Le dilatazioni
Si tratta di altre trasformazioni del piano.
{ x' = ux
y' = vy con u, v reali u > 0, v > 0
- Le dilatazioni non sono isometrie, a meno che non si abbia u = v = 1.
- L'origine è un punto fisso delle trasformazioni. Vediamo alcuni esempi per capire il significato geometrico.
- Esempio di una dilatazione lungo l'asse delle ascisse: il punto varia l'ascissa e mantiene fissa l'ordinata.
u = 3, v = 1
{ x' = ux { x' = 3x
y' = vy y' = y
P'(-3,2) P(-1,2) P(1,2) P'(3,2)
Sempre considerando l'esempio appena citato (in cui m = 3, n = 1), se si scegliesse un punto P sull'ordinata, ovvero con x = 0, il moto trasformerebbe linearmente l'ordinata e l'ascissa del punto P. Si avrà quindi che P e P' coincidono. Se ne deduce che un punto che sta sull'ordinata è un punto fisso di questa trasformazione.
Se prendiamo un coefficiente m < 1 (es. m = 1/2) notiamo che il punto P manterrà inalterata l'ordinata e aumenterà l'ascissa (viene vista come una compressione).
m = 1, n = 3
Questo è il caso opposto all'esempio citato all'inizio. Il punto trasformato manterrà fissa l'ascissa e varierà l'ordinata. Si nota, in questo caso, che ne abbiamo l'asse delle ordinate.
m = n
In questo caso la trasformazione prende il nome di omotetia di centro l'origine.
m = n = 1
Abbiamo l'identità.
Analisi dei punti fissi
x' = x
y' = y
mx = x
ny = y
(m - 1)x = 0
(n - 1)y = 0
Se m diverso da 1, n diverso da 1: l'unico punto fisso che esiste è l'origine.
Se m = 1, n = 1, ogni punto è punto fisso delle nostre trasformazioni quindi l'insieme dei punti fissi coincide con R².
m diverso da 1, n = 1
(m − 1)x = 0
0y = 0
Assumiamo che x = 0 e y qualunque.
In questo caso i punti fissi sono quelli che hanno x = 0 ed y qualunque dunque l'asse delle ordinate è l'insieme dei punti fissi.
m = 1, n diverso da 1
L'insieme dei punti fissi è l'asse delle ascisse.
L'unica proprietà che caratterizza le isometrie è l'isometria. Ciò intuitivamente si capisce che le dilatazioni NON è una isometria, ma è una trasformazione che mantiene invariate le distanze dei punti. Infatti, escludendo l'identità, è una operazione di "tirare" e "comprimere".
Simmetrie
1) Simmetrie rispetto all'asse y
{ x' = -x
y' = y
2) Simmetrie rispetto all'asse x
{ x' = x
y' = -y
3) Simmetrie rispetto all'origine
{ x' = -x
y' = -y
Esempi
1) { x' = -x
y' = y
Qui i punti sull'asse delle ordinate vengono trasformati in se stessi - I punti fissi sono i punti dell'asse delle ordinate
2) { x' = x
y' = -y
I punti fissi stanno sull'asse delle ascisse
3) { x' = -x
y' = -y
P
−x x
y −y
"O" è il punto medio del segmento PP'
Il punto fisso è "O" ed è l'unico. Per verificarlo algebricamente facciamo una espressione di una simmetria: esse è il "punto fisso". Si verifica { x = x
y = y
Nelle simmetrie rispetto all'origine ho che { x = -x { -x = x { -2x = 0
y = -y -y = y -2y = 0
Quindi:
Questo sistema ha un'unica soluzione in (0,0) cioè l'origine.
Queste trasformazioni sono involutive.
Le simmetrie sono involutive.
I punti fissi delle simmetrie sono:
- I punti dell'asse delle ordinate per la simmetria rispetto all'asse y.
- I punti dell'asse delle ascisse per la simmetria rispetto all'asse x.
- L'origine per la simmetria rispetto all'origine.
Collegato alle isometrie è il concetto di
Funzione pari e dispari
Si tratta di verificare se il grafico di una funzione non cambia se sottoposto alle simmetrie di un certo tipo.
- Una funzione reale di variabile reale è pari se il suo dominio è simmetrico rispetto all'origine e se per ogni x dom f risulta f(-x) = f(x).
- Una funzione reale di variabile reale è dispari se il suo dominio è simmetrico rispetto all'origine e se per ogni x dom f risulta f(-x) = -f(x).
1° - es. (PARI) f(x) = x2
dom f = R simmetrico rispetto all'origine
f(-x) = f(x) per ogni x reale
f(-x) = f(x); (-x)2 = x2; x2 = x2
Quindi si tratta di funzione pari e geometricamente significa che il grafico di questa funzione è simmetrico rispetto all'asse y.
Questa proprietà è soddisfatta solo dalle f(x) = xn (con n pari).
2° es. f(x) = x3
(DISPARI)
f(-x) = -f(x)
(-x)3 = -x3
-x3 = -x3
Valida per ogni x (dom f = R) dominio simmetrico rispetto all'origine.
