universita piemonte orientale

Non esiste l’università perfetta, ma esiste la migliore per te… e noi di Skuola.net siamo qui per aiutarti a scoprire qual è il match perfetto tra il tuo progetto di vita e l’offerta accademica presente in Italia

Così oggi andiamo alla scoperta di un ateneo capace di dare valore occupazionale persino alle lauree triennali - non sempre così efficaci - permettendo a 9 studenti su 10 che decidono di inserirsi nel mondo del lavoro di trovare un’occupazione a un anno dal titolo con stipendi superiori alla media degli altri triennalisti. 

È l'Università del Piemonte Orientale (UPO), che conta ben 53 percorsi complessivi, dalle lauree triennali alle magistrali, fino ai corsi a ciclo unico,  distribuiti tra quattro ambiti che hanno da sempre segnato l'identità di questo territorio.

Qui infatti sono nati Luigi Einaudi, economista e Presidente della Repubblica; Umberto Eco, semiologo e scrittore tra i più influenti del Novecento; Rita Levi-Montalcini, neurologa e Premio Nobel per la Medicina; e Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e punto di riferimento internazionale sui temi del cibo e della sostenibilità

Peccato che ai loro tempi non c’era questo ateneo e quindi hanno dovuto studiare da fuori sede. Oggi invece avrebbero trovato un’università dalla didattica aggiornata, spazi dedicati alla ricerca, un ambiente internazionale in cui confrontarsi e campus pensati per crescere anche fuori dall'aula, con servizi che accompagnano studenti e studentesse lungo tutto il percorso, fino al mondo del lavoro.

Il tutto in un territorio che, da sempre, intreccia conoscenza, ricerca, cultura e innovazione. Ed è proprio dentro questa tradizione che UPO forma oggi le nuove generazioni, con risultati molto positivi anche sul fronte dell’esperienza universitaria: secondo i dati AlmaLaurea, infatti, il 91,5% delle laureate e dei laureati si dichiara soddisfatto del percorso svolto nell’Ateneo

Ed è solo l’inizio: ecco, nel dettaglio 5+1 buoni motivi (+1 bonus!) per capire se l’UPO fa per te. 

Indice

  1. 53 corsi e tre novità per prepararsi alle professioni che cambiano
  2. Più residenze per rendere accessibile la tua vita da fuori sede
  3. Healthy Campus: studiare, fare sport e stare bene possono convivere
  4. Dai nuovi materiali alle malattie infettive: la ricerca nei laboratori
  5. Un Ateneo internazionale, dove anche l’IA si usa con metodo
  6. +1 Dall’università al lavoro, con un percorso che comincia prima della laurea

#1 53 corsi e tre novità per prepararsi alle professioni che cambiano

Scegliere l’università significa trovare il corso giusto, ma anche capire quanto spazio avrai per sperimentare, cambiare prospettiva e costruire competenze spendibili fuori dall’aula. Da questo punto di vista, l’offerta formativa UPO attraversa quattro aree di studio: 

Un’offerta che spazia dalle lauree triennali alle magistrali, fino ai corsi a ciclo unico, a cui si aggiungono numerosi master dedicati a chi vuole specializzarsi ulteriormente o aggiornare le proprie competenze

Per l’anno accademico 2026-2027 l’Ateneo propone 53 corsi di studio distinti: un’offerta distribuita principalmente tra Alessandria, Novara e Vercelli, a cui si aggiungono le sedi formative di Alba, Asti, Biella, Fossano e Verbania. Le novità sono tre e intercettano temi molto attuali: la transizione sostenibile delle imprese, l’assistenza sanitaria sul territorio e la gestione dei contesti clinici più complessi.

