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Virgilio, opere


Virgilio è considerato uno dei poeti più importanti di tutta la latinità, egli fu, infatti, eletto da Dante come modello assoluto di perfezione morale e bellezza poetica e come personalizzazione della ragione. La produzione letteraria di Virgilio si deve inserire nel contesto politico e culturale dell’età augustea, in quanto egli ne fu un grande portavoce. Virgilio decise di trattare l’epica e rifondarne i miti, commisurandosi quindi con il genere letterario più antico, componendo l’Eneide. Virgilio, inoltre, scrisse anche altre opere più brevi come le Bucoliche e le Georgiche. Le Bucoliche sono divise in dieci egloghe, ovvero in dieci canti in cui sono trattati argomenti agresti, pastorali e lirici, mentre le Georgiche è un’opera di stampo trattatistico che ha finalità didascaliche, in cui Virgilio spiega tutte quelle operazioni necessarie per vivere in campagna. In Virgilio, dunque, convivono tematiche molto distanti tra loro.
Tuttavia, tutte queste opere sono legate dalla volontà, da parte di Virgilio, di voler corrispondere alle richieste di Ottaviano, il quale si circondò di una squadra di intellettuali che potessero presentare positivamente la sua figura; così l’autore, tramite Mecenate, ottiene il vantaggio di poter essere ospitato a corte, diventando un intellettuale di corte. Dunque vennero ad incontrarsi il talento di Virgilio e la personalità di Augusto senza che una sovrastasse l’altra.
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