Come ci cureremo tra vent'anni? Quali lavori nasceranno grazie all'intelligenza artificiale? E soprattutto, quali competenze serviranno ai giovani per affrontare professioni che oggi non riusciamo nemmeno a immaginare?
Domande che riguardano da vicino chi frequenta le scuole superiori e che, prima o poi, dovrà scegliere quale strada intraprendere dopo il diploma.
A provare a dare alcune risposte sono stati gli oltre 1.400 studenti di Roma e del Lazio che, giovedì 22 ottobre 2026, si sono ritrovati al Roma Convention Center La Nuvola per partecipare a HUMAN+, Idee, persone e innovazioni delle professioni del futuro, l'evento organizzato dall'Università Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione proprio con la nostra community di Skuola.net.
Una mattinata di orientamento che ha portato i ragazzi a confrontarsi direttamente con esperti e professionisti su alcune delle grandi trasformazioni della nostra epoca: dall'utilizzo della tecnologia nella medicina alle nuove frontiere dell'alimentazione, fino al rapporto tra esseri umani e intelligenza artificiale.
L'obiettivo? Aiutare gli studenti a immaginare il proprio futuro professionale, mettendo alla prova interessi, aspirazioni e capacità attraverso un'esperienza interattiva, tra domande, sondaggi e sfide dal vivo.
Indice
- HUMAN+, 1.400 studenti alla Nuvola per scoprire le professioni del futuro
- Dalla medicina all'intelligenza artificiale: le quattro sfide del futuro
- Cos'è il Future Profile: un modo per scoprire interessi e attitudini
- Il rettore Papalia: "La tecnologia deve essere sempre un mezzo, non un fine"
- Scuola e università, perché orientarsi significa imparare a scegliere
- Dalle professioni del futuro alla ricerca: gli appuntamenti dell'UCBM alla Nuvola
HUMAN+, 1.400 studenti alla Nuvola per scoprire le professioni del futuro
Capire cosa fare dopo la maturità non è sempre semplice. Tra corsi universitari, nuove tecnologie e professioni in continua trasformazione, scegliere il proprio percorso può diventare una sfida.
Con HUMAN+, l'Università Campus Bio-Medico di Roma ha voluto proporre un approccio diverso all'orientamento, portando gli studenti fuori dalle aule e mettendoli direttamente a confronto con le grandi questioni che stanno cambiando la società.
Al posto della tradizionale presentazione dei corsi di laurea, l'evento ha proposto quattro momenti tematici, dedicati alla salute, all'intelligenza artificiale e alla tecnologia, all'alimentazione e alla sostenibilità, e alle professioni del futuro.
Ogni incontro è stato costruito attorno a una domanda capace di stimolare il confronto tra esperti e studenti.
I ragazzi hanno potuto esprimere le proprie opinioni attraverso quesiti e sondaggi, partecipando anche alle sfide della Live Challenge, pensata per trasformare gli argomenti affrontati in un'esperienza coinvolgente e partecipativa.
Un modo per avvicinare le nuove generazioni a settori professionali in rapida evoluzione, aiutandole a comprendere non soltanto quali possibilità potrebbero aprirsi, ma anche quali responsabilità comporteranno.
Dalla medicina all'intelligenza artificiale: le quattro sfide del futuro
Uno dei temi centrali della giornata è stato il rapporto tra innovazione tecnologica e benessere delle persone.
Nell'ambito della salute, gli studenti si sono confrontati con i cambiamenti che stanno interessando la medicina, tra nuovi strumenti diagnostici, robotica e tecnologie che possono supportare il lavoro dei professionisti sanitari.
Grande spazio è stato dedicato anche all'intelligenza artificiale, una delle innovazioni destinate a incidere maggiormente sulle professioni dei prossimi anni.
La domanda proposta ai ragazzi è stata particolarmente significativa: cosa non dovremmo mai delegare alle macchine?
Un interrogativo che invita a riflettere sul ruolo del giudizio umano, della responsabilità e del pensiero critico in un mondo nel quale gli strumenti digitali stanno diventando sempre più presenti.
Un'altra delle grandi questioni affrontate ha riguardato l'alimentazione e la sostenibilità: cosa mangeremo nel 2050? Come cambierà il nostro rapporto con il cibo? E quali soluzioni potranno aiutarci a utilizzare le risorse del pianeta in modo più responsabile?
Infine, l'attenzione si è spostata sulle professioni del futuro, con l'obiettivo di comprendere quali competenze saranno richieste e come le nuove generazioni potranno prepararsi ad affrontare un mercato del lavoro in continua trasformazione.
Un percorso che ha messo in evidenza l'importanza di una preparazione capace di integrare conoscenze scientifiche, competenze tecnologiche e capacità umane.
