Infermiere

Il mancato superamento del test di Professioni Sanitarie 2026 non compromette, naturalmente, il percorso universitario. Le alternative per gli studenti restano numerose: dalla scelta dei corsi affini allo scorrimento delle opzioni secondarie, fino all'iscrizione negli atenei privati o al ricorso all'articolo 6

Inoltre, la disciplina ministeriale di quest'anno stabilisce meccanismi specifici per la redistribuzione dei posti vacanti, con la possibilità di accedere a prove suppletive dedicate. Esaminare tempestivamente ogni strada permette di programmare i prossimi mesi ed evitare di perdere l'anno accademico.

Indice

  1. Le alternative pratiche se non superi il test: tutte le opzioni a disposizione
    1. Iscriversi a un corso "di ripiego" (le alternative scientifiche)
    2. Sfruttare l'espediente dell'Articolo 6
    3. Tentare la carta degli atenei privati
    4. Il recupero dei posti vacanti in altre città
    5. La "Prova Suppletiva", l'ancora di salvataggio del 2026
  2. Quando escono i risultati e i punteggi
  3. Come funziona la graduatoria e il calcolo del punteggio

Le alternative pratiche se non superi il test: tutte le opzioni a disposizione

Il mancato superamento del test non significa dover rinunciare ai propri progetti. Esistono diverse strategie per non perdere l'anno accademico e prepararsi al meglio per la prossima selezione, oppure per rientrare in extremis grazie ai meccanismi di recupero stabiliti dal Ministero. 

Ecco, punto per punto, cosa puoi fare nel concreto:

Iscriversi a un corso "di ripiego" (le alternative scientifiche)

Immatricolarsi a una facoltà ad accesso libero (o con selezioni meno rigide) come Biologia, Biotecnologie, Farmacia o Scienze Motorie è la mossa più strategica. 

Questo "Piano B" vi permette di studiare materie fondamentali in comune (come Chimica, Fisica e Biologia), sostenere i relativi esami e accumulare CFU (Crediti Formativi Universitari). L'anno prossimo, superando il test di Professioni Sanitarie, potrete richiedere la convalida di questi esami per non doverli ripetere.

Sfruttare l'espediente dell'Articolo 6

Se vi iscrivete a un altro corso di laurea, potete avvalervi del Regolamento didattico di ateneo (Art. 6 del R.D. n. 1269/1938). Questa norma vi dà il diritto di sostenere fino a due esami all'anno di una facoltà diversa dalla vostra (scegliendoli, ad esempio, dal piano di studi di Fisioterapia o Infermieristica). 

Attenzione, però, a un limite cruciale: l'Articolo 6 vale esclusivamente per gli esami teorici. Non vi consentirà in alcun modo di frequentare i tirocini clinici o i laboratori pratici, che restano blindati e riservati solo a chi è regolarmente immatricolato in un corso sanitario.

Tentare la carta degli atenei privati

Le università non statali seguono calendari propri e pubblicano bandi di ammissione autonomi. Reagire in fretta vi permette di verificare sui siti ufficiali dei vari istituti privati se esistono ancora finestre aperte per l'iscrizione, se ci sono scorrimenti in corso o se sono previste riaperture straordinarie dei termini.

Il recupero dei posti vacanti in altre città

Avete ottenuto un punteggio superiore a zero (risultando ufficialmente "idonei") ma non ci sono stati posti sufficienti nella vostra sede? Il decreto ministeriale prevede un paracadute: quando un'università esaurisce le proprie graduatorie ma ha ancora posti vuoti, è obbligata a pubblicare un avviso online per rimetterli a bando. Potrete presentare domanda e concorrere per quei posti in un'altra città, venendo ripescati in rigoroso ordine di punteggio.

La "Prova Suppletiva", l'ancora di salvataggio del 2026

Questa è la novità più clamorosa di quest'anno, strettamente legata alla nuova riforma di Medicina. Il Ministero ha stabilito che 9 corsi di Professioni Sanitarie (tra cui Infermieristica) sono considerati giuridicamente "affini" a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. I posti che restano liberi in questi corsi verranno usati in prima battuta per assorbire i candidati che non superano il test di Medicina (il famoso "semestre filtro"). 

Ma ecco il dettaglio fondamentale: se, finiti tutti questi incastri, dovessero avanzare ulteriori posti, le università potranno organizzare una prova suppletiva straordinaria. E il decreto parla chiaro: a questo nuovo test di recupero possono partecipare anche i candidati che non hanno passato il test di Professioni Sanitarie di settembre. Insomma, se si liberano sedie, avrete una vera e propria seconda chance per rifare il test ed entrare nel corso dell'anno.

Quando escono i risultati e i punteggi

A differenza delle selezioni nazionali centralizzate, la correzione e la gestione della prova di Professioni Sanitarie sono affidate alle singole università. Di conseguenza, i risultati non vengono pubblicati in una data unica, ma secondo la cronologia fissata dai rispettivi bandi rettorali.

Nella prima fase, ciascun ateneo pubblica la graduatoria anonima (con l'indicazione del punteggio associato al codice etichetta o al numero di ricevuta). Successivamente, viene pubblicata la graduatoria nominativa di merito, che specifica lo stato del candidato: "vincitore", "idoneo non vincitore" o "non idoneo" (quest'ultimo status riguarda chi non ha raggiunto la soglia minima di idoneità).

Come funziona la graduatoria e il calcolo del punteggio

La prova si compone di 60 quesiti per un totale massimo di 90 punti. I criteri di valutazione stabiliti dal decreto ministeriale sono:

  • +1,5 punti per ogni risposta esatta;

  • -0,4 punti per ogni risposta errata;

  • 0 punti per ogni risposta omessa.

Per essere considerati idonei e accedere alla graduatoria occorre totalizzare un punteggio finale superiore a zero. Chi lascia la scheda completamente in bianco viene automaticamente escluso.

La graduatoria viene formulata in sede locale incrociando il punteggio totale con l'ordine di preferenza espresso dal candidato al momento dell'iscrizione. In caso di parità di punteggio tra due o più candidati, si applicano i seguenti criteri di preferenza (Art. 4, comma 4 DM 1003):

  1. Prevale chi ha ottenuto il punteggio più alto nei quesiti delle singole sezioni, analizzate nel seguente ordine decrescente: Biologia, Chimica, Fisica e Matematica, Ragionamento logico, Competenze di lettura.

  2. In caso di ulteriore parità, viene data precedenza ai candidati con invalidità uguale o superiore al 66% o con disabilità certificata ex legge 104/1992.

  3. Qualora persista la parità, prevale il candidato anagraficamente più giovane.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
Educazione sessuale vietata? Valditara: "Una fake news". Ecco le novità dell’anno scolastico 2026/27

Dieci punti chiave sul nuovo anno scolastico, spiegati dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in un'intervista esclusiva per Skuola.net

Guarda il video