La prima è Management for Sustainability, laurea triennale della classe L-18 attivata a Vercelli presso il Dipartimento per lo Sviluppo Sostenibile e la Transizione Ecologica. Il corso si svolge interamente in inglese e adotta una formula blended: un terzo delle attività si tiene in presenza nel campus, mentre i restanti due terzi possono essere seguiti online. Una struttura pensata per offrire maggiore flessibilità e, allo stesso tempo, conservare momenti di confronto diretto con docenti e colleghi.

Al centro del percorso ci sono le basi dell’economia e del management, integrate con conoscenze giuridiche, quantitative, tecnologiche e ambientali. L’obiettivo è formare persone capaci di leggere l’impatto economico, sociale e ambientale delle decisioni aziendali, lavorando su temi come strategie ESG, rendicontazione di sostenibilità, economia circolare, responsabilità sociale e gestione dei dati. Casi aziendali, simulazioni e project work aiutano a collegare ciò che si studia a problemi concreti. 

Tra gli sbocchi possibili ci sono ruoli junior nella sostenibilità aziendale, nel reporting, nella consulenza, nella compliance e nei progetti di transizione ecologica, all’interno di imprese, enti pubblici e organizzazioni del terzo settore.

Il corso è ad accesso libero: è prevista una verifica iniziale non selettiva delle competenze di base e viene richiesta una conoscenza dell’inglese di livello B2, accertabile attraverso una certificazione riconosciuta o un test organizzato dall’Ateneo. 

Le altre due novità riguardano l’area sanitaria e rispondono alla crescente necessità di professionisti con competenze infermieristiche avanzate. I corsi magistrali dell’area infermieristica vengono quindi riorganizzati:

  • A Biella, nel complesso di Città Studi, nasce la laurea magistrale biennale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche - Profilo infermieristico. Il percorso punta sul management sanitario, sulla formazione e sulla ricerca: prepara a progettare nuovi modelli assistenziali, organizzare i servizi, utilizzare le evidenze scientifiche nella pratica clinica e assumere ruoli di responsabilità. Gli sbocchi comprendono funzioni dirigenziali e di coordinamento nei servizi sanitari e sociosanitari, attività di consulenza, docenza e formazione permanente, oltre alla collaborazione in progetti di ricerca applicata e innovazione organizzativa.

  • A Novara viene invece attivata la laurea magistrale biennale in Scienze Infermieristiche Specialistiche, articolata in due indirizzi. Il primo è dedicato alle cure primarie e all’infermieristica di famiglia e di comunità, con un’attenzione particolare alla prevenzione e alla gestione di cronicità e fragilità sul territorio. Il secondo guarda alle cure intensive e all’emergenza, preparando a intervenire in situazioni di instabilità clinica, con tecnologie avanzate e percorsi assistenziali complessi. La formazione comprende simulazioni, laboratori ad alta tecnologia, tutoraggio, visiting professor, accesso alla biblioteca digitale e tirocini presso strutture cliniche convenzionate.

Entrambe le magistrali sono a numero programmato nazionale e mettono a disposizione 65 posti ciascuna. Per l’anno accademico 2026-2027 il test di ammissione è previsto a Novara il 5 ottobre 2026

upo aula studio

#2 Più residenze per rendere accessibile la tua vita da fuori sede

Ma non è solo una questione di corso. Per chi arriva da un’altra città la scelta dipende anche da questioni molto pratiche: trovare un alloggio, raggiungere facilmente le lezioni e riuscire a sostenere i costi della vita universitaria.

Per questo UPO sta lavorando insieme agli enti del territorio per aumentare la quantità e la qualità delle soluzioni residenziali. Secondo il piano indicato dall’Ateneo, all’inizio del 2027 i posti disponibili dovrebbero superare quota 1.000

Ad Alessandria, per esempio, il progetto Unisogni ha introdotto il modello dello studentato diffuso. Invece di concentrare tutti gli ospiti in un unico edificio, mette a disposizione appartamenti e camere singole o doppie in diverse zone centrali della città, vicine ai servizi e alle strutture universitarie. Il progetto è partito nell’ottobre 2025 con 49 posti letto e prevedeva l’attivazione di altri 98 posti entro giugno 2026. Il 30% delle disponibilità è riservato alla convenzione con EDISU.

