Se cerchi un itinerario da brividi per Halloween, la Napoli magica ha tutto: la presunta tomba di Dracula, palazzi infestati, il culto delle anime e le leggende del sottosuolo. Quasi tutto si concentra nel centro antico, con una puntata a Posillipo e nel quartiere Sanità.
I Cumani fondarono la città nell'VIII secolo a.C. sull'isola di Megaride, dove oggi si trova Castel dell'Ovo; da allora, nelle storie tramandate dai napoletani, sacro e profano convivono. I luoghi raccolti qui hanno una cosa in comune: dietro ogni leggenda c'è un posto reale da scoprire, in alcuni casi solo dall'esterno, che sia un chiostro, un palazzo, una galleria o un cimitero.
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Dove si trova la presunta tomba di Dracula a Napoli
La presunta tomba di Vlad III di Valacchia, meglio conosciuto come conte Dracula, si trova nel chiostro del complesso monumentale di Santa Maria La Nova. Il complesso è di fondazione angioina e l'indirizzo è piazza Santa Maria La Nova 44.
Il sepolcro appartiene alla nobile famiglia Ferrillo e a incuriosire sono i simboli scolpiti sopra: un dragone e due sfingi contrapposte. Sono proprio questi dettagli ad aver attirato l'attenzione di chi ha studiato la tomba.
Una versione della storia racconta che Vlad III non morì in battaglia ma fu fatto prigioniero dai turchi. A riscattarlo sarebbe stata la figlia Maria Balsa, sposa del conte Giacomo Alfonso Ferrillo, che lo portò in Italia e lo fece seppellire a Napoli.
Occhio però a non prenderla per storia certa. Studi internazionali collegano la sepoltura a Napoli, ma manca un documento che confermi che il corpo sia davvero lì, e per verificarlo bisognerebbe aprire la tomba, operazione che richiede permessi dai tempi lunghi.
Palazzi e chiostri dove si aggirano i fantasmi
Il più famoso è Palazzo Donn'Anna, a picco sul mare nel quartiere Posillipo, in Largo Donn'Anna. Lo ha progettato Cosimo Fanzago ed è considerato tra i posti più belli e misteriosi della città.
Secondo le credenze, tra le sue stanze si aggirano ombre e fantasmi di pescatori, gli amanti di Donna Anna Carafa, moglie del viceré Ramiro Nuñez de Guzmán. La leggenda racconta che la nobildonna, dopo averci trascorso notti di passione, li uccidesse all'alba e li gettasse in mare.
Un'altra tradizione colloca sulle terrazze anche una rivale in amore, la nobile spagnola Mercedes de las Torres. Se preferisci la versione letteraria, la storia del palazzo è raccontata da Matilde Serao in "Leggende napoletane".
Tornando nel centro storico, c'è il chiostro di Santa Chiara. Qui la leggenda vuole che il fantasma della regina Giovanna I, assassinata per mano di Carlo III di Durazzo nel 1382, torni ogni anno nel giorno della sua morte, il 27 luglio.
Nello stesso chiostro c'è chi giura di aver visto Sancha di Majorca, tutrice di Giovanna, passeggiare pregando e piangendo. Insomma, la regina non resterebbe da sola...
In via dei Tribunali c'è poi Palazzo Spinelli, legato allo spirito di Bianca, giovane serva della marchesa Lorenza Spinelli. Secondo la leggenda, per aver ricambiato uno sguardo del marito della marchesa, Bianca fu murata viva nell'androne del palazzo.
Prima di morire avrebbe lanciato una maledizione su tutta la famiglia. Da allora, racconta la leggenda, appare ai discendenti della nobildonna nei momenti infausti o felici.
Cappella Sansevero e i simboli esoterici del centro storico
Il Museo Cappella Sansevero, in via Francesco De Sanctis 19/21, è il regno del principe Raimondo di Sangro e delle leggende che lo circondano. Accanto ai simboli religiosi ed esoterici sono presenti le macchine anatomiche, che mostrano, rispettivamente, l'apparato circolatorio di un uomo e quello di una donna.
