uninettuno

Negli anni 2000 se non avevi sonno non potevi scrollare su Insta per ingannare l’insonnia: e allora accendevi la TV e ti capitava di trovare le lezioni universitarie del consorzio Nettuno. Analisi 1 Matematica era in grado di stendere uno studente insonne in meno di 30 secondi, garantito.   

Questo ricordo è solo una delle tante chicche che oggi ti portiamo su Skuola.net per questa puntata speciale del vodcast #Sapevatelo. Questa volta il nostro direttore Daniele Grassucci è andato in missione alla scoperta della prima università telematica fondata in Italia.  

Un ateneo che dal 1992 macina record incredibili e che ha fatto dell’innovazione accademica la sua missione: è stata pioniera della formazione a distanza, quando la didattica online sembrava ancora fantascienza; in seguito è stata tra i primi atenei a mettere a disposizione degli studenti un proprio agente di Intelligenza Artificiale, Socrates AI. E, più recentemente, ha contribuito alla nascita del primo polo universitario nazionale dedicato alla formazione aeronautica e alla mobilità avanzata.

Tre primati che raccontano il percorso dell’Università Telematica Internazionale UNINETTUNO: il primo ateneo telematico, nato per innovare e capace di portare nel digitale tutto ciò che rende completa l’esperienza accademica, dalla qualità della didattica al rapporto con docenti e tutor, fino alle opportunità internazionali. Dimostrando, nei fatti, che un ateneo telematico può offrire formazione, servizi ed esperienze all’altezza di un’università tradizionale

Oggi infatti l’università telematica non rappresenta più una "seconda scelta" o un ripiego, ma una risposta strategica e flessibile per chi vuole continuare a formarsi senza fermare il proprio percorso personale e professionale. 

E tra gli 11 atenei telematici riconosciuti dal Ministero dell’Università e della Ricerca, UNINETTUNO non è soltanto il più longevo. A distinguerlo è anche una dimensione fortemente internazionale, costruita attraverso una comunità che riunisce studenti provenienti da circa 170 Paesi, collaborazioni con università straniere e numerose possibilità di mobilità fisica e virtuale.

A completare questo modello c’è una scelta precisa: mantenere una comunità di circa 20mila studenti, con massimo 4mila nuovi ingressi l’anno, senza inseguire una crescita illimitata. L’obiettivo è conservare un rapporto sostenibile tra iscritti, docenti e tutor, per riuscire a seguire davvero chi studia e mettere la qualità della formazione davanti alle logiche puramente commerciali.

Eppure, attorno alle università telematiche continuano a resistere luoghi comuni difficili da superare: l’idea di una laurea più facile, di lezioni seguite distrattamente dal divano e di studenti lasciati soli davanti a uno schermo è ancora dura a morire.

Continua a leggere: in questo articolo ti raccontiamo cosa aspettarti da un percorso di studi in un’università telematica e perché proprio UNINETTUNO potrebbe essere la scelta più adatta alle tue esigenze.

Indice

  1. Studiare senza mettere in pausa il resto della propria vita
  2. Frequentare una telematica non significa studiare da soli
  3. L’orientamento continua anche dopo l’iscrizione
  4. Studiare da casa sì, ma senza rimanere fermi: un’università online con studenti in circa 170 Paesi
  5. La “flipped classroom” è la didattica del futuro secondo la Rettrice Garito
  6. Come padroneggiare l’Intelligenza Artificiale? L’esempio di Socrates AI

Studiare senza mettere in pausa il resto della propria vita

La flessibilità rappresenta probabilmente il vantaggio più immediato di una formazione online. Le lezioni possono essere seguite senza cambiare città, affrontare ogni giorno lunghi spostamenti o rinunciare al lavoro e ad altre esperienze.

Per capire cosa significa concretamente, abbiamo incontrato Silvia Noce, studentessa di Psicologia originaria di Como. UNINETTUNO è stata la sua prima scelta dopo la Maturità: cercava un percorso che le permettesse di studiare e, allo stesso tempo, costruire esperienze utili anche fuori dall’università.

Durante il primo anno ha lavorato come aiuto educatrice. Un impegno quotidiano che avrebbe avuto difficoltà a conciliare con lezioni da seguire ogni giorno in un’altra città.

“È stata proprio l’idea di poter fare il lavoro che ho fatto nel primo anno dell’università”, racconta Silvia. “Tornavo a casa e studiavo la sera, cioè studiavo quando volevo, quando potevo”.

La libertà di organizzare il proprio tempo, però, non equivale all’assenza di impegno. Studiare quando si vuole significa anche imparare a programmare le giornate, rispettare le scadenze e trovare un equilibrio sostenibile tra esami, lavoro e vita personale.

