
Se il tuo sogno è entrare nel mondo della scuola come insegnante, questa è la notizia che aspettavi. Il Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) ha pubblicato il Decreto Ministeriale n. 931 del 03-07-2026, firmato dal Ministro sen. Anna Maria Bernini, stabilendo ufficialmente le regole e la data della prova di ammissione per l'anno accademico 2026/2027. Questo test rappresenta lo sbarramento nazionale per accedere al corso di laurea magistrale a ciclo unico, un percorso abilitante che apre le porte all'insegnamento sia nella scuola dell'infanzia che nella scuola primaria.
Di seguito trovi la guida definitiva riscritta e integrata con tutti i dettagli normativi, i criteri di valutazione complessi, i programmi d'esame e le tutele previste per i candidati dal decreto ministeriale.
Indice
- Quando si svolge il test: data e orario ufficiale
- Come iscriversi al test e tempistiche dei bandi di Ateneo
- Struttura del test: sezioni e ripartizione delle domande
- Le materie e gli argomenti da studiare (Allegato A)
- Come funziona il punteggio e il "bonus" della lingua inglese
- La soglia di idoneità e la gestione delle graduatorie
- Criteri di selezione in caso di parità di punteggio
- Tutele per candidati con invalidità, disabilità o DSA
- Accesso agevolato per i laureati in Scienze dell'Educazione (L-19)
- Laurea e GPS: l'impatto sul tuo futuro da insegnante
Quando si svolge il test: data e orario ufficiale
La data da segnare in rosso sul calendario è l'11 settembre 2026. Il decreto stabilisce un orario d'inizio simultaneo su tutto il territorio nazionale: la prova prenderà il via tassativamente alle ore 11:00 presso tutte le sedi universitarie italiane.
La data e l'orario sono unici a livello nazionale, ma il contenuto del test non è identico ovunque. Il Ministero definisce la cornice generale (numero di quesiti, argomenti, criteri di correzione), mentre ogni singola Università è responsabile della predisposizione concreta dei quesiti che comporranno la prova nella propria sede.
Come iscriversi al test e tempistiche dei bandi di Ateneo
Le procedure di iscrizione online, i documenti da presentare e i contributi di partecipazione economici variano a seconda della sede scelta e sono regolati dai bandi emanati dai singoli atenei.
C'è tuttavia una novità fondamentale sulle tempistiche: recependo le modifiche introdotte dall'articolo 18 del decreto-legge n. 19/2024, il decreto ministeriale stabilisce che le università devono emanare i propri bandi di concorso (tramite decreto rettorale) entro 30 giorni prima dello svolgimento delle prove. Questo termine ridotto rispetto ai passati 60 giorni garantisce un iter più tempestivo, ma impone ai candidati di monitorare con attenzione i siti istituzionali degli atenei già a partire dall'inizio di agosto per non rischiare di perdere le scadenze.
Struttura del test: sezioni e ripartizione delle domande
L'impalcatura generale della prova è rigida ed è valida per tutte le università italiane che attivano il corso. Il test consiste in un questionario a risposta multipla con le seguenti caratteristiche:
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Il test comprende complessivamente 80 quesiti.
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Ogni domanda presenta 4 opzioni di risposta, tra le quali il candidato deve individuare l'unica corretta.
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Il tempo massimo assegnato per lo svolgimento della prova è di 150 minuti (due ore e mezza).
I quesiti sono suddivisi in tre macro-aree tematiche così ripartite dal Ministero:
- Competenza linguistica e ragionamento logico: 40 quesiti.
- Cultura letteraria, storico-sociale e geografica: 20 quesiti.
- Cultura matematico-scientifica: 20 quesiti.
Le materie e gli argomenti da studiare (Allegato A)
L'Allegato A del decreto dettaglia in modo minuzioso i programmi d'esame per ciascuna area, evidenziando sotto-argomenti specialistici fondamentali per lo studio:
Competenza linguistica e ragionamento logico: I quesiti verificano la corretta padronanza della lingua italiana, la comprensione di testi scritti (saggistica, narrativa classica/contemporanea o articoli di attualità comparsi su quotidiani e riviste) e la capacità di completare logicamente un ragionamento in forma verbale o simbolica partendo da premesse enunciate, anche in forma astratta.
Cultura letteraria, storico-sociale e geografica:
- Letteratura: Individuazione delle caratteristiche dei generi letterari, orientamento storico-culturale dei testi, opere e autori rilevanti della tradizione italiana.
- Storia: Cronologia degli eventi cruciali della storia italiana ed europea (con focus sull'età moderna e contemporanea), organizzazione politica, economica e sociale. Viene esplicitamente richiesta la capacità di distinguere la tipologia e la rilevanza delle fonti nella ricerca storica.
- Geografia: Elementi di base di geografia fisica, antropica, sociale, economica e geografia astronomica.
Cultura matematico-scientifica:
- Matematica ed Informatica: Insiemi numerici e calcolo aritmetico, calcolo algebrico, geometria euclidea, probabilità, e fondamenti di informatica legati all'analisi, elaborazione e presentazione dell'informazione.
- Scienze della Terra e della Vita: Ambiente, ecosistemi, atmosfera, clima, acque, caratteristiche dei viventi ed evoluzione biologica.
- Scienze della Materia: Elementi, sostanze e legami/reazioni chimiche, fotosintesi, produzione dell'energia, misura delle grandezze fisiche, principi di dinamica, termodinamica, ottica, elettricità, magnetismo, astronomia e mondo microscopico.
