come comprare casa nel 2026

La scena la conosci bene: hai superato i vent'anni, magari ti stai avvicinando pericolosamente ai trenta. Sei nella tua cameretta d'infanzia, quella con i muri che hanno visto i poster dei One Direction lasciare il posto ai manuali universitari e, infine, alle cravatte o ai tailleur del primo stage.

Hai voglia di scappare, di arredare un salotto tutto tuo, di girare in mutande alle tre di notte senza incrociare lo sguardo giudicante di tua madre. 

L'indipendenza è lì, e ti sta chiamando. Poi, apri un portale di annunci immobiliari, dai un’occhiata ai prezzi, e ti metti a piangere in posizione fetale. Andare a vivere da soli, oggi, sembra uno sport per ricchi, un lusso che la Generazione Z e i Millennials non possono permettersi. 

Ma è davvero così? Oppure stiamo solo sbagliando approccio, intrappolati tra i falsi miti dei nostri genitori (i famigerati "Boomer") e le trappole di un mercato immobiliare che nessuno ci ha mai spiegato?

Per rispondere a questa domanda esistenziale, nell'ultima puntata di Skill Factor, il vodcast di Skuola.net condotto dal nostro direttore Daniele Grassucci, abbiamo creato un crossover epocale.

Abbiamo ospitato due pesi massimi del settore: Corrado Sassu e Blasco Pulieri, agenti immobiliari di fama nazionale, volti iconici del programma TV "Casa a Prima Vista" e host del podcast "Salone Doppio". 

Mettiti comodo, prendi appunti e preparati a un bagno di realtà: ecco la guida definitiva, senza censure e senza filtri, per sopravvivere al mercato immobiliare italiano e conquistare finalmente la tua agognata indipendenza

Indice

  1. La grande anomalia italiana: perché non usciamo di casa?
  2. La trappola della "tela bianca": l'illusione del risparmio
  3. I conti in tasca: quanto costa REALMENTE comprare una prima casa?
  4. L'affitto: da soldi buttati a investimento di vita
  5. Le soluzioni creative: dal "fuori zona" di Corrado ai loft industriali e micro-case
    1. Il potere del "fuori zona"
    2. Il cambio di destinazione d'uso: da negozio a loft
    3. Le metrature estreme: Tiny House e Van Life
  6. Glossario per sopravvivere alla ricerca di una casa
  7. 3 consigli pratici per andare a vivere da soli

La grande anomalia italiana: perché non usciamo di casa?

I dati snocciolati all'inizio della puntata parlano chiaro e dipingono un quadro quasi comico, se non fosse tragico. In Italia, ben il 50% dei giovani tra i 25 e i 34 anni vive ancora con i genitori.

Se ci spostiamo nel Nord Europa, questo dato crolla vertiginosamente: in Danimarca e in Finlandia, solo il 4% dei giovani della stessa fascia d'età dorme ancora sotto il tetto materno

In Danimarca, addirittura, esiste una goliardica (e spietata) tradizione: se arrivi a 25 anni e non sei ancora sposato o indipendente, i tuoi amici ti legano a un palo e ti ricoprono di cannella. Un bullismo legalizzato che sottolinea quanto l'indipendenza precoce sia radicata nella loro cultura.

Ma di chi è la colpa in Italia? Siamo un popolo di mammoni cronici, sedati dalle lasagne della domenica?

Secondo Corrado, c'è un fondo di verità culturale, ma con una distinzione di genere importante: "Le donne sono molto più intraprendenti sotto questo punto di vista rispetto ai maschietti.

Ho conosciuto tante ragazze che sono andate a fare esperienze in posti dove la lingua non la conoscevano minimamente, lavori incredibili. Noi maschietti siamo un po' più ancorati".

Tuttavia, la vera radice del problema non è solo l'affetto per la genitrice. È una questione prettamente strutturale ed economica. L'Italia è, storicamente, un Paese di proprietari immobiliari. Siamo seduti su un immenso patrimonio di mattoni ereditati

Come sottolinea Blasco: "Noi storicamente siamo dei possessori immobiliari incredibili, è quasi una malattia. Il fatto che non si acquisti un immobile e non si vada via è perché abbiamo tante case ereditate: nonno, zia... Rimaniamo nel nucleo familiare perché c'è già una proprietà in arrivo".

