3 consigli scegliere esame

Il primo anno di università ha un talento particolare: farti sentire in ritardo ancora prima di aver capito dove si trova l’aula.

All’inizio i corsi sembrano gestibili, poi arrivano dispense, manuali da centinaia di pagine, esercitazioni e date degli appelli. E quella sessione che sembrava lontanissima improvvisamente è tra poche settimane.

L’obiettivo dovrebbe rimanere provare a sostenere tutti gli esami previsti dal proprio piano di studi. Rimandarne troppi significa infatti rischiare di trascinarsi esami arretrati negli anni successivi.

Se però vi accorgete che, realisticamente, non riuscirete a prepararli tutti bene, tanto vale decidere quali affrontare per primi seguendo una strategia.

Indice

  1. Controlla subito quali esami sono propedeutici agli altri
  2. Non guardare soltanto i crediti: controlla programma, modalità e date
  3. Non rimandare automaticamente l’esame che ti fa più paura
  4. Usa gli strumenti giusti: appunti, schemi e riassunti possono fare la differenza

Controlla subito quali esami sono propedeutici agli altri

Non tutti gli esami hanno lo stesso peso nel vostro percorso universitario. In alcuni corsi esistono delle propedeuticità: significa che dovete superare un determinato esame prima di poterne sostenere un altro. Rimandare quello sbagliato può quindi creare un effetto domino nelle sessioni successive.

Prima di organizzare lo studio, controllate il piano di studi e il regolamento del vostro corso. Se un esame del primo semestre è necessario per affrontarne altri più avanti, probabilmente merita una posizione alta nella lista delle priorità.

Vale anche per gli insegnamenti che, pur senza una propedeuticità formale, forniscono le basi per corsi successivi. Se non avete capito Analisi 1, per esempio, affrontare materie che utilizzano continuamente quegli strumenti potrebbe diventare parecchio più complicato.

Non guardare soltanto i crediti: controlla programma, modalità e date

“Questo vale 6 CFU, quindi sarà facile”. Non necessariamente.

I CFU indicano il carico di lavoro teoricamente associato all’insegnamento, ma non raccontano da soli come sarà l’esame. Due materie con gli stessi crediti possono richiedere preparazioni molto diverse.

Prima della sessione controllate quindi il programma effettivo: quante pagine ci sono da studiare? L’esame è scritto, orale o entrambi? Ci sono esercizi? Progetti? Parziali? Quanto tempo avete tra un appello e l’altro?

Mettere tre esami molto impegnativi a distanza di pochissimi giorni può essere una scelta difficile da sostenere, soprattutto durante la prima sessione.

Meglio costruire un calendario realistico, combinando quando possibile un esame più impegnativo con uno più gestibile, invece di concentrare tutto nella stessa settimana e arrivare esausti già al primo appello.

Non rimandare automaticamente l’esame che ti fa più paura

La tentazione è comprensibile: avete quattro esami e ce n’è uno che sembra impossibile. Facile pensare: “Questo lo faccio alla prossima sessione”. Il problema nasce quando “la prossima sessione” diventa settembre, poi gennaio, poi l’anno successivo.

Se un esame è particolarmente difficile ma fondamentale per il vostro corso, può essere più utile iniziare a prepararlo subito, anche se dovesse richiedere più tempo degli altri.

Una possibile strategia è affiancarlo a una materia più accessibile: in questo modo non dedicate tutta la sessione a un unico esame, ma nemmeno lasciate accumulare quello che rischia di diventare il vostro personale “esame scoglio”.

E soprattutto cercate di capire perché vi sembra difficile. Il programma è enorme? Vi mancano alcune basi? Non avete capito il metodo del docente? Individuare il problema permette di intervenire molto prima dell’appello.

Usa gli strumenti giusti: appunti, schemi e riassunti possono fare la differenza

E poi c’è un alleato che può tornarvi utile soprattutto quando il programma sembra non finire mai. Negli appunti di Skuola.net potete trovare schemi, riassunti e materiali utili per organizzare lo studio e affrontare anche gli esami più complessi.

Non sostituiscono lezioni e libri indicati dai docenti, ma possono essere un supporto prezioso per ripassare, chiarire alcuni passaggi e costruire un quadro più ordinato degli argomenti.

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