerati pigri, superficiali e narcisisti, i ragazzi a cui tutto è dovuto, ma che allo stesso tempo voglio lasciare il segno.

In poche parole i Millenials vengono giudicati in modo negativo da chi li “ha creati”; secondo gli studiosi le motivazioni per cui questa generazione non è felice, e viene giudicata in malo modo, sono principalmente quattro. La più grave forse è che i Millenials sono stati cresciuti con un educazione familiare fallimentare perché sono stati “viziati” avendo avuto, da appena nati fino alla maggiore età, i genitori sempre pronti a risolvere i problemi, ma una volta aperte le porte del lavoro tutto è andato in frantumi e l’autostima di questi ragazzi è crollata paurosamente; altro ruolo fondamentale lo ha avuto e lo sta svolgendo la tecnologia, la mia generazione è nata e cresciuta con i social network accanto che molte volte hanno svolto il ruolo di “filtri” per far creare ai ragazzi un’immagine diversa da quella reale; un’altra “causa” è l’impazienza che si può tradurre anche come “gratificazione istantanea” e infine, incide su tutto ciò, anche l’ambiente aziendale in cui noi ragazzi cresciamo, che non è interessato alla nostra crescita culturale ed educativa, ma pensa solo ai numeri e alla velocità provocando così, in alcuni ragazzi, il pensiero di essere incapaci di fare qualcosa e di non essere mai all’altezza.
Questa non è la descrizione vera e propria di tutti questi ragazzi, ognuno è fatto a “modo suo”, ma dentro di noi c’è almeno una di queste caratteristiche che, nel bene o nel male, ci accomuna e ci classifica in questo modo.

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21 novembre 2018 ore 15:00

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