In sintesi: perché spaccarsi la schiena per comprare un bilocale a prezzi folli quando, tra qualche anno, si libererà la casa della nonna? Questo attendismo ereditario paralizza il mercato e ritarda l'emancipazione di un'intera generazione.

La trappola della "tela bianca": l'illusione del risparmio

Se c'è una frase che fa brillare gli occhi ai genitori e ai giovani sognatori è: "Questa casa è una tela bianca, ci puoi fare quello che vuoi!". Nel gergo immobiliare, una "tela bianca" è un appartamento totalmente da ristrutturare.

L'idea di fondo (molto boomer) è: la pago poco, ci metto le mani piano piano e risparmio. Sbagliato. Sbagliatissimo.

Nel 2024, comprare una casa da ristrutturare se sei un giovane al primo impiego è un suicidio finanziario. Il direttore Daniele Grassucci ha posto la domanda fatidica ai due esperti: per uno studente o un giovane lavoratore, meglio una "tela bianca" o una casa "Ready to live" (pronta da abitare)?

Corrado distrugge ogni romanticismo: "Innanzitutto dipende da quanto abbiamo nel prato. Oggi come oggi, un ragazzo giovane per comprare la sua prima casa deve prendere un mutuo.

Comprare casa è un lusso. Se compri qualcosa da ristrutturare, devi avere una somma in più per fare i lavori, altrimenti bisogna andare su qualcosa di pronto".

Blasco rincara la dose, spiegando un dettaglio tecnico che le banche non sbandierano: "È praticamente quasi impossibile che ti diano un mutuo per l'acquisto e che poi ti diano anche una somma per ristrutturare".

Tradotto: la banca ti finanzia (forse) l'acquisto dei muri, ma gli operai, i tubi nuovi, il pavimento e gli infissi devi pagarli in contanti. E i costi dei materiali edili, post-pandemia e post-Superbonus, sono schizzati alle stelle. La "tela bianca" non è un affare per chi ha un budget limitato, è un buco nero per i tuoi risparmi.

I conti in tasca: quanto costa REALMENTE comprare una prima casa?

È qui che la puntata di Skill Factor si trasforma in una masterclass di educazione finanziaria cruda e spietata. Dimentica i calcolatori online che ti dicono "rata da 600 euro al mese". Blasco e Corrado ci hanno fatto i conti esatti, al centesimo, svelandoci i costi sommersi che nessuno calcola mai.

Prendiamo come esempio un traguardo standard per un giovane a Roma o Milano: un bilocale da 200.000 euro. Sei andato in banca, hai un lavoro a tempo indeterminato e ti concedono un mutuo all'80%.

Questo significa che la banca ti dà 160.000 euro. I restanti 40.000 euro devi averli cash sul conto. Ma non è finita qui, anzi, il bello deve ancora venire:

  1. Il Notaio: Per comprare casa servono due atti notarili (l'atto di compravendita e l'atto di mutuo con la banca). Costo medio agevolato per la prima casa? Circa 3.000 euro.

  2. Le Tasse (Imposta di Registro): Calcolata sulla rendita catastale dell'immobile, con le agevolazioni prima casa (2%), per un appartamento di questo tipo parliamo di circa 1.400 - 1.500 euro.

  3. Spese della Banca: Istruttoria, perizia e assicurazioni. Generalmente la banca trattiene circa l'1% dell'importo erogato. Su 160.000 euro, fai conto di lasciare giù altri 1.600 - 2.000 euro.

  4. L'Agenzia Immobiliare: Nessuno lavora gratis, giustamente. Le provvigioni nelle grandi città variano dal 3% al 5% sul prezzo di acquisto (non sul mutuo, ma sui 200k!). Aggiungi quindi tra i 6.000 e i 10.000 euro (più IVA).