Cos'è il Future Profile: un modo per scoprire interessi e attitudini
La mattinata si è conclusa con la costruzione di un Future Profile, un'esperienza di orientamento pensata per aiutare ogni studente a riflettere sulle proprie caratteristiche personali.
Attraverso gli stimoli raccolti durante l'evento, i ragazzi sono stati invitati a riconoscere i propri interessi, le attitudini e le aspirazioni, mettendoli in relazione con i diversi ambiti professionali esplorati.
Il percorso ha permesso di approfondire anche la quotidianità lavorativa delle professioni, dalle responsabilità alle opportunità, senza trascurare le difficoltà che possono caratterizzare i diversi ruoli.
L'intento è quello di offrire agli studenti nuovi strumenti per compiere scelte formative e universitarie più consapevoli, evitando di limitare l'orientamento a un semplice elenco di facoltà o sbocchi lavorativi.
Perché capire quale università scegliere significa anche interrogarsi sulle proprie passioni, sul modo in cui si immagina il futuro e sul contributo che si vorrebbe offrire alla società.
Il rettore Papalia: "La tecnologia deve essere sempre un mezzo, non un fine"
A spiegare il significato dell'iniziativa è stato Rocco Papalia, rettore dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, che ha sottolineato la necessità di ripensare l'orientamento alla luce delle trasformazioni in corso.
"HUMAN nasce dal desiderio di offrire ai ragazzi un'esperienza che vada oltre la tradizionale presentazione dei corsi universitari", ha spiegato il rettore.
Secondo Papalia, l'intelligenza artificiale, la robotica e i progressi della medicina e dell'ingegneria stanno modificando profondamente il mondo delle professioni, aprendo nuove possibilità ma anche interrogativi che richiedono capacità di giudizio e senso di responsabilità.
Per questo, ha sottolineato, la formazione dei giovani deve puntare anche sullo sviluppo del pensiero critico e sulla capacità di comprendere le potenzialità e i limiti degli strumenti tecnologici.
"La sfida è accompagnarli a diventare professionisti capaci non soltanto di conoscere e utilizzare strumenti sempre più avanzati, ma anche di comprenderne le potenzialità e i limiti, collaborare con gli altri e mettere le proprie competenze al servizio dei bisogni reali delle persone e della società".
Un concetto riassunto dal rettore con un messaggio preciso: "La persona deve restare al centro e la tecnologia essere sempre un mezzo, non un fine".
Scuola e università, perché orientarsi significa imparare a scegliere
La giornata ha rappresentato anche un'occasione per ribadire l'importanza del collegamento tra scuola superiore e università.
A sottolinearlo è stata Anna Paola Sabatini, direttrice generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio, che ha evidenziato come l'orientamento debba partire dalle caratteristiche e dalle aspirazioni dei singoli studenti.
"Orientare non significa indicare una strada già tracciata, ma aiutare ogni studente a riconoscere la propria", ha dichiarato Sabatini.
Secondo la direttrice, iniziative come HUMAN+ possono contribuire a guidare i ragazzi attraverso le trasformazioni della formazione e del lavoro, mantenendo centrale la dimensione umana.
"Scuola e università devono allearsi su questo: trasformare la visione del futuro in un progetto di vita consapevole e responsabile".
Un messaggio che richiama una delle sfide più importanti per gli studenti delle superiori: scegliere cosa fare dopo il diploma senza lasciarsi guidare esclusivamente dalle professioni più conosciute o dalle tendenze del momento.
Dalle professioni del futuro alla ricerca: gli appuntamenti dell'UCBM alla Nuvola
La giornata dell'Università Campus Bio-Medico di Roma alla Nuvola non si è limitata agli incontri dedicati agli studenti delle superiori.
Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16, il programma è proseguito con “Shaping What's Next – Dare forma al futuro”, un evento gratuito rivolto al mondo universitario, della ricerca e delle imprese.
Al centro dell'appuntamento il ruolo della Scuola di Dottorato UCBM nel collegare la formazione universitaria avanzata, la ricerca scientifica e il trasferimento tecnologico.
Tra gli ospiti annunciati, lo scienziato statunitense Dennis C. Liotta, conosciuto a livello internazionale per il contributo allo sviluppo di farmaci innovativi nella lotta all'AIDS.
Il programma ha previsto inoltre due tavole rotonde dedicate al rapporto tra ricerca e innovazione e alle possibilità di collaborazione tra università e imprese.
Un approfondimento che ha ampliato il filo conduttore della giornata: comprendere come le conoscenze scientifiche possano tradursi in applicazioni capaci di rispondere ai bisogni della società.
Dalle prime scelte universitarie fino alla ricerca più avanzata, HUMAN+ ha così proposto un percorso per guardare alle professioni del futuro partendo dalle domande dei giovani, ricordando che, anche in un mondo sempre più tecnologico, saranno le persone a dover decidere quale direzione dare all'innovazione.