Gli appartamenti sono stati ristrutturati e arredati, con cucine dotate di elettrodomestici a induzione, impianti a basso consumo e climatizzazione tramite pompe di calore. Tra i servizi previsti rientrano Wi-Fi, utenze, pulizia degli spazi comuni, lavanderia e aree per il deposito delle biciclette. Una formula che prova a unire autonomia, vicinanza alle sedi e attenzione alla sostenibilità.

Il percorso di crescita guarda anche più avanti. A Novara è in corso la trasformazione dell’ex Centro Sociale di viale Giulio Cesare in una nuova residenza EDISU. Il progetto, destinato a entrare in funzione nell’anno accademico 2028-2029, prevede 171 posti letto e un investimento complessivo di 14,65 milioni di euro. L’intervento recupererà un’area abbandonata di 18.000 metri quadrati, creando aule studio, spazi comuni, aree verdi e impianti sportivi riqualificati.

Il risultato sarà un campus organizzato attorno a tre dimensioni: quella residenziale, quella sportiva e quella naturalistica. Nel progetto trovano spazio anche biblioteca, palestra, lavanderia, caffetteria e ambienti destinati agli incontri e alla socialità. L’obiettivo è rendere la residenza parte della vita universitaria, evitando che l’esperienza da fuori sede si riduca al semplice tragitto tra camera e aula.

#3 Healthy Campus: studiare, fare sport e stare bene possono convivere

La vita universitaria occupa una parte importante delle giornate e non può essere misurata soltanto attraverso esami e crediti. Contano la salute mentale, il movimento, le relazioni, l’alimentazione e la possibilità di trovare un equilibrio tra lo studio e il resto della propria vita.

Da maggio 2026 UPO ha ottenuto la certificazione internazionale FISU Healthy Campus, entrando tra i primi atenei statali italiani a ricevere questo riconoscimento. Il programma valuta le politiche universitarie in sette aree: Attività Fisica e Sport, Nutrizione, Prevenzione delle Patologie, Salute Sociale e Mentale, Educazione ai Comportamenti a Rischio, Ambiente e Sostenibilità, Gestione del Progetto. La certificazione, inoltre, guarda inoltre alla riduzione dei comportamenti a rischio, alla sostenibilità e alla capacità dell’Ateneo di coordinare in modo stabile i diversi servizi dedicati al benessere.

Tra le iniziative già attive c’è il programma Dual Career UPOSPORT, rivolto agli studenti e alle studentesse che praticano sport agonistico ad alto livello. Il percorso aiuta a conciliare allenamenti, gare e impegni didattici, evitando che chi porta avanti una carriera sportiva debba rinunciare alla formazione universitaria. 

Lo sport ha avuto un ruolo centrale anche nella vita del territorio. Dal 22 al 31 maggio 2026 Novara, Vercelli e Alessandria hanno ospitato per la prima volta i Campionati Nazionali Universitari Primaverili, il principale evento italiano dedicato allo sport universitario. L’edizione ha riunito più di 3.000 studenti-atleti provenienti da circa 100 Centri Universitari Sportivi, impegnati in 14 discipline e nella conquista di oltre 400 medaglie.

L’idea di fondo è semplice: il rendimento universitario migliora quando le persone vengono messe nelle condizioni di stare bene.

upo campus

#4 Dai nuovi materiali alle malattie infettive: la ricerca nei laboratori

La ricerca universitaria può sembrare qualcosa di lontano, riservato a chi ha già concluso molti anni di studio. In realtà, la presenza di laboratori avanzati cambia anche l’esperienza di chi frequenta una triennale o una magistrale: permette di incontrare ricercatori, partecipare a progetti, svolgere tirocini e capire come una conoscenza teorica si trasformi in una soluzione concreta.

