Maturità 2016: caccia ai commissari esterni, maturandi detective su Facebook

Marcello G.
Di Marcello G.

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È ufficiale: il 7 giugno il Miur pubblicherà le liste con i nomi dei commissari; scuola per scuola, classe per classe. Come ogni anno, dunque, i maturandi iniziano ad affilare le armi alla ricerca di ogni informazione utile a capire chi si nasconde dietro quei nomi e cognomi, soprattutto se si tratta di commissari esterni, i più temuti. Un’indagine di Skuola.net su mille maturandi a poche settimane dagli esami di Stato, svela che la caccia al commissario sta per cominciare, ma senza la frenesia dello scorso anno. Il 54% di loro sostiene di aspettare che i nomi siano pubblicati online senza passare per scuola. Un dato in controtendenza rispetto all’anno scorso, quando invece la maggioranza dei maturandi – il 77% - si è riversata in segreteria scolastica, dove in genere le liste si possono trovare in anticipo, senza aspettare la pubblicazione online.

I SOCIAL NETWORK ARRETRANO MA RESTANO IL CANALE PREFERITO – Circa il 20% degli intervistati incaricherà un compagno per farsi passare informazioni sui commissari esterni, mentre il 58% le cercherà personalmente, in modo da arrivare psicologicamente preparato all’appuntamento con la maturità 2016, conoscendo più dettagli possibili sul suo carattere e sul suo metodo d’insegnamento. Per farlo, il 47% dei “detective” si affiderà soprattutto alla Rete; un dato in leggera flessione rispetto all’anno scorso (quando la percentuale salì ben oltre il 50%), con un evidente calo di fiducia nei confronti dei social network. Tra quelli che cercheranno indiscrezioni sui commissari esterni, infatti, il 29% sceglierà le piattaforme social per tenersi aggiornato (nel 2015 erano il 39%) mentre il 18% navigherà tra i siti internet dedicati agli studenti (dato in linea con quello dell’anno passato).

TORNA LA FIDUCIA NEI COMMISSARI INTERNI - A beneficiare di questa parziale inversione di tendenza sono i professori di scuola, in particolare i commissari interni. Saranno loro, infatti, a conoscere personalmente prima di ogni altro i commissari esterni; così, il 30% degli studenti, afferma che interpellerà gli insegnanti della propria classe per avere notizie in anteprima (nel 2015 erano il 26%). Mentre un 8% degli intervistati punta su un grande classico: andare nelle scuole della propria città dove insegnano i commissari esterni per carpire il maggior numero d’informazioni da studenti e bidelli.

FACEBOOK LA FA DA PADRONE, CRESCONO TWITTER E WHATSAPP - I social network meritano una parentesi a parte perché, seguendo le tendenze del web, il peso che avranno le singole piattaforme nelle “indagini” sui commissari esterni è la fotografia di quanto avviene nella vita di tutti i giorni. Rispetto all’anno scorso, tra chi cercherà sui social network, Facebook perde (relativamente) colpi: il 76% dei ragazzi lo ritiene ancora un mezzo affidabile, ma appena dodici mesi fa arrivò all’86% nelle preferenze di ricerche “social”. Crescono, invece, Twitter (6%) e Instagram (3%). Il 9%, infine, si affiderà al passaparola su WhatsApp, creando chat di gruppo con i propri compagni di classe; una sorta di via di mezzo tra ricerca virtuale e tradizionale.

IL COMMISSARIO IDEALE? BUONO E PREVEDIBILE - Anche per i maturandi 2016 la notizia più preziosa che si cerca di conoscere è quella sulla “bontà” dei commissari. Il 33% vorrebbe sapere se è un soggetto di manica larga oppure è piuttosto stretto con i voti. Il 30%, invece, è interessato alle domande più frequenti che fa sulla sua materia. Gli argomenti trattati durante l’anno scolastico attirano l’attenzione del 15% dei ragazzi. Mentre la personalità del commissario è una priorità solo per il 15% di chi cercherà informazioni sui membri esterni.

MEGLIO, PERO’, SE TUTTI INTERNI - Per evitare qualsiasi problema, l’ideale sarebbe avere una commissione formata solo da professori interni. Le percentuali di quanti vorrebbero sostenere l’esame davanti ai propri docenti è sempre molto alto; quest’anno arriva al 66%. Il 29% la vorrebbe, invece, mista (metà commissari interni, metà esterni). Mentre i più coraggiosi, che vorrebbero confrontarsi con una commissione formata da tutti professori esterni, sono il 5%, tutto sommato neanche pochi.


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