orientamento post diploma guida consulenti del lavoro

Terminati gli esami di maturità arriva il momento della prima grande scelta. Università, ITS Academy, percorsi professionalizzanti, professioni ordinistiche, discipline umanistiche o scientifiche: non esiste una risposta uguale per tutti.

Esiste però un criterio valido per tutti: partire dai propri talenti senza perdere di vista il mercato del lavoro. I dati più recenti confermano che studiare continua a rappresentare uno dei migliori investimenti possibili.

A un anno dal conseguimento del titolo, il tasso medio di occupazione dei laureati italiani è pari al 78,6%, mentre a cinque anni supera stabilmente il 90% in numerosi percorsi formativi. Dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro arriva una bussola sulle scelte post diploma.

Indice

  1. Le lauree STEM: il regno delle professioni più richieste
  2. Medicina e professioni sanitarie: occupazione quasi garantita
  3. Economia, management e professioni aziendali
  4. Giurisprudenza e professioni giuridiche
  5. Le discipline umanistiche: una scelta che richiede consapevolezza
  6. Psicologia, educazione e formazione
  7. ITS Academy: la strada più breve verso il lavoro
  8. I consigli per una buona scelta

1. Le lauree STEM: il regno delle professioni più richieste

Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica continuano a rappresentare l'area con la maggiore richiesta da parte delle imprese. Secondo l’ultima indagine Almalaurea sui laureati del 2024, ad un anno dalla laurea magistrale, l’88,4% ha un lavoro con una retribuzione media mensile netta di 1.624 euro.

Il tasso di occupazione ad un anno dalla laurea magistrale è:

  • 93% per ingegneria industriale e dell’informazione

  • 92,7% informatica e tecnologie ICT

  • 80,5% discipline scientifiche

Chi sceglie lauree STEM trova:

  • elevata domanda di lavoro;

  • maggiore facilità di inserimento professionale;

  • retribuzioni mediamente superiori alla media;

  • possibilità di carriera internazionale.

I corsi più richiesti dal mercato restano:  

  • Ingegneria

  • Informatica;

  • Data Science;

  • Intelligenza artificiale;

  • Cybersecurity;

  • Matematica;

  • Fisica;

  • Statistica.

Il problema non è trovare lavoro, ma trovare abbastanza laureati. In molti comparti il mismatch tra domanda e offerta resta elevatissimo. Su 100 assunzioni di laureati programmate dalle aziende, il 30,8% riguarda diplomati in uscita da percorsi STEM, in particolare ingegneria (20%).

L’elevata richiesta da parte delle imprese rende il mercato particolarmente concorrenziale: il 64% dei profili STEM sono introvabili, con punte del 67% nell’ingegneria industriale, elettronica e dell’informazione.

2. Medicina e professioni sanitarie: occupazione quasi garantita

Se l'obiettivo prioritario è l'occupabilità, le professioni sanitarie continuano a occupare le prime posizioni. Secondo l’ultima indagine Almalaurea sui laureati del 2024, ad un anno dalla laurea magistrale, l’85,3% ha un lavoro con una retribuzione media mensile netta di 1.444 euro.

Tra i percorsi più richiesti:

  • Medicina e Chirurgia;

  • Infermieristica;

  • Fisioterapia;

  • Tecniche sanitarie;

  • Ostetricia;

  • Logopedia;

  • Tecniche di radiologia.

Le lauree medico-sanitarie presentano alcuni dei migliori risultati occupazionali dell'intero sistema universitario italiano e tra i livelli più bassi di disallineamento tra studi e lavoro svolto.

La crescente longevità della popolazione e l'invecchiamento demografico fanno prevedere una domanda elevata anche nei prossimi decenni. Su 100 inserimenti previsti da aziende e strutture pubbliche, più di 8 riguardano figure in uscita da percorsi medico-sanitari.

Il tasso di irreperibilità dei profili è del 65% circa, più alto tra gli indirizzi sanitari e paramedici (68,5%), i più richiesti dal mercato

3. Economia, management e professioni aziendali

Le professioni economiche rappresentano una delle aree più versatili. Quasi il 30% delle assunzioni di laureati riguarda infatti i profili economici, che risultano di difficile reperimento nel 39% dei casi. 

Gli sbocchi:

  • amministrazione e finanza;

  • consulenza del lavoro;

  • controllo di gestione;

  • marketing;

  • risorse umane;

  • organizzazione aziendale;

  • revisione e auditing.

Sono percorsi che consentono di lavorare sia nel settore privato sia in quello pubblico e che offrono una notevole capacità di adattamento ai cambiamenti economici.

Ad un anno dalla laurea magistrale trova occupazione l’85,2% dei laureati. Inoltre, l'evoluzione digitale delle imprese sta aumentando la richiesta di figure ibride, capaci di coniugare competenze economiche e tecnologiche.

4. Giurisprudenza e professioni giuridiche

Per chi possiede una forte inclinazione verso il diritto, le istituzioni e l'organizzazione sociale, la facoltà di Giurisprudenza resta una scelta di grande valore.