Uno degli investimenti più significativi è il Centro RisPA, il Centro di Ricerca e Sviluppo per il Risanamento e la Protezione Ambientale nato dalla collaborazione tra UPO e Syensqo. Il progetto ha ricevuto un finanziamento complessivo di 5 milioni di euro e coinvolge 46 persone tra ricercatori, tecnologi e personale tecnico. La partnership, avviata attraverso un accordo quinquennale, ha portato alla creazione di tre nuovi laboratori e al potenziamento delle strumentazioni già presenti nel Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica.

Le attività riguardano lo sviluppo di processi per la rimozione degli inquinanti dal suolo, dalle falde acquifere e dai reflui industriali. Tra i progetti studiati ci sono nuovi materiali adsorbenti ottenuti anche da scarti agroalimentari, utilizzabili per catturare sostanze come PFAS e coloranti, e tecniche di fitorisanamento che impiegano le piante per ridurre la presenza di metalli tossici nei terreni. Un esempio di come chimica, biologia e sostenibilità possano lavorare sullo stesso problema.

Sul fronte biomedico, presso il Centro Ipazia di Novara sono stati inaugurati i nuovi Biosafety Research Laboratories. Si tratta di circa 126 metri quadrati progettati per studiare patogeni e malattie infettive in condizioni di elevata sicurezza, grazie a sistemi di contenimento, pressione negativa e ventilazione dedicata. L’investimento dell’Ateneo supera i 2,7 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 580.000 euro del bando INFRA-P2 e più di 1,48 milioni provenienti dal programma INFRA+.

I laboratori sono aperti alle attività dei ricercatori UPO, ma anche alla collaborazione con ospedali, enti pubblici e imprese biotecnologiche. La finalità è rafforzare la capacità del territorio di studiare infezioni emergenti e riemergenti, creando una rete tra ricerca universitaria, sistema sanitario e innovazione industriale.

Il Centro Ipazia ospita inoltre il CAAD, Centro di Eccellenza per la ricerca traslazionale sulle malattie autoimmuni e allergiche. Accanto ai laboratori sono presenti le Core Facilities, cioè piattaforme tecnologiche condivise che mettono a disposizione strumentazioni avanzate e personale specializzato. Il supporto copre l’utilizzo degli strumenti, la progettazione degli esperimenti, l’analisi dei dati e la formazione degli utenti, ed è rivolto sia ai gruppi UPO sia a ricercatori, clinici e partner esterni.

#5 Un Ateneo internazionale, dove anche l’IA si usa con metodo

Studiare in un ambiente internazionale non significa necessariamente trascorrere tutto il proprio percorso lontano da casa. Può voler dire seguire lezioni in inglese, incontrare docenti e studenti provenienti da altri Paesi, partecipare a programmi di mobilità o conseguire un titolo riconosciuto da due università.

UPO propone quattro corsi interamente in inglese e altri due percorsi con curricula in lingua inglese. Nell’ultimo ciclo di ammissioni internazionali l’Ateneo ha inoltre ricevuto più di 5.000 richieste di pre-iscrizione da studenti stranieri, un dato che contribuisce a rendere sempre più internazionale la comunità universitaria.

L’Ateneo fa parte inoltre del circuito UP University, un’alleanza europea che coinvolge altre dieci università del continente. Con quattro dei partner è in costruzione un programma congiunto dedicato alla sostenibilità. Sul fronte sanitario è già stato avviato un double degree in Scienze Infermieristiche con l’Università di Argirocastro, in Albania, mentre sono allo studio nuove collaborazioni con l’Università di Samarcanda, in Uzbekistan. Nell’area umanistica è in fase di sviluppo un doppio titolo con l’Università Mohammed V di Rabat. A questi progetti si affiancano collaborazioni di ricerca in Europa, ad Abu Dhabi e in Kenya.

