
Avete mai visitato una località durante l’alta stagione e avuto la sensazione che in giro ci fossero più turisti che residenti? In alcune zone d’Europa i numeri aiutano a capire perché.
Eurostat ha pubblicato una mappa dedicata alla tourism intensity, l’intensità turistica registrata nelle regioni europee nel corso del 2024. L’indicatore mette in rapporto le notti trascorse dai turisti nelle strutture ricettive con il numero di persone che vivono stabilmente in quel territorio.
E in cima alla classifica dell’Unione europea i numeri diventano impressionanti: nella prima regione si superano addirittura le 127 notti turistiche per ogni abitante.
Indice
- Cosa significa davvero “intensità turistica”?
- 127 notti turistiche per abitante: il Sud Egeo è primo
- Anche il secondo posto è in Grecia
- Al terzo posto c’è l’Italia: Bolzano arriva a 68,9
- Dalla Croazia alle Baleari: le altre zone con una pressione altissima
- Dove invece i turisti sono pochissimi rispetto ai residenti?
- La regione con più turisti non è quella con la maggiore intensità
- Nel 2024 l’Europa ha superato i 3 miliardi di pernottamenti
Cosa significa davvero “intensità turistica”?
Prima di vedere la classifica, bisogna capire cosa stiamo misurando.
Eurostat prende tutte le notti trascorse durante l’anno in strutture turistiche come hotel, campeggi e altre sistemazioni ricettive, considerando sia i viaggiatori provenienti dall’estero sia quelli dello stesso Paese, e le mette in rapporto con la popolazione residente.
Se una regione registra un valore pari a 50, quindi, significa che nell’arco dell’anno sono state contabilizzate 50 notti turistiche per ogni persona che vive stabilmente in quell’area.
È un dato particolarmente utile per osservare la pressione esercitata dal turismo sulle destinazioni e sulle comunità locali.
Va però fatta una distinzione importante: una tourism intensity elevata non basta, da sola, per decretare che una località soffra di “overtourism”. Entrano in gioco anche la stagionalità, la dimensione del territorio, le infrastrutture, la disponibilità di case e servizi e la concentrazione dei visitatori in determinati luoghi.
Inoltre, il dato può perfino sottostimare la presenza effettiva dei visitatori: nel calcolo non rientrano, ad esempio, i turisti che arrivano e ripartono nella stessa giornata o quelli che soggiornano in abitazioni non affittate, come seconde case o alloggi di amici e parenti.

127 notti turistiche per abitante: il Sud Egeo è primo
Al vertice della classifica UE troviamo Notio Aigaio, il Sud Egeo della Grecia.
La regione comprende alcune delle isole greche più famose e visitate al mondo, tra cui Mykonos, Rodi e Kos, e nel 2024 ha registrato ben 127,2 notti trascorse in strutture turistiche per ogni abitante.
Un rapporto enorme, soprattutto se confrontato con la media dell’Unione europea, che nel 2024 si fermava a circa 6,7 notti per abitante.
E la pressione aumenta ancora durante l’estate. Eurostat aveva già rilevato che ad agosto, mese di picco per il Sud Egeo, il numero medio giornaliero di pernottamenti turistici arrivava a livelli altissimi rispetto alla popolazione locale.
Non sorprende quindi che proprio le isole siano tra i territori che emergono con maggiore evidenza quando si confrontano turisti e residenti: possono ricevere milioni di visitatori pur avendo una popolazione stabile relativamente piccola.
Anche il secondo posto è in Grecia
Per trovare la seconda regione bisogna rimanere in Grecia e spostarsi verso il mar Ionio. Le Ionia Nisia, le Isole Ionie, hanno registrato nel 2024 102,6 notti turistiche per abitante. È l’unica altra regione dell’Unione europea che, secondo i dati diffusi da Eurostat, supera quota 100.
La forte presenza di turisti internazionali in queste zone era già evidente nelle statistiche precedenti: nel 2023 oltre il 90% dei pernottamenti turistici sia nel Sud Egeo sia nelle Isole Ionie proveniva da visitatori stranieri.