Il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino è la star: in un solo blocco di marmo l'artista ha scolpito il corpo di Cristo, poi ricoperto da un velo anch'esso di pietra. Si racconta che il velo sia opera del principe alchimista, che con un liquido speciale avrebbe trasformato il tessuto in roccia.
E il principe non avrebbe mai smesso di girare per la città. Si narra che a notte fonda la sua carrozza sfrecci nel centro storico per poi fermarsi davanti al suo palazzo, tra i nitriti dei cavalli.
Pochi passi più in là c'è la Chiesa del Gesù Nuovo, in piazza del Gesù Nuovo, con la sua facciata "a punta di diamante". I simboli incisi sulla pietra sono stati interpretati come iscrizioni in aramaico, e lo studioso Vincenzo De Pasquale vi ha individuato una melodia, chiamata "Enigma".
A Palazzo Sansevero, al civico 9 di piazza San Domenico Maggiore, è legato invece il fantasma di Maria D'Avalos. Fu assassinata nel 1590 dai sicari del marito Carlo Gesualdo, insieme all'amante Fabrizio Carafa.
La leggenda vuole che la sua anima vaghi tra il portone del palazzo e l'obelisco della piazza, in cerca del suo amore. La leggenda colloca al 18 ottobre le urla che c'è chi dice di sentire provenire dal palazzo.
Napoli Sotterranea e la leggenda del Munaciello
Per le leggende del sottosuolo l'indirizzo è piazza San Gaetano 69, nei pressi di San Gregorio Armeno. Da qui parte il percorso di Napoli Sotterranea, che in circa due ore attraversa l'antico acquedotto greco-romano.
Quelle gallerie hanno fatto da rifugio alla popolazione durante la peste e la guerra. Il giro comprende anche il teatro greco-romano, individuato in uno dei tipici bassi napoletani.
Una delle storie del Munaciello lo collega ai pozzari, gli uomini che si occupavano della rete idrica. Il racconto li descrive mentre si aggirano nelle abitazioni e, se vengono accolti bene, lasciano del denaro.
Il nome, secondo la tradizione, viene dal loro abbigliamento: un mantello monacale con il cappuccio per ripararsi dall'umidità. Attraverso passaggi nei muri riuscivano a entrare nelle case dei nobili, e quando sparivano oggetti di valore la colpa ricadeva sul Munaciello.
Nel folclore il Munaciello è diventato uno spiritello benefico o malefico, che si diverte a fare dispetti agli inquilini. Ricordi la regola d'oro? Secondo la credenza, chi lo incontra non deve rivelare a nessuno la sua presenza, per evitare guai.
Il Cimitero delle Fontanelle e il culto delle anime
Se c'è un luogo che racconta il rapporto dei napoletani con l'aldilà, è il Cimitero delle Fontanelle, in via Fontanelle 80, nel quartiere Sanità. È dedicato al culto delle anime pezzentelle e l'ingresso è gratuito.
Qui sono conservati i resti delle vittime della peste del 1656 e del colera del 1836. Secondo la tradizione, i fedeli adottavano una capuzzella, cioè un cranio che rappresenta un'anima abbandonata, in cambio di fortuna e protezione.
Tra i teschi più noti c'è quello di donna Concetta, chiamato "a' capa che suda". Il motivo è il suo colore, più lucido rispetto agli altri.
Lo stesso culto delle anime pezzentelle lo ritrovi in via dei Tribunali, nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, al civico 39. È nota anche come chiesa delle capuzzelle, per i teschi in bronzo all'esterno e per l'ipogeo con un piccolo ossario.
Lì si trova il teschio di Lucia, considerata la protettrice degli innamorati, che una leggenda descrive come morta a sedici anni poco dopo le nozze. La chiesa sta tra una pizzeria e l'altra, quindi la tappa si abbina facilmente a una pausa.
Chiude il giro il Duomo di Napoli, in via Duomo 147, dove sono conservati i resti di San Gennaro e le ampolle con il suo sangue. Documentata dal 1389, la liquefazione è attesa tre volte l'anno, a maggio, settembre e dicembre, ma non sempre avviene; il 19 settembre è il giorno della festa del patrono.
La Chiesa riconosce il fenomeno solo come "evento prodigioso". Per i napoletani resta una conferma di fede e di protezione.