alescev di alescev
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Fahrenheit 451


“Fahrenheit 451” è il titolo del più famoso romanzo di Raymond Douglas Bradbury, scrittore statunitense contemporaneo specializzato nel genere fantasy, nato nel 1920 a Waukegan.
Fin da giovane scrive su diverse riviste di fantascienza brevi racconti, che nel 1950 racchiude in un unico volume chiamato Cronache marziane, un libro tutt’ora molto conosciuto ed apprezzato dagli amanti del genere.
Un anno più tardi inizia a scrivere “Gli anni del rogo” sulla rivista Galaxy Science Fiction, che nel 1953 diventa Fahrenheit 451, il libro per cui è maggiormente apprezzato Bradbury.
intraprese la carriera di sceneggiatore cinematografico, iniziata con Moby Dick la balena bianca di John Huston, continuando al tempo stesso a scrivere racconti
Numerose sono le sue opere successive, poche delle quali però riescono ad affermarsi.
Con l’avvento della tecnologia l’autore americano si dimostra scettico prima e in netta contrapposizione poi all’avvento dei libri elettronici, vietando addirittura la pubblicazione dei suoi romanzi in formato digitale. Solo nel 2011 acconsente alla vendita di “Fahrenheit 451” sui negozi digitali.
Muore il 5 giugno del 2012, all’età di 91 anni.

Trama

il protagonista, Montag, è un pompiere: ha il compito di bruciare tutti i libri esistenti e di rintracciare chiunque ne nasconda qualcuno. Vive in un mondo in cui la televisione è onnipresente e fonte di qualsiasi emozione; qualsiasi altra forma di comunicazione di massa è vietata.
Un giorno, all’improvviso, entra nella sua vita una giovane donna, particolare, diversa dalla massa: si chiama Clarisse, è una sua vicina di casa; è giovane, bionda e ben presto di capisce come lei conservi ancora gli ideali e l’amore per la lettura vietati in quella sorta di regime.
È felice, a differenza di Montag e sua moglie Mildred, che ha da poco tentato il suicidio. Il giovane, forse scosso da questo particolare incontro, un giorno decidere di infrangere le regole e di leggere un breve passaggio di un libro che avrebbe dovuto bruciare; rimanendo colpito dalle nuove e particolari sensazioni che quelle parole stampate suscitano in lui, decide di trafugare e di nascondere in casa altri testi. Grazie anche al professor Faber, che lo spinge a ribellarsi, si appassiona e si rende per la prima volta davvero conto di ciò che lo circonda; capisce di non amare sua moglie, di essere troppo diverso da lei. La sua diventa un’ossessione: passa ogni momento che ha a disposizione leggendo, arriva addirittura a contraddire apertamente le amiche della moglie, che esprimevano la loro ripugnanza per quegli oggetti inutili ed illusori, esponendosi ad un pericolo enorme.
Ben presto infatti viene scoperto e denunciato alle autorità, Mildred lo lascia e se ne va di casa poco prima che arrivi la squadra dei pompieri a perquisirla. Montag viene costretto a bruciare i suoi libri, poi, preso dall’ira, dà fuoco al suo capo Beatty e viene morso dal segugio meccanico, prima di scappare il più possibile lontano dalla città.
Si rifugia nel bosco, dove raggiunge una comunità di uomini-libro: queste persone imparano a memoria ognuno un romanzo, per poterlo trasmettere alle generazioni future. Non molto tempo dopo sulla città viene sganciato un ordigno nucleare e Montag, con i suoi compagni, corre a prestare soccorso ai superstiti della strage.

Ambiente temporale

Il tempo in cui è ambientato il racconto non è per nulla definito, non abbiamo infatti alcun tipo di riferimento temporale, nemmeno vago. Dal tipo di romanzo e dalla ricostruzione che si può fare analizzando l’autore, possiamo dedurre che si tratti di un mondo “utopico”, in un futuro posteriore al 1960, periodo in cui è stato scritto. Un futuro che ricorda particolarmente il periodo storico in cui viviamo oggi.
La durata dei fatti è riconducibile a circa un mese – dato per nulla certo; in generale possiamo affermare che non si tratta di un lasso di tempo particolarmente lungo.
All’interno del testo sono presenti numerosi piccoli flashback con cui i personaggi ricordano un piccolo episodio precedente – questo confronto tra passato e presente è l’unico riferimento temporale.
il testo procede per lo più in modo scorrevole, con un’accelerazione nel finale del racconto, dove sono presenti in netta maggioranza sequenze narrative. In generale sicuramente prevale il tempo della storia su quello del racconto, infatti le descrizioni sono spesso relegate all’essenziale, molto brevi.
Fabula e intreccio per lo più coincidono, tranne che in poche parti, quando si è in presenza di Flashback.