La combinazione tra una popolazione residente limitata, una grande capacità ricettiva e una fortissima attrattività internazionale porta così queste isole molto lontano dalla media europea.
Al terzo posto c’è l’Italia: Bolzano arriva a 68,9
Per trovare il terzo territorio con la maggiore intensità turistica dell’UE bisogna venire in Italia. La Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen, ovvero l’Alto Adige, ha registrato 68,9 notti turistiche per abitante nel 2024.
Un risultato che potrebbe sorprendere chi associa l’overtourism soprattutto a spiagge affollate e città d’arte.
La pressione turistica può essere molto elevata anche in montagna. L’Alto Adige attira visitatori durante buona parte dell’anno grazie alle Dolomiti, agli sport invernali, al trekking e al turismo naturalistico, mettendo insieme stagioni turistiche diverse.
E il caso di Bolzano dimostra anche perché guardare semplicemente al numero assoluto dei turisti racconta soltanto una parte della storia: ciò che conta in questa classifica è quanti pernottamenti vengono registrati rispetto alla popolazione che vive nel territorio.
Dalla Croazia alle Baleari: le altre zone con una pressione altissima
Le prime tre non sono casi isolati. Secondo Eurostat, nel 2024 erano sette le regioni dell’Unione europea con più di 50 notti turistiche per abitante.
Oltre a Sud Egeo, Isole Ionie e Provincia di Bolzano, nel gruppo troviamo anche Creta, la regione costiera croata della Jadranska Hrvatska, le Isole Baleari in Spagna e il Tirolo austriaco.
La geografia dice già molto: isole, coste e zone alpine dominano la parte alta della mappa. Sono territori con un fortissimo richiamo turistico e, spesso, con una popolazione residente molto più ridotta rispetto al flusso di persone che riescono ad attirare durante l’anno.
Dove invece i turisti sono pochissimi rispetto ai residenti?
All'altro capo della classifica troviamo territori con una tourism intensity estremamente bassa. Tra le regioni dell’Unione europea considerate da Eurostat, nel 2024 il valore più basso è stato registrato a Mayotte, territorio francese nell’Oceano Indiano, con appena 0,5 notti turistiche per abitante.
Seguono Mazowiecki regionalny, in Polonia, con 0,7, e Sud-Muntenia, in Romania, con 0,8. Il divario con le località in cima alla graduatoria è enorme e mostra quanto il turismo europeo sia distribuito in modo disomogeneo.
Alcuni territori accolgono un numero di pernottamenti relativamente contenuto, mentre in altri il flusso turistico raggiunge dimensioni enormi rispetto alla popolazione locale.
La regione con più turisti non è quella con la maggiore intensità
C’è poi una differenza interessante. Se guardiamo semplicemente a dove vengono trascorse più notti, la classifica cambia completamente.
Nel 2024 la regione più visitata dell’UE in termini assoluti è stata quella delle Canarie, con circa 99,5 milioni di pernottamenti. Seguono la Catalogna, con 88,7 milioni, e la costa adriatica croata, con 88,4 milioni. Il Sud Egeo, invece, domina quando il numero viene rapportato agli abitanti.
È la differenza tra volume turistico e intensità turistica: una grande regione con milioni di residenti può assorbire un numero enorme di visitatori mantenendo un rapporto relativamente più basso. Un’isola con pochi abitanti può invece trovarsi sotto una pressione molto più forte anche con numeri assoluti inferiori.
Nel 2024 l’Europa ha superato i 3 miliardi di pernottamenti
La nuova mappa arriva dopo un anno da record per il turismo europeo. Nel 2024 sono state trascorse più di 3 miliardi di notti nelle strutture ricettive dell’Unione europea, superando anche i livelli precedenti alla pandemia.
Spagna, Italia, Francia e Germania hanno raccolto insieme oltre il 60% del totale delle presenze. Il turismo continua quindi a essere una parte enorme dell’economia europea.
Allo stesso tempo, la concentrazione dei visitatori in alcune destinazioni pone questioni sempre più evidenti: trasporti, gestione dei rifiuti, consumo di risorse, disponibilità degli alloggi e qualità della vita di chi in quei luoghi ci vive dodici mesi l’anno.