L’apertura verso l’innovazione riguarda anche l’intelligenza artificiale, ormai entrata nelle abitudini di studio di moltissimi universitari. UPO ha istituito un Living Lab sull’IA che coinvolge docenti, studenti e personale dell’Ateneo. 

L’idea è utilizzare l’IA per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento, mantenendo al centro il pensiero critico e la responsabilità di chi la usa. Una scelta particolarmente importante in ambiti delicati come la medicina, la ricerca scientifica e i servizi pubblici, dove l’innovazione tecnologica deve procedere insieme alla riflessione etica.

#+1 Dall’università al lavoro, con un percorso che comincia prima della laurea

L’ingresso nel mondo del lavoro non si prepara nelle ultime settimane prima della discussione della tesi. È un percorso che parte prima, attraverso tirocini, incontri con le aziende, laboratori e occasioni utili per conoscere da vicino i settori nei quali potresti lavorare.

In UPO, l’81,3% delle laureate e dei laureati ha svolto un tirocinio curriculare riconosciuto dal proprio corso di studio. Il dato è superiore sia alla media nazionale, pari al 60,9%, sia a quella piemontese, ferma al 54,2%.

L’Ufficio Job Placement propone attività rivolte a tutta la comunità studentesca, senza aspettare necessariamente gli ultimi anni: tra gli strumenti disponibili ci sono l’Open Badge Orientati al lavoro”, le visite in azienda, gli eventi di placement, i seminari sulla ricerca attiva di un impiego e i laboratori dedicati alle competenze trasversali. I servizi InfoJob e CV Check aiutano inoltre a individuare opportunità e a migliorare la presentazione del proprio profilo professionale.

Il momento centrale però è il Career Day, organizzato ogni anno in autunno per mettere direttamente in contatto studenti e laureati con imprese ed enti locali, nazionali e internazionali. Prima dell’evento, le aziende possono presentare online le proprie attività, le posizioni aperte e i profili ricercati. I partecipanti possono inviare il curriculum, candidarsi e arrivare agli incontri in presenza con una prima idea delle opportunità disponibili. Durante la giornata è possibile parlare con i recruiter e sostenere veri colloqui.

Una particolare attenzione viene riservata agli studenti e ai laureati con disabilità o DSA. I percorsi di career coaching dedicati aiutano a ricostruire il proprio profilo personale e formativo, preparare curriculum e lettere di presentazione, affrontare colloqui motivazionali e simulare un processo di selezione

L’obiettivo è rendere l’accompagnamento al lavoro più accessibile e aderente alle esigenze individuali. E i risultati occupazionali confermano la validità della ricetta targata UPO. Tra i laureati triennali che non hanno proseguito gli studi, l’88,9% lavora a un anno dal titolo, rispetto all’81,2% della media nazionale. La retribuzione mensile netta media è di 1.584 euro, contro i 1.491 euro rilevati nel resto del Paese. Il 72% considera inoltre la laurea efficace o molto efficace per il lavoro svolto.

Anche per chi conclude una magistrale biennale o un corso a ciclo unico il tasso di occupazione a un anno è superiore alla media: 87,8% contro l’80,8% nazionale. La retribuzione netta media raggiunge i 1.638 euro mensili, rispetto ai 1.495 euro del dato italiano. A cinque anni dal titolo, il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello arriva al 94,5%.

Dalla scelta del corso ai laboratori, dalla vita nel campus al primo colloquio, UPO costruisce così un percorso che prova a tenere insieme formazione, benessere e futuro professionale. Una proposta radicata nel Piemonte orientale, ma sempre più aperta alle trasformazioni che stanno ridisegnando il modo di studiare e di lavorare.

Cosa aspetti? Scopri l’offerta formativa UPO e trova il percorso più adatto al tuo futuro!

Università del Piemonte Orientale

Scopri i corsi di laurea e iscriviti!

Clicca qui!
 
Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.