
Dopo anni senza un confronto politico diretto, l’Unione degli Universitari ha incontrato la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, per discutere le principali criticità del sistema accademico.
Al centro del faccia a faccia – come emerge dal comunicato stampa diffuso da UDU – il semestre filtro, il sottofinanziamento dell’università pubblica, il diritto allo studio, gli studentati PNRR, il PF60, le università telematiche e il programma IUPALS.
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Semestre filtro: 4.000 ricorsi e 500 posti rimasti vacanti
Il confronto si è aperto con il tema più controverso degli ultimi mesi. “Siamo partiti dai nostri 4.000 ricorsi contro il semestre filtro, per affrontare diritto allo studio, governance, studentati PNRR, PF60, università telematiche e programma IUPALS”, ha dichiarato Alessandro Bruscella, coordinatore dell’UDU.
Secondo il sindacato studentesco, il modello avrebbe mostrato criticità strutturali. “Sul semestre filtro abbiamo consegnato un documento che ne dimostra il fallimento: regole cambiate a semestre in corso, disomogeneità territoriali, discrepanze tra didattica e prove, tempi compressi, scarsa trasparenza nelle graduatorie, applicazione non uniforme delle tutele per BES e DSA, ampia discrezionalità sui trasferimenti. A questo si aggiunge un dato inaccettabile: circa 500 posti rimasti vacanti, di cui 300 a Medicina, mentre migliaia di studenti sono stati esclusi”.
Dal canto suo, la ministra – sempre secondo quanto riferito nel comunicato – avrebbe riconosciuto alcune criticità impegnandosi a coprire i posti scoperti e a intervenire sugli atenei che non scorporano il pagamento del semestre filtro dalla tassazione. “Non è però stata garantita un’apertura strutturale sul superamento del modello: per questo continueremo con il ricorso”.
Il caso Tirana–Tor Vergata: borse e tassazione equiparata
Tra i dossier affrontati anche la sede di Tirana collegata all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.
“Abbiamo richiesto e ci è stato garantito che le borse di studio verranno gestite dalla Disco Lazio secondo l’iter ordinario e che la tassazione sarà equiparata a quella italiana per l’intera durata del percorso di studi. Inoltre abbiamo portato alla sua attenzione i nodi ancora aperti rispetto all’equipolenza dei titoli, sui costi aggiuntivi e sugli oneri burocratici a carico degli studenti, che ad oggi sono abbandonati a loro stessi senza alcuna certezza”.
Resta dunque aperto, secondo UDU, il capitolo relativo all’equipollenza e ai costi accessori.
Diritto allo studio: rischio 30mila idonei senza borsa
Il tema più ampio riguarda il finanziamento del diritto allo studio. “Abbiamo denunciato una situazione gravissima”, dichiara ancora Bruscella. “Con un FIS fermo e stanziamenti insufficienti, il rischio è arrivare a oltre 30mila idonei non beneficiari nei prossimi anni. Le criticità sono già evidenti in molte regioni, dal Nord a Sud. È stata assicurata attenzione alle situazioni più critiche, ma ribadiamo che il diritto allo studio non può dipendere dalla capacità di spesa delle singole Regioni”.
Nel comunicato si evidenzia anche il sottofinanziamento cronico dell’università pubblica: l’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) non avrebbe recuperato l’inflazione e la contribuzione media sarebbe oggi di 930 euro annui, con picchi superiori ai 4.000 euro. L’UDU chiede un investimento aggiuntivo di almeno 2,2 miliardi per abbattere la tassazione.
Studentati PNRR, telematiche e PF60
Sollevate preoccupazioni anche sulla revisione del PNRR per gli studentati, che affiderebbe 30.000 posti letto alla Cassa Depositi e Prestiti, a fronte di circa 900.000 studenti fuorisede. Per l’UDU si tratta di un numero insufficiente e accompagnato da criticità su prezzi e vincoli.
Nel mirino anche l’espansione delle università telematiche e il PF60, il percorso abilitante per l’insegnamento dal costo di 2.500 euro, ritenuto una possibile barriera economica.
IUPALS e governance degli atenei
Spazio infine al programma IUPALS promosso dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane. “Sul programma IUPALS abbiamo chiesto trasparenza e un impegno politico reale per garantire corridoi umanitari e rilascio dei visti agli studenti palestinesi ancora bloccati, ci è stato assicurato l’arrivo di nuovi beneficiari nelle prossime settimane”.
Quanto alla governance degli atenei, l’UDU riferisce rassicurazioni rispetto all’ipotesi di un membro del Governo nei CdA. “Ci è stato assicurato che non esiste alcuna modifica che inserirebbe un membro del Governo nei CdA degli atenei, oltre alla garanzia della tutela della rappresentanza studentesca”.
In chiusura, Bruscella definisce l’incontro “un primo passo”, ma avverte: “Siamo distanti dall’essere pienamente soddisfatti, abbiamo ancora bisogno di azioni concrete, non accetteremo passi indietro sul diritto allo studio”.