Nel caso di Silvia, questa organizzazione le ha permesso di lavorare, restare in pari con gli studi e partecipare a due esperienze Erasmus, tra cui un tirocinio formativo in Portogallo.

“Non mi sarei aspettata  tutto questo”, spiega. “Devo ringraziare comunque UniNettuno perché mi ha permesso esattamente di fare quello che io avevo in mente originariamente”.

La sua esperienza mostra un aspetto spesso sottovalutato: la flessibilità può liberare tempo da investire in attività che arricchiscono il percorso universitario, come un lavoro coerente con i propri interessi, una nuova lingua o un periodo all’estero.

Frequentare una telematica non significa studiare da soli

Uno dei principali timori di chi valuta un’università telematica riguarda la socialità. Senza un’aula fisica frequentata ogni giorno, è davvero possibile conoscere altri studenti e stabilire un rapporto con i professori?

Silvia racconta di aver costruito la propria vita sociale anche fuori dall’università, tra lavoro, amici e attività personali. Allo stesso tempo, la piattaforma e i canali nati spontaneamente tra gli iscritti le hanno permesso di entrare in contatto con altri studenti.

“Io sono diventata amica di tantissimi ragazzi che appunto come me fanno l’UNINETTUNO. Abbiamo i gruppi Telegram con cui ci si scambia informazioni, insomma, anche relative agli esami”, racconta. A questi si aggiungono tutoraggi, classi interattive e incontri diretti con docenti e colleghi di corso.

Lo schermo, quindi, è uno strumento attraverso il quale avviene la relazione. La qualità dell’esperienza dipende da ciò che viene costruito attorno alla tecnologia: possibilità di fare domande, momenti di confronto, attività condivise e persone disponibili a seguire lo studente.

È un punto ribadito anche dalla Prof.ssa Michaela Lucrezia Squiccimarro, responsabile orientamento e una delle figure di mentorship di UNINETTUNO: ”L’università online, al di là della piattaforma, non vuol dire studiare da soli, vuol dire studiare insieme ad altre persone mediate attraverso una piattaforma digitale”.

L’orientamento continua anche dopo l’iscrizione

Scegliere un corso di laurea è soltanto il primo passaggio. Una volta iniziato il percorso, bisogna imparare a usare la piattaforma, organizzare gli esami e trovare un metodo compatibile con i propri impegni.

Per questo UNINETTUNO divide l’orientamento in più fasi. La prima aiuta lo studente a individuare il corso più coerente con le proprie necessità. Seguono un orientamento dedicato al metodo di studio e un accompagnamento in itinere, pensato per verificare che il percorso scelto continui a rispondere ai suoi bisogni.

Ogni facoltà ha figure di riferimento che conoscono il piano di studi e le caratteristiche degli iscritti. Il loro compito riguarda l’organizzazione didattica, ma anche la motivazione e la sostenibilità del percorso.

L’obiettivo, spiega la Prof.ssa Squiccimarro, è fare in modo che “lo studio si inserisca in modo strategico e soprattutto sostenibile nel suo ritmo di vita”.

Il servizio quindi si adatta a studenti con esigenze molto diverse. Ci sono neodiplomati che arrivano direttamente dalla scuola, lavoratori interessati ad aggiornare le proprie competenze e adulti che vogliono completare un percorso interrotto in passato.

L’incontro tra queste esperienze può diventare una risorsa. Gli studenti più adulti portano nelle classi interattive conoscenze professionali e una forte motivazione; i più giovani contribuiscono con nuove domande e prospettive. In questo modo, ci guadagnano tutti!

Studiare da casa sì, ma senza rimanere fermi: un’università online con studenti in circa 170 Paesi

Il nome completo dell’ateneo, Università Telematica Internazionale UNINETTUNO, anticipa un’altra delle caratteristiche raccontate nella puntata: la dimensione globale della comunità universitaria.

“I nostri iscritti vengono da circa 170 Paesi”, spiega Nicola Paravati, responsabile Affari Internazionali in UNINETTUNO, intervenuto nel vodcast per illustrare i programmi di internazionalizzazione. Il numero può variare nel tempo, anche in seguito alle lauree, ma restituisce l’immagine di una comunità composta da persone che studiano da aree geografiche e contesti culturali molto diversi.

La didattica a distanza permette agli studenti di rimanere nel proprio Paese, quando non possono o non desiderano trasferirsi. L’Ateneo prova però anche a stimolarli a vivere esperienze fuori dalla propria realtà quotidiana.

“Noi utilizziamo le tecnologie per abbattere le distanze”, spiega Nicola. La possibilità di studiare da casa convive quindi con programmi di mobilità fisica e virtuale, scambi Erasmus e collaborazioni con università straniere.

