
Metti insieme migliaia di giovani, in salute, sotto stress e lontani da casa: finiranno inevitabilmente per socializzare. Stiamo parlando di un campus universitario?
Quasi. Parliamo del Villaggio Olimpico, dove da anni la distribuzione di preservativi gratuiti è diventata un rito più atteso della cerimonia d'apertura. Il successo è clamoroso: basta guardare a Milano Cortina 2026, dove in pochi giorni i primi 10.000 profilattici sono andati letteralmente a ruba, costringendo gli organizzatori ai rifornimenti.
Se il parallelo con il mondo accademico vi sembra immediato, non siete i soli a pensarlo. Molte università nel mondo hanno deciso di trattare i propri studenti proprio come quegli atleti, trasformando il sesso sicuro da tabù a servizio di benessere quotidiano.
Il modello americano: il "delivery" di profilattici
Negli Stati Uniti, abbattere le barriere è diventata una missione ufficiale dei dipartimenti di salute pubblica.
Alla Northeastern University di Boston hanno lanciato il programma "Frisky Husky", dove gli studenti possono ordinare online dei kit gratuiti che vengono recapitati direttamente nella loro casella postale privata nel campus. È un sistema che garantisce la massima discrezione.
Una filosofia simile la troviamo alla University of Georgia con il suo "Condom Express", un vero servizio di consegna per chi vive negli studentati, o alla University of Miami, dove i distributori gratuiti sono stati installati persino al Rathskeller, il celebre pub del campus. L’idea è semplice: la prevenzione deve stare dove sta la movida.
In Canada, Università come Concordia (Montreal) e la University of Guelph hanno centri di salute ("Wellness Centres") che distribuiscono kit vari (regolari, latex-free, aromi) gratuitamente.
L'Europa tra leggi nazionali e attivismo studentesco
Spostandoci in Europa, il modello cambia ma l’efficienza resta alta, spesso grazie a un gioco di squadra tra atenei e sistemi sanitari nazionali.
In Francia, grazie a una legge del 2023, se hai meno di 26 anni i preservativi sono gratuiti in farmacia, e le università di Parigi, Lione e Montpellier potenziano questo diritto attraverso i loro centri sanitari interni. Nel Regno Unito, Università come la University of Nottingham e la University of Sheffield offrono il "Condom Scheme".
In Scozia, la Edinburgh Napier partecipa al programma C:card, che permette di ritirare kit gratuiti in tantissimi punti della città semplicemente mostrando una tessera anonima.
In Svezia, invece, l'eccellenza sta a Lund con il progetto P6, un’organizzazione gestita interamente dagli studenti che si occupa di educazione tra pari, parlando di consenso e piacere senza filtri o pregiudizi.
Una priorità di salute pubblica globale
Questa attenzione alla salute sessuale non è un’esclusiva dell’Occidente.
In Sud Africa, università come la Wits di Johannesburg considerano la distribuzione nei dormitori una priorità assoluta di salute pubblica, con il supporto diretto del Ministero della Salute.
In Brasile, il sistema sanitario nazionale rifornisce costantemente i campus di Unicamp e UFRB con distributori di profilattici, trattando l’accesso alla protezione come un diritto civile di base.
Anche in Tailandia, l'Università Kasetsart di Bangkok ha recentemente installato box gratuiti nelle aree comuni per rispondere all'aumento delle infezioni tra i più giovani, dimostrando che la prevenzione è un linguaggio universale.
E in Italia?
In Italia, non esiste un programma nazionale che garantisca profilattici gratis in tutte le università, ma diverse iniziative locali e regionali permettono di ottenerli gratuitamente o a prezzi agevolati.
L'Emilia-Romagna resta il punto di riferimento più solido: qui il diritto alla protezione è totale per gli under 26 e include tutto il catalogo, dai profilattici maschili e femminili fino ai metodi "LARC" (come spirali e impianti sottocutanei), che solitamente sono i più costosi.
Un modello simile lo troviamo in Piemonte e in Puglia, dove l'accesso ai consultori è diretto e gratuito, pensato proprio per accogliere i più giovani in un ambiente protetto. La Toscana ha fatto un ulteriore passo avanti per chi studia: grazie alla "Carta Unica dello Studente", anche se sei un fuorisede iscritto a un ateneo toscano e non hai ancora spostato la residenza, hai diritto agli stessi servizi gratuiti dei residenti fino ai 25 anni.