Professore umilia studente durante discussione di laurea

Si laurea, discute la tesi, supera l’esame finale. Ma invece di ricordare l’emozione del traguardo, racconta un momento di forte disagio

In un post su Reddit, uno studente descrive quello che definisce un episodio “umano”, prima ancora che accademico: un relatore che durante la discussione pubblica attacca la sua tesi e lo mette in imbarazzo davanti alla commissione.

E dal racconto emerge un tema interessante, nonché una questione delicata e spesso fraintesa: qual è il ruolo del relatore il giorno della laurea?

Indice

  1. “Parla per 10 minuti e non dice una singola cosa positiva”
  2. Il ruolo del relatore sotto accusa: “È il suo lavoro seguirti e correggere”
  3. Tra rabbia e disincanto: “Persone così ne troverai a iosa”

“Parla per 10 minuti e non dice una singola cosa positiva”

Lo studente ricostruisce un percorso apparentemente lineare. Fino a pochi giorni prima della discussione, scrive che il relatore gli aveva sempre detto che la tesi “andava bene” e che, pur con qualche punto da migliorare, aveva “i presupposti per essere approvata”.

Poi qualcosa cambia. Racconta che il professore comincia a sollevare dubbi sulla lunghezza e su alcuni passaggi, osservazioni che, sottolinea, “poteva dirmele anche mesi prima, anziché aspettare all’ultimo minuto”.

Il momento più duro arriva durante la discussione pubblica. Descrive così la scena: il relatore “parla per 10 minuti di fila e non dice una singola cosa positiva”, definisce la tesi “striminzita” (100 pagine), la “distrugge” punto per punto e conclude sostenendo di averla approvata “solo per un piccolissimo paragrafo che ho scritto bene”. Insomma, una catastrofe. E oltretutto inaspettata.

Lo studente, con il suo post, non contesta il voto, non parla di conseguenze sulla carriera. Scrive che il problema è “più a livello umano”.

E aggiunge un dettaglio che lo ha colpito: mentre il relatore lo metteva sotto pressione, “gli altri prof si sono mostrati molto più umani e comprensivi e i correlatori hanno anzi cercato di mettermi a mio agio”.

E poi la domanda: è normale che un relatore si comporti così il giorno della discussione?

Il ruolo del relatore sotto accusa: “È il suo lavoro seguirti e correggere”

Nei commenti, molti utenti spostano l’attenzione sul compito del docente. C’è chi scrive che “è il suo lavoro seguirti e correggere, se nulla va bene vuol dire che non ha fatto niente”.

Un altro osserva che il relatore “ti ha fatto da controrelatore praticamente”, ricordando che la tesi “appartiene formalmente a lui” e che in genere un docente non porta alla laurea uno studente con un lavoro non accettabile.

Il nodo che emerge è quindi soprattutto uno: la responsabilità della qualità della tesi è condivisa. Se un elaborato viene approvato, è perché il relatore lo ha seguito, corretto, indirizzato. Per questo molti trovano incoerente un attacco pubblico così netto nel giorno della discussione. Oltre che di cattivo gusto, naturalmente.

Tra rabbia e disincanto: “Persone così ne troverai a iosa”

Altri commenti si muovono su un piano leggermente diverso, meno tecnico e più esistenziale. E qui è soprattutto l’indignazione a regnare. Una laureata scrive che “persone così infime ne troverai a iosa” e invita a non sprecare energie su chi decide di comportarsi in quel modo.

Un altro utente racconta un’esperienza ancora più dura, ricordando che la sua relatrice lo avrebbe insultato in ufficio dicendogli che la tesi era “fatta col cu*o” e che “dovrei andare a zappare la terra”, aggiungendo però di aver imparato “ad interagire con persone come lei”.

In mezzo ai toni accesi, un dubbio rimane in sospeso: “Onestamente non riesco a capire quale vantaggio possa ricavare un docente dall'umiliare in questo modo un suo laureando”.

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