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"La peste" di Camus, scheda libro


Titolo: la peste
Genere: Romanzo Storico
Biografia dell’autore: Albert Camus lavora inizialmente come attore e giornalista,poi si afferma come scrittore con il romanzo “Lo straniero” del 1942. Il suo maggior successo è “La Peste” del 1947.
Anno della prima edizione: 1947

Trama: La storia si sviluppa attorno all’evoluzione dell’epidemia all’interno della città. All’inizio colpisce i topi,poi comincia a diffondersi tra le persone.
I sintomi,descritti dal narratore in maniera minuziosa ed accurata,erano terribili e si ripetevano in maniera analoga su ogni malato.
Ad individuare e diagnosticare la peste saranno Rieux e Catel,due medici che,avendo già visto in passato gli effetti della peste,giungono alla conclusione che l’epidemia abbia colpito anche la città algerina. La prima soluzione che viene presa è quella di chiudere le porte della città per fare in modo che il morbo non si diffonda al di fuori del territorio circoscritto. A questa trama centrale si uniscono le vicende che riguardano personaggi secondari,come Rambert che,inizialmente intento a raggiungere la compagna in Francia,viene convinto da Tarrou,studente di giurisprudenza nonchè aiutante di Rieux,a rimanere in città e ad unirsi a loro per cercare una cura all’epidemia.

Quando,però,arriva il caldo,la peste intensifica i propri effetti,colpendo molte più persone. Castel decide quindi di testare un siero creato da lui su un malato,ma non ottiene risultati positivi,lasciando la città senza più speranze,in balia della peste.
Quando,però,anche Grand si ammala,Rieux prova a somministrargli il siero di Castel. Questa volta il vaccino porta alla guarigione,come di Castel così di molti abitanti di Orano. La peste,però,non risparmierà Tarrou che,a differenza di Rieux,aveva preso troppo alla leggera la questione,credendo che l’epidemia fosse ormai debellata completamente. La città sarà completamente libera dalla peste solo a febbraio,e così verrà riaperta. La morte,però, continuerà a perseguitare la vita di Rieux: la moglie,che all’inizio del racconto era malata e venne accompagnata dal medico alla stazione per essere curata in un’altra città,muore per questa malattia.
Infine,tra la folla in festa Cottard,il commerciante che tenta di suicidarsi per aver commesso dei reati che gli avrebbero garantito la prigione,spara alla folla e viene arrestato.


Ambientazione: Il libro è ambientato negli anni ‘40 ad Orano,una città algerina colpita dalla peste.
L’ambientazione sociale è quella di una città in cui l’epidemia di peste limita le attività e la vita degli abitanti,i quali rispondono al morbo in modi diversi.

Personaggi
-Protagonista: Rieux,il medico che cerca in tutti i modi di combattere l’epidemia e di aiutare gli altri. Sempre disponibile per la città,si rende conto che ciò che sta combattendo é qualcosa di più grande di lui.

-Oggetto: Trovare una cura. Il libro racconta dello sviluppo della peste e,in contrasto ad essa,di coloro che cercano di fermarla.

-Antagonista: Peste
-Avversario: Cottard. Egli si oppone alle spinte ottimistiche di Rieux e dei suoi collaboratori; non vuole aiutare gli altri,e anche nell’ultima scena di festa,spara tra la folla.

-Aiutanti: Tarrou: è colui che crede nell’amicizia e darà impulso alla creazione del “team” di aiuto sanitario.
Castel: è un medico anziano,che per primo aprirà gli occhi a Rieux riguardo alla possibilità che ciò che stava avvenendo fosse peste.
Lui stesso creerà il siero contro la peste.
Rambert: è l’unico personaggio realmente esterno alla storia,non è nemmeno un abitante di Orano,si trova semplicemente nel posto sbagliato al momento sbagliato. Nonostante inizialmente voglia scappare,conoscendo la realtà di Rieux,si convince che non possa partire lasciando la città in quelle condizioni,e decide di aiutare.


Funzione del protagonista: Rieux serve a dimostrare che la volontà e la perseveranza nelle proprie idee possa risultare utile anche in situazioni gravi come quella descritta nel romanzo. Il personaggio di Rieux muta durante la storia e,come spiega lui stesso,davanti all’astrattezza della peste,per comprenderla e sconfiggerla,bisogna
somigliarle.

Stile dell’autore:
Lessico: Il lessico è medio,sia nelle parti narrate che nei dialoghi.
Non usa tecnicismi,stranierismi e dialettismi; solo nei punti in cui descrive i sintomi della peste,utilizza descrizioni accurate e alcuni tecnicismi in campo medico. Ad esempio,la frase “Il polso diventa filiforme e la morte sopraggiunge in occasione d’un movimento insignificante” con la sua accuratezza rende estremamente veritiera la storia.

Figure retoriche: L’autore non usa molte figure retoriche,scrive in modo abbastanza freddo e diretto,e non in modo poetico.
Dialoghi: I dialoghi sono molto presenti,alternati a parti narrate,ma soprattutto descrittive.
Sintassi: É prevalente la paratassi: periodi brevi e chiari.
Struttura: Il libro è diviso in cinque capitoli e segue un ordine cronologico preciso,senza servirsi di flashback né di flashforward.
Voce narrante: Il narratore è interno, parla in terza persona,nonostante sia un cittadino di Orano:Rieux. Questa tecnica forse può avere la funzione di rendere la storia più oggettiva e distaccarsi dalle vicende. Infatti,Rieux si rivelerà solo alla fine il narratore della storia.


Messaggio: La peste, rappresenta allegoricamente il male e la dimostrazione di come lo stesso non sia mai sconfitto del tutto,esisterà sempre. Alla fine del libro,infatti,Rieux troverà un taccuino scritto da Tarrou nel quale verrà messo a conoscenza del fatto che la peste potrebbe non essere stata debellata completamente,e quindi potrebbe tornare.

Commento: Il libro,nonostante abbia un contenuto di grande spessore,non mi ha toccato particolarmente. Forse,non avendo una trama importante che “sovrasta” il contesto in cui si trova, come nel caso dei libri che sono solita leggere, non sono riuscita a cogliere il significato e la sottigliezza dello scritto.
La scena che mi ha maggiormente colpito è stata quella di quando le porte della città vengono sbarrate. Qui,molte persone si ritrovano smarrite,senza i loro cari. L’unica possibilità è quella di farli entrare in città,condannandoli però a non poterne più uscire.
Coloro che possono essere considerati i più esiliati,spiega l’autore,sono i forestieri che,sorpresi dalla peste,si sono ritrovati in una città sconosciuta lontani sia dalle persone care,sia dal proprio paese.

Un esempio è quello di Rambert,che è uno dei miei personaggi preferiti,dal momento che rinuncia a scappare per aiutare la città. Per lui,infatti,la libertà non sarebbe stata lasciare la città e riabbracciare la compagna,perché così facendo avrebbe avuto sulla coscienza tutti gli abitanti di Orano. Decide di rimanere e di compiere opere buone,mettendosi a disposizione di Rieux e dei malati.
Lo stile è scorrevole,ma nonostante questo il libro mi è sembrato abbastanza complicato ed impegnativo.
Penso che la lettura richieda una maturità maggiore rispetto alla nostra,dal momento che,come già detto,bisogna avere la capacità di apprezzare il contenuto del libro,che è espresso in un modo diverso dal solito.

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