Come funziona il punteggio e il "bonus" della lingua inglese
La valutazione della prova d'esame segue regole matematiche lineari che escludono penalità per l'errore, spingendo i candidati a tentare la risposta anche in caso di dubbio:
- 1 punto per ciascuna risposta esatta.
- 0 punti per ciascuna risposta omessa.
- 0 punti per ciascuna risposta errata.
Tuttavia, contrariamente a quanto si pensa, il punteggio finale della graduatoria non si ferma a un massimo di 80 punti. Il decreto prevede un meccanismo di integrazione del punteggio per i candidati in possesso di una Certificazione di competenza linguistica in lingua inglese di livello pari o superiore al B1 del QCER, rilasciata da enti certificatori riconosciuti:
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Certificazione di livello B1: punti 3 aggiuntivi.
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Certificazione di livello B2: punti 5 aggiuntivi.
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Certificazione di livello C1: punti 7 aggiuntivi.
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Certificazione di livello C2: punti 10 aggiuntivi.
Nota bene: In caso di possesso di più certificazioni, viene valutata esclusivamente quella di livello più alto (i punteggi non sono cumulabili tra loro). Grazie a questo "bonus", il punteggio massimo teorico complessivo per la graduatoria sale a 90 punti.
La soglia di idoneità e la gestione delle graduatorie
Un elemento cruciale riguarda lo sbarramento dell'idoneità: per entrare nella graduatoria principale degli aspiranti all'ammissione, il candidato deve conseguire nella prova d'accesso un punteggio non inferiore a 55/80. Chi ottiene un punteggio inferiore a 55 viene considerato inizialmente "non idoneo".
Cosa succede se i posti disponibili nel bando di un ateneo risultano superiori al numero di candidati idonei? Il decreto prevede una tutela per garantire la copertura totale dei posti: l'ateneo procede a ulteriori scorrimenti definendo una graduatoria secondaria composta dai candidati non idonei (punteggio inferiore a 55/80). Anche in questa graduatoria di recupero, la posizione viene determinata sommando il punteggio del test all'eventuale bonus della certificazione d'inglese. Se rimangono ulteriori posti vacanti dopo aver esaurito anche questa lista, i posti residui vengono messi a disposizione dei candidati che hanno sostenuto la prova in altre sedi universitarie e sono rimasti esclusi per carenza di posti.
Criteri di selezione in caso di parità di punteggio
Nel caso in cui due o più candidati ottengano lo stesso identico punteggio totale (somma di test e inglese), il decreto stabilisce una gerarchia rigida per determinare chi precede in graduatoria:
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Prevale il candidato che ha ottenuto il punteggio più alto nelle singole sezioni del test, analizzate rigorosamente in quest'ordine di priorità decrescente: prima Competenza linguistica e ragionamento logico, poi Cultura letteraria, storico-sociale e geografica, e infine Cultura matematico-scientifica.
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In caso di ulteriore parità, ha la precedenza lo studente che ha conseguito la migliore votazione nell'esame di Stato conclusivo del corso di studio di istruzione secondaria superiore (il voto di Maturità).
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In caso di persistente parità, prevale lo studente anagraficamente più giovane.
Tutele per candidati con invalidità, disabilità o DSA
Il decreto garantisce pari opportunità nell'accesso predisponendo misure compensative e tempi aggiuntivi differenziati, previa apposita richiesta secondo le modalità del bando di Ateneo:
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I candidati con certificato di invalidità o disabilità (ai sensi della legge n. 104/1992) hanno diritto a un tempo aggiuntivo non eccedente il 50% in più rispetto ai 150 minuti standard.
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I candidati con diagnosi di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA, ai sensi della legge n. 170/2010) hanno diritto a misure compensative e a un tempo aggiuntivo pari a un massimo del 30% in più.
Deroga per le certificazioni: Tenendo conto delle limitazioni e dei ritardi burocratici accumulati dal Servizio Sanitario Nazionale, il decreto stabilisce che i candidati possono essere ammessi alla prova con riserva esibendo la certificazione medica in loro possesso anche se non aggiornata, con facoltà per gli atenei di richiedere l'integrazione documentale in un secondo momento.
Accesso agevolato per i laureati in Scienze dell'Educazione (L-19)
Un'importante agevolazione strutturale è riservata a coloro che sono già in possesso della laurea triennale in Scienze dell'educazione e della formazione (Classe L-19).
Se tali laureati possiedono i requisiti minimi stabiliti dal decreto ministeriale n. 378 del 9 maggio 2018, hanno comunque l'obbligo di superare la prova di ammissione dell'11 settembre. Tuttavia, una volta superato l'esame e convalidati i programmi d'esame da parte dell'ateneo, non ricominceranno il percorso da capo: verranno ammessi direttamente al terzo anno (o al secondo anno, qualora non abbiano interamente i requisiti previsti) del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria (LM-85bis).
Laurea e GPS: l'impatto sul tuo futuro da insegnante
Al di là degli aspetti selettivi e logistici disciplinati dal decreto ministeriale per l'accesso all'università, è fondamentale comprendere il valore professionale a lungo termine di questo titolo. La laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria costituisce a tutti gli effetti il titolo di studio abilitante all'insegnamento nelle scuole statali e paritarie dell'infanzia e della primaria sul territorio italiano.
Il conseguimento dell'abilitazione garantisce il diritto all'inserimento diretto nella prima fascia delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS). Trovarsi in prima fascia rappresenta una corsia preferenziale decisiva: permette di scavalcare le fasce successive (riservate ai docenti non abilitati) nell'attribuzione degli incarichi di supplenza annuale o temporanea da parte degli Uffici Scolastici Provinciali e dei dirigenti scolastici.