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I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe


• Noto in lingua inglese come The Murders in the Rue Morgue, I delitti della Rue Morgue è un racconto che è stato scritto dallo scrittore statunitense Edgar Allan Poe, noto soprattutto per essere stato uno degli esponenti più importanti del genere letterario poliziesco e del giallo di tipo psicologico.
Il racconto è stato pubblicato per la prima volta nell’ambito della nota rivista The Graham's Lady's and Gentleman's Magazine di Filadelfia. Sotto forma di volume I delitti della Rue Morgue è stato pubblicato nel corso dell’anno 1845, quando uscì la nota raccolta Tales che è stata a sua volta pubblicata presso Willey and Putnam a Londra. Introducendo il genere letterario poliziesco, viene considerato come il primo racconto della storia rientrante nel genere letterario poliziesco.

Il caso de I delitti della Rue Morgue


• Il protagonista delle vicende qua descritte e raccontate è l’investigatore Auguste Dupin che lo scrittore da subito descrive come uomo dalle grandi capacità intellettive. Le vicende partono dagli omicidi avvenute nel corso di una notte in Rue Morgue di due donne che vivevano in un appartamento al quarto piano di un palazzo: l’anziana Madame L'Espanaye, a cui è stata tagliata la gola e il cui corpo è stato mutilato e la figlia Camille, che è stata strangolata e il cui corpo esanime è stata nascosta nella cappa del camino. La porta dell’appartamento è chiusa dall’interno e i vicini sono stati in grado di riconoscere le urla sia delle vittime che quelle di un francese presente probabilmente sulla scena dei delitti e di una seconda persona dalla lingua sconosciuta.
Considerando che è stata arrestata una persona innocente, che gli interrogatori non danno alcun esito soddisfacente, l’investigatore Auguste Dupin decide di avviare un sopralluogo nel luogo dell’omicidio per capire meglio le dinamiche generali del delitto.



Sviluppo della storia


• Dupin va dunque con un amico sul luogo del delitto e, controllando il luogo del crimine, si rende conto che la cappa del camino è troppo stretta per potervi passare. L’investigatore si autoconvince sempre di più che l’assassino è riuscito dunque a passare dalle finestre presenti sul retro dell’appartamento che alla vista normale sembrano non essere mai state aperte, ma rimaste completamente chiuse dall’interno. Dupin vuole dimostrare come la sua ipotesi sia esatta e vuole dimostrare che l’assassino sia uscito proprio da là dopo aver commesso gli assassini.

I suoi aspetti sono fondati dall’aver trovato un chiodo completamente che sembrerebbe intatto e una molla che chiuderebbe il telaio della finestra con un sistema automatico.

Sembrerebbe difficile pensare che l’assassino sia passato proprio da là, ma dopo un’osservazione più attenta è possibile notare come a due metri circa dalla finestra si può intravedere il cavo di un parafulmine e come le imposte presenti nel quarto piano possano creare un vero e proprio appiglio assai comodo.

Evoluzione finale della vicenda e risoluzione del caso


• Dupin dice al suo giovane amico presente con lui sul luogo del delitto che solo una persona agile e temeraria sia stata in grado di utilizzare come base di appoggio per la fuga una persiana di legno come base di appoggio. La cosa incredibile è che sembrerebbe strano che un essere umano comune abbia potuto compiere un atto simile, ma sarà la notizia di un quotidiano a far comprendere che probabilmente gli omicidi potrebbero essere stati compiuti da un essere che di umano non avrebbe nulla. Ad avere commesso gli omicidi sarebbe stato un animale, ovvero un orango del Borneo appartenente ad un marinaio di una nave maltese, che sarebbe fuggito armato di un rasoio appartenente al padrone.
Il marinaio avrebbe cercato di trattenere l’animale, ma questo avrebbe proseguito la sua folle corsa riuscendo anche ad arrampicarsi fino all’appartamento sito al quarto piano dell’appartamento delle due donne che sarebbero state colte alla sprovvista dall’arrivo dell’imponente animale; il proprietario aveva cercato di bloccarlo, ma impotente dovette assistere al duplice omicidio delle due donne. Dopo avere ucciso Madame L'Espanaye, troncandogli la testa, con furore omicida uccide anche Mademoiselle L’Espanaye, strangolandola.
A questo punto l’orango, vedendo alle sue spalle il padrone, si ricorda della frusta con cui era solito punirlo e, spaventato, cerca di nascondere quanto ha commesso poco prima.
Dopo aver nascosto i due corpi, fugge così come fa anche il suo proprietario. Il caso dunque viene risolto e Dupin, anziché ricevere degli elogi, viene ripreso dal prefetto.
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