Maturità 2018, anche i prof sbagliano: gli strafalcioni e gli errori peggiori...delle commissioni

Marcello G.
Di Marcello G.

La maturità unisce tutti, nel bene nel male, senza distinzioni di ruolo. Se infatti gli studenti, durante gli ultimi esami di Stato, in più di un’occasione hanno dimostrato di essere dei professionisti dello strafalcione, anche quelli che si sono seduti dall’altra parte della cattedra – i commissari – pare non abbiano voluto essere da meno. O almeno è questa la sensazione che emerge dai commenti dei ragazzi che hanno deciso di rivelare al portale Skuola.net gli “orrori” pronunciati dai prof durante la maturità 2018. In molti casi, va detto, si tratta di ‘sconfinamenti’: commissari in una materia che intervengono a gamba tesa su altre discipline. Con esiti disastrosi. Ma il risultato non cambia: risate sotto i baffi da parte degli studenti e un senso di rivincita per tutte le volte in cui a fare quella figuraccia, in passato, ci si sono trovati loro.

C’è un nuovo gioco: indovina l’autore

Non c’è dubbio, anche nel caso dei professori la materia più maltrattata è stata la Letteratura (italiana e straniera). Pirandello, ad esempio, nella mente dei docenti è una sorta di autore universale. A lui, infatti, sono stati attribuite opere a raffica, molte non sue: una prof di Storia dell’arte ha sostenuto che il drammaturgo siciliano avrebbe scritto ‘Se questo è un uomo’ (peccato che quando Primo Levi compose le sue memorie – tra il 1945 e il 1947 – Pirandello fosse già morto), mentre secondo qualcun altro sarebbe l’autore de ‘La coscienza di Zeno’ (che, però, è di Svevo). Ma l’associazione autore-opera è un’operazione che proprio non riesce a tanti insegnanti: allo stesso Svevo, per dire, sono state accostate la novella ‘Rosso Malpelo’ (che è di Verga) e la poesia ‘Ed è subito sera’ (per un commissario porta la firma di Montale, ma è di Quasimodo).

Le correnti letterarie? Meglio evitarle

Problemi pure con le correnti letterarie: una professoressa esterna d’italiano ha insistito nel dire che D’Annunzio non era un esponente del Decadentismo, una sua collega della stessa materia ha invece portato avanti la tesi che Ungaretti e l’Ermetismo non c’entrano nulla l’uno con l’altro. D’annunzio che, per fortuna, almeno per i docenti non è ‘un estetista’. Sì, però il suo posto nel salone di bellezza l’ha preso Oscar Wilde (altro esponente dell’Estetismo, ma non per questo estetista). C’è, poi, chi ha invertito la data del capolavoro di Orwell - ‘1984’ - facendolo diventare ‘1948’. Niente di così grave se c’è chi pensa che Zygmunt Bauman, tra i principali sociologi e filosofi del Novecento, in realtà sia un famoso ingegnere.

Il Novecento dei commissari: tutta un’altra storia

Come non parlare di Storia, una fucina sempre ricca di sfondoni, lapsus e orrori cronologici. C’è il commissario esterno di Chimica che corregge il candidato dicendo “Hitler era di origine polacche e non austriache” (ma, allora, perché ce l’aveva a morte con i polacchi?). C’è la docente, per giunta di Storia, che per ben due volte afferma che “la seconda guerra mondiale scoppiò nel 1915”. C’è il presidente di commissione che, con tono adirato, dice che “la crisi del ’29 in America e il New Deal sono la stessa cosa” (e non l’una premessa dell’altro). Errori imperdonabili per un’insegnante. Niente a confronto con la confusione totale che alberga nella mente dei prossimi due: il primo ha ricordato che “il 1789 è l’anno in cui i francesi scoprono l’America” (quanti orrori in una frase!), il secondo che “durante la Prima Guerra Mondiale gli Stati Uniti erano alleati della Germania” (neanche a dire che abbia sbagliato conflitto). Sarà colpa del caldo?

Scienze, arte, latino: lo sbaglio è in agguato

Neppure le materie ‘tecnico-scientifiche’ sono state risparmiate. Qui gli ‘estranei’ se ne tengono a debita distanza. Ma i ‘titolari’ bastano e avanzano. C’è la prof esterna di Scienze che corregge l’interrogato affermando che “i carboidrati non sono fonti di energia", e la prof di Scienze della terra che sostiene che “un vulcano non è un'apertura naturale della crosta terrestre” (ma, giura lo studente, sul libro era descritto testualmente così). C’è pure chi dice che “il computer è una macchina a motore”. Storia dell’arte? Immancabile. Il commissario d’inglese dice: “Il mio quadro preferito di Salvator Dalì è Notte Stellata”; quello d’arte lo riprende immediatamente: “Veramente quello lo ha dipinto Van Gogh”. E per gli studenti del classico ci sono pure delle perle di Latino e Greco. Come quella della presidente che dichiara di trovare “il ‘Dialogus de oratoribus’ di Cicerone un capolavoro” (vaglielo a dire, ora, che è di Tacito).

Sembra quasi di non essere agli esami

Infine le gaffe pure, molto frequenti pure tra i prof. Commuove la sicurezza con cui una commissaria interna di Storia, leggendo la traccia della prova di ambito (appunto) storico - con Aldo Moro tra i protagonisti - tranquillizzi i suoi ragazzi ricordando “come vi ho spiegato durante l’anno”. A quel punto, però, la classe ha pensato perplessa: “Ma se non ha concluso neanche la Seconda Guerra Mondiale?”. Ma è solo il primo punto del lungo elenco dei ‘passi falsi da commissario’. Vogliamo parlare di quella prof d’Inglese che, dopo aver letto una tesina in cui era contenuta una canzone dei Beatles ha cominciato a fare domande sui ‘Fab Four’ (che difficilmente erano in programma) anche agli altri maturandi? O di quello di Francese che, all'esame scritto, per fugare i dubbi dei ragazzi su alcuni termini in lingua cercava le risposte su Google Translate? Oppure di chi, pensando di dare utili consigli per il post diploma, non ha valutato il doppio senso è ha suggerito: “Attualmente i servizi sanitari (termine utilizzato comunemente anche per indicare i bagni) sono quelli che hanno più successo”? (Sotto la tensione da esame può essere pure).

Che figura!

C’è persino chi, sollecitato da un ragazzo durante un compito, candidamente ammette: “Io queste cose non le so mica fare, le sapevo fare all’università ma ora non mi ricordo assolutamente nulla di quello che ho fatto all’epoca!”. Anche se la vetta più alta la si raggiunge con il sadismo involontario che contraddistingue quel presidente di commissione che, vedendo una ragazza a scuola il pomeriggio prima dell’inizio degli orali - senza sapere che era lì solo per provare la presentazione della tesina al computer – le dice: "Tranquilla, tu sei domani, noi facciamo i cattivi solamente con gli ultimi perché hanno più tempo per studiare". E la studentessa: "Ehm, no prof, io sono qui solo per provare la mia presentazione: sono io l'ultima". Dov’è la prima buca libera per nascondersi?


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21 novembre 2018 ore 15:00

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