Teorema: geometricamente si può fare che il grafico di queste funzioni è simmetrico rispetto all'origine.
Affinità
Sono trasformazioni che hanno queste equazioni:
x' = mx m, n reali
y' = ny m ≠ 0, n ≠ 0
Se m ed n fossero positivi, si ricadrebbe nel caso delle dilatazioni, quindi è interessante vedere i casi in cui si hanno valori negativi di uno dei parametri o di entrambi.
Scegliamo il caso dell'affinità:
x' = mx con m < 0
y' = y
Questa affinità può essere vista come l'effetto combinato di due trasformazioni: l'isometria e la dilatazione.
Questo concetto si può generalizzare a tutte le affinità che sono composizioni di simmetrie.
Es. Affinità: { X = mx; Y = y } con m < 0
(x, y) simmetria → (x', y') dilatazione → (X, Y)
Partendo dal definire una simmetria per identificare la 1ª trasformazione delle coordinate x', y' che partono da x, y; per identificare la 2ª trasformazione (dilatazione) devo esprimere le coordinate X, Y che partono da x', y'.
{ x' = -x; y' = y } simmetria rispetto ad y
{ X = |m|x'; Y = y' } dilatazione → { X = -|m|x; Y = y } affinità
Applico prima la dilatazione e poi la simmetria, il risultato è lo stesso effetto.
- Le affinità non sono isometrie, a meno che non sia m = -1.
- L'origine è un punto fisso della trasformazione.
Effetto delle trasformazioni grafiche di funzioni
A partire da grafici semplici, costruiamo grafici di funzioni più complesse.
A partire dal grafico della retta y = x possiamo arrivare a costruire il grafico della generica funzione lineare:
y = x → y = a1x + a0
Vediamo qual è l'effetto della traslazione, delle dilatazioni e dell'effetto su y = x.
Traslazione
x' = x + p
y' = y
Visto che y = x e sappiamo che y' = x' - p.
Questa è ancora l'equazione della retta, quindi vuol dire che la traslazione trasforma la retta in una retta, più precisamente nella sua parallela.
Questa retta ha ancora coefficiente angolare = 1 quindi è parallela e quello che varia è il valore di p.
Altre traslazioni, nelle y -
x' = x
y' = y + q
l'equazione diventa y - q = x
y = x + q
Otteniamo che ha coefficiente angolare = 1
retta passante per il punto di ascissa "0" ed ordinata "q" - la traslazione resta la bisettrice ad essa parallela
q (0,q)
y = x
Effetto della dilatazione
x' = mx
y' = y
uso y = x/m
Equazione di una retta passante per "0" - Anche il coefficiente angolare ≠ 1.
u = 3
y = x
y = x/3
La y = x è simile al y = x/3
Altre dilatazione:
x' = x
y' = uy
y/u = x; y = ux
Abbiamo ancora una retta passante per l'origine con coefficiente angolare ±1.
Se partendo da una retta y = x voglio ottenere una retta avente coefficiente angolare = 1/3, allora visto che nell'ipotesi y = x/u devo scegliere u = 3; nell'altra y = ux devo scegliere u = 1/3.
Interpretando geometricamente: nel caso di u = 3 si ottiene una dilatazione nelle ascisse, il che porta ad una retta col coefficiente angolare minore.
Quando operiamo sulle ordinate, lo stesso risultato si ottiene applicando una compressione.
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Qualora si effettui uno spostamento con m = 3, le direttrici nelle ascisse degli assi sono ordinate con m = 1/3, cioè con la composizione sulle ordinate.
Il risultato è che le direttrici c. parte della retta y = x ed un'altra retta sempre passante per "O", e sempre con coefficiente angolare positivo.
L'effetto di un'eventuale con coefficiente angolare negativo m = -3 viene invece invertito, come la composizione di una simmetria ad una dilatazione.
y = -x (coeff. 1)
simmetria
y = x (coeff. 1)
DILATAZ.
y = -1/3 x
Con le simmetrie rispetto all'asse delle ordinate ottengo una simmetria rispetto ad y con equazione y = -x e per effetto una dilatazione di coefficiente -3 che ci porta ad una retta y = -1/3 x.
Le trasferisce mantenendo parallele e spostate le rette parallele o se stesse.
L'affinità unisce il passo per "O" e cambia il coefficiente angolare.
L'effetto combinato di queste due operazioni è proprio quello di ottenere una retta in cui cambio sia il coefficiente angolare sia il fatto che si passi per l'origine.
Quindi Affinità + Traslazione ci porta all'equazione di una generica retta con pendenza, coefficiente angolare e passante da un punto noto.
Per esempio la y = ax + b è facilmente riconducibile a y = x, quindi sarà:
Passo ciò che da y = x mi fa ottenere:
y = ax + b; y/a = x + b/a; y/a = x + b/a
confrontiamo ora y/a = x + b/a con y = x
{ x' = x - b/a (TRASLAZIONE)
y' = ay (AFFINITÀ)
Es. numerico:
y = 3x - 7 = 3(x - 7/3)
{ y' = 3y (coeff. angolare)
x' = x + 7/3 (sicché la retta traslata è se stessa)