Attraverso il progetto UNINETTUNO Plus, gli studenti possono accedere anche a esperienze in campus situati fuori dall’Unione Europea, comprese università negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Irlanda e in Australia. Sono inoltre previste attività di mobilità virtuale per chi non può spostarsi.

Il progetto UNINETTUNO Global, invece, riunisce i servizi dedicati agli studenti internazionali e agli italiani che vivono all’estero: dall’individuazione dei centri in cui sostenere gli esami alla scelta dei programmi disponibili in lingua inglese, fino al supporto successivo alla laurea. Durante ogni sessione vengono utilizzate circa 60 sedi d’esame fuori dall’Italia. Ecco cosa prevede il programma:

  • Sostenere gli esami in presenza in oltre 60 sedi estere convenzionate.

  • Partecipare ai tradizionali bandi Erasmus+ per mobilità di studio o tirocinio.

  • Accedere a programmi di Double Degree (doppio titolo) e mobilità internazionale in collaborazione con università negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Irlanda e in Australia.

  • Sfruttare la mobilità virtuale con grandi atenei internazionali (come la spagnola UNED).

La “flipped classroom” è la didattica del futuro secondo la Rettrice Garito

Nel corso della puntata, abbiamo incontrato anche la rettrice di UNINETTUNO, Maria Amata Garito, tra le studiose che hanno lavorato allo sviluppo di modelli psicopedagogici applicati alla formazione a distanza.

Il modello raccontato dalla Rettrice – che è poi lo stesso di cui si avvale UNINETTUNO – parte dallo studio individuale attraverso videolezioni, testi ed esercizi interattivi. Lo studente può valutare ciò che ha appreso, mentre il docente osserva il suo percorso e interviene nei punti in cui emergono difficoltà o interpretazioni errate.

La fase decisiva arriva con il confronto.

“È lì che si capisce se ha veramente capito e lì che nascono anche nuove idee”, sottolinea Garito. Forum, chat e classi interattive permettono ai professori di individuare gli argomenti da approfondire e agli studenti di arrivare agli incontri già preparati.

La classe interattiva rovescia così la struttura della lezione frontale. “Lì sono gli studenti che conducono il dibattito. Quindi il professore ascolta, ma sono gli studenti che stimolano il professore ad altre idee, ad altri contenuti”, spiega la rettrice.

È una forma di didattica che richiede partecipazione. Le lezioni registrate forniscono le conoscenze di base; il confronto serve a verificarle, metterle in discussione e utilizzarle per costruire ragionamenti nuovi.

Secondo Garito, proprio questa esperienza dimostra che “non è vero che la tecnologia allontana, la tecnologia se usata bene rende vicine le persone”.

Come padroneggiare l’Intelligenza Artificiale? L’esempio di Socrates AI

Oggi il rapporto tra tecnologia e apprendimento diventa ancora più delicato con la diffusione dell’Intelligenza Artificiale generativa. Uno strumento capace di produrre immediatamente testi e risposte può facilitare lo studio, ma rischia anche di ridurre lo spazio dedicato al ragionamento personale.

In questo dibattito sull'uso dell'Intelligenza Artificiale nell'istruzione, UNINETTUNO si distingue per una soluzione pionieristica: l'avatar/assistente Socrates AI.

"L'Intelligenza Artificiale non va subita, va guidata. Se usata in modo passivo per ricevere risposte pronti-uso, rischia di abbassare i processi cognitivi e il senso critico, specialmente nei giovani. 

Con Socrates abbiamo applicato il metodo della maieutica socratica: l'AI non ti dà la pappa pronta, ma ti fa domande, stimola le tue risposte e ti mette in crisi per costringerti a ragionare. Inoltre, viene addestrata esclusivamente sui contenuti certificati dei nostri docenti, garantendo la certezza delle fonti.”

Anche nell’interazione con una macchina, quindi, lo studente deve rimanere protagonista. L’obiettivo è usare l’AI senza delegarle completamente il processo di comprensione, mantenendo allenati curiosità, spirito critico e capacità di distinguere una risposta convincente da una risposta corretta.

Il sistema sviluppato dall’Ateneo viene addestrato sui contenuti forniti dai docenti, in modo da collegare le risposte a materiali accademici identificabili. Un approccio che prova a integrare l’innovazione nella didattica senza perdere il controllo sulla qualità delle conoscenze.

Oggi l’università telematica non rappresenta più una "seconda scelta" o un ripiego, ma una risposta strategica e flessibile per chi vuole continuare a formarsi senza fermare il proprio percorso personale e professionale. 

Scopri da vicino come funziona il modello UNINETTUNO, e come adattarlo alle tue esigenze di vita: guarda la puntata di #Sapevatelo e approfondisci l’offerta formativa dell’Ateneo. 

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