Studentesse al computer

Partecipare alle Prove INVALSI di terza media non significa, naturalmente, rinunciare alla propria riservatezza

L'Istituto opera all'interno del SISTAN (Sistema Statistico Nazionale) ed è obbligato per legge a rispettare il segreto statistico

Questo significa che, sebbene i test servano a monitorare lo stato di salute della scuola italiana, i dati personali degli alunni sono protetti da rigidi protocolli che ne impediscono la diffusione a soggetti esterni non autorizzati.

Indice

  1. Anonimato e segreto statistico: cosa dice la legge
  2. Chi può accedere ai risultati della terza media
  3. L'utilizzo dei dati per la ricerca e gli Open Data

Anonimato e segreto statistico: cosa dice la legge

Il trattamento dei dati raccolti durante le rilevazioni nazionali è blindato dal Regolamento Europeo sulla Privacy e dal D. Lgs. n. 322/89

Secondo la normativa, i risultati non possono essere esternati se non in forma aggregata. In termini pratici, l'INVALSI non possiede i nominativi degli studenti: a ogni ragazzo e a ogni istituto viene attribuito un codice identificativo univoco

Questo garantisce che le informazioni utilizzate per fini scientifici e statistici rimangano totalmente anonime, rendendo impossibile risalire all'identità del singolo partecipante.

Chi può accedere ai risultati della terza media

Nonostante l'anonimato statistico, i risultati vengono restituiti in modo differenziato a seconda dei destinatari. Per gli studenti del grado 8 (terza media), i risultati vengono comunicati attraverso la scuola sotto forma di livelli di competenza

Questi dati sono accessibili al Dirigente scolastico e al Referente per la Valutazione, mentre i docenti hanno un accesso solo parziale per garantire la massima tutela dei dati sensibili

Al grande pubblico e alla società, invece, viene restituito solo il quadro complessivo nazionale e regionale, senza alcun riferimento individuale.

L'utilizzo dei dati per la ricerca e gli Open Data

I risultati delle prove sono una miniera d'oro per i ricercatori e le università, che possono richiedere l'accesso ai microdati per studiare fenomeni come l'equità scolastica, le differenze di genere o l'influenza dei fattori socio-economici. 

Anche in questo caso, la protezione è totale: le banche dati vengono rese disponibili solo a enti di ricerca che rispettano specifici codici deontologici. Dal 2021, inoltre, l'INVALSI ha adottato la politica degli open data, rendendo le informazioni sulla scuola più fruibili e trasparenti, ma sempre nel rigoroso rispetto della privacy di ogni singolo studente.

La certificazione delle competenze: cosa dicono i livelli INVALSI

Al termine dell'esame di Stato, ogni studente di terza media riceve la certificazione delle competenze. Questo documento attesta la capacità reale dell'alunno di utilizzare ciò che ha imparato per risolvere problemi complessi e situazioni del mondo reale. 

Una sezione specifica della certificazione è curata direttamente dall'INVALSI e descrive i livelli conseguiti nelle prove di Italiano, Matematica e Inglese.

I livelli non sono espressi in decimi, ma servono a fotografare il grado di preparazione raggiunto: per l'Inglese, ad esempio, la certificazione indica se lo studente ha raggiunto il livello A1 o A2 del Quadro Comune Europeo.

Per Italiano e Matematica, invece, i livelli descrivono in modo analitico quali abilità lo studente è in grado di padroneggiare, offrendo un quadro molto più dettagliato rispetto a un numero secco.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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