Il totale è agghiacciante: per sbloccare la porta di una casa da 200.000 euro, devi avere fisicamente a disposizione sul tuo conto corrente tra i 60.000 e i 70.000 euro in contanti.

E la casa è ancora vuota. Mettiamoci un arredamento dignitoso ed economico da grande distribuzione (cucina, divano, letto, bagno)? Altri 15.000 euro.

Il verdetto di Corrado è lapidario: "Per entrare nella prima casa, su una spesa di 200mila euro, tra i 70mila e i 90mila ti servono cash". Una doccia gelata che fa capire perfettamente perché i ventenni guardano all'affitto come all'unica ancora di salvezza.

L'affitto: da soldi buttati a investimento di vita

"L'affitto sono soldi buttati". Se avessimo un euro per ogni volta che un genitore ha pronunciato questa frase, potremmo comprarci un attico in centro. La generazione precedente vede la locazione come un fallimento, un arricchire qualcun altro senza costruire un patrimonio.

Ma nel mercato fluido, precario e costosissimo di oggi, l'affitto ha cambiato completamente connotazione.

Corrado e Blasco ribaltano questo dogma polveroso. Andare in affitto, specialmente se giovani, non è uno spreco, ma il miglior investimento sulla propria formazione personale e sentimentale.

Corrado Sasso, andato a vivere da solo a 23 anni in un attico in affitto, spiega: "Ti abitua a sostenere delle spese, a organizzarti, a vivere da solo, a organizzare la quotidianità, a convivere con un'altra persona. Vai a condizionare positivamente la tua qualità di vita. Sono soldi investiti per fare tutto questo".

L'aspetto relazionale è cruciale. Comprare subito casa con il partner, accendendo un mutuo cointestato di trent'anni senza aver mai vissuto insieme prima, è una roulette russa. Le abitudini, i calzini lasciati in giro, le dinamiche di potere in casa emergono solo vivendoci dentro. 

Blasco, che ha iniziato a fare l'agente immobiliare a 18 anni, rivela un lato quasi filosofico del suo mestiere: "Io sono cresciuto molto in fretta perché le dinamiche delle famiglie mi hanno insegnato cosa NON fare.

Dietro la casa ci sono mille dinamiche: famiglie separate, convivenze sbagliate, errori fiscali. Dagli errori degli altri impari come vivere".

L'affitto, in sintesi, è il "test drive" necessario prima di comprare l'auto della vita.

Le soluzioni creative: dal "fuori zona" di Corrado ai loft industriali e micro-case

Va bene, i calcoli li abbiamo fatti, la psicologia l'abbiamo smarcata. Ma nel lato pratico, come si fa a trovare una casa senza vendere un rene? I consulenti di Salone Doppio ci propongono tre strategie non convenzionali.

1. Il potere del "fuori zona"

Siamo ossessionati dai centri urbani o dai quartieri della movida. Ma la geografia, grazie allo smart working e ai treni metropolitani, sta cambiando. L'agente immobiliare non è solo chi ti apre la porta, ma chi ti fa una consulenza ("ti cuciamo un abito su misura", dice Blasco).

Se non hai il budget per un quartiere, te ne trovano uno con le stesse identiche caratteristiche (verde, negozi, collegamenti), ma che costa la metà.

La vera svolta è guardare la provincia. Paesi intorno a Roma come Nepi, Ronciglione o Civita Castellana offrono centri storici pazzeschi a prezzi irrisori (50 mq a 25.000-30.000 euro totali!). Oppure città costiere come Ladispoli: a 40 minuti di treno dal Vaticano, ma con un costo della vita abbattuto del 40% e... il mare. Lo stesso vale per l'hinterland milanese, che si è espanso a macchia d'olio, assorbendo pendolari persino da Torino.

2. Il cambio di destinazione d'uso: da negozio a loft

Passeggiando per le nostre città, vediamo decine di saracinesche abbassate. Piccoli negozi di quartiere che non hanno retto l'urto dell'e-commerce. Ecco il life hack immobiliare: comprare un locale commerciale sfitto, che costa molto meno del residenziale, e fare un "cambio di destinazione d'uso" per trasformarlo in abitazione.

