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Introduzione Promessi Sposi


L'introduzione di questo romanzo è caratterizzata dalla trascrizione da parte dell'autore di un manoscritto dell'epoca del '600. In verità Manzoni finge di aver ritrovato questo vecchio documento da cui avrebbe tratto la vicenda del romanzo. In realtà lo ha scritto lui solo allo scopo di rendere vera la sua vicenda e di anticipare alcuni temi che tratterà nel corso della storia.

Innanzitutto l'autore “anonimo del manoscritto precisa che gli storici vengono narrate solo le imprese dei personaggi illustri e che lui racconterà una vicenda documentata accaduta a persone umili. Inoltre dichiara che verranno narrati fatti di “perversa malvagità e di grande bontà”, e in queste parole riconosciamo i credi dei Gianseisti, ossia persone facenti parte del Gianseismo, un movimento culturale nato sotto il cattolicesimo che distingueva drasticamente il bene dal male.

Ad un certo punto, mentre l'autore sta ricopiando l'antico manoscritto, si ferma poiché fa fatica a ricopiarlo e si domanda se i suoi lettori saranno in grado di comprenderlo in quanto il testo è caratterizzato da una scrittura incomprensibile. Dopodichè l'autore critica il linguaggio del testo definendolo dozzinale, sguaiato, scorretto ecc. e dice che si impegnerà a riportare la storia in uno stile più semplice ma non specifica il tipo di linguaggio che userà.

Inoltre rinuncia a spiegare il perché delle sue scelte di lingua e stile dato che sarebbe necessario un altro libro.

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