Gli sbocchi:

  • avvocatura;

  • consulenza del lavoro;

  • notariato;

  • magistratura;

  • pubblica amministrazione;

  • compliance;

  • relazioni industriali;

  • gestione delle risorse umane.

Richiede tempi più lunghi rispetto ad altri percorsi, ma continua a formare professionisti centrali per il funzionamento dello Stato e delle imprese. Se ad un anno dalla laurea solo il 58,1% ha un’occupazione, a 5 anni il valore sale all’84,6%.

5. Le discipline umanistiche: una scelta che richiede consapevolezza

Lettere, Filosofia, Storia, Lingue, Beni culturali e discipline artistiche continuano ad attrarre migliaia di studenti. La scelta è pienamente legittima quando nasce da una forte vocazione culturale.

Occorre tuttavia sapere che i percorsi umanistici presentano generalmente tassi di inserimento lavorativo inferiori alla media nazionale nel primo anno dopo la laurea. In alcune aree il tasso di occupazione si colloca poco sopra il 60%.

Secondo l’ultima indagine Almalaurea sui laureati del 2024, ad un anno dalla laurea magistrale ha un lavoro il 71,5% dei laurati in discipline linguistiche, il 67,9% in arte e design, il 61,9% in discipline letterarie umanistiche.

Ciò non significa che queste discipline offrano meno valore, ma che richiedono spesso:  

  • specializzazioni successive;

  • competenze digitali complementari;

  • percorsi professionali più articolati.

A cinque anni i tassi di occupazione migliorano, collocandosi a circa l’80% per discipline artistiche e letterarie, all’86% per le linguistiche: ma i valori restano inferiori a quelli medi dei laureati (89,7%).

6. Psicologia, educazione e formazione

Si tratta di percorsi sempre più richiesti da una società caratterizzata da nuove fragilità sociali, educative e organizzative. L'invecchiamento della popolazione e la crescente attenzione al benessere delle persone stanno ampliando progressivamente gli spazi professionali.

  Ambiti in crescita:

  • sostegno psicologico;

  • benessere organizzativo;

  • orientamento;

  • formazione;

  • servizi educativi;

  • inclusione sociale.

Occorre tuttavia fare una distinzione. L’ambito dell’educazione e della formazione assiste da anni ad una crescita di interesse da parte del mercato, dovuta anche ad un processo di ricambio interno delle professionalità.

Secondo l’indagine Unioncamere-Excelsior, quasi il 20% delle assunzioni di laureati, riguarda profili in uscita da tali percorsi. I tassi occupazionali sono ad un anno sono dell’80,2%, a cinque dell’87%.

Diverso è il caso dei percorsi in ambito psicologico, che richiedono in molti casi tempi più lunghi finalizzati all’acquisizione dei titoli per l’esercizio professionale: se ad un anno dalla laurea risulta occupato il 60,7%, a cinque la quota sale all’87%.

7. ITS Academy: la strada più breve verso il lavoro

Non esiste soltanto l'università. Gli ITS Academy rappresentano oggi uno dei percorsi più efficaci per entrare rapidamente nel mercato del lavoro.

 Durata:

  • 2 anni prevalentemente;

  • forte presenza di stage e apprendistato;

  • collaborazione diretta con le imprese.

I dati mostrano livelli occupazionali superiori all'80% e, in molti percorsi tecnologici, prossimi al 90% entro un anno dal diploma. Gli ITS sono oggi uno dei principali strumenti di contrasto al mismatch professionale.

Secondo l’ultimo monitoraggio del MIUR sui diplomati 2023, l’84% dei diplomati ITS è occupato ad un anno dal conseguimento del diploma. A fronte della crescente richiesta delle aziende di diplomati, si riscontra elevata difficoltà di reperimento (59% dei profili introvabili secondo Unioncamere-Excelsior).

Tra le specializzazioni più ricercate e introvabili vi sono meccatronica (72% delle figure con difficoltà di reperimento da parte delle aziende), energia (83%), moda (74%) e agroalimentare (60%).

Particolarmente richiesti:  

  • meccatronica;

  • automazione;

  • energia;

  • informatica;

  • logistica;

  • mobilità sostenibile;

  • turismo.

8. I consigli per una buona scelta

Il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro fornisce alcuni consigli per la scelta post-diploma. “Prima di scegliere una facoltà o un percorso formativo, ogni maturando dovrebbe porsi tre domande.

  • Mi piace davvero? Perché nessun percorso si conclude con successo senza motivazione.

  • Sono portato? Perché il talento conta ancora.

  • Quali opportunità offre? Perché passione e realismo devono procedere insieme.

“La scelta post-maturità non deve essere una corsa verso il titolo più spendibile né una fuga verso il sogno più romantico. Deve essere l'incontro tra vocazione personale e opportunità professionale. 

Il mercato del lavoro del futuro avrà bisogno di ingegneri e medici, ma anche di educatori, giuristi, economisti, psicologi, tecnici specializzati, professionisti della cultura e della comunicazione.

La vera differenza non la farà soltanto il titolo conseguito, ma la capacità di ciascuno di trasformare il proprio talento in competenza e la propria competenza in valore per la società”, spiega Rosario De Luca, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

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