Ambiente spaziale

la vicenda è ambientata in una cittadina fantastica presumibilmente negli Stati Uniti.
Le vicende si svolgono in luoghi differenti anche se molte di esse sono ambientate in città.
Qui ci si sposta mediante la metropolitana o con le automobili; agli automobilisti è imposto guidare sempre a gran velocità e chi è sorpreso a viaggiare a velocità bassa è arrestato. I pedoni sono visti come dei soggetti irregolari, anticonformisti e ribelli. Gli spazi chiusi sono la casa di Montag, la sede dei vigili del fuoco. La casa dei coniugi ha come luogo centrale il salotto: qui Mildred trascorre gran parte del suo tempo a guardare la "famiglia".
Lo spazio ha funzione pittorica, fa quindi da sfondo alla vicenda.
Le descrizioni avvengono sempre dal punto di vista della narratrice e mai dall’occhio dei personaggi.
L'ambientazione è fantastica, vede l’alternanza di elementi reali uniti a dispositivi, congegni e probabili invenzioni che, soprattutto nel periodo in cui è stato scritto, non esistevano. È curioso, come spesso accade, notare come alcuni oggetti allora inventati, al giorno d’oggi sono – almeno in parte – reali: la possibilità di comunicare “nelle orecchie” anche a distanza, i robot, l’evoluzione della televisione.
Lo spazio e l’ambientazione non sono fondamentali nel racconto, serve infatti come solo sfondo per lo svolgimento della vicenda, senza mai influenzare particolarmente i personaggi; l’autore non vi dedica quasi alcuno spazio nelle sue descrizioni, se non l’essenziale, rilegato a quei pochi semplici dettagli che servono per immettere il lettore nel contesto storico sociale necessario per comprendere la trama.

Personaggi

Il protagonista indiscusso del racconto è uno, Montag; numerose sono le altre figure presenti (alcune rappresentanti il bene, altre il male) ma mai nessuna è così rilevante da poter anche solo per un attimo essere paragonata al pompiere.
Non viene descritto fisicamente e pochissime sono le informazioni che si possono ricavare dal testo – nemmeno l’età. Per tutta la durata del romanzo di dimostra coraggioso, nonostante il suo essere subisca un profondo cambiamento. Sa ascoltare e lascia parlare chiunque, lascia che lo consiglino questo o quello, salvo poi decidere sempre con la sua testa e una grande ostinatezza, a cui più e più volte dà sfogo nel corso del romanzo. È proprio in questo modo che si rende conto della terribile situazione in cui tutti, attorno a lui, sono finiti. Spesso finisce per adottare dei modi violenti, atteggiamento che però gli permette di affrontare la fuga con maggiore coscienza e sicurezza. È un individuo che cambia radicalmente dalla prima all’ultima pagina, evolvendosi più di ogni altro nel racconto.
Gli altri due personaggi principali sono Clarisse e Faber (quest’ultimo non presente nel film)
Clarisse è una diciassettenne, vicina di casa di Montang. Muore prima di metà libro ma rimane nel cuore del pompiere. È vivace, cresciuta in una famiglia con le stesse caratteristiche di una volta. È costantemente controllata dal governo e ha sempre pronto un argomento di cui parlare. È lei che trasforma Montag, rendendolo consapevole della situazione in cui si trova quasi tutta la popolazione. Muore misteriosamente, e le informazioni sulle sue caratteristiche fisiche sono pressoché nulle.

Faber è anziano, ex insegnante di università. All’apparenza molto pauroso, si dimostra intelligente e capace, in grado di affrontare numerose difficoltà. Sa sempre come aiutare Montag, lungo tutta la durata del racconto. È un personaggio statico, le cui caratteristiche rimangono invariate.
Narratore:
Il brano è scritto in terza persona, il narratore è esterno alla storia e non è a conoscenza d tutto ciò che accade, infatti adotta una focalizzazione interna, quella del protagonista – Montag – di cui conosce e descrive le azioni, i pensieri e le emozioni. Di conseguenza non partecipa mai direttamente all’azione ma si limita a descriverla. La focalizzazione è fissa.

Temi affrontati

Si tratta di un romanzo di fantascienza, un mix di idee futuristiche apparentemente senza un preciso scopo se non dimostrare la creatività dell’autore – che in effetti è eccelsa e precisa, visto l’effettivo realizzarsi negli anni avvenire di quanto ideato in passato – e di denuncia verso una civiltà che già 70 anni orsono appariva sulla giusta via per diventare una società-zombie. Un’aperta critica verso la tecnologia e una lotta sfinita per la libertà d’espressione; il tutto condito con un pizzico di amore, coraggio e avventura, che in un romanzo non guastano mai.

Commento

per quanto personalmente ami i film fantascientifici – compresa la trasposizione di questo film – la versione “cartacea” di queste storia mi lascia spesso perplesso e non mi intriga nemmeno vagamente tanto quanto la pellicola. Unica eccezione per 1984 di Orwell, di cui questo mi è sembrato una brutta copia. La sostanza mi sembrava qualcosa di già letto, nonostante gli spunti interessanti fossero stati parecchi.
Soggettivamente, se fossi un giudice di un qualche Talent sui libri, direi di no, per via di uno stile particolare ma fin troppo ripetitivo e un genere che personalmente non riesco ad apprezzare; oggettivamente sarebbe sì, perché rimane un romanzo che insegna molto e che sa stupire, se si tiene a mente quando è stato scritto.
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