Affidandosi a tecnici esperti per verificare i requisiti di luce, aria e salubrità, si possono creare dei loft in stile industriale spettacolari, recuperando tessuto urbano ed evitando di costruire nuovi palazzi.

3. Le metrature estreme: Tiny House e Van Life

Spesso per risparmiare cerchiamo case sempre più piccole. Ma qual è il limite legale? Blasco e Corrado ci ricordano che la legge impone un minimo di 28 mq per un monolocale e 42 mq per un bilocale. Sotto queste soglie, non è considerata abitazione (non fatevi rifilare cantine accatastate male!).

Tuttavia, le nuove generazioni stanno esplorando forme di vita alternative: chi vive sulle barche a vela, chi ripopola i borghi abbandonati, chi si dà alla Van Life camperizzando furgoni.

Soluzioni romantiche, certo, che richiedono però uno stile di vita e un lavoro che permetta un nomadismo totale, difficilmente compatibile con la classica vita da ufficio nel centro della metropoli.

In conclusione, comprare o affittare casa oggi è un percorso a ostacoli, ma non è una missione impossibile.

Richiede educazione finanziaria, mente aperta per valutare il "fuori zona", la flessibilità di testarsi con un affitto e, soprattutto, l'umiltà di farsi affiancare da professionisti seri (i consulenti immobiliari) che ti evitano di buttare i tuoi risparmi in progetti irrealizzabili.

Se ti sei perso questa puntata di Skill Factor, recuperatela subito su YouTube: è il corso di sopravvivenza per adulti che la scuola ha dimenticato di farti fare.

Glossario per sopravvivere alla ricerca di una casa

Se l'agenzia ti parla in una lingua aliena, ecco il traduttore automatico:

  • Tela Bianca: Immobile completamente da ristrutturare. Attenzione: richiede molta liquidità immediata per i lavori, poiché la banca raramente finanzia la ristrutturazione insieme all'acquisto.

  • Ready to Live: Immobile già ristrutturato, pronto per essere abitato. Costa di più all'acquisto, ma non richiede spese vive successive (perfetto per chi prende mutui alti ma ha pochi contanti).

  • Imposta di Registro: Tassa dovuta allo Stato quando si acquista una casa. Per la "Prima Casa" è agevolata al 2% sul valore catastale dell'immobile (molto più basso del prezzo di mercato).

  • Istruttoria / Perizia: Spese bancarie. L'istruttoria è il costo per l'apertura della pratica del mutuo, la perizia è il costo del tecnico della banca che esce a verificare se la casa vale davvero i soldi che state chiedendo.

  • Cambio di Destinazione d'Uso: Procedura urbanistica per trasformare un immobile nato per uno scopo (es. negozio, magazzino) in un'abitazione (residenziale). Richiede requisiti specifici di luce e metratura.

  • Fuori Zona: Cercare casa al di fuori dei confini urbani classici (es. provincia, hinterland) puntando sui collegamenti ferroviari veloci per abbattere i costi di acquisto mantenendo la qualità della vita.

3 consigli pratici per andare a vivere da soli

  1. Non demonizzare l'affitto: Prima di firmare un mutuo di 30 anni con il tuo partner, fai un "test drive". Un contratto di affitto transitorio (es. 18 mesi) è fondamentale per testare la convivenza, dividere le spese e capire se sei davvero compatibili sotto lo stesso tetto.

  2. Prepara un "Cuscino di Cash": Se punti all'acquisto di una prima casa con il mutuo all'80%, mettiti l'anima in pace. Il restante 20% non basta. Devi aggiungere le spese di agenzia, il notaio e le tasse. Metti in preventivo almeno 60.000€ liquidi per un immobile da 200.000 euro.

  3. Esplora l'Hinterland con i Mezzi: Se i prezzi della città sono insostenibili, non accontentarti di un buco di 30mq senza luce. Cerca i "borghi dormitorio" ben collegati con il treno locale. Spesso un attico in provincia ti costa quanto un seminterrato in centro, e in 40 minuti di treno sei al lavoro.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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