Studentessa revisione esame scritto con il docente

Passare da un 17 a un 27 non è un miracolo, ma il risultato di una strategia precisa: non dare mai il voto per scontato

Molti studenti accettano passivamente un risultato deludente, ignorando che dietro una correzione c'è un essere umano soggetto a sviste, stanchezza o interpretazioni errate.

Andare a revisione un esame scritto non è un atto di sfida, ma un diritto che può rivoluzionare la carriera accademica.

Indice

  1. Friendly reminder: perché andare sempre a vedere gli esami scritti
  2. Quando la revisione fa il "miracolo": da 17 a 27
  3. Il "lato oscuro" della revisione: rischi ed esperienze negative

Friendly reminder: perché andare sempre a vedere gli esami scritti

Il dibattito si è acceso su Reddit partendo dal post di una studentessa che ha condiviso la sua esperienza: è fondamentale chiedere un confronto, "specialmente se il voto non rispecchia le vostre aspettative o preparazione"

La ragazza, dopo aver ricevuto un 28 nella prima parte e un 22 nella seconda, non si è data per vinta. "Per togliermi i dubbi, decido di fissare il colloquio con il professore", racconta, spiegando poi come l'incontro si sia rivelato decisivo.

Durante la revisione, è emerso che il docente "non aveva letto una riga", portandolo ad aggiungere immediatamente un punto. La discussione è poi proseguita su alcuni cavilli tecnici: "gli ho spiegato dei passaggi non chiari" in alcuni esercizi, ottenendo ulteriori frazioni di punteggio. Alla fine, il voto è salito a 24,5

La lezione dietro l’aneddoto: "anche i professori sono esseri umani e, per fretta o distrazione, possono sbagliarsi", e presentarsi al ricevimento non solo può aggiustare gli errori, ma permette di "dimostrare serietà e impegno".

Quando la revisione fa il "miracolo": da 17 a 27

Le testimonianze a supporto di questa tesi sono sorprendenti. Nei commenti al post, un utente riporta il caso limite di un collega che è riuscito a far impennare il voto da 17 a 27 durante una singola sessione di revisione. Di fatto, è il caso di dirlo, dall’insufficienza all’eccellenza.

Un altro studente racconta come, proprio grazie al controllo dello scritto e al successivo orale, sia passato da 24 a 30, spiegando che "alcune cose come le avevo fatte io andavano bene anche se inizialmente erano segnate come errore".

In molti sottolineano che, specialmente nei casi di esami integrati, "è l'orale che fa da padrone" e lo scritto può essere spesso mal interpretato. 

Andare a vedere il compito diventa quindi un’occasione di crescita fondamentale per capire dove si è sbagliato e, se necessario, difendere una logica corretta ma non immediatamente compresa dal correttore.

Il "lato oscuro" della revisione: rischi ed esperienze negative

Non sempre, però, il confronto con il docente porta ai risultati sperati. Esiste una fazione di studenti che mette in guardia dai rischi del "lesa maestà"

C’è per esempio chi racconta di professori che "nel peggiore dei casi ti punivano per l'ardire di aver osato chiedere chiarimenti", vivendo la richiesta come un attacco alla loro autorità.

Un commento emblematico descrive una situazione di totale chiusura: "mi hanno con piacere mandato a fanc*lo, avevo risolto l’esercizio correttamente ma non con il metodo che piaceva al prof". In questi casi, il punteggio è rimasto zero nonostante la correttezza logica. 

C’è perfino chi ha rischiato il paradosso: uno studente andato a revisione con un 28 si è sentito dire dalla docente che "era un compito da 21 o 22", salvandosi solo grazie alla generosità del professore che ha ammesso l'errore di valutazione iniziale senza penalizzarlo.

 

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